{"id":87255,"date":"2021-03-15T08:47:58","date_gmt":"2021-03-15T07:47:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=87255"},"modified":"2021-03-22T09:24:29","modified_gmt":"2021-03-22T08:24:29","slug":"la-francia-e-le-sfide-delleuropa-parla-clement-beaune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/03\/la-francia-e-le-sfide-delleuropa-parla-clement-beaune\/","title":{"rendered":"La Francia e le sfide dell\u2019Europa: parla Cl\u00e9ment Beaune"},"content":{"rendered":"<p><em>Pubblichiamo l&#8217;intervento di apertura di <strong>Cl\u00e9ment Beaune<\/strong>, segretario di Stato francese per gli Affari europei, in occasione dell&#8217;ultimo appuntamento delle <strong>Conversazioni internazionali<\/strong>, la serie di eventi che lo IAI apre a giovani e studenti\/studentesse, che con domande e interventi interagiscono con esponenti del mondo delle relazioni internazionali. In collaborazione con l&#8217;<strong>Ambasciata di Francia in Italia<\/strong>, che ha ospitato la Conversazione nella sede di Palazzo Farnese.<\/em><\/p>\n<p>&#8220;Grazie per aver organizzato questo evento e questa discussione. <strong>\u00c8 passato un anno<\/strong> da quando la<strong> crisi pandemica<\/strong> da Covid-19 ha avuto inizio colpendo tutti Paesi europei in modo brutale, in particolare l\u2019<strong>Italia<\/strong>, e sottoponendoli ora ad una nuova ondata. Penso per\u00f2 che questo sia anche <strong>un buon momento per riflettere sulla condizione di crisi dell\u2019Europa<\/strong> e per provare ad avanzare alcune <strong>prospettive per il futuro<\/strong>, guardando anche a quanto \u00e8 stato fatto bene e a quanto \u00e8 stato fatto male durante questo anno.<\/p>\n<p>Guardando alla situazione particolarmente concitata in cui l&#8217;Unione europea si trova dal marzo 2020, penso che sia di stimolo vedere che <strong>ci sono stati alcuni elementi utili per agire e reagire e siamo riusciti a farlo<\/strong>. Anche perch\u00e9 tutti abbiamo ricordi delle crisi precedenti a livello europeo, come ad esempio quella migratoria o, per citarne qualcuna di pi\u00f9 comparabile, quella finanziaria, visto che sappiamo che quella attuale \u00e8 anche una crisi economica e del debito. Non \u00e8 stato facile, ma facendo tesoro anche dei fallimenti passati, l&#8217;Ue ha dimostrato che in poche settimane siamo riusciti a costruire una forte risposta europea, basata su solidariet\u00e0 e innovazione.<\/p>\n<p>\u00c8 anche stimolante perch\u00e9 proprio in questi giorni, e precisamente il 13 marzo 2020, la presidente della Commissione europea <strong>Ursula von der Leyen<\/strong> pronunci\u00f2 il suo famoso \u201cwhatever it takes\u201d. Sono stati adottati per questa nuova crisi <strong>budget<\/strong> e <strong>regole fiscali<\/strong> riguardanti gli aiuti agli Stati, un grande passo avanti per reagire a questa crisi. Quasi un anno fa, dopo questo primo step, <strong>Francia e Italia hanno iniziato un dibattito che all\u2019inizio \u00e8 stato molto duro e intenso<\/strong> riguardo preoccupazioni legate ai \u201ccorona bond\u201d, come li chiamavamo a quel tempo, e poi su un <strong>Recovery Plan comune<\/strong>. Abbiamo accettato il dibattito aperto a livello europeo e, per arrivare direttamente al risultato, abbiamo ottenuto un accordo poche settimane prima che i 750 miliardi di euro del Recovery Plan venissero approvati.<\/p>\n<div align=\"center\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/oIgbh1wC6yM\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/div>\n<p><strong>Azione comune<\/strong><br \/>\nOra siamo di fronte a delle difficolt\u00e0 ma penso che, come diciamo a volte, <strong>non possiamo perdere l\u2019occasione di trasformare questa crisi in un\u2019opportunit\u00e0<\/strong> di fare dei cambiamenti in Europa, e di sapere agire e reagire. Ci sono esempi di settori in cui abbiamo saputo agire e reagire, facendo altri esempi di casi concreti. All\u2019inizio dell&#8217;emergenza ci sono state molte difficolt\u00e0 nel trovare una risposta comune europea: non dimentichiamo, perch\u00e9 non \u00e8 meno importante, che tutti i Paesi hanno creato tensioni l\u2019uno con l\u2019altro. Ma, ad esempio, <strong>la Francia non ha mai deciso di chiudere le frontiere con l\u2019Italia<\/strong> in un momento \u201cfolle\u201d in cui tutti dicevano &#8220;questo \u00e8 un problema italiano&#8221;; abbiamo per\u00f2 ad esempio avuto difficolt\u00e0 nell\u2019esportare le mascherine in altri Paesi europei e poi, guardando avanti, anche con i vaccini.<\/p>\n<p>Ecco quindi la prima lezione: <strong>quando l\u2019Ue fa qualcosa, di certo non la fa sempre bene ma almeno in questa crisi siamo riusciti ad arrivare ad una risposta comune<\/strong>. Quando non abbiamo avuto strumenti, abbiamo fallito. Ma anche se \u00e8 difficile, anche se non \u00e8 chiaro, anche se siamo lenti con i vaccini- vincolando in modo comune il commercio dei vaccini- <strong>immaginate se l\u2019Italia, o la Francia o la Germania si mettesse a negoziare da soli i contratti<\/strong>. Dobbiamo migliorare, ma almeno abbiamo costruito qualcosa in cui abbiamo protetto la nostra unit\u00e0 per quanto abbiamo potuto. Io penso che dovremmo riflettere su questo per i prossimi tempi dopo la crisi, perch\u00e9 sicuramente tutti vogliamo uscirne il prima possibile e recuperare la nostra libert\u00e0, ma dobbiamo individuare cosa \u00e8 per noi prioritario nei prossimi 5-10 anni e penso che sia vitale perch\u00e9 se non correggiamo gli errori fatti e non miglioriamo i successi costruiti perderemo ma la possibilit\u00e0 di ricostruire l\u2019Europa.<\/p>\n<p><strong>Giovani al centro<\/strong><br \/>\nE sono convinto che, nonostante tutto, possiamo superare le difficolt\u00e0 e le fragilit\u00e0 molto presto e dobbiamo fare questo tenendo conto di due parole chiave nel processo. \u00c8 chiaro che <strong>dobbiamo agire insieme contro crisi nazionali, globali ed europee<\/strong> e che quando agiamo insieme e usiamo risorse comuni facciamo meglio. Sono convinto che dopo questa crisi dovremo rifarlo, per potenziare il Recovery Plan e fare in modo di sostituirlo con risorse comuni. <strong>Questa \u00e8 stata una crisi sanitaria che \u00e8 diventata crisi economica e sfortunatamente anche sociale<\/strong>: perderemo lavori, alcune compagnie scompariranno, molti perderanno il lavoro e altri avranno difficolt\u00e0, ad esempio le giovani generazioni. Queste affronteranno la crisi in modo pi\u00f9 duro rispetto agli altri, non essendo in grado di trovare lavoro, finire l\u2019universit\u00e0 ed entrare nel mercato del lavoro. E penso che sia pi\u00f9 difficile se hai 20 anni, quindi se non diciamo a queste ragazze e questi ragazzi che l\u2019Ue ha qualcosa per loro, saranno loro a dire\u201cnon mi interessa dell\u2019Ue\u201d o \u201codio l\u2019Ue\u201d, anche se le alla fine le vaccinazioni funzioneranno e il Recovery Plan pure. Ma sono cose astratte, soprattutto per i giovani.<\/p>\n<p>Penso che se non ci saranno <strong>fondi per imprenditorialit\u00e0, tirocini o mobilit\u00e0<\/strong> tra universit\u00e0 pi\u00f9 di ora, se non dimostreremo che stiamo facendo qualcosa per loro perderemo le giovani generazioni\u00a0 che gi\u00e0 ritengono che l\u2019Ue sia qualcosa di astratto o di finto. Ed \u00e8 esattamente quanto successe 12 anni fa in molti Paesi, soprattutto quelli del Sud, come qui in Italia o ancora peggio in Spagna o in Grecia, quando abbiamo perso alcune generazioni. Non voglio riperdere altre generazioni per questa crisi.<\/p>\n<p><strong>Autonomia strategica<\/strong><br \/>\nNel futuro di un&#8217;Europa autonoma non ci sono solo nuove tecnologie come il 5G oppure la riduzione della dipendenza in quelle che probabilmente prima non avremmo mai definito aree strategiche, per esempio: avremmo detto prima che i vaccini fossero elementi strategici? In Europa ci hanno salvato adesso e ora vediamo come un problema il fatto che non ne produciamo abbastanza. <strong>Non siamo innovativi abbastanza e dobbiamo, invece, far in modo di esserlo<\/strong>. Non so quale sar\u00e0 il futuro e quali altri saranno, oltre ai prodotti farmaceutici, i settori strategici. Lo abbiamo capito tutto quando abbiamo vissuto lo shock dopo aver scoperto di non sapere produrre mascherine. Una situazione che ora \u00e8 migliorata, ma non eravamo in grado nemmeno di produrre paracetamolo, qualcosa di molto semplice, scoprendo che l\u201980% di questi prodotti medici di base sono realizzati in Cina o in Asia.<\/p>\n<figure id=\"attachment_87270\" aria-describedby=\"caption-attachment-87270\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-87270\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/h_55942292-300x200.jpg\" alt=\"macron-beaune\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/h_55942292-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/h_55942292-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/h_55942292-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/h_55942292-125x83.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/h_55942292.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-87270\" class=\"wp-caption-text\">Cl\u00e9ment Beaune insieme al presidente francese Emmanuel Macron durante una riunione straordinaria dei leader europei, in collegamento dall&#8217;Eliseo. (EPA-EFE\/Michel Euler \/ POOL MAXPPP OUT)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Dobbiamo <strong>ripensare il concetto di sovranit\u00e0 per ridurre la dipendenza<\/strong>. Anche il <strong>clima<\/strong> potrebbe essere un argomento sensibile dopo questa crisi in una maniera che non ci saremmo mai aspettati e per cui l\u2019Europa potrebbe essere criticata anche su questo fronte. Se riuscissimo a imprimere una nuova direzione e lo facessimo bene, penso che le persone capirebbero il forte bisogno di cercare soluzioni a livello europeo. Sono molto convinto che il <strong>legame tra sovranit\u00e0 e solidariet\u00e0<\/strong> sia molto stretto e molto importante e lo vediamo in ogni questione riguardante le tensioni nate intorno ai <strong>vaccini<\/strong>, che hanno assunto natura anche geopolitica, con <strong>Russia<\/strong> e <strong>Cina<\/strong> impegnate a proporre i propri prodotti. Non voglio che l\u2019Europa perda punti in uno scontro geopolitico. Se vogliamo veramente implementare la solidariet\u00e0 tra di noi, per affermare i valori e gli interessi europei ed esprimere solidariet\u00e0 anche esternamente &#8211; in <strong>Africa<\/strong>, ad esempio, sempre riguardo alla questione vaccini &#8211; abbiamo bisogno di mostrarci pi\u00f9 forti e sovrani.<\/p>\n<p><strong>Diplomazia vaccinale<\/strong><br \/>\nCome europei <strong>non siamo credibili nei Balcani, in Africa e un domani non lo saremo in America Latina se non riusciamo a fornire nulla oggi<\/strong>. La Cina sta producendo ed esportando vaccini e la Russia sta facendo lo stesso, provando in questo momento a proporsi agli altri come forte e solidale. Se noi, come europei, non siamo in grado di provare la nostra solidariet\u00e0 producendo ci\u00f2 di cui gli altri hanno bisogno ed esportandolo, falliremo sia internamente che esternamente. Internamento lo vediamo gi\u00e0 adesso, quando i nostri amici in Slovacchia e Repubblica Ceca oppure l\u2019Italia o altri Paesi in maniere e momenti diversi si trovano ad affrontare una situazione grave a livello sanitario e noi come europei non siamo in grado di fornire dosi di vaccino subito e solo i russi e cinesi sono in grado di farlo organizzandosi per farlo, allora li perdiamo. E oggi quando un cittadino europeo o un membro della sua famiglia viene colpito dal virus e sente che il vaccino non viene dalla Francia, dalla Germania o da un altro Paese Unione europea ma dalla Russia si sente danneggiato.<\/p>\n<p>Penso sia molto importante riuscire ad avere successo nel colmare tutti i gap durante questa crisi ma dobbiamo migliorare e <strong>prepararci per la prossima crisi<\/strong> perch\u00e9 altrimenti l\u2019Europa verr\u00e0 considerata irrilevante dai propri cittadini. Sono ottimista, penso che possiamo fare meglio ora, anche se \u00e8 una sfida difficile. Ma<strong> possiamo farcela<\/strong>, possiamo raggiungere risultati importanti sia in termini di solidariet\u00e0 sia di sovranit\u00e0 attuando il Recovery Plan e, dopo, preparando, per questo tipo di risposte, pi\u00f9 strategia e solidariet\u00e0 internazionali e, in parole semplici, pi\u00f9 \u201cproduzione\u201d in Europa e in tutte quelle aree in cui abbiamo bisogno di essere pi\u00f9 forti.<\/p>\n<p><small> Trascrizione e traduzione dall\u2019originale in inglese a cura di Francesco Tabarrini <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo l&#8217;intervento di apertura di Cl\u00e9ment Beaune, segretario di Stato francese per gli Affari europei, in occasione dell&#8217;ultimo appuntamento delle Conversazioni internazionali, la serie di eventi che lo IAI apre a giovani e studenti\/studentesse, che con domande e interventi interagiscono con esponenti del mondo delle relazioni internazionali. 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