{"id":87045,"date":"2021-02-26T00:15:32","date_gmt":"2021-02-25T23:15:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=87045"},"modified":"2021-03-01T00:18:13","modified_gmt":"2021-02-28T23:18:13","slug":"nella-battaglia-tra-australia-e-facebook-e-il-pubblico-a-perdere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/nella-battaglia-tra-australia-e-facebook-e-il-pubblico-a-perdere\/","title":{"rendered":"Nella battaglia tra Australia e Facebook \u00e8 il pubblico a perdere"},"content":{"rendered":"<p>SYDNEY.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.huffingtonpost.it\/entry\/facebook-google-e-i-giornali-australiani-la-domanda-e-giusto-pagare-chi-fa-le-notizie_it_602f7cb7c5b67c32961caa56\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/www.huffingtonpost.it\/entry\/facebook-google-e-i-giornali-australiani-la-domanda-e-giusto-pagare-chi-fa-le-notizie_it_602f7cb7c5b67c32961caa56&amp;source=gmail&amp;ust=1614348402768000&amp;usg=AFQjCNGnOjPzPK1ThmayMG0H9qc8TL_vMg\">La battaglia australiana contro i giganti del web<\/a>, i cosiddetti \u201c<a href=\"https:\/\/www.taylorfrancis.com\/chapters\/conclusion-benedetta-brevini\/e\/10.4324\/9780367816711-5\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/www.taylorfrancis.com\/chapters\/conclusion-benedetta-brevini\/e\/10.4324\/9780367816711-5&amp;source=gmail&amp;ust=1614348402768000&amp;usg=AFQjCNFcq1WkaSVqReXKekf6bWW4si4uOQ\">Lord Digitali<\/a>\u201d ha attirato e continua ad attirare l\u2019attenzione di milioni di persone in tutto il mondo. Il contesto \u00e8 dei pi\u00f9 spinosi: mentre le testate giornalistiche\u00a0in tutto il mondo\u00a0subiscono un costante declino, piattaforme digitali come Facebook e Google hanno il potere di assestare il colpo di grazia, decidendo cosa pubblicare e con quale livello di priorit\u00e0. Di conseguenza, la domanda che nasce spontanea \u00e8:\u00a0<strong>non sarebbe giusto che i giganti del web pagassero gli editori per poter condividere i loro contenuti su\u00a0Internet?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Lo scontro con\u00a0il social network<br \/>\n<\/strong>Sia Google\u00a0sia\u00a0Facebook si sono opposti strenuamente al\u00a0<a href=\"https:\/\/www.cnbc.com\/2021\/02\/25\/australia-passes-its-news-media-bargaining-code.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/www.cnbc.com\/2021\/02\/25\/australia-passes-its-news-media-bargaining-code.html&amp;source=gmail&amp;ust=1614348402768000&amp;usg=AFQjCNFZ0UVUNqzRPI780dH3ruTRaoHL4Q\">disegno di legge<\/a>\u00a0australiano\u00a0approvato ieri dal Parlamento.\u00a0Alla vigilia del voto, quando Canberra ha\u00a0confermato\u00a0di\u00a0voler\u00a0prosegu<wbr \/>ire per la sua strada,\u00a0mentre\u00a0il primo ha deciso di negoziare,\u00a0il secondo ha optato per una rappresaglia che \u00e8 diventata un caso internazionale.\u00a0<strong>L\u2019azienda gestita da Mark\u00a0Zuckerberg\u00a0ha infatti deciso di<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/facebook-rompe-l-australia-vietata-condivisione-news-e-link-utenti-ADVpofKB\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/facebook-rompe-l-australia-vietata-condivisione-news-e-link-utenti-ADVpofKB&amp;source=gmail&amp;ust=1614348402768000&amp;usg=AFQjCNEh8kqYwDNnE0whVrByJi85Dte4KQ\">bloccare la condivisione di notizie sulla propria piattaforma<\/a>, come ritorsione contro il \u201ccodice di condotta vincolante\u201d sostenuto dal governo e dall\u2019autorit\u00e0 per la concorrenza australiana (la\u00a0Accc).<\/p>\n<p>La minaccia \u00e8 stata mantenuta,\u00a0anche se Facebook ha adesso detto che le restrizioni\u00a0\u2013 cio\u00e8 l\u2019impossibilit\u00e0 per gli\u00a0Australiani di condividere notizie di testate giornalistiche sul social, e per gli utenti del resto del mondo leggere quelle delle fonti del Paese oceanico\u00a0\u2013\u00a0saranno allentate.<br \/>\nIl problema rischia\u00a0comunque\u00a0di degenerare rapidamente, <strong>visto che\u00a0la decisione lascia campo libero alle\u00a0<em>fake\u00a0news<\/em><\/strong>\u00a0che inquinano tutti i dibattiti vitali attualmente in corso, dalla pandemia di Covid-19 alla politica internazionale. Non solo, Facebook ha bloccato la condivisione di contenuti di centinaia di organizzazioni che niente avevano a che fare con questa battaglia, come quelli riguardanti le previsioni del tempo o aggiornamenti sanitari di vario genere. L\u2019azienda si \u00e8 poi\u00a0scusata per quest\u2019ultimo sviluppo, ma l\u2019intera vicenda ha sottolineato\u00a0<strong>il potere che i Lord Digitali hanno potuto accumulare negli ultimi anni.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Un compromesso debole<br \/>\n<\/strong>Gli amari sviluppi di questa vicenda hanno puntato i riflettori sull\u2019Australia, ma la battaglia tra i governi nazionali e i giganti del web da tempo si combatte anche altrove, basti pensare a Stati Uniti, Francia, India, e Canada, tra i tanti esempi\u00a0(ma anche all\u2019Unione europea\u00a0dove\u00a0\u2013\u00a0due anni dopo la fine della battaglia sulla riforma del copyright\u00a0\u2013\u00a0\u00e8 in corso il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/un-digital-act-per-leuropa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">dibattito sull\u2019adozione di un\u00a0<em>Digital\u00a0Act<\/em><\/a>). In risposta alla ritorsione di Facebook,\u00a0<strong>il\u00a0primo ministro australiano Scott Morrison ha\u00a0tentato\u00a0<\/strong>di ottenere l\u2019appoggio dei leader di questi e di altri Paesi, telefonando personalmente a molti di loro con l\u2019obiettivo di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.scmp.com\/week-asia\/opinion\/article\/3122420\/facebook-vs-morrison-whoever-wins-australia-loses\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/www.scmp.com\/week-asia\/opinion\/article\/3122420\/facebook-vs-morrison-whoever-wins-australia-loses&amp;source=gmail&amp;ust=1614348402769000&amp;usg=AFQjCNEKzdJBzWAhBhvjf9d19pZEDtymJQ\">creare un fronte compatto<\/a>. Questo approccio multilateralista non deve sorprendere affatto \u2013 \u00e8 infatti tipico della\u00a0<a href=\"https:\/\/www.tandfonline.com\/doi\/full\/10.1080\/10357718.2020.1831436?casa_token=_hz_e_StOg8AAAAA%3AHf2-Ja9-je0_lH4KgrUmw3qasQce-sxRPZup-27cFYU_UeQAecW_wI1JJWlG9YHabnOtypDFkDg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/www.tandfonline.com\/doi\/full\/10.1080\/10357718.2020.1831436?casa_token%3D_hz_e_StOg8AAAAA%253AHf2-Ja9-je0_lH4KgrUmw3qasQce-sxRPZup-27cFYU_UeQAecW_wI1JJWlG9YHabnOtypDFkDg&amp;source=gmail&amp;ust=1614348402769000&amp;usg=AFQjCNGQodeHtLtR-mEyEW9sO3Tdt7dqgA\">diplomazia di una \u201cmedia potenza\u201d quale l\u2019Australia<\/a>\u00a0\u2013\u00a0tuttavia gli esiti si sono tradotti in un\u00a0<strong>compromesso al ribasso.<\/strong><\/p>\n<p>Se \u00e8 infatti vero che Facebook ha accettato di fare un passo indietro, \u00e8 altrettanto vero che\u00a0<strong>Canberra ha dovuto fortemente\u00a0alterare\u00a0il codice di condotta\u00a0e la sua applicazione.<\/strong> Innanzitutto, d\u2019ora in avanti il codice si applicher\u00e0 unicamente nel caso in cui non sia stato raggiunto un accordo con gli editori, il che d\u00e0\u00a0<strong>ai giganti del web il\u00a0potere discrezionale<\/strong>\u00a0di decidere quando e con chi sedersi al tavolo delle trattative. Inoltre, sono cambiate le tempistiche per\u00a0i negoziati, concedendo\u00a0<strong>pi\u00f9 libert\u00e0 e pi\u00f9 tempo<\/strong>\u00a0ai Lord Digitali per scegliere quale editore\u00a0sostenere e se sostenerlo.<\/p>\n<p>Poi, si ricorrer\u00e0 all\u2019apprezzato\u00a0<strong>meccanismo dell\u2019arbitrato<\/strong>\u00a0solo dopo due mesi di\u00a0trattative\u00a0infruttuose tra i colossi dell\u2019internet e gli editori,\u00a0<strong>rendendolo di fatto una \u201cultima spiaggia\u201d<\/strong>\u00a0che sar\u00e0 utilizzata in maniera estremamente rara.\u00a0 Da ultimo, \u00e8 stata eliminata la clausola di \u201cnon-differenziazione\u201d. Ci\u00f2 significa che\u00a0<strong>Facebook potr\u00e0 decidere di pagare in modo diverso le testate, senza criterio di equit\u00e0 e senza alcun controllo esterno.<\/strong> Notizie anti-scientifiche come la negazione del cambiamento climatico (comparse molto spesso sulle testate di Rupert Murdoch, che controlla il 60% della stampa australiana) potranno essere pagate molto di pi\u00f9 di notizie di interesse pubblico, offerte per\u00f2 da testate minori.<\/p>\n<p><strong>Un\u2019occasione sprecata?<br \/>\n<\/strong>In sostanza, nonostante le\u00a0<a href=\"https:\/\/www.dailymail.co.uk\/news\/article-9290001\/Facebook-news-ban-Australian-ministers-agree-water-new-laws.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/www.dailymail.co.uk\/news\/article-9290001\/Facebook-news-ban-Australian-ministers-agree-water-new-laws.html&amp;source=gmail&amp;ust=1614348402769000&amp;usg=AFQjCNG7PaGZcxC5a6BvJY3PbURpGzMEcg\">dichiarazioni vittoriose degli esponenti del governo<\/a>\u00a0australiano,\u00a0<strong>a vincere sono i giganti del web\u00a0<\/strong>(che\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vanityfair.it\/news\/approfondimenti\/2021\/02\/18\/editoria-australia-news-facebook-digital-lord-google\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/www.vanityfair.it\/news\/approfondimenti\/2021\/02\/18\/editoria-australia-news-facebook-digital-lord-google&amp;source=gmail&amp;ust=1614348402769000&amp;usg=AFQjCNH55XOFXrXj42guswc9SEqDzspvdg\">mirano ad organizzare e gestire la condivisione delle notizie<\/a>)\u00a0<strong>e i grandi\u00a0conglomerati mediatici\u00a0<\/strong>come quelli di Murdoch,\u00a0<strong>mentre a perdere \u00e8 il pubblico australiano, il quale dovr\u00e0 accontentarsi di una informazione filtrata e parziale.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Questa rappresenta senz\u2019altro un\u2019occasione mancata per l\u2019Australia, la quale avrebbe potuto ergersi a Paese leader nella lotta allo strapotere dei giganti del web, come era in parte riuscita a fare nella\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/il-successo-e-qualche-ombra-della-risposta-dellaustralia-alla-pandemia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/il-successo-e-qualche-ombra-della-risposta-dellaustralia-alla-pandemia\/&amp;source=gmail&amp;ust=1614348402769000&amp;usg=AFQjCNEA0rXMA9_JOvKeM7jWbMS-8h-6ng\">lotta contro la pandemia<\/a>.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che resta da vedere, a questo punto, \u00e8 se gli altri Stati seguiranno l\u2019esempio australiano del compromesso al ribasso, o se sceglieranno una strada senza dubbio pi\u00f9 lunga, ma anche pi\u00f9 meritevole di essere percorsa.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/Lukas Coch <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SYDNEY.\u00a0La battaglia australiana contro i giganti del web, i cosiddetti \u201cLord Digitali\u201d ha attirato e continua ad attirare l\u2019attenzione di milioni di persone in tutto il mondo. 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