{"id":87052,"date":"2021-02-26T00:27:07","date_gmt":"2021-02-25T23:27:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=87052"},"modified":"2021-03-04T10:18:53","modified_gmt":"2021-03-04T09:18:53","slug":"algeria-ancora-in-piazza-la-primavera-araba-non-e-mai-finita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/algeria-ancora-in-piazza-la-primavera-araba-non-e-mai-finita\/","title":{"rendered":"Algeria ancora in piazza: la &#8220;Primavera araba&#8221; non \u00e8 mai finita"},"content":{"rendered":"<p>Al terzo anno di contestazione in <strong>Algeria<\/strong>, la mobilitazione di piazza dell&#8217;<strong><em>hirak<\/em><\/strong> non si ferma. Neppure le <strong>misure restrittive<\/strong> disposte dal governo per frenare i contagi da Covid-19, gli <strong>arresti<\/strong> e le <strong>intimidazioni<\/strong> hanno impedito ai cittadini di scendere in piazza per il <strong>secondo anniversario delle<\/strong> <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/algeria-presidenziali-bouteflika\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">proteste <\/a><\/strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/algeria-presidenziali-bouteflika\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">iniziate nel febbraio 2019<\/a>. Pi\u00f9 che per celebrare la ricorrenza, i manifestanti hanno popolato le strade della capitale e altre citt\u00e0 algerine per reclamare, ancora, la completa <strong>destituzione del regime militare che resiste <\/strong>dietro le nuove figure che muovono i fili del vecchio sistema politico algerino.<\/p>\n<p>Nonostante gli importanti passi avanti, dalla prospettiva dei cittadini le promesse di riforma della classe politica sembrano pi\u00f9 che mai vuote. La convocazione di nuove elezioni parlamentari e il rilascio di alcuni attivisti, infatti, non soddisfano i cittadini che, privati di uno ruolo da protagonisti nella <strong>transizione post-Bouteflika<\/strong>, restano all\u2019ombra del contestato processo di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/algeria-una-nuova-costituzione-per-il-vecchio-pouvoir\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">riforma costituzionale<\/a>, ben consapevoli che a fronte dei 37 attivisti rilasciati ce ne sono <a href=\"https:\/\/www.amnesty.org\/en\/latest\/news\/2021\/02\/algeria-repressive-tactics-used-to-target-hirak-activists-two-years-on\/\">altri 31 che restano dietro le sbarre<\/a> semplicemente per aver esercitato la propria libert\u00e0 di espressione e associazione.<\/p>\n<p><strong>Continua la stagione iniziata nel 2011<\/strong><br \/>\nIncastonato nelle peculiari dinamiche politiche algerine, l&#8217;<em>hirak<\/em> \u00e8 allo stesso tempo parte di un pi\u00f9 <strong>ampio processo di mobilitazione dal basso che ha interessato negli ultimi anni diversi Paesi della regione<\/strong>. A livello cronologico, infatti, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/libano-protesta-giovani-sfidano-governo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Libano<\/a> e Iraq avevano preceduto l\u2019Algeria con le prime manifestazioni a partire da ottobre 2019, dopo quasi un anno che il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/sudan-attivista-esercito-bashir\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Sudan<\/a> aveva inaugurato l\u2019attuale capitolo di mobilitazione nel dicembre 2018. Ognuno di questi Paesi ha ovviamente raggiunto questo \u201cnuovo\u201d ciclo di contestazione a partire dalla maturazione politica, non-lineare e alle volte contraddittoria, dei movimenti di protesta che hanno fatto i conti con esperienze e fallimenti \u2013 propri e altrui \u2013 del passato.<\/p>\n<p>Sebbene infatti la copertura mediatica abbia etichettato le recenti proteste come <strong>\u201cPrimavera Araba 2.0\u201d<\/strong>, queste si inseriscono piuttosto in un <em>continuum<\/em> che affonda le proprie radici nei problemi strutturali regionali esplosi in maniera evidente ed estesa nel 2011 (a cui AffarInternazionali ha dedicato uno <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/dieci-anni-dalle-primavere-arabe\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>speciale dossier di approfondimento<\/strong><\/a>).<\/p>\n<p>I movimenti di piazza, tanto in Algeria quanto in Libano e Iraq, persistono nello sfidare il sistema politico del proprio Paese che continua invece a riprodursi con volti nuovi (<strong>Abdelmadjid Tebboune<\/strong> in Algeria e <strong>Mustafa al-Khadimi<\/strong> in Iraq) o vecchi (<strong>Sa\u2019ad al-Hariri<\/strong> in Libano). Le recenti manifestazioni in Algeria in occasione del secondo anniversario dell&#8217;<em>hirak<\/em>, a <a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/article\/lebanon-crisis-protests-int-idUSKBN2A31MZ\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Tripoli<\/a> a seguito dell\u2019imposizione di un lockdown totale e in <a href=\"https:\/\/www.rudaw.net\/english\/middleeast\/iraq\/070220214\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Iraq<\/a> sono tutte parte di questo processo di contestazione pi\u00f9 ampio, cos\u00ec come i recenti episodi di protesta in Tunisia.<\/p>\n<p><strong>Le ragioni della protesta<\/strong><br \/>\nAssieme alla <strong>struttura del potere<\/strong>, e <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/non-solo-giovani-in-medio-oriente-la-mobilitazione-continua\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">intrinsecamente connessa alla stessa<\/a>, la <strong>disuguaglianza socio-economica<\/strong>, gli elevati tassi di <strong>disoccupazione<\/strong> e la <strong>corruzione<\/strong>\u00a0continuano a mantenersi intatti, riproducendosi nei sistemi economici dei Paesi, con il Covid-19 che ha ulteriormente peggiorato la situazione.<\/p>\n<p>Secondo la <strong>Banca mondiale<\/strong>, Algeria, Libano e Iraq hanno registrato rispettivamente una contrazione del Pil pari al -6,5%, -19,2% e -9,5% nel 2020, con il crollo del prezzo del petrolio che ha avuto notevoli ripercussioni in Algeria e Iraq, dove le rendite degli idrocarburi rappresentano rispettivamente il 60% e il 90% del bilancio nazionale. A ci\u00f2 si aggiungano gli elevati tassi di disoccupazione, in particolare quella giovanile con valori tra il 20 e 35%, il che assume la forma di cifre impressionanti dal momento che la maggioranza della popolazione (circa 43,8 milioni in Algeria, 6,8 milioni in Libano e 40 in Iraq) \u00e8 under-30.<\/p>\n<p>Sui gi\u00e0 drammatici indicatori macroeconomici, poi, grava il peso dell\u2019impiego informale, della corruzione, con il nuovo <a href=\"https:\/\/images.transparencycdn.org\/images\/CPI2020_Report_EN_0802-WEB-1_2021-02-08-103053.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">rapporto<\/a> del <em>Corruption Perception Index<\/em> che colloca rispettivamente Algeria, Libano e Iraq al 104\u00b0, 149\u00b0 e 160\u00b0 posto su 180 paesi, e <a href=\"https:\/\/publications.unescwa.org\/projects\/escwa-survey\/index.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">dell\u2019aumento della povert\u00e0<\/a> regionale che \u00e8 aumentata del 3.2% nel 2020.<\/p>\n<p><strong>La risposta dell&#8217;Europa<\/strong><br \/>\nRispetto a tale situazione i governi nazionali non sono riusciti a fornire una risposta soddisfacente ai propri cittadini, optando piuttosto per la coercizione. Anche la <strong>comunit\u00e0 internazionale<\/strong>, trovatasi gi\u00e0 fortemente impreparata di fronte alle proteste del 2011 e distratta stavolta dalla gestione della pandemia, non ha saputo prendere una <strong>posizione rispetto ai processi politici in atto in Medio Oriente<\/strong>. Ci\u00f2 \u00e8 in particolar modo vero per l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/lunione-europea-e-le-rivolte-nel-mondo-arabo-dallentusiasmo-allisolamento\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Unione europea<\/strong><\/a>, che gi\u00e0 dieci anni fa non era riuscita a formulare una posizione coerente e convincente in merito alle proteste che infiammavano il Vicinato, inaugurando piuttosto un <strong>processo di securitizzazione della propria politica estera e degli aiuti nella regione<\/strong>.<\/p>\n<p>Concentrandosi sul controllo delle migrazioni e dei confini, sulla lotta al terrorismo e sugli interessi energetici, sia pure impacchettati in politiche che si dichiarano dirette ad affrontare i fattori strutturali delle proteste e dell\u2019instabilit\u00e0 regionale, l\u2019Ue ha nei fatti aggirato il problema, con evidenti conseguenze nefaste per il Medio Oriente e l\u2019Europa stessa.<\/p>\n<p>A distanza di dieci anni, mentre a Bruxelles si discute di autonomia strategica e vengono formulate nuove narrative per costruire una politica estera comune &#8211; punto oggi in agenda della seconda giornata del <strong>Consiglio europeo<\/strong> in videoconferenza,\u00a0<em>ndr<\/em> &#8211; , l\u2019Unione, di nuovo, non si pronuncia sulle trasformazioni politiche in atto nella regione, mettendo da parte i propri valori fondanti che imporrebbero una chiara presa di posizione, e lasciando invece spazio a risposte scoordinate, spesso conflittuali dei singoli Stati membri.<\/p>\n<p><small>Foto di copertina EPA\/STR <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al terzo anno di contestazione in Algeria, la mobilitazione di piazza dell&#8217;hirak non si ferma. 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