{"id":87347,"date":"2021-03-22T09:07:09","date_gmt":"2021-03-22T08:07:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=87347"},"modified":"2021-03-24T00:25:32","modified_gmt":"2021-03-23T23:25:32","slug":"nato-e-difesa-cibernetica-una-risposta-militare-ad-attacchi-cyber","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/03\/nato-e-difesa-cibernetica-una-risposta-militare-ad-attacchi-cyber\/","title":{"rendered":"Nato e difesa cibernetica: una risposta militare ad attacchi cyber?\u00a0"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u201c<strong>La cyber defence \u00e8 parte della difesa collettiva Nato<\/strong>. La Nato ha chiarito che un grave attacco cyber pu\u00f2 portare all\u2019invocazione dell\u2019articolo 5 del Trattato di Washington\u201d. Questo uno dei passaggi pi\u00f9 significativi dell\u2019ultimo <\/span><a href=\"https:\/\/www.nato.int\/cps\/en\/natohq\/opinions_182236.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"font-weight: 400;\">rapporto sullo stato e le attivit\u00e0 dell\u2019Alleanza<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\"> presentato dal <strong>Segretario generale Jens Stoltemberg<\/strong> il 16 marzo.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019approccio dell\u2019Alleanza Atlantica verso la <strong>cyber defence<\/strong> si \u00e8 evoluto in modo significativo negli ultimi 15 anni, elevandone l\u2019importanza. Gli alleati hanno infatti stabilito che <strong>un attacco cibernetico pu\u00f2 arrivare a causare danni paragonabili a quelli di un attacco armato,<\/strong> e quindi diventare un caso di difesa collettiva. Nel Vertice di Varsavia del 2016 la Nato ha inoltre elevato lo spazio cibernetico a dominio operativo, equiparandolo agli altri domini militari convenzionali. Il summit ha visto anche la firma del <\/span><a href=\"https:\/\/www.nato.int\/cps\/en\/natohq\/official_texts_133177.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"font-weight: 400;\">Cyber DefencePledge<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\"> per migliorare le capacit\u00e0 nazionali di difesa e resilienza rispetto ad un attacco cyber.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>Ne uccide pi\u00f9 il mouse che la spada?<br \/>\n<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">Come sottolineato da un recente <\/span><a href=\"https:\/\/www.iai.it\/it\/pubblicazioni\/la-difesa-cibernetica-nei-paesi-nato-modelli-confronto\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"font-weight: 400;\">studio IAI per il Parlamento italiano<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">, uno dei problemi principali della difesa cibernetica \u00e8 <strong>la difficolt\u00e0 nel distinguere una situazione di pace da una di crisi o di conflitto<\/strong>, data la capacit\u00e0 dell\u2019attaccante di nascondere la paternit\u00e0 degli attacchi condotti \u2013 o addirittura l\u2019evento stesso. Una caratteristica purtroppo sempre pi\u00f9 diffusa in un quadro strategico internazionale che vede una sorta di permanente \u201c<\/span><a href=\"https:\/\/www.iai.it\/it\/pubblicazioni\/guerre-nella-globalizzazione-il-futuro-della-sicurezza-europea\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"font-weight: 400;\">guerra in tempo di pace<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Di fronte a questa situazione, che ha visto anche il moltiplicarsi di attacchi cibernetici durante la prima ondata di Covid-19, nel 2020 il <\/span><a href=\"https:\/\/www.nato.int\/cps\/en\/natohq\/official_texts_176136.htm?selectedLocale=en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"font-weight: 400;\">Consiglio Nord Atlantico<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\"> ha riaffermato che i Paesi membri sono determinati a usare non solo capacit\u00e0 cyber ma anche aeree, marittime o terrestri per dissuadere un attacco cibernetico, difendersi da esso e contrastarlo, considerando quindi tutti i domini operativi in modo integrato ai fini della deterrenza e difesa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Una dichiarazione forte e ambiziosa, volta a<strong> scoraggiare attacchi cibernetici<\/strong> di gravit\u00e0 tale da innescare una risposta militare convenzionale, ma che se testata da avversari con una forte propensione al rischio rappresenta un escalation notevole dal campo virtuale a quello reale, con tutte le conseguenza del caso quanto a potenziali vittime.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>Operazioni strettamente difensive\u2026<\/b> <b><br \/>\n<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">A livello operativo, nel 2019 all\u2019interno del comando militare integrato alleato \u00e8 stato creato un <strong>Cyberspace Operations Centre (CyOC)<\/strong> responsabile delle operazioni cyber Nato, a supporto dei comandi operativi soprattutto nel<strong> monitorare il cyberspace<\/strong> e coordinare le operazioni in questo dominio con quelle nel mondo reale. Il CyOC potrebbe aprire la strada alla futura costituzione di un comando Nato per le operazioni cibernetiche al pari dei comandi operanti nel domino aereo, marittimo e terrestre. Ma \u00e8 un percorso che richieder\u00e0 tempo e la volont\u00e0 di superare ostacoli di diversa natura, non ultima la difficolt\u00e0 di reclutare e mantenere in servizio personale altamente qualificato che troverebbe probabilmente un impiego pi\u00f9 remunerativo nel settore privato.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La <strong>Nato Communications and Information Agency (Ncia),<\/strong> istituita nel 2012, fornisce molte delle capacit\u00e0 necessarie alle strutture dell\u2019Alleanza in termini di cyber defence. Proprio la Ncia ha rinnovato nel 2019 il contratto in vigore dal 2012 con<a href=\"https:\/\/www.leonardocompany.com\/it\/press-release-detail\/-\/detail\/leonardo-signs-contract-with-nato-to-extend-cyber-defence-partnership\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> Leonardo<\/a> per i servizi di protezione informatica per l\u2019Alleanza. In aggiunta, i <strong>Nato Cyber Rapid Reaction Teams<\/strong> sono a disposizione per essere prontamente impiegati a sostegno di Paesi membri vittime di attacchi cyber.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel complesso, il focus operativo dell\u2019Alleanza \u00e8 sulla protezione dei propri network, in una prospettiva fortemente difensiva e reattiva. Un perimetro ben definito e limitato, nella piena osservanza del diritto internazionale anche nel campo cibernetico, che \u00e8 complementare rispetto al pi\u00f9 ampio approccio Nato su Emerging Disruptive Technologies come <\/span><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/03\/la-nato-alla-prova-di-big-data-e-artificial-intelligence\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"font-weight: 400;\">intelligenza artificiale e big data<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>\u2026e uno scambio di informazioni difficile<br \/>\n<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">Le strutture Nato permettono agli alleati di <strong>scambiare informazioni tecniche sulle minacce cyber<\/strong>, inclusi degli indicatori che possono fornire indizi sulla natura degli attacchi. Tale scambio resta tuttavia delicato, complicato e politicamente sensibile, in modo simile a quanto accade con l\u2019intelligence, con conseguenze negative sulla capacit\u00e0 di contenimento e contrasto della minaccia. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Cruciale \u00e8 la costruzione nel tempo di <strong>un rapporto di fiducia tra la comunit\u00e0 di addetti ai lavori,<\/strong> anche sull\u2019uso che si far\u00e0 dell\u2019informazione condivisa.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>Le differenze tra i Paesi membri<br \/>\n<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">Si registrano comunque<strong> progressi nella cooperazione tra gli Stati membri<\/strong> pi\u00f9 attivi nel campo cibernetico. Dal 2019 Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Danimarca ed Estonia hanno concordato una cornice Nato nella quale integrare contributi volontari in termini di operazioni difensive e offensive \u2013 contributi che restano in ogni caso sotto il pieno controllo e responsabilit\u00e0 del singolo Paese membro.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Paesi che, nel caso americano, britannico e francese, considerano senza soluzione di continuit\u00e0 le operazioni difensive e offensive nel campo cibernetico, attuando concetti come <strong>\u201cdifesa attiva\u201d<\/strong> pi\u00f9 aggressivi dell\u2019approccio seguito finora dalla Nato. Quest\u2019ultimo si \u00e8 consolidato negli ultimi anni e probabilmente si evolver\u00e0 in linea con le caratteristiche intrinseche di un\u2019alleanza politico-militare di natura difensiva. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ovvero, non certo nella direzione \u201ccombat\u201d degli agenti incaricati di combattere il terrorismo cibernetico nel manga Ghost in the Shell, capostipite gi\u00e0 a fine anni \u201980 del cyberpunk nipponico.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/ANDY RAIN \/ POOL <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLa cyber defence \u00e8 parte della difesa collettiva Nato. La Nato ha chiarito che un grave attacco cyber pu\u00f2 portare all\u2019invocazione dell\u2019articolo 5 del Trattato di Washington\u201d. 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