{"id":87319,"date":"2021-03-18T20:16:19","date_gmt":"2021-03-18T19:16:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=87319"},"modified":"2021-03-24T08:28:08","modified_gmt":"2021-03-24T07:28:08","slug":"un-nuovo-governo-provvisorio-per-la-libia-il-nostro-forum-con-lambasciatore-ferrara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/03\/un-nuovo-governo-provvisorio-per-la-libia-il-nostro-forum-con-lambasciatore-ferrara\/","title":{"rendered":"Un nuovo governo per la Libia: conversazione con l&#8217;inviato speciale Ferrara"},"content":{"rendered":"<p><em>Pubblichiamo gli interventi dell\u2019incontro <\/em><a href=\"https:\/\/www.iai.it\/it\/eventi\/un-nuovo-governo-provvisorio-la-libia\"><em>\u201cUn nuovo governo provvisorio per la Libia\u201d<\/em><\/a><em>. Il webinar, che si \u00e8 svolto marted\u00ec 16 marzo 2021, ha ospitato\u00a0l&#8217;<strong>ambasciatore Pasquale Ferrara<\/strong> (inviato speciale del ministro degli Esteri per la Libia). Sono intervenuti <strong>Francesca Caruso<\/strong> (ricercatrice dello IAI),\u00a0<strong>Silvia Colombo<\/strong> (responsabile di ricerca dello IAI),\u00a0<strong>Dario Cristiani<\/strong> (IAI\/GMF Senior Fellow),\u00a0<strong>Stefano Polli<\/strong> (vicedirettore dell&#8217;Ansa),\u00a0<strong>Paolo Quercia<\/strong> (analista strategico e docente all&#8217;Universit\u00e0 di Perugia),\u00a0<strong>Francesco Semprini<\/strong> (corrispondente per La Stampa da New York).\u00a0L\u2019evento \u00e8 stato introdotto da <strong>Nathalie Tocci<\/strong> (direttore dello IAI)\u00a0e moderato da <strong>Francesco De Leo<\/strong> (responsabile della Comunicazione dello IAI e direttore di AffarInternazionali).<\/em><\/p>\n<p>Il <strong>nuovo governo\u00a0libico<\/strong>, il primo <strong>esecutivo unitario e legittimo<\/strong> dal <strong>2014<\/strong>, si \u00e8 insediato ufficialmente lo scorso <strong>15 marzo<\/strong>, cinque giorni dopo la conferma da parte del <strong>Parlamento riunito a<\/strong> <strong>Tobruk<\/strong>. Il <strong>primo ministro Abdelhamid Dbeibah<\/strong>, che terr\u00e0 temporaneamente ad interim il ministero della Difesa, sar\u00e0 affiancato da 27 ministri il cui obiettivo \u00e8 condurre il Paese alle\u00a0<strong>elezioni\u00a0del prossimo 24 dicembre<\/strong>. Il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/03\/libia-governo-unitario-sfide\/\">governo di transizione<\/a>, seguito ai due esecutivi coevi di <strong>Fayez al-Serraj<\/strong> e di <strong>Abdullah al-Thinni<\/strong>, si colloca a <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/01\/libia-un-decennio-di-lenta-ma-inesorabile-disintegrazione\/\">dieci anni dalla caduta di Gheddafi<\/a> e potrebbe essere foriero di una maggiore stabilit\u00e0 politica nonostante il Paese sia ancora teatro, di fatto, della presenza di <strong>gruppi armati e milizie tribali<\/strong>.<\/p>\n<div align=\"center\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Cdh-c7XjwoY\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/div>\n<p><strong>Il passo in avanti della Libia &#8211; Introduzione di Nathalie Tocci, Direttore dello IAI<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Effettivamente un momento migliore di questo, per un incontro sulla Libia, non poteva esserci. Se facciamo un passo indietro, poco pi\u00f9 di un anno fa le aspettative erano alte, quando ci fu la <strong>Conferenza di Berlino.<\/strong> Aspettative che poi sono state immediatamente <strong>spente dall\u2019offensiva di Haftar <\/strong>che ha continuato nel Paese, interrotta successivamente attraverso l\u2019intervento militare turco. Siamo arrivati poi all\u2019estate in cui c\u2019\u00e8 stato un barlume di speranza con il cessate il fuoco, ma sappiamo bene che <strong>i cessate il fuoco non sono assolutamente una garanzia di pace.<\/strong> Basta pensare a quello che \u00e8 successo, sempre in autunno, nel Caucaso, per rendersi conto che spesso e volentieri un cessate il fuoco pu\u00f2 essere una via per la riconciliazione e la pace ma pu\u00f2 essere anche un modo per cristallizzare un conflitto; la cristallizzazione di un conflitto che poi, dopo mesi, anni e a volte decenni &#8211; come \u00e8 stato il caso del Caucaso &#8211; pu\u00f2 esplodere poi in una nuova guerra.<\/p>\n<figure id=\"attachment_87322\" aria-describedby=\"caption-attachment-87322\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-87322\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210318200302281_e257eed25cca384ff9968734345a675a-e1616094288421-300x169.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210318200302281_e257eed25cca384ff9968734345a675a-e1616094288421-300x169.jpeg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210318200302281_e257eed25cca384ff9968734345a675a-e1616094288421-768x432.jpeg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210318200302281_e257eed25cca384ff9968734345a675a-e1616094288421-1024x576.jpeg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210318200302281_e257eed25cca384ff9968734345a675a-e1616094288421-495x278.jpeg 495w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210318200302281_e257eed25cca384ff9968734345a675a-e1616094288421-360x203.jpeg 360w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210318200302281_e257eed25cca384ff9968734345a675a-e1616094288421-125x70.jpeg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210318200302281_e257eed25cca384ff9968734345a675a-e1616094288421-850x480.jpeg 850w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210318200302281_e257eed25cca384ff9968734345a675a-e1616094288421.jpeg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-87322\" class=\"wp-caption-text\">Il momento del passaggio di consegne a Tripoli tra l&#8217;uscente leader del Governo di accordo nazionale Fayez al-Serraj (al centro) e il nuovo presidente Mohamed al-Menfi e il nuovo premier Abdul Hamid Dbeibah (Foto EPA\/STR)<\/figcaption><\/figure>\n<p>In questa situazione, in cui eravamo durante l\u2019autunno, a partire da ieri, le speranze si sono riaccese. Eravamo in un crocevia che poteva, da un lato, cristallizzarsi in una nuova conflittualit\u00e0 e soprattutto in <strong>una spartizione del Paese tra Turchia e Russia<\/strong>. Invece adesso vive la reale speranza, attraverso il nuovo governo ad interim di Dbeibah, di avviare effettivamente un percorso di riconciliazione. <strong>\u00c8 solamente un primo passo<\/strong> e credo che sar\u00e0 sempre pi\u00f9 importante discutere con l\u2019Ambasciatore Ferrara e tutti i nostri ospiti se effettivamente rischi di rimanere solo un primo passo abortito, oppure se ci pu\u00f2 portare verso la via della riconciliazione&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Il cambio di marcia verso la transizione e il ruolo della comunit\u00e0 internazionale &#8211; Intervento dell\u2019Ambasciatore Pasquale Ferrara, inviato speciale del ministro degli Esteri per la Libia<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Bentrovati, mi aggancio alle ultime parole di Nathalie Tocci su questa fase che era, in qualche modo, inattesa fino a pochi giorni prima che ci fosse il voto della <strong>Camera dei Rappresentanti<\/strong>. Il voto \u00e8 importante innanzitutto perch\u00e9 ci permette di avere di fronte a noi un governo, anche se provvisorio, legittimato per la prima volta in tanti anni da un voto parlamentare e, in secondo luogo, perch\u00e9 segna <strong>un cambio di marcia nel percorso della faticosissima transizione libica<\/strong>. Siamo passati dall\u2019idea che l\u2019intervento militare potesse essere risolutore, verso la politica e la diplomazia. Questo mi sembra un progresso fondamentale. \u00c8 vero che i cessate il fuoco possono essere ambivalenti e possono dar luogo ai cosiddetti <em>frozen conflicts<\/em>, ma nel caso della Libia il cessate il fuoco del 23 ottobre scorso \u00e8 stato veramente un <em>game changer<\/em>, cio\u00e8 un momento in cui tutti gli attori si sono resi conto che <strong>non c\u2019era una soluzione armata<\/strong> e che bisognava tornare al tavolo negoziale, anche in termini di <em>power sharing <\/em>ovvero di condivisione del potere nella nuova Libia.<\/p>\n<p>Noi siamo molto contenti di questo risultato ma bisogno tributare un omaggio anche <strong>al ruolo delle Nazioni Unite<\/strong> perch\u00e9, se tutto questo \u00e8 stato possibile, lo si deve ad un\u2019idea di <strong>Stephanie Williams<\/strong> che \u00e8 stata, dopo l\u2019uscita di scena di <strong>Ghassam Salam\u00e8<\/strong>, l\u2019inviato speciale di fatto del <strong>Segretario Generale delle Nazioni Unite<\/strong> in Libia, per aver messo su un meccanismo (<strong>il foro di dialogo libico)<\/strong> abbastanza originale e complesso, formato in parte dai rappresentanti delle due istituzioni parlamentari, la Camera dei Rappresentanti, da una parte, e il Consiglio di Stato dall\u2019altra. Ma anche per aver avuto il coraggio e la disponibilit\u00e0 di <strong>coinvolgere i rappresentanti della societ\u00e0 civile<\/strong>, donne e giovani, che erano fuori da quel confronto politico cos\u00ec aspro degli ultimi anni.<\/p>\n<figure id=\"attachment_87323\" aria-describedby=\"caption-attachment-87323\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-87323\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210318200639793_982f8bb0688dbccc36f8c1f278b7cc62-e1616094498728-300x169.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210318200639793_982f8bb0688dbccc36f8c1f278b7cc62-e1616094498728-300x169.jpeg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210318200639793_982f8bb0688dbccc36f8c1f278b7cc62-e1616094498728-768x432.jpeg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210318200639793_982f8bb0688dbccc36f8c1f278b7cc62-e1616094498728-1024x576.jpeg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210318200639793_982f8bb0688dbccc36f8c1f278b7cc62-e1616094498728-495x278.jpeg 495w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210318200639793_982f8bb0688dbccc36f8c1f278b7cc62-e1616094498728-360x203.jpeg 360w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210318200639793_982f8bb0688dbccc36f8c1f278b7cc62-e1616094498728-125x70.jpeg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210318200639793_982f8bb0688dbccc36f8c1f278b7cc62-e1616094498728-850x480.jpeg 850w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210318200639793_982f8bb0688dbccc36f8c1f278b7cc62-e1616094498728.jpeg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-87323\" class=\"wp-caption-text\">Stephanie Williams, rappresentante speciale per la Libia (facente funzioni) del segretario delle Nazioni Unite e capo della missione Onu nel Paese. (Foto EPA\/MARTIAL TREZZINI)<\/figcaption><\/figure>\n<p>La cosa sorprendente \u00e8 che tutti gli attori libici hanno accettato questo formato, non solo coinvolgendosi &#8211; le audizioni di questo foro di dialogo sono state trasmesse via streaming, una cosa eccezionale per un contesto come quello libico &#8211; ma soprattutto accettando di rispettarne i risultati, cosa meno scontata. Questo percorso ha portato faticosamente al voto che consente l\u2019avvio di una transizione.<\/p>\n<p>Una volta superata la vicenda negoziale per la formazione del <strong>nuovo governo di unit\u00e0 nazionale<\/strong> &#8211; che ha dovuto tener conto delle componenti regionali, delle varie componenti politiche, dei vari portatori d&#8217;interessi -, la parte forse pi\u00f9 complessa vede il bisogno che tale governo faccia alcune cose, non tantissime, visto che <strong>si tratta di un governo di scopo. Esso deve portare il Paese alle elezioni parlamentari e presidenziali previste per il 24 dicembre di quest\u2019anno<\/strong>. Deve poi completare, nella misura del possibile, l\u2019attuazione del cessate il fuoco con <strong>un piano di riassorbimento, di re-inquadramento o di smobilitazione delle milizie<\/strong>. Deve far spazio a <strong>una missione delle Nazioni Unite di monitoraggio del cessate il fuoco<\/strong> che \u00e8 gi\u00e0 sul campo e sta preparando gli elementi preliminari per cominciare a operare. Deve rispondere nell\u2019immediato ad alcune esigenze legate all\u2019erogazione dei servizi pubblici come, ad esempio, l\u2019elettricit\u00e0. Quindi sono poche cose ma tutte impegnative e da fare in sette mesi e l\u2019idea \u00e8 che questo sia gi\u00e0 un programma sufficiente. Si parla a Tripoli anche dell\u2019ipotesi di fare <strong>riforme pi\u00f9 strutturali<\/strong> come rivedere alcuni fondamentali dell\u2019economia, tutto il sistema dei sussidi e la questione energetica. Direi per\u00f2 che in sette mesi c\u2019\u00e8 poco tempo per poter fare tutto questo, quindi probabilmente verr\u00e0 rinviato a un momento in cui avremo un governo legittimato da elezioni parlamentari e presidenziali. Questa \u00e8 la terza volta, dal 2011, che la Libia va alle elezioni e speriamo che questa sia veramente <strong>l\u2019appuntamento con la democrazia per il Paese<\/strong>; non tanto con la democrazia elettorale, ma con l&#8217;istanza di partecipazione che ormai sale soprattutto a livello dell\u2019opinione pubblica, dei giovani e delle donne. Tra l\u2019altro segnalo, come fatto positivo, che <strong>nell\u2019esecutivo ci sono due donne in due ministeri chiave<\/strong>: quello degli Esteri e quello della Giustizia. Il che mi sembra gi\u00e0 un segnale estremamente incoraggiante. Ovviamente tutto questo deve anche essere reso possibile dalla comunit\u00e0 internazionale. Prima si parlava della <strong>Conferenza di Berlino <\/strong>che ha cercato di mettere intorno al tavolo innanzitutto i <em>trouble makers<\/em>, cio\u00e8 i Paesi che in qualche modo avevano interessi diretti o indiretti nel Paese. Ma non dobbiamo dimenticare che <strong>tutta l\u2019area \u00e8 coinvolta nella crisi libica<\/strong>.<\/p>\n<p>In primo luogo, perch\u00e9 abbiamo visto in questi mesi che esiste chiaramente <strong>una complicazione geostrategica<\/strong> che la mancanza di istituzioni forti in Libia ha consentito. In secondo luogo, perch\u00e9 gli effetti della crisi libica si ripercuotono nei Paesi vicini e non solo in quelli strutturati come <strong>l\u2019Egitto, la Tunisia e l\u2019Algeria<\/strong>, ma anche in Paesi <strong>come il Ciad, il Niger e il Sudan <\/strong>della frontiera meridionale libica. Quindi, la stabilizzazione progressiva della Libia avr\u00e0 degli effetti a catena anche su questi altri scenari. L\u2019ultimo punto che vorrei sollevare riguarda <strong>la questione della riunificazione delle istituzioni nazionali<\/strong>, di cui si dovr\u00e0 occupare il nuovo governo. Parlo innanzitutto dell\u2019istituzione militare che, come sappiamo, \u00e8 divisa in due; dell\u2019istituzione parlamentare e delle istituzioni economico-finanziarie del Paese. Poi, a medio e lungo termine, si dovr\u00e0 parlare del grande tema dell\u2019equa ripartizione dei <strong>proventi della rendita petrolifera del Paese<\/strong>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_87325\" aria-describedby=\"caption-attachment-87325\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-87325\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210318201151432_d54f475d8ed847f0c63702df90755095-e1616094820808-300x169.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210318201151432_d54f475d8ed847f0c63702df90755095-e1616094820808-300x169.jpeg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210318201151432_d54f475d8ed847f0c63702df90755095-e1616094820808-768x432.jpeg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210318201151432_d54f475d8ed847f0c63702df90755095-e1616094820808-1024x576.jpeg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210318201151432_d54f475d8ed847f0c63702df90755095-e1616094820808-495x278.jpeg 495w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210318201151432_d54f475d8ed847f0c63702df90755095-e1616094820808-360x203.jpeg 360w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210318201151432_d54f475d8ed847f0c63702df90755095-e1616094820808-125x70.jpeg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210318201151432_d54f475d8ed847f0c63702df90755095-e1616094820808-850x480.jpeg 850w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210318201151432_d54f475d8ed847f0c63702df90755095-e1616094820808.jpeg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-87325\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;ambasciatore Pasquale Ferrara, inviato speciale del ministro degli Esteri Luigi Di Maio per la Libia. (ANSA\/FABIO FRUSTACI)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Sono tutti temi sistemici molto importanti anche nella prospettiva della riconquista, da parte della Libia, di porzioni della <strong>sovranit\u00e0 nazionale<\/strong>. Il Paese che oggi abbiamo di fronte, con questi <strong>eserciti stranieri<\/strong>, con <strong>istituzioni fragilissime<\/strong>, esposto a tutte le intemperie sul piano internazionale, <strong>non \u00e8 ancora un Paese pienamente sovrano<\/strong>. Noi lavoriamo per questo ed \u00e8 anche nel nostro immediato interesse avere un interlocutore forte in grado di controllare il territorio e in grado di essere un partner economico e commerciale con cui possiamo parlare liberamente in modo efficacie di tutto, dalla <strong>questione migratoria<\/strong> alla questione della <strong>sicurezza legata al terrorismo<\/strong> e a tantissime altre problematiche che riguardano, per esempio, le aziende italiane che erano presenti in Libia e che hanno lavorato molto nel settore infrastrutturale. Abbiamo bisogno per\u00f2 di un interlocutore forte, solido, legittimato e in grado di porsi come un attore di riferimento in quest\u2019area importante dell\u2019Africa settentrionale.<\/p>\n<p><strong>La presenza militare di Turchia e Russia<\/strong><\/p>\n<p>Alla domanda di <strong>Stefano Polli, Vice Direttore dell\u2019Ansa<\/strong>, relativa alla presenza militare in Libia di Turchia e Russia a seguito del disimpegno degli ultimi tempi degli Stati Uniti e dell&#8217;Unione Europea nella regione, <strong>Pasquale Ferrara risponde ponendo l\u2019accento sui progressi raggiunti nel Paese nell&#8217;ambito della sicurezza<\/strong>, con l\u2019auspicio che un governo libico forte e legittimato possa adoperarsi per scegliere da s\u00e9 i propri alleati e liberarsi delle forze militari straniere. La presenza di Ankara e Mosca sul territorio libico risponde a logiche diverse a cui solo un governo libico sovrano potr\u00e0 rispondere nell\u2019ottica di riacquistare il controllo del proprio territorio.<\/p>\n<p><strong>I diversi impegni di Trump e Biden verso la Libia<\/strong><\/p>\n<p>\u201cIn passato, con Trump, l\u2019attenzione Usa era rivolta alla <strong>limitazione dell\u2019influenza russa in Libia<\/strong>. <strong>Oggi, con Biden, sembra che ci sia una linea decisa a favore della ricostruzione di una sovranit\u00e0 libica<\/strong> in grado di scegliere in autonomia i propri partner. In merito al terrorismo, invece, la preoccupazione \u00e8 principalmente legata alla presenza di milizie mercenarie su entrambi i fronti suscettibili di subire una radicalizzazione, anche se oggi gli spazi per queste forze sono stati quasi annullati\u201d. Questa l\u2019opinione di Pasquale Ferrara in merito alla questione sollevata da <strong>Francesco Semprini, corrispondente dagli Stati Uniti per La Stampa<\/strong>, sull\u2019impegno Usa nei riguardi del dossier libico anche con riferimento alla dimensione del terrorismo.<\/p>\n<p><strong>Il futuro delle relazioni italo-libiche<\/strong><\/p>\n<p>\u201cL\u2019ipotesi di una divisione territoriale libica non \u00e8 mai stata contemplata ma c\u2019\u00e8 un grande problema che riguarda la gestione dei confini in uno Stato multicentrico come la Libia. Il compito maggiore in questo senso lo avranno i libici, ma alcune missioni internazionali possono fare la differenza. Si \u00e8 detto spesso che l\u2019Italia (e l\u2019Europa) approcci la Libia solo con riguardo alle questioni migratorie ed energetiche pagando oggi un deficit di credibilit\u00e0 in quest\u2019area. Ora vediamo sicuramente un impegno pi\u00f9 intenso nei confronti del popolo libico in termini di assistenza dopo 10 anni di conflitti\u201d. Con queste parole l\u2019Ambasciatore Ferrara ha risposto alla domanda di <strong>Paolo Quercia, docente di analisi strategica all\u2019Universit\u00e0 di Perugia<\/strong>, sul futuro delle relazioni italo-libiche dopo la stabilizzazione del Paese con riferimento al ruolo dell\u2019Italia nello <em>statebuilding<\/em> della Libia dopo la guerra.<\/p>\n<p><strong>Il ruolo dell\u2019Assemblea dei Rappresentanti<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_87324\" aria-describedby=\"caption-attachment-87324\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-87324\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210318200429932_d316c6ae4a5c4ccb6b3e4e5f8b19d593-300x168.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210318200429932_d316c6ae4a5c4ccb6b3e4e5f8b19d593-300x168.jpeg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210318200429932_d316c6ae4a5c4ccb6b3e4e5f8b19d593-768x431.jpeg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210318200429932_d316c6ae4a5c4ccb6b3e4e5f8b19d593-1024x575.jpeg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210318200429932_d316c6ae4a5c4ccb6b3e4e5f8b19d593-495x278.jpeg 495w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210318200429932_d316c6ae4a5c4ccb6b3e4e5f8b19d593-360x203.jpeg 360w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210318200429932_d316c6ae4a5c4ccb6b3e4e5f8b19d593-125x70.jpeg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210318200429932_d316c6ae4a5c4ccb6b3e4e5f8b19d593-850x480.jpeg 850w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210318200429932_d316c6ae4a5c4ccb6b3e4e5f8b19d593.jpeg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-87324\" class=\"wp-caption-text\">Un mese fa il decennale della rivolta contro il regime di Muhammar Gheddafi. Nella foto EPA\/STR un momento di una manifestazione di piazza del 16 febbraio.<\/figcaption><\/figure>\n<p>La domanda di <strong>Silvia Colombo, responsabile di ricerca dello IAI<\/strong>, verte sul futuro delle istituzioni parlamentari libiche dopo il voto che ha dato vita al nuovo governo. <strong>La risposta di Pasquale Ferrara evidenzia come l\u2019Assemblea dei Rappresentanti abbia giocato un ruolo importante e costruttivo<\/strong> finora e quanto debba farlo anche in seguito alle elezioni parlamentari di dicembre ponendosi come primo polo di rappresentanza del popolo libico.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;atteggiamento di Italia e Turchia verso il dossier libico<\/strong><\/p>\n<p>\u201cLa Turchia, rispetto all\u2019Italia che ha preferito ridurre al minimo l\u2019impegno militare in Libia, \u00e8 presente in maniera importante nella regione, ma <strong>non credo che sia negli interessi turchi che in Libia regni il disordine<\/strong>. A questo proposito non \u00e8 mai mancato il dialogo tra i nostri due Paesi ad ogni tavolo internazionale, sia multilaterale che bilaterale\u201d. Questa l\u2019opinione dell\u2019Ambasciatore in merito alla questione sollevata da <strong>Dario Cristiani, IAI\/GMF senior fellow<\/strong>, sul ruolo geopolitico che Italia e Turchia possono giocare nello scacchiere del Mediterraneo orientale nei rapporti con la Libia.<\/p>\n<p><small> Trascrizione degli interventi a cura di Francesco Tabarrini<\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo gli interventi dell\u2019incontro \u201cUn nuovo governo provvisorio per la Libia\u201d. Il webinar, che si \u00e8 svolto marted\u00ec 16 marzo 2021, ha ospitato\u00a0l&#8217;ambasciatore Pasquale Ferrara (inviato speciale del ministro degli Esteri per la Libia). Sono intervenuti Francesca Caruso (ricercatrice dello IAI),\u00a0Silvia Colombo (responsabile di ricerca dello IAI),\u00a0Dario Cristiani (IAI\/GMF Senior Fellow),\u00a0Stefano Polli (vicedirettore dell&#8217;Ansa),\u00a0Paolo Quercia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":87321,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2028,9],"tags":[177,124,96,128,125,2920],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/87319"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=87319"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/87319\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87344,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/87319\/revisions\/87344"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/87321"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=87319"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=87319"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=87319"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}