{"id":87349,"date":"2021-03-22T08:34:54","date_gmt":"2021-03-22T07:34:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=87349"},"modified":"2021-03-25T18:57:16","modified_gmt":"2021-03-25T17:57:16","slug":"tutte-le-incognite-del-nuovo-governo-di-unita-nazionale-in-libia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/03\/tutte-le-incognite-del-nuovo-governo-di-unita-nazionale-in-libia\/","title":{"rendered":"Tutte le incognite del nuovo governo di unit\u00e0 nazionale in Libia"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\">Il <strong>futuro della Libia<\/strong> si decider\u00e0 nello spazio temporale che intercorre tra <strong>due anniversari tondi<\/strong> del Paese nordafricano. Il primo \u00e8 quello del 17 febbraio 2021, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/01\/libia-un-decennio-di-lenta-ma-inesorabile-disintegrazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">decima ricorrenza della Primavera araba<\/a> che ha portato all&#8217;abbattimento del regime di <b>Muammar Gheddafi.<\/b> Il secondo \u00e8 il 24 dicembre 2021, quando la Libia celebra il <b>70\u00b0 esimo anniversario della propria indipendenza<\/b>. In mezzo, dieci mesi (di fatto nove a partire da ora) in cui il protagonista assoluto sar\u00e0, oltre al popolo libico, il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/03\/libia-governo-unitario-sfide\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nuovo g<b>overno di unit\u00e0 nazionale<\/b><\/a> (Gun) guidato dal premier <b>Abdulhamid Dbeibah<\/b> che dovr\u00e0 traghettare il Paese verso nuove elezioni fissate, appunto, per la vigilia di Natale, secondo la \u201croadmap\u201d delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p class=\"p1\">Un passaggio reso possibile dall&#8217;azione di <b>Stephanie Williams,<\/b> capo ad interim di Unsmil (la missione Onu), che ha promosso il <b>\u201cForum di dialogo politico libico\u201d (Lpdf)<\/b>, culminato con l&#8217;individuazione di liste e candidati per la creazione di un governo transitorio in vista delle elezioni del 24 dicembre.<\/p>\n<p class=\"p1\">Il tema \u00e8 stato al centro di un recente <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/03\/un-nuovo-governo-provvisorio-per-la-libia-il-nostro-forum-con-lambasciatore-ferrara\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Forum di AffarInternazionali con l&#8217;<strong>ambasciatore Pasquale Ferrara<\/strong><\/a>, inviato speciale per la Libia del ministro degli Esteri Luigi Di Maio.<\/p>\n<p class=\"p1\"><b>Dall\u2019opzione militare a quella politica<br \/>\n<\/b>Il 15 marzo \u00e8 avvenuto il <strong>passaggio di consegne<\/strong> tra il Governo di accordo nazionale uscente (Gna) di Fayez al Sarraj e il <span class=\"s1\">nuovo Governo di unit\u00e0 nazionale<\/span>, nato dal voto del Forum per la lista di <strong>Mohammed el-Menfi<\/strong> (candidato presidente) e Dbeibah (candidato premier) avvenuto poco prima del <span class=\"s1\"><b>decimo anniversario<\/b><\/span><b> della primavera libica<\/b>.<\/p>\n<p class=\"p1\">\u201c\u00c8 inconfutabile che si tratti di <b>un passaggio storico,<\/b> non solo perch\u00e9 <strong>pone fine alla logica dello scontro armato<\/strong> nella fissazione degli equilibri interni. Ma perch\u00e9 si tratta di un governo che ha incassato la fiducia del Parlamento, cosa che il Gna di Serraj, e prima gli altri esecutivi, non avevano mai ottenuto\u201d, spiega Daniele Ruvinetti, strategic advisor, esperto di Libia ed autore su\u00a0<a href=\"http:\/\/formiche.net\/\"><span class=\"s1\">formiche.net<\/span><\/a>. Il consesso, riunito per l&#8217;occasione a Sirte (citt\u00e0 simbolo delle lacerazioni interne), ha dato ampia fiducia all&#8217;esecutivo con 132 voti su 133 votanti e 178 deputati aventi diritto. Si tratta quindi di un <strong>governo titolato in pieno<\/strong> a guidare il Paese verso l\u2019inizio della riunificazione.<\/p>\n<p class=\"p1\"><b>Fattori interni ed esterni<\/b><br \/>\n\u201cCi\u00f2 \u00e8 stato possibile anche grazie all\u2019abilit\u00e0 di <b>Aghila Saleh<\/b>\u201d, chiosa Ruvinetti. Il presidente del Parlamento di Tobruk uscito sconfitto dalle votazioni del Lpdf alle quali si era presentato in una lista col ministro degli Interni di Tripoli <b>Fathi Bashaga<\/b>, rischiava di rimanere tagliato fuori dai giochi con l&#8217;elezione della lista di \u201coutsider\u201d. \u201cLa notte prima della votazione della fiducia c&#8217;\u00e8 stato <b>un accordo tra Dbeibah a Saleh<\/b>\u00a0in cui sono stati cambiati alcuni ministri nella lista presentata dal neonato esecutivo &#8211; rivela l&#8217;esperto -. In cambio, Saleh ha garantito un\u2019ampia fiducia ottenendo di rimanere presidente del parlamento e comandante supremo delle forze armate\u201d, ruolo che spetta al capo dell\u2019Assemblea.<\/p>\n<p class=\"p1\">A rendere possibile il passaggio del nuovo esecutivo \u00e8 stato l&#8217;<strong>allineamento di una serie di posizioni relative agli attori regionali<\/strong>. \u201cA partire dagli<b> egiziani entrati in \u2018modalit\u00e0 cooperazione\u2019,<\/b> hanno giocato un ruolo importante per giungere al compromesso\u201d, puntualizza Ruvinetti. Anche <b>Turchia e Russia<\/b> hanno lavorato ad un\u2019intesa perch\u00e9 sempre pi\u00f9 consapevoli che l&#8217;opzione militare non fosse praticabile. L&#8217;arrivo di <b>Joe Biden<\/b> alla Casa Bianca ha infine ridotto il peso degli Emirati, lo sponsor pi\u00f9 intransigente di<b> Khalifa Haftar<\/b> e della sua guerra a Tripoli.<\/p>\n<p class=\"p1\"><b>I compiti del governo transitorio<br \/>\n<\/b>Si contano sulle dita d&#8217;una mano le azioni che il nuovo esecutivo dovr\u00e0 portare avanti in vista della scadenza naturale del 24 dicembre. La prima, ovviamente, \u00e8<b> traghettare il Paese alle urne<\/b>, quindi completare <b>il processo di cessate il fuoco<\/b>, procedendo al contempo allo <b>smantellamento delle milizie<\/b> e alla loro sostituzione con forze di sicurezza regolari. C&#8217;\u00e8 poi il capitolo economico-sociale volto a garantire l&#8217;erogazione di determinati servizi pubblici, come la fornitura di energia elettrica.<\/p>\n<p class=\"p1\">Infine, dovr\u00e0 lavorare per rafforzare e <b>rilanciare la cooperazione con Unsmil<\/b>, la cui guida \u00e8 ora passata all&#8217;ex ministro degli Esteri slovacco <b>Jan Kubis<\/b>. Ci sono poi due aspetti su cui l&#8217;esecutivo potrebbe avviare un confronto: l&#8217;unificazione delle istituzioni economiche e l&#8217;uscita delle forze straniere dal territorio libico, in particolare mercenari.<\/p>\n<p class=\"p1\"><b>L&#8217;incognita Haftar<br \/>\n<\/b>\u00c8 chiaro che i cambiamenti in atto non soddisfano il generale <strong>Khalifa Haftar<\/strong>, il quale aveva dato il benvenuto al nuovo governo eletto nel corso del Lpdf ma non si \u00e8 pronunciato al momento della fiducia. La conferma giunge dal fatto che il giuramento dell&#8217;esecutivo, inizialmente previsto a Bengasi, si \u00e8 tenuto a Tobruk \u201cper motivi di sicurezza\u201d.<\/p>\n<p class=\"p1\">\u201cDi fatto <b>il generale ha visto tagliati fuori tutti i suoi uomini dal governo<\/b>, assistendo al contempo al reinserimento di Aghila (che sembrava morto dopo la sconfitta di Ginevra) che lo ha messo in ombra &#8211; conclude Ruvinetti -. Haftar stesso ha fatto trapelare alle cancellerie internazionali il suo scontento e <b>non ha voluto incontrare Dbeibah<\/b>\u201d. Al momento appare difficile che l\u2019uomo forte della Cirenaica possa procedere ad azioni forti di disturbo, e quindi preferisce rimane defilato puntando forse a un reinserimento in vita dell\u2019agognata data elettorale del 24 dicembre ergendosi probabilmente a guardiano della sovranit\u00e0 nazionale della Libia conquistata proprio il 24 dicembre 1951.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il futuro della Libia si decider\u00e0 nello spazio temporale che intercorre tra due anniversari tondi del Paese nordafricano. Il primo \u00e8 quello del 17 febbraio 2021, decima ricorrenza della Primavera araba che ha portato all&#8217;abbattimento del regime di Muammar Gheddafi. 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