{"id":870,"date":"2006-04-03T00:00:00","date_gmt":"2006-04-02T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/dalla-passione-adolescenziale-a-un-rapporto-piu-maturo\/"},"modified":"2017-11-03T15:44:08","modified_gmt":"2017-11-03T14:44:08","slug":"dalla-passione-adolescenziale-a-un-rapporto-piu-maturo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2006\/04\/dalla-passione-adolescenziale-a-un-rapporto-piu-maturo\/","title":{"rendered":"Dalla passione adolescenziale a un rapporto pi\u00f9 maturo?"},"content":{"rendered":"<p>Indubbiamente gli italiani guardano oggi all\u2019Unione europea con maggior spirito critico e con un maggior disincanto rispetto al passato. \u00c8 quanto emerge chiaramente anche da un recente studio su <a href= \"http:\/\/europa.eu.int\/italia\/documenti\/istitutoai.pdf\" target= \"blank\"><b> <u>Integrazione europea ed opinione pubblica italiana<\/u><\/b><\/a>  realizzato dallo IAI per conto della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea.<br \/>Non si tratta di un fenomeno di per s\u00e9 negativo. Per troppo tempo \u00e8 prevalsa in Italia un\u2019adesione al progetto europeo quasi scontata, persino un po\u2019 fideistica, cui non corrispondeva una conoscenza adeguata della realt\u00e0 comunitaria. Dietro a un unanimismo di facciata si sono poi spesso nascosti comportamenti pratici non in linea con gli impegni assunti a livello europeo, tattiche dilatorie, quando non vere e proprie chiusure nazionalistiche, che raramente sono diventate oggetto di dibattito pubblico. <br \/>Che oggi ci siano posizioni pi\u00f9 variegate e che vengano alla luce pi\u00f9 apertamente pu\u00f2 per certi versi stimolare l\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica per le questioni europee e contribuire ad elevarne il livello di informazione. <br \/>Naturalmente occorre evitare che si diffondano immagini caricaturali e di comodo delle istituzioni europee: rischio che indubbiamente si \u00e8 fatto pi\u00f9 acuto negli ultimi anni. Particolarmente preoccupante \u00e8 il ricorso, sempre pi\u00f9 frequente anche in Italia, alla pratica dello scaricabarile con la quale si tende a fare dell\u2019Unione europea, con un riflesso quasi automatico, il capro espiatorio degli insuccessi del governo nazionale e qualche volta dei mali nazionali tout court. <\/p>\n<p><b>Il pragmatismo non basta per Ricostituire la fiducia nell\u2019UE<\/b><br \/>In questo contesto \u00e8 chiaro che servono a poco &#8211; sempre di meno &#8211; gli appelli retorici all\u2019ideale europeo astrattamente inteso. Inoltre, \u00e8 certamente fondamentale ricordare il ruolo svolto storicamente dall\u2019Unione europea per la pacificazione del Continente, per il suo progresso civile ed economico e, pi\u00f9 di recente, per la sua riunificazione, ma i cittadini inevitabilmente guardano di pi\u00f9 all\u2019oggi e al domani. <br \/> La vera sfida \u00e8 duplice: da un lato riuscire a chiarire l\u2019importanza dell\u2019azione dell\u2019Unione per il miglioramento della vita quotidiana dei cittadini; dall\u2019altro ridare fiducia all\u2019integrazione europea come progetto per il futuro che abbia obiettivi e contorni sufficientemente definiti. <br \/>Anche la Commissione Europea tende talora a sottovalutare questo secondo aspetto. Ben difficilmente per\u00f2 si riuscir\u00e0 a superare l\u2019attuale crisi di consenso che si manifesta anche in Italia, bench\u00e9 in forme molto meno accentuate che altrove, se non si riuscir\u00e0 a dare una risposta credibile ai grandi interrogativi che i cittadini si pongono sul futuro dell\u2019Unione e che riguardano questioni come la sua identit\u00e0 politico-culturale, il suo assetto costituzionale, la legittimit\u00e0 democratica delle istituzioni, i confini e i rapporti con le altre potenze mondiali. <br \/>Una risposta solo pragmatica alle attuali difficolt\u00e0, che si concentri esclusivamente sulle politiche concrete, non pu\u00f2 che risultare di corto respiro. Il disorientamento dei cittadini sembra infatti nascere non tanto e non solo dall\u2019inefficacia o dall\u2019incoerenza delle singole politiche dell\u2019Unione quanto dall\u2019apparente mancanza di una direzione di marcia, una percezione che si \u00e8 indubbiamente accentuata dopo l\u2019interruzione del processo di riforma costituzionale. <\/p>\n<p><b>L\u2019Italia ci crede ancora<\/b><br \/>In Italia permangono peraltro delle condizioni favorevoli a un dibattito ampio e costruttivo sul futuro dell\u2019Unione. Come evidenziano i sondaggi analizzati nello studio realizzato dallo IAI per la Commissione Europea, non solo la partecipazione del paese all\u2019Unione riscuote un vastissimo consenso, ma il livello di simpatia per l\u2019Ue \u00e8 rimasto molto alto. Si tratta quindi letteralmente di una crisi di fiducia che non si \u00e8 \u2013 o non si \u00e8 ancora \u2013 trasformata in un atteggiamento ostile. <br \/>Il secondo elemento favorevole, evidenziato in particolare in uno dei capitoli che compongono lo studio dello IAI, \u00e8 costituito dalla significativa convergenza che ha continuato concretamente a manifestarsi tra le maggiori forze politiche nel sostegno a gran parte dei progetti di integrazione, inclusi quelli che investono, o richiedono, misure incisive di riforma delle istituzioni. \u00c8 questo un capitale politico che non deve essere disperso e su cui la Commissione, in quanto istituzione bipartisan per vocazione, pu\u00f2 far leva nelle sue attivit\u00e0 di promozione del dibattito sui temi europei. <br \/>Al di l\u00e0 dell\u2019atteggiamento dell\u2019opinione pubblica verso le singole politiche dell\u2019Unione,  molto diffusa anche in Italia \u00e8 la percezione che si stia attraversando un momento di profonda crisi. Appare particolarmente deleterio, in questo contesto, il prolungarsi, in una forma magmatica e sostanzialmente improduttiva, della \u201cfase di riflessione\u201d sulla riforma costituzionale decisa a luglio dello scorso anno. <\/p>\n<p><b>L\u2019incertezza erode il consenso<\/b><br \/>I sondaggi mostrano come questa incertezza stia ulteriormente erodendo il consenso per l\u2019Unione, anche se questo processo almeno in Italia non ha raggiunto livelli allarmanti. Compito della Commissione dovrebbe essere, fra l\u2019altro, quello di sollecitare una maggiore strutturazione dei dibattiti nazionali attorno ad alcuni nodi problematici fondamentali per il futuro dell\u2019Unione, fra cui non possono non figurare quelli che riguardano le riforme previste dal Trattato costituzionale. <br \/>Dai sondaggi emerge come in Italia non ci sia solo una domanda di miglioramento delle politiche concrete, ma anche di una maggiore integrazione politico-istituzionale. Una vera \u201cpiattaforma europea\u201d quale quella che la Commissione vuole promuovere non pu\u00f2 non avere un carattere programmatico, ancorch\u00e9 aperto alla critica e al dibattito pubblico. \u00c8 avanzando proposte che si sollecita il dibattito e si crea il consenso e spetta anche alla Commissione, che ha tradizionalmente svolto un ruolo di punta nella promozione dell\u2019integrazione europea, indicare le possibili linee d\u2019azione per uscire dalla crisi attuale.<\/p>\n<p><i>Foto tratta dal sito <a href= \"http:\/\/www.rprojects.co.uk\" target= \"blank\"><b><u>RPROJECT<\/u><\/b><\/a><\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Indubbiamente gli italiani guardano oggi all\u2019Unione europea con maggior spirito critico e con un maggior disincanto rispetto al passato. \u00c8 quanto emerge chiaramente anche da un recente studio su Integrazione europea ed opinione pubblica italiana realizzato dallo IAI per conto della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea.Non si tratta di un fenomeno di per s\u00e9 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[96,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/870"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=870"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/870\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62723,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/870\/revisions\/62723"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=870"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=870"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=870"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}