{"id":87414,"date":"2021-03-24T08:25:12","date_gmt":"2021-03-24T07:25:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=87414"},"modified":"2021-03-27T12:38:49","modified_gmt":"2021-03-27T11:38:49","slug":"il-passo-indietro-della-turchia-dalla-convenzione-di-istanbul-sulla-violenza-contro-le-donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/03\/il-passo-indietro-della-turchia-dalla-convenzione-di-istanbul-sulla-violenza-contro-le-donne\/","title":{"rendered":"Violenza contro le donne: il ritiro della Turchia dalla Convenzione di Istanbul"},"content":{"rendered":"<p>\u201cPer <strong>tutelare le donne<\/strong> non \u00e8 necessario cercare rimedi esterni o imitare gli altri\u201d. Con questa scarna dichiarazione il presidente\u00a0<strong>Recep Tayyip\u00a0Erdo\u011fan<\/strong> ha deciso di <strong>ritirare la Turchia dalla Convenzione di Istanbul<\/strong>, firmata nel 2011 proprio nella citt\u00e0 turca.<\/p>\n<p>Se non un attacco ai diritti delle donne, certamente \u00e8 <strong>un passo indietro drammatico<\/strong> sia nella prevenzione della violenza sia nella protezione delle donne, da sempre tra gli atti simbolo dei regimi illiberali ed oppressivi.<\/p>\n<p>La Convenzione di Istanbul \u00e8 <strong>il &#8220;primo e pi\u00f9 completo&#8221; Trattato internazionale in tema di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/la-giornata-contro-la-violenza-sulle-donne-e-il-lavoro-che-ancora-resta-da-fare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">lotta alla violenza contro le donne<\/a><\/strong> e alla violenza domestica. La Convenzione \u00e8 stata sottoscritta nel 2011 con la volont\u00e0, da parte dei 47 Paesi aderenti al Consiglio d&#8217;Europa, di prevenire la violenza e di favorire la protezione delle vittime in un contesto mondiale, anche occidentale, che vede una terribile quotidianit\u00e0: <strong>una donna su tre nel corso della propria vita subisce una qualche forma di violenza<\/strong>.<\/p>\n<p>Ed in Turchia i dati, se possibile, sono anche peggiori. Secondo l\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 almeno il 40% delle donne turche \u00e8 vittima di violenza, rispetto a una media europea del 25%. Per la Turchia si parla di <strong>tre femminicidi al giorno<\/strong>. E i dati del 2021 funestato dalla pandemia Covid-19 registrano una ulteriore <em>escalation<\/em> di violenza, a causa delle restrizioni di movimento, isolamento sociale ed insicurezza economica. Perch\u00e9 vale la pena ribadirlo: <strong>la maggior parte delle violenze avviene in contesti domestici<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Da prima a ultima della classe<\/strong><br \/>\nLa Convenzione prese il nome della citt\u00e0 turca non solo perch\u00e9 l\u00e0 fu firmata, ma perch\u00e9 <strong>la Turchia fu il primo Paese a ratificarla, quando gi\u00e0 Erdo\u011fan era presidente<\/strong>. Anzi, allora fu per lui un punto di vanto, una bandiera di progressismo e modernit\u00e0 da sventolare agli occhi degli europei. Dieci anni buttati al vento, se i dati della violenza sulle donne in Turchia sono questi, per una Convenzione che <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/la-convenzione-di-istanbul-ungheria-i-paesi-ex-socialisti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">gi\u00e0 la scorsa estate aveva visto il passo indietro della <strong>Polonia<\/strong> di Andrzej Duda e il rifiuto dell\u2019Ungheria di Viktor <strong>Orb\u00e1n<\/strong> alla ratifica<\/a>, dopo averla firmata.<\/p>\n<p>Secondo i due esecutivi sovranisti e ultra-conservatori, conterrebbe <strong>principi \u201cideologici\u201d<\/strong>, come quello del sesso &#8220;socio-culturale&#8221; in opposizione al sesso &#8220;biologico&#8221;. Molti degli ultra-conservatori non accettano che la Convenzione dia definizioni chiare di &#8220;genere&#8221; e di &#8220;violenza contro le donne basata sul genere&#8221;, dicendo in particolare che con il termine &#8220;genere&#8221; ci si riferisce a ruoli, comportamenti attributi socialmente che si ritengono aprioristicamente appropriati per le donne e gli uomini. E che <strong>la \u201cviolenza basata sul genere\u201d \u00e8 una violenza diretta contro una donna in quanto tale<\/strong> o che colpisce proprio le donne in modo sproporzionato. Concetti fondamentali per contrastare la violenza sulle donne. Fondamentali come l\u2019affermare che il problema sono gli uomini che agiscono violenza ed \u00e8 su di loro che bisogna lavorare, rieducandoli alla non violenza. Si comprende come questo approccio sia distante da una visione patriarcale e maschilista che alcuni leader politici divulgano ed incarnano.<\/p>\n<p>Queste alcune delle ragioni profonde sulla base delle quali la Turchia, allineandosi con Paesi come <strong>Russia<\/strong> e <strong>Azerbaigian &#8211;\u00a0<\/strong>che, pur essendo parte del Consiglio d&#8217;Europa, la Convenzione non l&#8217;hanno mai nemmeno firmata &#8211; stanno facendo passi indietro. Tra i paesi firmatari che non hanno ancora ratificato, non tutti lo sanno, c\u2019\u00e8 anche il <strong>Regno Unito<\/strong>.\u00a0E su questo si potrebbe aprire un dibattito.<\/p>\n<p><strong>La risposta della comunit\u00e0 internazionale (e dell&#8217;Italia)<\/strong><br \/>\nMentre ad Istanbul e Ankara <strong>migliaia di donne sono scese in piazza<\/strong> per protestare contro la scelta politica di\u00a0Erdo\u011fan si susseguono dure anche le reazioni a livello internazionale.<\/p>\n<p>\u201cNon possiamo che rammaricarci fortemente ed esprimere la nostra incomprensione davanti alla decisione del governo turco&#8221;, ha dichiarato l\u2019Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza dell\u2019Unione Europea <strong>Josep Borrell<\/strong> e pochi giorni fa, durante le celebrazioni dei dieci anni del Trattato, la segretaria generale del Consiglio d&#8217;Europa\u00a0<strong>Marija Pej\u010dinovi\u0107 Buri\u0107<\/strong>\u00a0aveva detto &#8220;sono stati realizzati importanti progressi\u00a0nella lotta contro queste forme di violenza&#8221;,\u00a0ma &#8220;\u00e8 necessario continuare ad agire\u00a0con determinazione perch\u00e9 ostacoli e sfide restano numerosi&#8221;.<br \/>\n<strong>Le sfide restano e gli ostacoli sembrano aumentare<\/strong>. Le Agenzie delle Nazioni Unite hanno invitato il governo turco a riconsiderare il suo ritiro dal Trattato. Ora tocca all\u2019Unione Europea far sentire il proprio peso prima che sia troppo tardi.<\/p>\n<p>Ritengo infatti che esprimere solidariet\u00e0 alle tante donne, quasi tutte giovanissime, che si stanno opponendo con tutte le forze, \u00e8 doveroso ma che si debba fare di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Per iniziare,<strong> la Commissione sul femminicidio del Senato<\/strong>, pur non potendo condurre inchieste in Paesi stranieri, potr\u00e0 sia incontrare la delegazione parlamentare turca in occasione della 65\u00b0 Commissione delle Nazioni unite sullo status delle donne che \u00e8 in corso e che si concluder\u00e0 il 26 marzo, sia confrontarsi con l&#8217;ambasciatore turco in Italia per chiedere che la Turchia continui a prevenire la violenza e a proteggere le donne con la Convenzione Istanbul.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/TOLGA BOZOGLU <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cPer tutelare le donne non \u00e8 necessario cercare rimedi esterni o imitare gli altri\u201d. 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