{"id":87149,"date":"2021-03-05T02:49:44","date_gmt":"2021-03-05T01:49:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=87149"},"modified":"2021-03-08T22:46:48","modified_gmt":"2021-03-08T21:46:48","slug":"orban-parlamento-ppe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/03\/orban-parlamento-ppe\/","title":{"rendered":"Il passo di lato di Orb\u00e1n a Bruxelles \u00e8 una vittoria per il Ppe?"},"content":{"rendered":"<p>Finalmente fuori. \u00c8 questo lo spirito con cui la maggioranza dei membri del <strong>gruppo del Partito popolare europeo<\/strong> (<strong>Ppe<\/strong>) al Parlamento di Strasburgo\/Bruxelles ha accolto la <strong>notizia della decisione di Viktor Orb\u00e1n<\/strong> di togliere il disturbo e <strong>di ritirare i 12 membri del suo partito, Fidesz<\/strong>.<\/p>\n<p>Senza cantare vittoria, poich\u00e9 un\u2019uscita rappresenta pur sempre una sconfitta, il leader del gruppo, <strong>Manfred Weber<\/strong>, ha sottolineato che il distacco si era reso necessario per il <strong>continuo attacco di Fidesz ai valori del Ppe\u00a0<\/strong>e dell&#8217;Ue, dal rispetto della democrazia a quello dei diritti e delle libert\u00e0 fondamentali. <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/dal-recovery-fund-perverso-alla-liberta-accademica-tutti-i-fronti-aperti-da-orban-in-europa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Valori notoriamente calpestati in <strong>Ungheria<\/strong><\/a> con le ripetute chiusure di giornali, stazioni radio e perfino universit\u00e0 non in linea con la politica del regime. \u00c8 da anni ormai che questa situazione veniva tollerata sia all\u2019interno del gruppo parlamentare sia del partito Ppe, anche se in quest\u2019ultimo si era giunti nel 2019 a <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/cambiamo-ppe-ultimatum-orban\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sospendere da tutte le cariche<\/a> e dalle riunioni i membri del partito di Orb\u00e1n.<\/p>\n<p>Va anche poi ricordato che <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/ue-sargentini-orban-ungheria-ko\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">proprio all\u2019interno del Parlamento europeo<\/a> era scattata, nel settembre 2018, la richiesta di avvio contro il governo ungherese delle <strong>procedure previste per la violazione dei valori<\/strong>\u00a0contenuti nell\u2019articolo 2 del Trattato sull&#8217;Ue. Anche in quell\u2019occasione la maggioranza del Ppe aveva votato a favore, pur con molti mal di pancia, anche da parte della delegazione italiana di Forza Italia. Eppure, malgrado tutti questi segnali allarmanti, Fidesz aveva continuato ad operare normalmente, almeno all\u2019interno del gruppo del Ppe.<\/p>\n<p>Si era quindi venuta a manifestare una chiara <strong>dissonanza fra la sospensione in seno al partito e la continua partecipazione alle attivit\u00e0 del gruppo parlamentare<\/strong>. Un\u2019ambiguit\u00e0 accettata dal partito egemone del Ppe, la Cdu della cancelliera <strong>Angela Merkel<\/strong> e la Csu bavarese di Manfred Weber, tutti e due, soprattutto quest\u2019ultimo, riluttanti a perdere quel po&#8217; di teorica influenza che ancora potevano esercitare sull\u2019ingombrante vicino. Strategia largamente fallita, poich\u00e9 nel frattempo Orb\u00e1n non ha fatto altro che aumentare la presa autoritaria sul proprio Paese. Di qui la decisione dello scorso dicembre di modificare il regolamento del gruppo parlamentare con la possibilit\u00e0 di espellere un\u2019intera delegazione nazionale e non i singoli membri. Con 148 s\u00ec e 28 contrari la modifica \u00e8 stata approvata e Orb\u00e1n, fiutato il pericolo, ha anticipato tutti ritirando Fidesz dal gruppo.<\/p>\n<p><strong>Una vittoria per il Ppe?<\/strong> In realt\u00e0 fra quei 28 voti contrari si annida <strong>una fronda<\/strong> che non si limita ai soli 12 membri di Fidesz, ma che conta i rappresentanti del Partito popolare austriaco di <strong>Sebastian Kurz<\/strong> e di quello sloveno di <strong>Janez Jan\u0161a<\/strong>, prossimo presidente di turno del Consiglio Ue e grande sostenitore di Donald Trump e delle sue azioni eversive. Insomma, una bella e <strong>pericolosa compagnia che preannuncia altri grattacapi non solo per il Ppe ma per l\u2019intera Unione<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019avere sopportato per tutto questo tempo i comportamenti ostili dell\u2019Ungheria (e della <strong>Polonia<\/strong>) non ha fatto altro che alimentare il fronte dei Paesi che ostacolano in tutti i modi la solidariet\u00e0 e l\u2019integrazione europea. Basti guardare ai <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/03\/accelerare-sui-vaccini-con-o-senza-lue-kurz-tenta-lasse-con-israele\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">recentissimi comportamenti di <strong>Austria<\/strong> e <strong>Danimarca<\/strong><\/a> (da sempre euroscettica) nel cercare un accordo con Israele per la produzione di nuovi vaccini atti a combattere le varianti del coronavirus. O le ripetute chiusure del confine del Brennero da parte di Vienna con l\u2019imposizione ai camionisti di tamponi validi entro il limite delle 48 ore. O ancora il diffondersi del cosiddetto <strong>sovranismo vaccinale<\/strong>, con la corsa a vaccini non autorizzati dall\u2019Ema, l&#8217;Agenzia europea del farmaco.<\/p>\n<p>Insomma, sembra davvero che, <strong>dopo il grande colpo di reni del Next Generation EU<\/strong>, le istituzioni dell\u2019Unione stiano perdendo nuovamente il terreno che si erano miracolosamente conquistate la scorsa estate. Ci troviamo ancora una volta sul crinale pericoloso di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/dopo-la-brexit-lue-pensi-al-suo-futuro-e-a-prevenire-altre-uscite\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>atteggiamenti che troppo assomigliano alla strategia dell\u2019<em>exit<\/em><\/strong><\/a>, inaugurata dal Regno Unito, ma mai realmente scomparsa all\u2019interno dei 27. Troppi Paesi, dall\u2019Ungheria all\u2019Austria, dalla Slovenia alla Croazia, coltivano un\u2019idea di Unione che poco ha da spartire con lo spirito originario dell\u2019integrazione europea.<\/p>\n<p>Dove andr\u00e0 a collocarsi domani Fidesz, se nel <strong>gruppo dei Conservatori e riformisti europei<\/strong> (dove sta <strong>Fratelli d&#8217;Italia<\/strong> di Giorgia Meloni) o in quello ancora pi\u00f9 estremista di<strong> Identit\u00e0 e Democrazia<\/strong> (dove si colloca la <strong>Lega<\/strong> di Matteo Salvini) \u00e8 relativamente poco importante. Quello a cui stiamo assistendo in questi giorni \u00e8 il fallimento della politica europea, che non ha saputo intervenire in tempo per affrontare le sfide interne ai suoi valori. Una grossa responsabilit\u00e0 la portano i maggiori leader europei, a cominciare da Angela Merkel, che con le sue troppe prudenze ha finito con il perdere la battaglia per un\u2019Unione pi\u00f9 coesa, efficiente e democratica. Oggi \u00e8 quindi tempo di reagire a questo trend di continui compromessi e di dare vita ad una larga alleanza di governi e forze politiche, che abbiano la volont\u00e0 e la forza di denunciare i comportamenti devianti, ormai diffusi in troppi paesi dell\u2019Unione.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/Art Service 2 <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Finalmente fuori. \u00c8 questo lo spirito con cui la maggioranza dei membri del gruppo del Partito popolare europeo (Ppe) al Parlamento di Strasburgo\/Bruxelles ha accolto la notizia della decisione di Viktor Orb\u00e1n di togliere il disturbo e di ritirare i 12 membri del suo partito, Fidesz. 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