{"id":86866,"date":"2021-02-10T00:18:19","date_gmt":"2021-02-09T23:18:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=86866"},"modified":"2021-03-04T10:38:41","modified_gmt":"2021-03-04T09:38:41","slug":"patti-chiari-inimicizia-lunga-la-nuova-cortina-di-ferro-tra-europa-e-russia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/patti-chiari-inimicizia-lunga-la-nuova-cortina-di-ferro-tra-europa-e-russia\/","title":{"rendered":"Patti chiari, inimicizia lunga: la nuova cortina di ferro tra Ue e Russia"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\">Mentre la polizia russa sta arrestando, e i tribunali stanno condannando decine e centinaia di attivisti, oppositori, dissidenti e comuni cittadini, l&#8217;Alto rappresentante dell&#8217;Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza<strong>\u00a0Josep Borrell<\/strong> constata di fronte al Parlamento europeo riunito in sessione plenaria il <strong>fallimento della transizione della Russia verso la democrazia<\/strong> e la mette in guardia dal prendere una \u201cchina autoritaria pericolosa\u201d.<\/p>\n<p class=\"p1\">Molti commentatori hanno giudicato <strong>la visita dell&#8217;Alto rappresentante a Mosca<\/strong> \u2013 la prima dal 2017 \u2013 come \u201cfallimentare\u201d, ma si potrebbe obiettare che \u00e8 stata al contrario molto riuscita, nel senso che <strong>ha esaurito una fase infruttuosa quanto sofferta della diplomazia europea<\/strong>, quella in cui ha cercato di fare il possibile in una situazione impossibile.<\/p>\n<p class=\"p1\">Ora i patti sono chiari e l&#8217;inimicizia si prospetta lunga: Borrell propone agli Stati membri dell&#8217;Ue di discutere nuove sanzioni, ma soprattutto chiude <strong>l&#8217;epoca in cui l&#8217;Occidente inseguiva la Russia con auspici ed esortazioni<\/strong> in nome di un dialogo che avrebbe dovuto trattenere il Cremlino dalla parte giusta dei valori europei. <a href=\"https:\/\/multimedia.europarl.europa.eu\/en\/-visit-of-the-hrvp-to-russia-in-the-light-of-the-recent-crackdown-on-protestors-and-the-opposition----extracts-from-the-debate_I202007-V_v\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">In un discorso di una durezza senza precedenti<\/a>, Borrell annuncia la <strong>\u201cfine delle illusioni\u201d<\/strong>: <strong>Mosca \u00e8 ora un avversario<\/strong>, e il fatto che \u201cconsideri i diritti umani una minaccia esistenziale\u201d la colloca sul lato opposto di una nuova cortina di ferro.<\/p>\n<p><strong>Il fronte Ue<\/strong><br \/>\nUna rottura che probabilmente il capo della diplomazia europea voleva certificare sul posto, e che il ministro degli Esteri russo <strong>Sergey Lavrov<\/strong> l&#8217;ha aiutato a rendere esplicita, con l&#8217;<strong>umiliante strigliata in pubblico<\/strong>, seguita dall&#8217;<strong>espulsione di tre diplomatici europei colpevoli di aver seguito le manifestazioni di protesta dei sostenitori dell&#8217;oppositore russo Alexey Navalny<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"p1\">La minaccia al potere di <strong>Vladimir Putin<\/strong> ha spinto il suo regime a estremizzare lo scontro non solo all&#8217;interno del Paese, ma anche con il resto del mondo: <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/01\/con-biden-le-relazioni-tra-usa-e-russia-sono-destinate-a-peggiorare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">l&#8217;arrivo di <strong>Joe Biden<\/strong> alla Casa Bianca<\/a> \u00e8 visto al Cremlino \u2013 giustamente \u2013 come il ritorno di un&#8217;America poco accomodante verso gli autocrati dell&#8217;Est, e i precedenti tentativi di spaccare il fronte atlantico appellandosi alle inclinazioni di realpolitik di singoli Paesi europei sono stati probabilmente ritenuti inutili.<\/p>\n<p class=\"p1\">L&#8217;atteggiamento al limite della maleducazione della diplomazia russa \u2013 la cui portavoce ha esplicitamente accusato Borrell di rispondere ai suoi \u201cveri padroni\u201d Oltreoceano \u2013 ha paradossalmente facilitato la <strong>nascita di un fronte molto pi\u00f9 unito in Europa<\/strong>. La <strong>Germania<\/strong> \u00e8 rimasta oltraggiata dall&#8217;espulsione di un suo diplomatico trattato dai media russi alla stregua di un agente nemico infiltrato, la repressione del dissenso scoraggia le invocazioni al dialogo tradizionali per le sinistre, mentre scene come quella della protezione civile che a San Pietroburgo blocca una strada centrale per cercare di eliminare un&#8217;enorme scritta \u201cNavalny\u201d tracciata nella neve che copre il fiume ghiacciato non aggiungono fasto all&#8217;immagine del leader forte di cui Putin godeva presso le destre sovraniste europee.<\/p>\n<p><strong>La tela di Navalny<\/strong><br \/>\nI sostenitori di Navalny possono ora confidare di essersi garantiti \u2013 anche se a condizioni ancora tutte da esplorare \u2013 una delle due componenti fondamentali del loro piano: il sostegno e le pressioni dell&#8217;Occidente. Resta da capire come reagir\u00e0 l&#8217;altra componente del piano, quella parte delle \u00e9lite russe che di fronte alla <strong>trasformazione dell&#8217;autoritarismo elettorale di Putin in una dittatura isolazionista<\/strong> vede in pericolo le proprie prospettive di carriera politica e guadagno economico.<\/p>\n<p>\u00c8 evidente che il Cremlino \u2013 come aveva gi\u00e0 fatto prima <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/stallo-in-bielorussia-lukashenko-proteste\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Aleksandr Lukashenko<\/a>\u00a0in <strong>Bielorussia<\/strong> \u2013, a questo punto, scommetter\u00e0 sui <strong>\u201csiloviki\u201d<\/strong>, la componente della forza, finora controbilanciata (sempre meno) dai tecnici moderati e pragmatici.<\/p>\n<p class=\"p1\">Un&#8217;eventuale passaggio del trono, per quanto pilotato, appare sempre meno praticabile per Putin e sempre pi\u00f9 auspicabile per le generazioni successive di nomenclatura e imprenditori. La trasformazione della Russia in una riedizione dell&#8217;Urss di Brezhnev non \u00e8 negli interessi dei russi ricchi e potenti.<\/p>\n<p><strong>Obiettivo sopravvivenza per il regime<\/strong><br \/>\nLa pressione della piazza e delle rivelazioni di Navalny era funzionale proprio a questo: <strong>alzare il livello dello scontro<\/strong>, ridurre gli spazi dove rifugiarsi nell&#8217;opportunismo, <strong>scuotere l&#8217;opinione pubblica<\/strong> e spingere il Cremlino a reagire con violenza. Che Putin non avrebbe scelto l&#8217;apertura e il dialogo era una previsione facile dopo vent&#8217;anni, ma Navalny ha costruito una situazione <em>win-win<\/em> (senza contare ovviamente il rischio personale).<\/p>\n<p>Nell&#8217;improbabile ipotesi che il regime l&#8217;avesse lasciato libero almeno quanto prima dell&#8217;avvelenamento, avrebbe proseguito ad aumentare i propri spazi e a coniare il linguaggio e i codici della protesta.<\/p>\n<p class=\"p1\">Ma nella visione putiniana del mondo sarebbe stata una debolezza imperdonabile. Con l&#8217;incarcerazione dell&#8217;oppositore numero uno e il successivo giro di vite, <strong>il sistema ora si dedica quasi esclusivamente all&#8217;obiettivo della propria sopravvivenza<\/strong>, in uno scontro che ne consuma le forze e ne accelera il declino, ma le modalit\u00e0, i tempi e le opportunit\u00e0 della formazione di un&#8217;opposizione interna al regime appaiono per ora incerte.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/Russian Foreign Affairs Ministry Handout <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre la polizia russa sta arrestando, e i tribunali stanno condannando decine e centinaia di attivisti, oppositori, dissidenti e comuni cittadini, l&#8217;Alto rappresentante dell&#8217;Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza\u00a0Josep Borrell constata di fronte al Parlamento europeo riunito in sessione plenaria il fallimento della transizione della Russia verso la democrazia e la [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":86867,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2027,9],"tags":[1734,929,108,432,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86866"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=86866"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86866\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":86880,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86866\/revisions\/86880"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/86867"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=86866"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=86866"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=86866"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}