{"id":87100,"date":"2021-03-03T07:27:22","date_gmt":"2021-03-03T06:27:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=87100"},"modified":"2021-03-12T06:21:08","modified_gmt":"2021-03-12T05:21:08","slug":"cosa-ci-dicono-le-nomine-di-biden-sulla-futura-politica-estera-usa-in-asia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/03\/cosa-ci-dicono-le-nomine-di-biden-sulla-futura-politica-estera-usa-in-asia\/","title":{"rendered":"Cosa ci dicono le nomine di Biden sulla futura politica estera Usa in Asia"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\"><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/dallatlantico-al-pacifico\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-87116 size-medium\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Osservatorio-USA-Asia_1920x10802-1-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Osservatorio-USA-Asia_1920x10802-1-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Osservatorio-USA-Asia_1920x10802-1-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Osservatorio-USA-Asia_1920x10802-1-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Osservatorio-USA-Asia_1920x10802-1-495x278.jpg 495w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Osservatorio-USA-Asia_1920x10802-1-360x203.jpg 360w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Osservatorio-USA-Asia_1920x10802-1-125x70.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Osservatorio-USA-Asia_1920x10802-1-850x480.jpg 850w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Osservatorio-USA-Asia_1920x10802-1.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nonostante la futura strategia in Asia di <strong>Joe Biden<\/strong> non si conosca ancora, la <strong>lunga lista di esperti reclutati fino ad ora<\/strong> dal neo presidente ci aiuta a capire quali idee concorreranno alla formazione della politica estera degli Stati Uniti nella regione e in particolare nei suoi rapporti con la Cina.\u00a0\u201cPersonnel is policy\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Tra le figure principali spicca quella di <\/span><b>Kurt Campbell<\/b>,<span style=\"font-weight: 400;\"> a cui \u00e8 stata assegnata la direzione del <strong>desk per gli affari nell\u2019Indo-Pacifico<\/strong> del National Security Council. Campbell \u00e8 un sostenitore del <em>managed decoupling<\/em> tra Usa e Cina; dal suo punto di vista Washington deve riscoprire il suo ruolo di potenza stabilizzatrice nella regione, dotandosi di una <em>grand strategy<\/em> che preveda il mantenimento agli attuali equilibri politici e il coinvolgimento dei propri partner in alleanze ad hoc per contrastare le ingerenze di Pechino. Non una coalizione anti-cinese, spiega Campbell in un articolo su <\/span><a href=\"https:\/\/www.foreignaffairs.com\/articles\/united-states\/2021-01-12\/how-america-can-shore-asian-order?utm_medium=social&amp;utm_source=facebook_posts&amp;utm_campaign=fb_daily_soc&amp;fbclid=IwAR0BqTek05BJQ4glL16fVPNhd9z3bn-hurYI6FVztMOXe6wOV5JPJ47uvjM\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"font-weight: 400;\">Foreign Affairs<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">, ma piuttosto una serie di fora multilaterali nei quali coordinarsi con i propri alleati, non solo quelli regionali. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Su simili posizioni anche altri due membri del desk Indo-Pacifico: <\/span><b>Rush Doshi<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, autore del libro \u201cThe Long Game: China\u2019s Grand Strategy to Displace American Order\u201d dal titolo piuttosto esplicativo; e <\/span><b>Julian Gerwitz<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, pi\u00f9 moderato, secondo cui per poter avere un Indo-Pacifico meno sino-centrico Washington deve abbandonare la pretesa di imporre ai propri alleati di prendere una posizione netta e al contempo <strong>evitare a tutti i costi <\/strong><\/span><strong><a href=\"https:\/\/foreignpolicy.com\/2020\/06\/18\/china-india-aggression-asia-alliances\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">una contrapposizione in stile Guerra fredda<\/a><\/strong><span style=\"font-weight: 400;\"><strong> con la Cina<\/strong>. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ad aiutare il rilancio delle alleanze con Paesi chiave come l\u2019India ed il sudest Asiatico sar\u00e0 anche l\u2019esperienza di <\/span><b>Sumona Guha<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, che all\u2019interno del desk Indo-Pacifico \u00e8 stata nominata direttrice per gli affari dell\u2019Asia meridionale. Guha \u00e8 una realista, vede alquanto improbabile una <\/span><a href=\"https:\/\/www.ussc.edu.au\/analysis\/should-india-increase-military-alignment-with-the-united-states-the-debate-papers\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"font-weight: 400;\">convergenza militare<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\"> tra Nuova Delhi e Washington \u2013 soprattutto in funzione anti-cinese -, ma riconosce l\u2019importanza strategica di questa <\/span><a href=\"https:\/\/thediplomat.com\/2019\/05\/will-india-continue-its-quest-for-global-leadership-the-us-should-hope-so\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"font-weight: 400;\">partnership<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\"> per garantire gli interessi statunitensi nel pacifico.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><strong>Una squadra per la Cina<br \/>\n<\/strong><span style=\"font-weight: 400;\">Altro nome noto che affiancher\u00e0 Campbell \u00e8 quello di <\/span><b>Laura Rosenberg<\/b>,<span style=\"font-weight: 400;\"> la quale si \u00e8 contraddistinta nel corso dell\u2019ultimo anno per le sue forti critiche contro la Cina, accusando Pechino di aver strumentalizzato la pandemia per reprimere la dissidenza interna e di aver tentato di minare le relazioni tra Unione europea e Stati Uniti tramite la sua politica degli <\/span><a href=\"https:\/\/www.newsweek.com\/while-us-sits-back-china-using-covid-19-cozy-europe-opinion-1503778\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"font-weight: 400;\">aiuti sanitari<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\"> e campagne di disinformazione mirate. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Stando alle sue dichiarazioni, tra le priorit\u00e0 ci sono il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/07\/leuropa-stretta-fra-cina-e-stati-uniti-nella-contesa-del-5g\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>contrasto alla supremazia tecnologica<\/strong> della Cina<\/a> e la creazione di un sistema di deterrenza multilaterale contro le interferenze da parte di Paesi autoritari come Cina e Russia, soprattutto in ambito digitale. <strong>Il timore di una possibile convergenza strategica tra Mosca e Pechino<\/strong> in contrasto alle democrazie occidentali sembra essere piuttosto diffuso tra gli analisti statunitensi. Non \u00e8 un caso, dunque, se nella composizione del nuovo National Security Council <strong>la sezione dedicata alla Russia<\/strong> sia stata <strong>integrata, per la prima volta, all\u2019interno del desk Indo-Pacifico<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Figura influente nel futuro sviluppo delle relazioni con Pechino sar\u00e0 <\/span><b>Ely Ratner<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, assistente speciale del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/tutti-gli-occhi-sugli-stati-uniti-alla-ministeriale-nato\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nuovo segretario alla Difesa Lloyd Austin<\/a> e gi\u00e0 advisor di Biden tra il 2015 e il 2017. A lui \u00e8 stata affidata la guida della <\/span><a href=\"https:\/\/news.usni.org\/2021\/01\/19\/secdef-nominee-austin-affirms-threat-from-china-will-update-national-defense-strategy\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cTask force Cina\u201d<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\"> incaricata di rivedere la National Security Strategy del 2018, in cui l\u2019amministrazione Trump sottolineava la necessit\u00e0 di prepararsi ad un conflitto con Russia e Cina. Il suo compito e quello della task force sar\u00e0 di integrarla con ulteriori strumenti utili a \u201cscoraggiare la Cina nella regione dell\u2019Indo-Pacifico\u201d. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Sempre su Pechino c\u2019\u00e8 poi <\/span><b>Jake Sullivan<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, nominato National Security Advisor dell\u2019ufficio esecutivo del Presidente, anche lui sostenitore di una politica di rafforzamento delle alleanze, soprattutto con i membri del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/quad-alleanza-indopacifica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Quad<\/a> (Australia, India e Giappone), e della presenza militare statunitense nella regione. Sullivan \u00e8 noto per la sua <strong>linea netta nei confronti della causa taiwanese<\/strong> ed ha spesso <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">rimarcato<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> la necessit\u00e0 da parte di Washington di <strong>rispondere con maggior forza alle pressioni di Pechino nello Stretto<\/strong>.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><strong>Cambia la linea in Corea<br \/>\n<\/strong><span style=\"font-weight: 400;\">Non mancano gli esperti sulla <strong>Corea del Nord<\/strong>. Di <\/span><b>Jung Pak<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, nominata vice-sottosegretario di Stato, sono ben note le posizioni critiche nei confronti delle scelte strategiche della precedente amministrazione. Pur professando la necessit\u00e0 di un maggiore coordinamento con Seul, Park sposa una <strong>linea in netto contrasto con quella promossa fino ad ora dal presidente sudcoreano Moon Jae-in<\/strong>. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Per lei la <strong>pressione economica<\/strong> sul Paese rimane il principale mezzo con cui ottenere un ritorno ai negoziati sul programma nucleare, possibilmente nella forma di consultazioni multilaterali a cinque. Ci\u00f2 nonostante, questo non preclude la scelta di una terza via. Durante la campagna elettorale, la vice-presidente <strong>Kamala Harris<\/strong> si \u00e8 detta favorevole ad un ripensamento della politica della \u201cmassima pressione\u201d nei confronti di Pyongyang. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Sulla questione coreana Biden pu\u00f2 avvalersi anche di due validi consiglieri politici: <\/span><b>Wendy Sherman<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, nominata vicesegretario di Stato, che sotto la presidenza Clinton lavor\u00f2 come coordinatrice dei negoziati che portarono a siglare l\u2019accordo quadro con la Corea del Nord nel 1994; e <\/span><b>Sung Kim<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, gi\u00e0 inviato speciale a Pyongyang tra il 2008 e il 2011 e negoziatore per conto di Trump per la realizzazione del primo summit Usa-Corea del Nord.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><small> Nella foto di copertina EPA\/JIM LO SCALZO Joe Biden e lo staff del Dipartimento di Stato <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nonostante la futura strategia in Asia di Joe Biden non si conosca ancora, la lunga lista di esperti reclutati fino ad ora dal neo presidente ci aiuta a capire quali idee concorreranno alla formazione della politica estera degli Stati Uniti nella regione e in particolare nei suoi rapporti con la Cina.\u00a0\u201cPersonnel is policy\u201d. 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