{"id":87356,"date":"2021-03-20T12:12:45","date_gmt":"2021-03-20T11:12:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=87356"},"modified":"2021-03-22T08:05:27","modified_gmt":"2021-03-22T07:05:27","slug":"repubblica-congo-nguesso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/03\/repubblica-congo-nguesso\/","title":{"rendered":"Al potere da 36 anni, Nguesso cerca la riconferma nella Repubblica del Congo"},"content":{"rendered":"<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-87359 alignleft\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/XYZ-9-300x300.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/XYZ-9-300x300.png 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/XYZ-9-150x150.png 150w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/XYZ-9-768x768.png 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/XYZ-9-1024x1024.png 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/XYZ-9-125x125.png 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/XYZ-9.png 1080w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Domenica 21 marzo <\/strong>i cittadini della<strong> Repubblica del Congo<\/strong> \u2013 conosciuta anche come Congo-Brazzaville per distinguerla dalla vicina, ben pi\u00f9 grande e famosa, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/i-conflitti-nella-regione-dei-grandi-laghi-ci-riguardano-da-vicino\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Repubblica Democratica del Congo<\/a> \u2013 <strong>si recheranno alle urne per scegliere il futuro capo dello Stato<\/strong>. Tra tensioni e arresti il presidente in carica, <strong>Denis Sassou Nguesso<\/strong>, cerca il quarto mandato. Lo sfidano, tra tutti, Mathias Dzon e Guy Brice Parfait\u00a0 Kol\u00e9las che, dopo aver sostenuto\u00a0 in passato l\u2019attuale presidente, se ne sono allontanati criticandolo duramente.<\/p>\n<p><strong>Nguesso, 77 anni, \u00e8 uno dei leader politici pi\u00f9 longevi al mondo<\/strong>, avendo governato il Paese per 36 anni. Tra il 1979 e il 1991, guid\u00f2 la Repubblica Popolare del Congo in un sistema a partito unico dove il <em>Parti Congolais du Travail<\/em> (Pct), di ispirazione marxista-leninista, era l\u2019unico accettato. La transizione democratica, coronata dalle prime elezioni multipartitiche del 1992, sanc\u00ec l\u2019uscita di scena del leader congolese, anche se per poco. La canalizzazione delle rivalit\u00e0 politiche nella costruzione di milizie private determin\u00f2 lo scoppio della guerra civile che si concluse, nel 1999, con la vittoria militare di Nguesso e il suo ritorno sulla scena politica.<\/p>\n<p>Da allora, Nguesso non ha pi\u00f9 abbandonato il potere aggiudicandosi la presidenza sia nel 2002 sia nel 2009 con percentuali sempre superiori al 79% dei consensi.<\/p>\n<p><strong>La pratica del \u201c<em>third termism<\/em>\u201d<\/strong><br \/>\nPresentarsi anche alle elezioni del 2016 pose Nguesso di fronte a un duplice problema. Il presidente, 72enne, violava il limite massimo dei 70 anni per potersi candidare e cercava una terza rielezione quando la Costituzione, approvata nel 2002, sanciva il limite dei due mandati.<\/p>\n<p><strong>Modificare la Costituzione per poter correre per la terza volta<\/strong> \u2013 la pratica del \u201c<em>third termism<\/em>\u201d \u2013 <strong>\u00e8 diventata una prassi abbastanza diffusa nel contesto africano<\/strong>. Nonostante le proteste dell\u2019opposizione e le manifestazioni popolari che denunciavano un \u201ccolpo di stato Costituzionale\u201d, nel 2015, con il 93% dei voti favorevoli fu approvata una Costituzione che apriva una nuova stagione politica, azzerando il conteggio dei mandati precedenti.<\/p>\n<p><strong>Ci\u00f2 permise a Nguesso di candidarsi anche alle elezioni del 2016, vincendole<\/strong>. Il mandato presidenziale diventava rinnovabile per due volte consecutive e veniva meno il limite massimo di et\u00e0, a patto che il candidato presidente, secondo quanto enuncia l\u2019articolo 66, mostrasse di godere di uno stato di benessere fisico e mentale, certificato da un collegio di tre medici nominati dalla Corte costituzionale.<\/p>\n<p><strong>I candidati alla presidenza<\/strong><br \/>\nIl Paese \u00e8 una <strong>Repubblica presidenziale<\/strong> dove il capo dello Stato viene eletto grazie a un sistema a doppio turno. Se nessun candidato al primo turno raggiunge la maggioranza assoluta dei voti si tiene un ballottaggio tra i due candidati pi\u00f9 votati.<\/p>\n<p>Nguesso, leader di una coalizione di diciassette partiti, <strong>\u00e8 stato presentato dai suoi sostenitori come una scelta di continuit\u00e0, stabilit\u00e0 e pace<\/strong>. Un\u2019idea che riecheggia anche nelle parole usate dal presidente nell\u2019annunciare la sua candidatura: \u201cInsieme parteciperemo alla pace per continuare la marcia verso lo sviluppo\u201d.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, proprio la <strong>mancanza di sviluppo<\/strong> su tutti i livelli \u2013 infrastrutturale, economico e sociale \u2013, la diffusa corruzione nel settore pubblico, l\u2019assenza di crescita economica, un debito pubblico fuori controllo e la povert\u00e0 diffusa \u2013 il 40% della popolazione vive con meno di 1,90 dollari al giorno, nonostante il Paese sia ricchissimo di petrolio \u2013 sono i temi su cui puntano i principali candidati dell\u2019opposizione.<\/p>\n<p><strong>Mathias<\/strong> <strong>Dzon<\/strong>, ex ministro delle finanze durante il primo governo di Nguesso, \u00e8 considerato uno dei candidati pi\u00f9 forti. \u00c8 il leader dell\u2019<em>Union Patriotique pour le Renouveau National<\/em> (Uprn), che dal 2007 si \u00e8 spostata all\u2019opposizione. Punta a<strong> raccogliere il consenso dei giovani<\/strong>, proponendo politiche che migliorino l\u2019educazione e l\u2019accesso al mondo del lavoro.<\/p>\n<p>Le critiche al governo per le mancate promesse e la decisione di <strong>Guy Brice Parfait Kol\u00e9las<\/strong> di candidarsi alle elezioni del 2016, nelle quali arriv\u00f2 secondo con il 15% dei voti, hanno sancito la rottura con Nguesso. Facendo leva sulle conseguenze sociali della pandemia da Covid-19 e del ribasso dei prezzi del petrolio, Kol\u00e9las, leader dell\u2019<em>Union des D\u00e9mocrates Humanistes-Yuki<\/em> (Udh-Yuki) <strong>cerca di attrarre i voti degli emarginati e delle persone che sono pi\u00f9 in difficolt\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>L\u2019opposizione verso il voto<\/strong><br \/>\nLe tensioni elettorali non sono una novit\u00e0 nel Paese. Le elezioni del 2002 furono segnate dall\u2019assenza dei principali leader di opposizione, Kol\u00e9las e Lissouba, entrambi in esilio e impossibilitati a ritornare nel Paese per svolgere la campagna elettorale a causa di condanne per tradimento pronunciate in loro assenza. Nel 2009, la <strong>decisione di boicottare le elezioni da parte dei sei candidati di opposizione<\/strong> fu motivata dall\u2019accusa di brogli e irregolarit\u00e0. Sette anni dopo Mokoko e Salissa, <strong>i due principali sfidanti di Nguesso, furono arrestati<\/strong> con l\u2019accusa di mettere a repentaglio la sicurezza del Paese e, nel giorno del voto, i servizi informatici e telefonici furono disattivati.<\/p>\n<p>Anche quest\u2019anno,<strong> Amnesty International ha denunciato una politica di intimidazioni ai danni dell\u2019opposizione<\/strong>. Con l\u2019inizio della campagna elettorale il 5 marzo, gli incontri dei leader di opposizione sono stati limitati, giustificando la decisione con le misure di contenimento del contagio da Covid-19. Mabiala, leader dell\u2019<em>Union Panafricaine pour la D\u00e9mocratie Sociale<\/em> (Upads), l\u2019unico partito di opposizione presente in Parlamento con un proprio raggruppamento, dopo essere stato recentemente rilasciato a seguito di accuse di corruzione, ha annunciato la sua assenza dal voto condannandone la <strong>scarsa trasparenza<\/strong>.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 si aggiungono le <strong>difficolt\u00e0 dei giornalisti nel garantire un\u2019informazione imparziale<\/strong>: dal 2009 i loro arresti sono cresciuti a dismisura e il governo ormai controlla tutti i media.<\/p>\n<p><em>A cura di Aurora Guainazzi, autrice Africa de Lo Spiegone<\/em><\/p>\n<p><small>***Lo Spiegone\u00a0\u00e8 una testata giornalistica formata da studenti universitari e giovani professionisti provenienti da tutta Italia e sparsi per il mondo con l\u2019obiettivo di spiegare con chiarezza le dinamiche che l\u2019informazione di massa tralascia quando riporta le notizie legate alle relazioni internazionali, della politica e dell\u2019economia.<\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domenica 21 marzo i cittadini della Repubblica del Congo \u2013 conosciuta anche come Congo-Brazzaville per distinguerla dalla vicina, ben pi\u00f9 grande e famosa, Repubblica Democratica del Congo \u2013 si recheranno alle urne per scegliere il futuro capo dello Stato. 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