{"id":87364,"date":"2021-03-22T07:59:58","date_gmt":"2021-03-22T06:59:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=87364"},"modified":"2021-03-25T12:11:40","modified_gmt":"2021-03-25T11:11:40","slug":"le-dimissoni-di-iglesias-cambiano-a-sorpresa-gli-equilibri-in-spagna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/03\/le-dimissoni-di-iglesias-cambiano-a-sorpresa-gli-equilibri-in-spagna\/","title":{"rendered":"Le dimissioni di Iglesias cambiano a sorpresa gli equilibri in Spagna"},"content":{"rendered":"<p>BARCELLONA. In questi ultimi tempi, la <strong>Spagna<\/strong> produce pi\u00f9 politica di quella che riesce ad assimilare. <strong>Le tensioni si accumulano<\/strong> e non \u00e8 facile fare previsioni a lungo termine. Certo, con la pandemia la situazione non \u00e8 molto diversa in altre latitudini, ma sembra che nel Paese iberico il tatticismo regni sovrano e i progetti a lungo termine fatichino a trovare espressione.<\/p>\n<p>Oltre alla crisi sanitaria e socio-economica dovuta al coronavirus \u2013 <strong>il Pil \u00e8 crollato dell\u201911% nel 2020<\/strong> \u2013, si deve sommare infatti il conflitto territoriale con l\u2019annosa <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/a-barcellona-il-vero-vincitore-e-il-premier-spagnolo-pedro-sanchez\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>questione catalana<\/strong><\/a>, la <strong>crisi della monarchia<\/strong> e una crescente polarizzazione con ricadute sulla governabilit\u00e0 del Paese.<\/p>\n<p>A gennaio, il governo di coalizione formato dal Partido Socialista Obrero Espa\u00f1ol (<strong>Psoe<\/strong>) e Unidas <strong>Podemos<\/strong> (Up) ha compiuto un anno di vita. Si tratta di un <strong>governo di minoranza<\/strong> che si appoggia sul sostegno di diverse formazioni regionaliste e nazionaliste, inclusi gli indipendentisti di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/governo-indipendentista-o-socialista-il-dilemma-di-esquerra-republicana\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Esquerra Republicana de Catalunya (Erc)<\/a>. Le tensioni all\u2019interno dell\u2019esecutivo non sono mai mancate, ma l\u2019emergenza del Covid e la <strong>durissima opposizione delle destre<\/strong>, il cui obiettivo la primavera scorsa era far cadere il governo, hanno permesso a socialisti e Unidas Podemos di rafforzare la loro <em>entente<\/em>. <strong>I fatti delle ultime settimane possono per\u00f2 aprire nuovi scenari<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Tra Barcellona e Madrid<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_87366\" aria-describedby=\"caption-attachment-87366\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-87366\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210321195628842_bf5f61310bf2182640e54541f5b26794-e1616353634534-300x169.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210321195628842_bf5f61310bf2182640e54541f5b26794-e1616353634534-300x169.jpeg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210321195628842_bf5f61310bf2182640e54541f5b26794-e1616353634534-768x432.jpeg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210321195628842_bf5f61310bf2182640e54541f5b26794-e1616353634534-1024x576.jpeg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210321195628842_bf5f61310bf2182640e54541f5b26794-e1616353634534-495x278.jpeg 495w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210321195628842_bf5f61310bf2182640e54541f5b26794-e1616353634534-360x203.jpeg 360w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210321195628842_bf5f61310bf2182640e54541f5b26794-e1616353634534-125x70.jpeg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210321195628842_bf5f61310bf2182640e54541f5b26794-e1616353634534-850x480.jpeg 850w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IAI4_20210321195628842_bf5f61310bf2182640e54541f5b26794-e1616353634534.jpeg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-87366\" class=\"wp-caption-text\">Isabel Diaz Ayuso (EPA\/Emilio Naranjo<\/figcaption><\/figure>\n<p>Da un parte, i risultati delle elezioni catalane dello scorso 14 febbraio e la prossima formazione di un nuovo governo regionale indipendentista potrebbero portare ad un <strong>aumento delle tensioni tra Madrid e Barcellona<\/strong> e al <strong>ritiro dell\u2019appoggio esterno di Erc<\/strong> \u2013 che occuper\u00e0 la presidenza della Generalitat catalana \u2013 all\u2019esecutivo guidato da <strong>Pedro S\u00e1nchez<\/strong>. Dall\u2019altra, le <strong>elezioni anticipate che si terranno nella regione di Madrid<\/strong> il prossimo 4 maggio potrebbero sconvolgere gli equilibri politici.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, lo hanno parzialmente gi\u00e0 fatto: il leader di Unidas Podemos, <strong>Pablo Iglesias<\/strong>, ha annunciato che abbandoner\u00e0 la vicepresidenza del governo per presentarsi come candidato a Madrid ed evitare che la regione, governata da un quarto di secolo dal Partido Popular (Pp), rimanga nelle mani di una destra che propone ormai senza infingimenti un\u2019alleanza con l\u2019<strong>estrema destra di Vox<\/strong>. La popolare <strong>Isabel D\u00edaz Ayuso<\/strong>, attuale presidente della regione, \u00e8 stata la principale avversaria del governo negli ultimi dodici mesi, negandosi spesso ad applicare le restrizioni sanitarie e difendendo una linea \u201caperturista\u201d dal sapore trumpiano.<\/p>\n<p><strong>L\u2019inaspettata mossa di Iglesias polarizza la campagna elettorale madrilena<\/strong> e si propone di <strong>mobilitare l\u2019elettorato di sinistra<\/strong>, oltre che di salvare dall\u2019irrilevanza Up che nella capitale ha un competitor in <strong>M\u00e1s Madrid<\/strong>, formazione creata dall\u2019ex fondatore di Podemos, <strong>\u00cd\u00f1igo Errej\u00f3n<\/strong>. Allo stesso tempo, Iglesias avr\u00e0 le mani libere per tentare di presentare Unidas Podemos, per cos\u00ec dire, come <strong>forza \u201cdi lotta e di governo\u201d<\/strong>. Nell\u2019esecutivo rimarranno gli altri quattro ministri di Up, a cui si aggiunge Ione Belarra, che rilever\u00e0 Iglesias al ministero dei Diritti Sociali. Infine, nominando l\u2019attuale ministra del Lavoro <strong>Yolanda D\u00edaz<\/strong> come vicepresidente al suo posto, Iglesias, spesso accusato di esercitare una leadership troppo personalista, ha anche tentato di risolvere il rebus della successione, indicando la stessa D\u00edaz, molto apprezzata dalle parti sociali, come futura candidata di Unidas Podemos.<\/p>\n<p><strong>I socialisti pensano alla politica dei due forni<\/strong><br \/>\nQuella di Iglesias \u00e8 senza dubbio una <strong>decisione coraggiosa e forse azzardata<\/strong>, di cui non \u00e8 possibile cogliere ora tutte le possibili conseguenze. Da un lato, a Madrid mette in discussione la vittoria di D\u00edaz Ayuso, data per certa fino a poco fa da tutti i sondaggi, per quanto per le sinistre la conquista della regione rimane un\u2019impresa piuttosto ardua. L\u2019astensione sar\u00e0 un fattore cruciale. Il suo futuro politico, almeno a breve termine, si muove comunque tra una vicepresidenza regionale, nel migliore dei casi, o il ritiro per concentrarsi unicamente sul partito. Dall\u2019altra, <strong>non \u00e8 chiaro se un Iglesias fuori dal governo possa essere un fattore di maggiore stabilit\u00e0 o instabilit\u00e0 per il governo S\u00e1nchez<\/strong>, il quale, per ora, continua a confermare che l\u2019intesa con Up si manterr\u00e0 fino al termine della legislatura, prevista a fine 2023.<\/p>\n<p>Di fondo, per\u00f2, vi \u00e8 la <strong>tentazione di una parte del Psoe di sbarazzarsi di Podemos e guardare al centro<\/strong>, utilizzando lo scacchiere regionale, molto importante negli equilibri politici spagnoli. Le elezioni anticipate a Madrid sono frutto di una manovra che andava in questa direzione: i socialisti hanno spinto <strong>Ciudadanos<\/strong>, formazione di centro-destra alleata dei popolari, a rompere con il Pp nella regione di Murcia, ma l\u2019operazione non \u00e8 andata a buon fine.<\/p>\n<p>Al contrario, grazie ad alcuni <strong>cambi di casacca<\/strong>, il Pp ha conservato uno dei suoi principali bastioni, ha rotto l\u2019accordo di governo con Ciudadanos a Madrid e ha lanciato un\u2019Opa ostile sulla formazione guidata da In\u00e9s Arrimadas. La pratica <strong>scomparsa di Ciudadanos<\/strong> \u2013 che sta vedendo i suoi gruppi parlamentari dissanguarsi e a Madrid potrebbe non superare nemmeno la soglia di sbarramento del 5% \u2013 riduce notevolmente qualunque sogno socialista di una <strong>politica dei due forni<\/strong> o, almeno, di bilanciare con i voti di Ciudadanos l\u2019alleanza con Podemos e i nazionalisti baschi e catalani.<\/p>\n<p><strong>Un&#8217;alleanza che regge<\/strong><br \/>\nIn realt\u00e0, nonostante le tensioni su alcune questioni di non secondaria importanza \u2013 in primis le riforme delle pensioni e del lavoro, la legge sugli affitti o quella sui diritti delle persone trans \u2013, il governo di coalizione Psoe-UP sta portando avanti un\u2019<strong>agenda condivisa basata su politiche keynesiane in economia<\/strong> \u2013 aumento della spesa pubblica, istituzione del reddito minimo garantito, aumento del salario minimo, rafforzamento della cassa integrazione \u2013 e sull\u2019<strong>ampliamento dei diritti civili<\/strong>, con una serie di misure contro la violenza di genere e per la piena uguaglianza retributiva nell\u2019ambito lavorativo. Su questa linea, che recupera l\u2019operato dei due mandati di <strong>Jos\u00e9 Luis Rodr\u00edguez Zapatero<\/strong>, spicca l\u2019approvazione la settimana scorsa della <strong>legge sull\u2019eutanasia<\/strong>, che fa della Spagna il sesto Paese al mondo a legalizzare la pratica.<\/p>\n<p><strong>Non sembrerebbe dunque esserci un\u2019alternativa praticabile all\u2019attuale governo<\/strong>, ma \u00e8 bene attendere i risultati delle regionali a Madrid, la presentazione del piano per il Next Generation EU \u2013 coordinato dall\u2019equipe pi\u00f9 vicina a S\u00e1nchez con l\u2019ortodossa ministra dell\u2019Economia Nadia Calvi\u00f1o a dare le carte \u2013 e la risoluzione della querelle riguardo alla legge sugli affitti \u2013 tema molto sentito dall\u2019elettorato di Unidas Podemos \u2013 prima di dire l\u2019ultima parola. Lo sappiamo ormai: i nostri pi\u00f9 che tempi liquidi, sono tempi gassosi. In Spagna, forse, ancora di pi\u00f9.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/Emilio Naranjo <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BARCELLONA. In questi ultimi tempi, la Spagna produce pi\u00f9 politica di quella che riesce ad assimilare. Le tensioni si accumulano e non \u00e8 facile fare previsioni a lungo termine. 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