{"id":86869,"date":"2021-02-10T00:57:21","date_gmt":"2021-02-09T23:57:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=86869"},"modified":"2021-03-04T10:38:02","modified_gmt":"2021-03-04T09:38:02","slug":"draghi-un-garante-per-litalia-nella-difficile-partita-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/draghi-un-garante-per-litalia-nella-difficile-partita-europea\/","title":{"rendered":"Draghi: un garante per l\u2019Italia nella difficile partita europea"},"content":{"rendered":"<p>Era scontato il <strong>coro di sostegno all\u2019arrivo di Mario Draghi a palazzo Chigi<\/strong> riecheggiato nei \u201cpiani alti\u201d dell&#8217;<strong>Unione europea<\/strong> a <strong>Bruxelles<\/strong> e nelle principali cancellerie, <strong>Berlino<\/strong> e <strong>Parigi<\/strong> in primo luogo. Che il governo del Paese pi\u00f9 debole tra i grandi dell\u2019Unione europea, sul quale si addensano da troppo tempo le maggiori incertezze e preoccupazioni quanto a capacit\u00e0 di crescita economica come per la solidit\u00e0 degli assetti politico-istituzionali, sia guidato da una delle persone a forte caratura internazionale &#8211; un \u201cfuoriclasse\u201d &#8211; quale l&#8217;ex presidente della Banca centrale europea, non pu\u00f2 che costituire di per s\u00e9 <strong>un fattore di stabilit\u00e0 che in Europa giover\u00e0 a tutti<\/strong>.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, il 2021 \u00e8 l\u2019anno che vedr\u00e0 <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/01\/il-lungo-arrivederci-della-germania-ad-angela-merkel\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>la fine dell\u2019&#8221;era Merkel&#8221;<\/strong><\/a> (le elezioni legislative federali in Germania sono previste a settembre) e nella <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/07\/emmanuel-macron-guarda-gia-al-2022\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">primavera 2022<\/a> ci saranno le <strong>presidenziali francesi<\/strong>: il profilo della futura leadership nei due Stati chiave \u00e8 indeterminato e fino ad allora, non si apriranno nuovi \u201ccantieri\u201d europei. Se Draghi durasse a palazzo Chigi fino alla <strong>scadenza naturale della legislatura<\/strong> (primavera 2023) ne beneficerebbe sicuramente il profilo politico dell&#8217;Unione europea. La sua visione degli sviluppi dell\u2019integrazione europea \u00e8 stranota: nel 2012 e poi nel 2015 firm\u00f2 con gli altri presidenti delle istituzioni europee (Commissione, Eurogruppo, Consiglio e Parlamento) due relazioni per il rafforzamento dell\u2019unione monetaria, rimaste sostanzialmente sulla carta nei suoi elementi strategici.<\/p>\n<p><strong>Dal Quantitative Easing al Recovery Plan<\/strong><br \/>\nPer tutti gli anni del <em><strong>Quantitative Easing<\/strong><\/em> forzato, alla guida della Bce, Draghi ha fatto continuamente \u2013 e vanamente &#8211; appello ai governi affinch\u00e9 facessero la loro parte, compensando con una forte azione di politica economica comune <strong>l\u2019anomalia costitutiva dell\u2019Eurozona<\/strong> (moneta unica con politiche fiscali nazionali separate, solo ingabbiate dai parametri di Maastricht per evitare sconquassi finanziari), nel tentativo di superare quella che viene chiamata<strong> la \u201csolitudine\u201d del banchiere centrale<\/strong>, \u201corfano\u201d di una politica fiscale comune.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 voluta la pandemia per cambiare gioco. Pur in forma limitata, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/un-piano-per-la-ripresa-o-per-la-next-generation\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Next Generation EU<\/strong><\/a>, con la pi\u00f9 grande emissione di debito comune da parte degli Stati dell\u2019Unione che sia mai stata immaginata (<strong>750 miliardi di euro<\/strong> potenzialmente da rimborsare attraverso <strong>imposte europee<\/strong>), compensa la zopp\u00eca originaria dell\u2019Eurozona rafforzando l\u2019espansione fiscale in corso in tutti i Paesi: <strong>per la prima volta l\u2019azione dei governi, dell&#8217;Ue e della Banca centrale sono allineate<\/strong>.<\/p>\n<p>Soprattutto fornisce un\u2019indicazione per il futuro e ora comincia il test per verificare se il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/07\/recovery-fund-accordo-raggiunto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">compromesso di luglio<\/a> \u00e8 solo una forzatura congiunturale dovuta all\u2019eccezionalit\u00e0 della crisi pandemica, cui alcuni Stati riluttanti a condividere i rischi si sono piegati per tornare rapidamente nei ranghi, oppure pu\u00f2 essere <strong>l\u2019embrione di uno strumento fiscale comune permanente<\/strong> di stabilizzazione delle economie. <strong>Perch\u00e9 ci\u00f2 avvenga, l\u2019operazione anticrisi deve funzionare innanzitutto in Italia<\/strong> di cui si teme l\u2019ulteriore indebolimento della capacit\u00e0 di crescita quanto l\u2019instabilit\u00e0 e l\u2019imprevedibilit\u00e0 della politica.<\/p>\n<p><strong>Italia barometro del futuro dell&#8217;Ue<\/strong><br \/>\n<strong>Draghi viene considerato il garante di una difficile partita<\/strong>: l\u2019Italia beneficia di grandi aiuti europei, ma in cambio deve assicurare una stagione di investimenti e riforme per lasciare alle spalle un ventennio durante il quale ha rasentato la stagnazione. Gli aiuti sono cospicui, pi\u00f9 di tutti gli altri Paesi in valore assoluto. Ha pesato l\u2019<strong>abilit\u00e0 del governo Conte 2<\/strong>, ma hanno pesato molto di pi\u00f9 <strong>lo spostamento della Germania verso una soluzione europea<\/strong> alla crisi per non dissezionare il mercato unico e non spezzare le catene produttive continentali (strettissima l\u2019interdipendenza delle economie tedesca e italiana), oltre al fatto che l\u2019Italia si trovasse in condizioni peggiori di altri Paesi gi\u00e0 prima dello scoppio della pandemia.<\/p>\n<p>Cambiare la narrativa sulle ragioni dell\u2019accordo di luglio centrando l\u2019attenzione non tanto sull\u2019eccezionalit\u00e0 della manovra politico-diplomatica nazionale quanto sulla profondit\u00e0 della crisi strutturale del Paese appare decisivo per <strong>dare senso compiuto alle scelte per usare bene i fatidici 209 miliardi di euro<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019Italia resta un Paese troppo grande per fallire (senza mettere a repentaglio l\u2019esistenza dell\u2019area euro), e allo stesso modo un Paese troppo grande per avere una crescita ai minimi europei da vent\u2019anni: \u00e8 questa la preoccupazione centrale per l&#8217;Ue. La novit\u00e0 assoluta \u00e8 che gli impegni anticrisi travalicheranno il tempo a disposizione di molti governi, dato che <strong>investimenti e riforme vanno completati entro agosto 2026<\/strong>: il vincolo europeo definito in comune prescinde dai cicli politico-elettorali nazionali.\u00a0<strong>Le scelte di oggi inevitabilmente disegnano un quadro futuro<\/strong>: se non vengono attuate nei tempi e nei modi previsti, stop agli esborsi e per un paese ad alto debito come l\u2019Italia ci\u00f2 allarmerebbe i mercati. Per noi il vincolo europeo \u00e8 doppio.<\/p>\n<figure style=\"width: 221px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/img.ibs.it\/images\/9788832902037_0_221_0_75.jpg\" alt=\"Doppia partita. Europa e Italia dopo il Covid-19: occasioni e limiti della risposta alla grande crisi - Antonio Pollio Salimbeni - copertina\" width=\"221\" height=\"314\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Next Generation EU &#8211; un accordo con molte luci e diverse ombre &#8211; \u00e8 al centro dell&#8217;ultimo libro di Antonio Pollio Salimbeni.<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Il dilemma dell&#8217;Europa<\/strong><br \/>\n<strong>Se Next Generation EU costituir\u00e0 per l\u2019Italia una leva per modernizzarsi<\/strong>\u00a0questo sar\u00e0 un vantaggio per l\u2019economia nazionale, per la stabilit\u00e0 dell\u2019euro e anche per il rilancio politico dell\u2019Unione europea. E la caratura politica di Mario Draghi potr\u00e0 avere benefici effetti sulla posizione dell\u2019Italia nell&#8217;Ue da tutti i punti di vista. Viceversa, <strong>se l\u2019operazione non riuscir\u00e0<\/strong>, non solo il ruolo dell\u2019Italia nell\u2019Unione risulter\u00e0 pi\u00f9 fragile, marginalizzato, ma per l&#8217;Ue, e, in particolare, per l\u2019Eurozona si porr\u00e0 in tutta la sua evidenza un problema di credibilit\u00e0 se non di stabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Inevitabilmente si approfondirebbe la faglia Nord-Sud, risulterebbe impossibile realizzare quel compromesso tra piena assunzione di responsabilit\u00e0 dei governi per ridurre i rischi finanziari ed economici nazionali e condivisione di quegli stessi rischi a livello europeo che costituisce lo scoglio non superato a dieci anni dalla crisi finanziaria e del debito sovrano.<\/p>\n<p>E se a pandemia alle spalle <strong>la Bce, unica entit\u00e0 effettivamente federale<\/strong>, si ritrovasse da sola a condurre una politica monetaria senza una capacit\u00e0 di bilancio parallela funzionante per tutta l\u2019unione monetaria, riemergerebbe la zopp\u00eca originaria dell\u2019area euro: come candidarsi a una prossima crisi. In fondo, il vero dilemma non \u00e8 se procedere o meno nella direzione di una maggiore integrazione, ma fino a quando l\u2019Eurozona potr\u00e0 permettersi di non farlo. <strong>La partita dell\u2019Europa \u00e8 tutta qui<\/strong>.<\/p>\n<p><small> Nella foto di copertina EPA\/Bernd Kammerer\/Pool il saluto di Mario Draghi alla Bce, al termine del suo mandato, nell\u2019ottobre 2019 <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era scontato il coro di sostegno all\u2019arrivo di Mario Draghi a palazzo Chigi riecheggiato nei \u201cpiani alti\u201d dell&#8217;Unione europea a Bruxelles e nelle principali cancellerie, Berlino e Parigi in primo luogo. Che il governo del Paese pi\u00f9 debole tra i grandi dell\u2019Unione europea, sul quale si addensano da troppo tempo le maggiori incertezze e preoccupazioni [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":86870,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[1143,486,96,501,2338,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86869"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=86869"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86869\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":86879,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86869\/revisions\/86879"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/86870"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=86869"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=86869"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=86869"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}