{"id":87023,"date":"2021-02-23T08:12:59","date_gmt":"2021-02-23T07:12:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=87023"},"modified":"2021-02-23T08:33:17","modified_gmt":"2021-02-23T07:33:17","slug":"kivu-una-regione-da-decenni-nella-morsa-di-violenze-e-scontri-armati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/kivu-una-regione-da-decenni-nella-morsa-di-violenze-e-scontri-armati\/","title":{"rendered":"Kivu: una regione da decenni nella morsa di violenze e scontri armati"},"content":{"rendered":"<p><strong>L\u2019ambasciatore italiano Luca Attanasio,<\/strong> il carabiniere <strong>Vittorio Iacovacci<\/strong> e l\u2019autista <strong>Mustapha Milambo<\/strong> hanno perso la vita luned\u00ec 22 febbraio, durante <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/la-scomparsa-dellambasciatore-attanasio-e-del-carabiniere-iacovacci\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">l\u2019<strong>agguato al convoglio del Programma alimentare mondiale<\/strong><\/a> (<strong>Wfp<\/strong>, il World Food Programme delle Nazioni Unite) nel <strong>Nord Kivu<\/strong>, regione orientale della <strong>Repubblica Democratica del Congo<\/strong> (Rdc). Il convoglio, composto da due fuoristrada con a bordo sette persone, si stava dirigendo a verso Rutshuru, a circa 70 chilometri a nord di Goma. La zona fa parte della <strong>regione dei Grandi Laghi<\/strong>, al confine est della Rdc con Uganda e Ruanda. Una zona meravigliosa da un punto di vista naturalistico, tra montagne vulcaniche e fitte foreste, ma caratterizzate anche da <strong>decenni di violenze e scontri armati<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019attacco alle vetture del Wfp \u00e8 avvenuto a circa mezz\u2019ora di strada da Goma. Il convoglio non era scortato perch\u00e9 quel tratto di strada non era stato considerato a rischio dal Wfp e la protezione personale dell\u2019ambasciatore sembrava sufficiente. Il vastissimo Paese centrafricano vede la <strong>presenza della missione Minusco di <em>peacekeeping<\/em>\u00a0dell&#8217;Onu dal 2010<\/strong>, attualmente con un personale di oltre 17 mila unit\u00e0 (di cui pi\u00f9 di 12 mila militari). La missione ha normalmente compiti di scorta di spostamenti ordinari di diplomatici o di altro personale internazionale, ma la valutazione sulla sicurezza del Wfp ha probabilmente completato il quadro. Pochi giorni prima, tra l\u201911 e il 13 febbraio, per\u00f2, una delegazione del Consiglio di sicurezza dell\u2019Onu aveva visitato il Nord Kivu percorrendo la stessa strada tra tra Goma e Rutshuru, ma <a href=\"https:\/\/monusco.unmissions.org\/en\/drc-un-security-council-delegation-ground-visit-north-kivu\">scortati dai caschi blu<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Rapimenti lampo<\/strong><br \/>\nAlcuni testimoni e il governatore del Nord Kivu, Carly Nzanzu, hanno parlato di un <strong>tentativo di rapimento<\/strong>. Al momento \u00e8 difficile ricostruire se gli attentatori sapessero della presenza dell\u2019ambasciatore italiano a bordo. Dalle <a href=\"https:\/\/kivusecurity.org\/map\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">analisi dei rapimenti<\/a> si pu\u00f2 vedere come episodi del genere siano stati abbastanza frequenti tra Goma e Rutshuru negli ultimi 2-3 anni. Si tratta tuttavia di rapimenti lampo, spesso di locali, per riscatti da qualche migliaio di euro. Proprio nell\u2019area di Nyiragongo dove \u00e8 avvenuto l\u2019agguato al Wfp, nel maggio 2018 sono stati rapiti e poi rilasciati anche due turisti inglesi e il loro autista, mentre un ranger dell\u2019esercito congolese era rimasto ucciso.<\/p>\n<p>L\u2019attacco del 2018 \u00e8 stato attribuito a miliziani delle Forze democratiche per la liberazione del Ruanda (Fdlr). Il gruppo si era gi\u00e0 reso protagonista di molti episodi di violenza, trai quali un attacco all\u2019interno del parco nazionale dei Virunga dove 17 persone erano state uccise, di cui 12 ranger. Negli ultimi anni, per\u00f2, la maggior parte dei loro attacchi rimane a bassa intensit\u00e0. I ranger del parco svolgono infatti un lavoro molto pericoloso per <strong>proteggere il parco tra bracconaggio ed estrattivismo illegale<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Gruppi armati e rivalit\u00e0 regionali<\/strong><br \/>\nAd oggi i problemi del Kivu rimangono enormi. Decine di gruppi armati continuano a generare forte instabilit\u00e0 e insicurezza, nonostante le <strong>elezioni presidenziali di fine 2019<\/strong>, che hanno visto l<strong>a vittoria di F\u00e9lix Tshisekedi e il ritiro di Joseph Kabila<\/strong>, abbiano contrassegnato la prima transizione pacifica del paese. I gruppi irregolari hanno buon gioco a muoversi tra le frontiere della Repubblica democratica del Congo e di <strong>Burundi<\/strong>, <strong>Ruanda<\/strong> e <strong>Uganda<\/strong>, sfuggendo a controlli e generando accuse reciproche, spesso fondate, tra i Paesi della regione dei Grandi Laghi. Il presidente del Ruanda, Paul Kagame, per esempio, ha accusato Burundi e Uganda di sostenere i ribelli ruandesi attivi nelle province del Nord e del Sud Kivu della Rdc e ha minacciato ritorsioni per gli attacchi di quei gruppi al suo Paese.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, Burundi e Uganda hanno affermano che il Ruanda sostiene i ribelli burundesi e ugandesi nella Rdc. In questo quadro, la <strong>consolidata rivalit\u00e0 tra due leader di lungo corso<\/strong>, Paul Kagame in Ruanda, con la sua controparte ugandese, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/01\/uganda-museveni-ancora-in-sella-ma-per-lopposizione-e-un-voto-truccato\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Yoweri Museveni<\/a>, ha spesso raggiunto toni molto decisi, con quest&#8217;ultimo che ha di frequente accusato il primo di appoggiare gli insorti della Rdc contro il governo dell&#8217;Uganda.<\/p>\n<p><strong>Un quadro regionale molto teso<\/strong><br \/>\nLa rivalit\u00e0 tra i due Paesi ha contribuito notevolmente a destabilizzare il Kivu. Durante la <strong>guerra inter-congolese del 1998-2003<\/strong>, per esempio, Ruanda e Uganda hanno sostenuto le fazioni ribelli in competizione nella Repubblica democratica del Congo orientale e hanno dispiegato le proprie forze nel Paese. Inoltre, negli ultimi 12 anni il Ruanda e l&#8217;Uganda hanno entrambi sostenuto le ribellioni nel vicino Congo.<\/p>\n<p>Uno dei casi recenti pi\u00f9 emblematici \u00e8 quello del <strong>gruppo armato M23<\/strong>, fazioni che hanno disertato l\u2019esercito congolese nel 2012 e sostenute inizialmente da entrambe Ruanda e Uganda. Sconfitti dalla missione Minusco nel 2013, hanno continuato a operare dall\u2019Uganda, rientrando poi nella Rdc per creare instabilit\u00e0, per esempio in prossimit\u00e0 delle elezioni.<\/p>\n<p>La <strong>pace<\/strong> nella Repubblica democratica del Congo passa quindi anche, e soprattutto, dal rapporto tra i Paesi della regione dei Grandi Laghi. Soltanto il lavoro coordinato e congiunto per la pace e la stabilit\u00e0 nell\u2019area attraverso una strategia ampia e condivisa potr\u00e0 garantire una riduzione dei gruppi armati nella zona e prevenire altre vittime.<\/p>\n<p><small>Nella foto di copertina EPA\/STR caschi blu dell&#8217;Onu nel parco nazionale dei Virunga, dove sono stati uccisi l&#8217;ambasciatore italiano Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e il loro autista Mustapha Milambo<\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ambasciatore italiano Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e l\u2019autista Mustapha Milambo hanno perso la vita luned\u00ec 22 febbraio, durante l\u2019agguato al convoglio del Programma alimentare mondiale (Wfp, il World Food Programme delle Nazioni Unite) nel Nord Kivu, regione orientale della Repubblica Democratica del Congo (Rdc). 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