{"id":87041,"date":"2021-02-25T09:32:04","date_gmt":"2021-02-25T08:32:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=87041"},"modified":"2021-03-05T02:15:33","modified_gmt":"2021-03-05T01:15:33","slug":"i-conflitti-nella-regione-dei-grandi-laghi-ci-riguardano-da-vicino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/i-conflitti-nella-regione-dei-grandi-laghi-ci-riguardano-da-vicino\/","title":{"rendered":"I conflitti nella regione dei Grandi Laghi ci riguardano da vicino"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/la-scomparsa-dellambasciatore-attanasio-e-del-carabiniere-iacovacci\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La tragica scomparsa dell\u2019ambasciatore italiano <strong>Luca Attanasio<\/strong><\/a> \u2013 ucciso in uno scontro a fuoco nel parco nazionale di Virunga insieme al carabiniere della scorta <strong>Vittorio Iacovacci<\/strong> e all\u2019autista <strong>Mustapha Milambo<\/strong> &#8211; ci restituisce l\u2019immagine di <strong>un diplomatico morto nel compimento di una missione<\/strong> estremamente complicata.<\/p>\n<p><strong>Attanasio si trovava nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo<\/strong> (Rdc), a 1500 chilometri \u00a0dalla capitale <strong>Kinshasa<\/strong>. Era andato, oltre che per salutate i connazionali italiani &#8211; soprattutto missionari e cooperanti &#8211; che vivono e lavorano in quell\u2019area difficile della Rdc, per rendersi conto di persona dello <strong>stato di avanzamento di progetti finanziati dalla cooperazione italiana<\/strong> e in particolare di quello del <em>World Food Programme<\/em> che consiste nel fornire cibo e sostegno ai bambini delle scuole.<\/p>\n<p>Parafrasando <strong>Franz Fanon<\/strong>, secondo cui <strong>\u201cse l\u2019Africa fosse una pistola, il grilletto si troverebbe nella Repubblica Democratica del Congo\u201d<\/strong>, si potrebbe dire che, nella Rdc, quel grilletto si trova in quell\u2019<strong>area vastissima dei Grandi Laghi africani<\/strong>, al confine con <strong>Uganda, Ruanda e Burundi<\/strong>, all\u2019interno della quale \u00e8 avvenuto l\u2019agguato.<\/p>\n<p><strong>Una regione instabile<\/strong><br \/>\nUn\u2019area che conosce molto bene conflitti e violenze e dove si \u00e8 combattuta la cosiddetta <strong>\u201cprima guerra mondiale africana\u201d<\/strong> e che dal 1994 versa in uno stato di instabilit\u00e0. Da quando, in sostanza, dopo la campagna genocida,<strong> i miliziani Hutu<\/strong> lasciarono il Ruanda e si inoltrarono nel territorio congolese incalzati dall\u2019esercito di Paul Kagame, che ha iniziato in quel momento un\u2019operazione militare per cercare di catturarli.<strong> Da allora tutta l\u2019area \u00e8 stata destabilizzata da gruppi di guerriglieri, milizie armate e signori della guerra<\/strong> finanziati in parte dai Paesi vicini e in parte da colossali interessi extra-africani che hanno fatto s\u00ec che si instaurasse la cosiddetta \u201c<strong>economia di guerra\u201d<\/strong> in quella parte del Paese.<\/p>\n<p>\u00c8 ancora<strong> difficile stabilire la responsabilit\u00e0<\/strong> di questo attentato. <strong>Nella Rdc tutto \u00e8 complesso e intricato<\/strong> in una rete molto difficile da dispiegare, specie in questi casi. L\u2019area in cui \u00e8 avvenuto l\u2019attacco si trova vicino al <strong>Nyiragongo, a nord di Goma,<\/strong> dove si trova effettivamente uno dei feudi della ribellione Hutu ruandese, facente capo alle\u00a0Forze democratiche per la liberazione del Ruanda (Fdlr), e delle milizie Hutu congolesi chiamate <strong>Nyatura, <\/strong>la cui presenza \u00e8 attestata sin dalla met\u00e0 degli anni Novanta. Ma nella stessa area operano anche i <strong>ribelli congolesi dell\u2019M23<\/strong> e <strong>le milizie islamiste dell\u2019Adf<\/strong> che, sebbene operino di norma lontano da questa zona, negli ultimi anni hanno attuato una strategia di frammentazione per dispendersi in tutto il vasto territorio del Paese.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 \u00e8 molto difficile stabilire con precisione oggi responsabili, mandanti ed esecutori. Si trattava di un convoglio dell\u2019Onu, quindi molto riconoscibile per le bandiere. Ma chi sapeva della presenza di un alto diplomatico nel convoglio?<\/p>\n<p><strong>L\u2019economia di guerra<\/strong><br \/>\nQuello che sappiamo \u00e8 la presenza dell\u2019&#8221;economia di guerra&#8221;, <strong>nell\u2019area pi\u00f9 ricca non solo dell\u2019Africa ma del mondo intero<\/strong> e definita uno <strong>\u201cscandalo geologico\u201d<\/strong> per la quantit\u00e0 e la qualit\u00e0 dei <strong>minerali di pregio<\/strong> presenti nelle sue miniere, <strong>dall\u2019uranio ai diamanti passando per oro e coltan<\/strong>, diventato negli ultimi decenni il prodotto pi\u00f9 strategico per le multinazionali. Queste preferiscono trattare con <strong>i signori della guerra,<\/strong> <strong>alimentando un circolo vizioso<\/strong> in cui le milizie vengono rifornite di armi, si impossessano delle miniere e riforniscono i jet privati delle compagnie.<\/p>\n<p>Gli attori, quindi, sono locali come locali sono le vittime. Parliamo di un\u2019area in cui <strong>lo stupro \u00e8 utilizzato come strumento di guerra<\/strong> e <strong>i bambini vengono inquadrati nelle milizie armate<\/strong>. Un\u2019area composita, dove l\u2019economia di guerra \u00e8 talmente radicata da sfuggire al controllo di Kinshasa e per cui qualcuno sostiene di dover gi\u00e0 parlare della Repubblica Democratica del Congo come di uno <strong>Stato fallito<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>La presenza dei jihadisti<\/strong><br \/>\nLa regione dei Grandi Laghi, per\u00f2, ha visto anche la penetrazione dei jihadisti dell\u2019Isis. Il califfato, come in Somalia, Sud Sudan e nel Sahel, si mostra ancora una volta dedito alla ricerca del <strong>ventre molle del continente<\/strong> e la Rdc, cos\u00ec come la abbiamo descritta, rappresenta <strong>davvero un terreno fertile per l\u2019espansione dell\u2019islamismo e del fondamentalismo<\/strong>.<\/p>\n<p>La grande scommessa per gli integralisti \u00e8 di dilagare in quest\u2019area dell\u2019Africa, in cui la fede islamica \u00e8 marginale e pari a circa l\u20191% della popolazione, e, attraverso la presenza gi\u00e0 stabile dello<strong> jihadismo<\/strong> <strong>in Sudan, Uganda e Africa orientale<\/strong>, arrivare anche nella Repubblica Democratica del Congo.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 darebbe vita a una situazione estremamente pericolosa poich\u00e9 potenzialmente in grado di concedere alle milizie islamiche il controllo di una fascia importante del territorio dei Grandi Laghi e dell\u2019Africa centrale. Esiste una tale <strong>porosit\u00e0 dei confini<\/strong> da rendere la penetrazione islamica non solo possibile ma anche abbastanza facile, con la conseguenza di assistere ad una <strong>destabilizzazione drammatica di tutta l\u2019area.<\/strong><\/p>\n<p>Siamo, per\u00f2, ben lontani da un inquadramento del conflitto in atto come guerra etnica. Se \u00e8 vero che gli attori e le vittime sono congolesi, gli interessi in gioco, <strong>la geopolitica e la geoeconomia<\/strong> vanno molto al di l\u00e0 delle contrapposizioni etniche del Paese. <strong>Siamo di fronte ad una guerra contemporanea,<\/strong> frutto della globalizzazione ed \u00e8 bene rendersi conto che quello che \u00e8 successo riguarda da vicino il nostro modo di vivere e di consumare.<\/p>\n<p><small>Nella foto di copertina EPA\/Hugh Kinsella Cunningham un panorama della regione del Kivu <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La tragica scomparsa dell\u2019ambasciatore italiano Luca Attanasio \u2013 ucciso in uno scontro a fuoco nel parco nazionale di Virunga insieme al carabiniere della scorta Vittorio Iacovacci e all\u2019autista Mustapha Milambo &#8211; ci restituisce l\u2019immagine di un diplomatico morto nel compimento di una missione estremamente complicata. 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