{"id":87063,"date":"2021-02-27T15:49:58","date_gmt":"2021-02-27T14:49:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=87063"},"modified":"2021-03-10T08:08:11","modified_gmt":"2021-03-10T07:08:11","slug":"autonomia-strategica-cosa-serve-per-unue-protagonista-nel-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/autonomia-strategica-cosa-serve-per-unue-protagonista-nel-mondo\/","title":{"rendered":"Autonomia strategica: cosa serve per un\u2019Ue protagonista nel mondo"},"content":{"rendered":"<p>Il dibattito sull\u2019<strong>autonomia strategica europea<\/strong> ha ritrovato slancio in occasione della seconda giornata del <strong>Consiglio europeo<\/strong> in videoconferenza del 25-26 febbraio, il primo a cui <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/dalleuropa-al-g20-il-banco-di-prova-internazionale-del-governo-draghi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Mario Draghi<\/strong><\/a> ha partecipato da premier italiano. <strong>Spesso confusa con la sovranit\u00e0<\/strong>, l\u2019indipendenza, l\u2019unilateralismo e, a volte, persino con l\u2019autarchia, in verit\u00e0 essa &#8211; come suggerisce l\u2019etimologia greca della parola &#8211; si riferisce alla <strong>capacit\u00e0 di vivere secondo le proprie leggi<\/strong>. L\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/il-re-e-nudo-costruire-unautonomia-europea\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">autonomia<\/a> non implica, insomma, l\u2019indipendenza e ancor meno l\u2019unilateralismo o l\u2019autarchia. Per vivere secondo le proprie leggi, regole e norme, <strong>l\u2019Unione europea, pur essendo pronta a farlo, non deve per\u00f2 agire da sola<\/strong>.<\/p>\n<p>Infatti, dal momento che il <strong>multilateralismo<\/strong> rappresenta un carattere fondante dell\u2019assetto interno e dell\u2019identit\u00e0 esterna dell\u2019Ue, l\u2019attitudine del blocco sar\u00e0 sempre quella di agire insieme agli altri, a partire dai suoi partner principali, come le <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/riforma-dellonu-e-futuro-del-multilateralismo-parlano-ferdinando-nelli-feroci-nicoletta-pirozzi-ed-ettore-greco\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Nazioni Unite<\/strong><\/a>, gli <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/leuropa-e-lamerica-di-biden\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Stati Uniti<\/strong><\/a> e la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/la-nato-e-la-rivalita-sistemica-con-russia-e-cina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Nato<\/strong><\/a>, e dalle altre organizzazioni regionali. Il cammino dell\u2019Ue verso l\u2019autonomia possiede sia una componente interna sia una internazionale e, pi\u00f9 precisamente, multilaterale. Un\u2019Unione europea autonoma \u00e8 in grado di vivere secondo le proprie leggi e norme sia proteggendole internamente, sia collaborando con gli altri in un contesto internazionale basato su regole che essa stessa ha contribuito a creare.<\/p>\n<p>Il dibattito sull\u2019autonomia strategica europea ha assunto rilevanza politica in risposta allo <strong>sviluppo interno dell\u2019Ue<\/strong> e ai <strong>profondi cambiamenti del sistema internazionale<\/strong>. Internamente il progetto europeo si \u00e8 trasformato da un mercato unico in un\u2019unione economica e monetaria, con uno spazio comune di libert\u00e0, sicurezza e giustizia e una nascente politica estera. Nella morsa delle crisi, ha stabilito un\u2019unione bancaria e promette ora un\u2019unione anche fiscale. Alla luce di questo sviluppo interno della costruzione europea, l\u2019autonomia strategica \u00e8 diventata una possibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Esternamente, la profonda trasformazione del sistema internazionale ha fatto dell\u2019autonomia strategica europea una necessit\u00e0. Per la maggior parte della sua esistenza, il progetto europeo si \u00e8 sviluppato nel quadro del cosiddetto <strong>ordine liberale internazionale<\/strong>, un ordine fatto da organizzazioni internazionali, leggi, norme, regimi e pratiche fondate sul potere degli Stati Uniti. Quel mondo sta, tuttavia, svanendo. <strong>Gli Usa rimangono l\u2019unica grande potenza in grado di proiettare la propria influenza<\/strong>, compresa quella militare, a livello globale, <strong>ma non detengono pi\u00f9 un\u2019egemonia incontrastata<\/strong>. Economicamente, nonostante il primato finanziario e la vitalit\u00e0 imprenditoriale, il vantaggio tecnologico e l\u2019eccellenza accademica, gli Stati Uniti sono ora alla pari con la Cina e presto potrebbero pure essere sorpassati. Politicamente, le ammaccature nella democrazia degli Stati Uniti, soprattutto durante l\u2019amministrazione Trump, indicano un <strong>declino del <em>soft power<\/em> americano <\/strong>e un risveglio di alcune tendenze isolazioniste o, per meglio dire, un <strong>impegno selettivo di Washington nel mondo<\/strong> solo quando sono in gioco i propri diretti interessi.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 suggerisce che l\u2019Ue non possa pensare semplicemente di fare affidamento sugli Stati Uniti come faceva un tempo. L\u2019autonomia strategica europea, in un\u2019epoca di multipolarismo o di rinnovato bipolarismo, \u00e8 necessaria tanto le poche volte in cui Ue e Usa sono in disaccordo, quanto in quelle &#8211; pi\u00f9 frequenti &#8211; in cui sono sulla stessa linea. Mentre l\u2019asimmetria rimarr\u00e0 una caratteristica strutturale delle relazioni transatlantiche, soprattutto nel campo della difesa, <strong>un legame transatlantico rinnovato richieder\u00e0 da parte europea una maggiore responsabilit\u00e0<\/strong>, e dunque autonomia, in primo luogo <strong>nelle regioni del vicinato<\/strong> Ue, cos\u00ec come <strong>nelle grandi sfide della governance transnazionale<\/strong> della nostra epoca, dalla <strong>salute<\/strong> al <strong>clima<\/strong>, dalla <strong>tecnologia<\/strong> alla <strong>mobilit\u00e0<\/strong> umana.<\/p>\n<p>L\u2019autonomia strategica europea, tuttavia, non trova tutti d\u2019accordo. Una prima critica sostiene che l\u2019Ue non sia nella posizione di diventare autonoma nel prossimo futuro e certamente non in materia di difesa, per cui la dipendenza dagli Stati Uniti rimarr\u00e0 una caratteristica fondamentale. A ben vedere, questa argomentazione risulta debole. Se \u00e8 vero che la relazione transatlantica di difesa continuer\u00e0 ad essere asimmetrica e che gli europei continueranno ad aver bisogno dell\u2019impegno americano per la sicurezza dell\u2019Europa, ci\u00f2 non significa comunque che essi non debbano <strong>investire di pi\u00f9 nella difesa Ue<\/strong>, n\u00e9 che un riequilibrio dei legami di difesa transatlantici sarebbe contrario agli interessi europei o transatlantici. Semmai \u00e8 vero il contrario.<\/p>\n<p>Due pi\u00f9 rare <strong>obiezioni all\u2019autonomia strategica<\/strong> europea sembrano pi\u00f9 pertinenti. La prima riguarda il rischio che il perseguimento dell\u2019autonomia strategica possa facilitare un\u2019indebita <strong>concentrazione di potere nel mercato unico<\/strong> da parte di singole aziende o di gruppi di Stati membri. La seconda prevede che l\u2019autonomia strategica possa innescare indirettamente <strong>tendenze protezionistiche<\/strong>. A ben vedere, entrambe queste argomentazioni meritano attenzione. Le soluzioni saranno inevitabilmente specifiche per settore e si troveranno lungo la strada, ma ci sono tre grandi linee guida che possono far luce sulla strada da seguire.<\/p>\n<p>In primo luogo, prerequisiti per un\u2019autonomia strategica europea sono la <strong>coesione<\/strong> e la <strong>resilienza<\/strong> <strong>interne<\/strong> dell\u2019Ue. Il ruolo globale dell\u2019Europa comincia in casa. Se l\u2019Ue vuole vivere seconde le proprie leggi e norme, deve assicurare che gli s<strong>tandard democratici<\/strong>, i <strong>diritti umani<\/strong> e lo <strong>stato di diritto<\/strong>, che costituiscono il nucleo fondante del progetto europeo, siano rispettati al suo interno, a cominciare dai suoi Stati membri.<\/p>\n<p>La resilienza economica rappresenta l\u2019altra faccia della medaglia. <strong>Ricerca<\/strong> e <strong>innovazione<\/strong> sono la chiave, soprattutto per difesa, tecnologia ed energia. Altrettanto importante \u00e8 la necessit\u00e0 di affrontare la frammentazione intra-europea, in particolare in ambiti come la migrazione e l&#8217;asilo, ma anche nel mercato unico, ancora fin troppo poco attrattivo per l\u2019innovazione, e in settori industriali ad alto valore aggiunto. Anzich\u00e9 allentare la normativa sulla concorrenza per rispondere al bisogno di una competitivit\u00e0 globale dell\u2019Europa, <strong>l\u2019Ue dovrebbe concentrarsi sugli investimenti in istruzione e ricerca e sviluppo, approfondendo il mercato unico e promuovendo le catene del valore in settori strategici<\/strong>. Una maggiore forza economica dell\u2019Ue promuoverebbe a sua volta il <strong>ruolo internazionale dell&#8217;euro<\/strong>.<\/p>\n<p>In secondo luogo, un\u2019autonomia strategica europea richiede anche maggiori investimenti, responsabilit\u00e0 e disponibilit\u00e0 a correre rischi nelle regioni circostanti. <strong>L\u2019Ue, con quasi 450 milioni di cittadini, \u00e8 grande ma non abbastanza<\/strong>. I suoi legami economici con le regioni circostanti, a partire dai <strong>Balcani<\/strong> occidentali, la <strong>Turchia<\/strong>, l\u2019<strong>Europa orientale<\/strong>, il <strong>Mediterraneo<\/strong> e il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/lunione-europea-e-le-rivolte-nel-mondo-arabo-dallentusiasmo-allisolamento\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Medio Oriente<\/strong><\/a> &#8211; ma arrivando pure nell\u2019<strong>Africa subsahariana<\/strong> -, saranno <strong>fattori chiave per un futuro sicuro e sostenibile<\/strong>. Il problema \u00e8 che, quando si tratta delle regioni vicine, l&#8217;Unione \u00e8 circondata da un <strong>proverbiale &#8220;anello di fuoco<\/strong>&#8220;. Gli incendi, per cui gli europei hanno avuto la loro dose di responsabilit\u00e0, non possono essere estinti solo dall&#8217;Ue, ma nemmeno possono essere spenti senza di essa. L\u2019autonomia strategica europea richieder\u00e0 che l\u2019Unione si prenda <strong>maggiore responsabilit\u00e0 economiche e politiche e anche rischi nelle regioni circostanti<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019Ue a volte non ha le capacit\u00e0, i meccanismi decisionali e la cultura strategica di intervenire come fanno altri attori regionali e globali. Ci\u00f2 ha i suoi lati negativi, ma anche i suoi vantaggi, visti i danni causati da diversi interventi militari in passato, in particolare in Medio Oriente e Nord Africa. Di gran lunga pi\u00f9 problematici, invece, sono i casi in cui in cui l\u2019Ue possiede le capacit\u00e0 di agire, ma gli Stati membri concordano per evitare i rischi che ci\u00f2 comporterebbe. Spiccano a tal proposito, i casi della <strong>Libia<\/strong>, dell\u2019<strong>Ucraina<\/strong> e del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/nagorno-karabakh-sipario-sulla-guerra-la-vittoria-e-di-mosca\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Caucaso<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.iai.it\/it\/pubblicazioni\/european-strategic-autonomy-what-it-why-we-need-it-how-achieve-it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.iai.it\/sites\/default\/files\/styles\/medium\/public\/9788893681780.jpg?itok=iA5hLx_1\" alt=\"\" width=\"156\" height=\"220\" \/><\/a>Anzich\u00e9 affondare nel protezionismo e nella chiusura, insomma, <strong>l\u2019autonomia strategica implica la capacit\u00e0 dell&#8217;Ue di impegnarsi nella collaborazione multilaterale<\/strong>, anzitutto con gli Usa e le altre democrazie liberali \u2013 soprattutto nel campo dei diritti umani, della sicurezza, del digitale e delle migrazioni -, ma anche <strong>per ampliare il fronte in quelle politiche in cui la \u201cquantit\u00e0 batte la qualit\u00e0\u201d<\/strong>, come il contrasto al cambiamento climatico e la lotta alla pandemia.<\/p>\n<p><strong><small>Adattamento e traduzione dell\u2019originale in inglese a cura della Redazione.<\/small><\/strong><br \/>\n<small>Nella foto di copertina EPA\/ANTONIO PEDRO SANTOS un momento del Consiglio europeo in videoconferenza del 25-26 febbraio <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il dibattito sull\u2019autonomia strategica europea ha ritrovato slancio in occasione della seconda giornata del Consiglio europeo in videoconferenza del 25-26 febbraio, il primo a cui Mario Draghi ha partecipato da premier italiano. 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