{"id":86924,"date":"2021-02-15T00:30:48","date_gmt":"2021-02-14T23:30:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=86924"},"modified":"2021-03-04T10:33:28","modified_gmt":"2021-03-04T09:33:28","slug":"la-nato-riscopre-il-controllo-degli-armamenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/la-nato-riscopre-il-controllo-degli-armamenti\/","title":{"rendered":"La Nato riscopre il controllo degli armamenti"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019<strong>Alleanza atlantica<\/strong> \u00e8 nata come un\u2019alleanza difensiva per contenere l\u2019espansionismo ideologico, politico e militare dell\u2019Unione sovietica. Il <strong>disarmo<\/strong>, il <strong>controllo degli armamenti<\/strong> e la <strong>non proliferazione<\/strong> non appartengono al suo originario Dna e non vengono contemplati nel trattato istitutivo della Nato.<\/p>\n<p>Il concetto che la sicurezza si possa ottenere non solo attraverso gli armamenti ma anche attraverso il loro controllo and\u00f2 progressivamente maturando grazie a una coraggiosa iniziativa dell\u2019allora ministro degli Esteri belga Pierre Harmel. A lui venne affidata nel 1967 la predisposizione di un <a href=\"https:\/\/www.nato.int\/cps\/en\/natohq\/topics_67927.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">rapporto<\/a> che prefigurava per la prima volta la possibilit\u00e0 di affiancare, su <strong>binari paralleli, misure per la sicurezza militare e misure di distensione<\/strong>, inclusa una riduzione bilanciata delle forze militari.<\/p>\n<p>Su tale base la Nato pot\u00e8 aprirsi alle prospettive di disgelo realizzatesi nel 1975 alla Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa (<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/dalla-csce-di-ieri-allosce-di-oggi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Csce<\/strong><\/a>) di Helsinki e al negoziato per il controllo e la riduzione delle armi convenzionali (<em>Mutual and Balanced Force Reduction<\/em>, Mbfr). Il negoziato port\u00f2 alla firma nel 1990 del trattato Cfe &#8211; <em>Conventional Armed Forces in Europe<\/em> &#8211; che prevedeva una riduzione senza precedenti delle principali armi convenzionali dei due blocchi.<\/p>\n<p>Lo sviluppo pi\u00f9 significativo del nuovo approccio Harmel fu tuttavia l\u2019<strong>estensione del dialogo anche al settore nucleare<\/strong> attraverso il trattato del 1987 con il quale gli americani, in piena intesa con gli alleati europei, concordarono\u00a0 con i sovietici di proibire ed eliminare tutti i missili terrestri a raggio intermedio (<em>Intermediate-Range Nuclear Forces<\/em>, Inf).<\/p>\n<p><strong>L&#8217;ora del disgelo<\/strong><br \/>\nCon la caduta dei regimi comunisti e del Patto di Varsavia e la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/il-negoziato-di-kohl-e-bush-e-la-resa-di-gorbaciov\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">riunificazione della Germania<\/a> si avvi\u00f2 un processo di riavvicinamento che stravolse gli equilibri precedenti. Gran parte dei membri del Patto di Varsavia e persino le tre repubbliche baltiche ex-sovietiche entrarono nella Nato, mentre un accordo con la Russia permetteva a Mosca addirittura di avere propri uffici nei locali della Nato.<\/p>\n<p>La Russia fu ammessa a pieno titolo ai Vertici del G7 (divenuti, dopo il suo ingresso, <strong>G8<\/strong>) e consent\u00ec agli esperti occidentali l\u2019accesso ai propri arsenali ridondanti, inclusi quelli nucleari, chimici e biologici in vista di un loro ridimensionamento (armi nucleari) o smantellamento (armi chimiche e biologiche).<\/p>\n<p><strong>Negli ultimi dieci anni si \u00e8 sperperato questo enorme patrimonio di dialogo e di cooperazione<\/strong>, tornando a un confronto che ricorda quello della Guerra Fredda. \u00c8 uno dei maggiori fallimenti della storia\u00a0 recente. Il primo a soffrirne fu proprio il settore del controllo degli armamenti.<\/p>\n<p><strong>Il collasso dei trattati internazionali<\/strong><br \/>\nNel 2007 Mosca cess\u00f2 unilateralmente di applicare il Trattato Cfe e successivamente viol\u00f2 platealmente il Memorandum di Budapest del 1994 che garantiva l\u2019integrit\u00e0 territoriale dell\u2019Ucraina. L\u2019amministrazione Bush junior, che gi\u00e0 nel 2002 aveva denunciato il <strong>Trattato sulla riduzione della difesa antimissilistica<\/strong> (<em>Anti-Ballistic Missile<\/em>, Abm), decise a fine mandato di installare nuovi sistemi di difesa antimissilistica in prossimit\u00e0 della Russia.<\/p>\n<p>Ma il colpo mortale all\u2019architettura del controllo degli armamenti fu dato dall\u2019amministrazione Trump con la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/euromissili-rischio-europa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">denuncia del Trattato Inf<\/a>, il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/iran-nucleare-rischi-illusione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ritiro dall\u2019accordo\u00a0 sul contenimento del programma nucleare dell\u2019Iran<\/a> (<em>Joint Comprehensive Plan of \u00a0Action<\/em>, Jpcoa), e dall\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/open-skies-trattato-estinzione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">accordo <em>Open Skies<\/em> sulle ispezioni aeree reciproche<\/a>, fino al rifiuto di prorogare il Trattato strategico New Start, nonostante le mezze aperture dell\u2019ultim\u2019ora.<\/p>\n<p>Nel 2017 Washington si oppose fermamente anche al <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/tpnw-il-nuovo-trattato-entra-in-vigore-ma-le-contraddizioni-restano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nuovo Trattato che proibisce le armi nucleari<\/a> (<em>Treaty on the Prohibition of Nuclear Weapons<\/em>, <strong>Tpnw<\/strong>) e trascin\u00f2 con s\u00e9 i partner della Nato, convincendoli anche a sottrarsi all\u2019obbligo di partecipare al relativo negoziato. Con l\u2019eccezione dell\u2019uscita dall\u2019intesa con l\u2019Iran, le gesta dell\u2019amministrazione Trump vennero sostanzialmente avallate dai partner europei della Nato. Fu una <strong>stagione buia per la politica di controllo degli armamenti dell\u2019Alleanza<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>La svolta di Biden<\/strong><br \/>\nCon l\u2019uscita di scena di Trump e la nuova amministrazione Biden \u00e8 spuntato un raggio di sole. <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/01\/biden-e-putin-invertono-la-rotta-sul-disarmo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il rinnovo senza esitazione alcuna del <strong>Trattato New Start\u00a0<\/strong>con la Russia<\/a> da parte del nuovo presidente americano costituisce un primo segnale incoraggiante. \u00c8 auspicabile che altrettanto avvenga ora anche per il ritorno all\u2019applicazione dell\u2019accordo con l\u2019Iran.<\/p>\n<p><strong>L\u2019apertura che ci si attende da Washington non potr\u00e0 che ripercuotersi in seno alla Nato<\/strong>. Non \u00e8 casuale che stia tornando in auge il binomio deterrenza\/controllo degli armamenti che era al cuore del Piano Harmel. Vi ha posto l\u2019accento il segretario generale della Nato <strong>Jens Stoltenberg<\/strong> in un <a href=\"https:\/\/www.nato.int\/cps\/en\/natohq\/opinions_179405.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">discorso pronunciato il 10 novembre<\/a>, all\u2019indomani della vittoria di Biden.<\/p>\n<p>Dell\u2019esigenza di rilanciare la politica del controllo degli armamenti in seno all\u2019Alleanza si \u00e8 fatto promotore lo <strong>European Leadership Network (Eln)<\/strong>, think tank con sede a Londra, <a href=\"https:\/\/www.europeanleadershipnetwork.org\/report\/natos-dna\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">in un interessante studio pubblicato di recente<\/a>.<\/p>\n<p>Gli alleati europei e l\u2019Unione europea devono sostenere tale processo. Ovviamente occorre fare i conti con <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/patti-chiari-inimicizia-lunga-la-nuova-cortina-di-ferro-tra-europa-e-russia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">una Russia sempre pi\u00f9 assertiva ed autocratica<\/a>. Ma non bisogna dimenticare che i maggiori accordi storici sul controllo degli armamenti con Mosca vennero stipulati proprio ai tempi della Guerra Fredda.<\/p>\n<p><small> Nella foto di copertina EPA\/Toms Kalnins una bandiera della Nato a Vilnius, in Lituania, in occasione dei 15 anni dell&#8217;ingresso del Paese baltico nell&#8217;Alleanza <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Alleanza atlantica \u00e8 nata come un\u2019alleanza difensiva per contenere l\u2019espansionismo ideologico, politico e militare dell\u2019Unione sovietica. 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