{"id":86981,"date":"2021-02-19T00:11:37","date_gmt":"2021-02-18T23:11:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=86981"},"modified":"2021-03-04T10:28:18","modified_gmt":"2021-03-04T09:28:18","slug":"lunione-europea-e-le-rivolte-nel-mondo-arabo-dallentusiasmo-allisolamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/lunione-europea-e-le-rivolte-nel-mondo-arabo-dallentusiasmo-allisolamento\/","title":{"rendered":"L&#8217;Unione europea e le rivolte nel mondo arabo: dall&#8217;entusiasmo all&#8217;isolamento"},"content":{"rendered":"<p>Attraverso una politica estera comune, la Comunit\u00e0 europea prima e l\u2019<strong>Unione europea<\/strong> poi hanno storicamente reagito con iniziative di alto profilo ai grandi <strong>cambiamenti avvenuti in Medio Oriente e in Nord Africa<\/strong>. Dopo le due guerre del 1967 e del 1973, la Comunit\u00e0 europea reag\u00ec sviluppando la <strong>Politica mediterranea globale<\/strong> (in sostanza, una politica di accordi commerciali bilaterali con i pi\u00f9 rilevanti Stati mediterranei) e il (seppur di breve vita) <strong>Dialogo euro-arabo<\/strong>.<\/p>\n<p>Dopo gli Accordi di Camp David del 1978, i dodici ministri degli Esteri firmarono la <a href=\"https:\/\/www.iai.it\/en\/pubblicazioni\/new-venice-declaration-coalition-lead-donors-israelpalestine\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Dichiarazione di Venezia<\/strong><\/a>, che replicava ai partner di Washington e Tel Aviv l\u2019aver ignorato la questione palestinese e stabiliva i parametri per la diplomazia degli anni Novanta. Dopo la Guerra Fredda, l\u2019Unione europea inaugur\u00f2 una nuova fase delle relazioni internazionali e tent\u00f2 di costruire una comunit\u00e0 di sicurezza nell\u2019area mediterranea con il <strong>Processo di Barcellona<\/strong>. Nei primi anni 2000, si svilupp\u00f2 la <strong>Politica europea di vicinato<\/strong>, in risposta sia all&#8217;allargamento a oriente, sia allo stallo del processo di Barcellona.<\/p>\n<p><strong>Una risposta finita nel vuoto<\/strong><br \/>\nSebbene le <strong>rivolte arabe del 2011<\/strong> abbiano colto di sorpresa l&#8217;Ue, essa ha risposto rapidamente con una revisione della Politica europea di vicinato e rafforzando la capacit\u00e0 di azione della sua <strong>societ\u00e0 civile<\/strong>. Tuttavia, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/dieci-anni-dalle-primavere-arabe\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">a dieci anni dalle cosiddette <strong>Primavere Arabe<\/strong><\/a>, questo modello sembra essere andato perduto.<\/p>\n<p>Risulta <strong>attualmente difficile individuare un&#8217;iniziativa innovativa e altrettanto visionaria<\/strong> da parte dell&#8217;Unione europea in reazione alle rivolte arabe in corso. La Politica europea di vicinato ha perso slancio e l\u2019Unione ha adottato una politica di resilienza che sembra aver ridotto il suo impegno in favore della democrazia. Inoltre, l\u2019Ue non ha presentato iniziative diplomatiche decisive in <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/siria-il-disastro-economico-oltre-le-tensioni-geopolitiche\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Siria<\/a><\/strong> o in <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/01\/libia-un-decennio-di-lenta-ma-inesorabile-disintegrazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Libia<\/a><\/strong>, lasciando spazio ad altre potenze, come <strong>Russia<\/strong> e <strong>Turchia<\/strong>.<\/p>\n<p>In <strong>Israele\/Palestina<\/strong>, dove l&#8217;Ue \u00e8 stata un attore chiave negli ultimi decenni, si rileva un silenzio assordante di fronte all&#8217;intensificarsi delle <strong>violazioni del diritto internazionale<\/strong>. Infine, anche a livello regionale, l&#8217;Ue non ha preso posizione. Nell&#8217;ultima <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/la-matassa-del-mediterraneo-orientale-e-il-ruolo-dellitalia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">resa dei conti nel Mediterraneo orientale<\/a>, sono gli Stati membri ad aver agito, mentre l&#8217;Ue \u00e8 apparsa come un mero strumento per il raggiungimento dei loro obiettivi geopolitici.<\/p>\n<p><strong>Le ragioni dello scarso protagonismo Ue<\/strong><br \/>\nQuesta evoluzione \u00e8 determinata da una variet\u00e0 di fattori. In primo luogo, a livello globale, il potere statunitense nella regione si \u00e8 ridistribuito in modo decisivo. Si \u00e8 disinteressato alle rivolte arabe e ha abbandonato quasi interamente alcuni fascicoli (Libia, Mediterraneo orientale, Siria), agendo aggressivamente su altri (Israele\/Palestina e Iran). Dato che l&#8217;Ue ha seguito per decenni il binario statunitense, non si ha semplicemente idea n\u00e9 di come riempire <strong>il vuoto lasciato dagli Usa<\/strong>, n\u00e9 di come affrontare le situazioni in cui essi alimentano i conflitti piuttosto che risolverli. Le politiche Usa in Medio Oriente non subiranno un cambiamento sostanziale con un&#8217;<strong>amministrazione Biden<\/strong> (ad eccezione di un tono pi\u00f9 compromissorio nei confronti dell&#8217;Iran e al freno del massiccio commercio di armi degli Stati Uniti in Arabia Saudita).<\/p>\n<p>In secondo luogo, a livello regionale, sono emerse o si sono intensificate grandi <strong>rotture geopolitiche<\/strong> a seguito delle rivolte arabe (tra Turchia\/Qatar e Emirati Arabi Uniti\/Arabia Saudita\/Egitto da un lato, e tra Iran\/Siria\/Hezbollah e Emirati Arabi Uniti\/Arabia Saudita\/Egitto\/Israele dall&#8217;altro). Essendo tali cesure legate a doppio filo ai <strong>conflitti regionali<\/strong> (Yemen, Siria, Libia, Israele\/Palestina), l\u2019Ue sembra aver perso l\u2019orientamento per muoversi all\u2019interno di tale quadro. Ci\u00f2 \u00e8 in particolare collegato al fatto che vari Stati membri dell&#8217;Ue sono stati direttamente risucchiati in queste spaccature e conflitti geopolitici.<\/p>\n<p>In terzo luogo, anche all&#8217;interno della stessa Ue si \u00e8 intensificata la contestazione. Ci\u00f2 include, da un lato, la <strong>contestazione delle politiche migratorie<\/strong> da parte dei crescenti partiti nazionalisti etnocentrici, che sono gi\u00e0 riusciti a influenzare le politiche migratorie nazionali e dell&#8217;Ue; dall\u2019altro, il movimento #FridaysforFuture, a cui l&#8217;Unione europea ha risposto con il <strong>Green Deal<\/strong>. Anche quest\u2019ultimo risulta essere tuttavia eccessivamente euro-centrico ed isolazionista.<\/p>\n<p><strong>Rilanciare una politica estera condivisa<\/strong><br \/>\nCome risultato di tutti questi fattori, <strong>l&#8217;Ue ha reagito a malapena alla seconda ondata di rivolte<\/strong> in &#8211; tra le altre &#8211; Algeria, Libano, Iraq e Sudan, al contrario di alcuni dei suoi Stati membri. Il presidente francese Emmanuel Macron, ad esempio, \u00e8 stato piuttosto presente in Libano. Sebbene l&#8217;Ue abbia gi\u00e0 avuto <strong>problemi di visibilit\u00e0 e credibilit\u00e0 in Medio Oriente e Nord Africa<\/strong> negli ultimi decenni, ora questi livelli sono destinati a scendere a zero.<\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 <strong>rilanciare una politica estera europea condivisa<\/strong> che garantisca gli interessi comuni (e non quelli particolaristici dei singoli stati membri) <strong>in una regione sempre pi\u00f9 multipolare e frammentata<\/strong>? Urge una nuova visione complessiva basata sui punti di forza dell\u2019Unione.<\/p>\n<p>A livello globale, essa deve basarsi sulla <strong>cooperazione dell&#8217;Ue con le Nazioni Unite riguardo tutti i conflitti attuali<\/strong>, in Israele\/Palestina, Siria o Libia. Ci\u00f2 \u00e8 necessario per giungere ad eque soluzioni, radicate nel diritto internazionale. A livello regionale, si deve ricercare <strong>una nuova visione per la sicurezza nel Mediterraneo<\/strong>; un&#8217;architettura energetica inclusiva nel Mediterraneo orientale potrebbe essere un buon punto di partenza. Infine, a livello locale, c\u2019\u00e8 bisogno di riformare le politiche intraprese in linea con le <strong>richieste dei movimenti di protesta<\/strong> nella regione: giustizia sociale ed ecologica, radicata nei modelli locali di democrazia.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina Epa-Efe\/Virginia Mayo \/ Pool <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Attraverso una politica estera comune, la Comunit\u00e0 europea prima e l\u2019Unione europea poi hanno storicamente reagito con iniziative di alto profilo ai grandi cambiamenti avvenuti in Medio Oriente e in Nord Africa. 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