{"id":87449,"date":"2021-03-25T11:51:02","date_gmt":"2021-03-25T10:51:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=87449"},"modified":"2021-03-29T01:53:39","modified_gmt":"2021-03-28T23:53:39","slug":"europa-guerra-vaccini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/03\/europa-guerra-vaccini\/","title":{"rendered":"L\u2019Europa alla guerra dei vaccini"},"content":{"rendered":"<p>\u201cSe il <strong>coordinamento europeo funziona<\/strong>, bisogna seguirlo. <strong>Se non funziona bisogna andare per conto proprio<\/strong>\u201d. Sono le parole del presidente del Consiglio italiano, <strong>Mario Draghi<\/strong>, pronunciate meno di una settimana fa. Ma dappertutto in Europa le opinioni sono simili, e lo sono soprattutto nei Paesi pi\u00f9 grandi, che ormai si sono resi conto di aver sacrificato la velocit\u00e0 delle vaccinazioni dei propri cittadini (ed elettori) sull\u2019altare della <strong>solidariet\u00e0 intraeuropea<\/strong>.<\/p>\n<p>Avanza a grandi passi una sorta di<strong> campanilismo vaccinale<\/strong>. Anche perch\u00e9 in fondo le spinte verso questo tipo di reazione sono ovvie e naturali: ciascun governo, anche il pi\u00f9 europeista, risponde delle vaccinazioni della propria popolazione e non di quelle dei propri partner Ue. E non c\u2019\u00e8 leader europeo che non sia scocciato quando volge lo sguardo Oltremanica, dal momento che <strong>la campagna vaccinale britannica<\/strong> \u2013 malgrado anche laggi\u00f9 le prime nuvole si addensino all\u2019orizzonte \u2013 <strong>continua a correre<\/strong>: 46 dosi somministrate ogni 100 abitanti nel Regno Unito, contro una media di 14 nell&#8217;Unione europea. A poco vale chi fa notare sommessamente che i britannici abbiano raggiunto questo risultato a scapito delle immunizzazioni complete, ritardando cio\u00e8 la somministrazione della seconda dose, tanto che a oggi la percentuale di persone completamente immunizzata in Uk ammonta al 3,3%, persino inferiore rispetto al 4% medio nell\u2019Ue.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 nel frattempo <strong>altri due dati restano ben pi\u00f9 eclatanti<\/strong>. Il primo: entro la fine di marzo il Regno Unito (popolazione 67 milioni) avr\u00e0 ricevuto 15 milioni di dosi di vaccino <strong>AstraZeneca<\/strong>. Praticamente tante quante i 27 Paesi Ue messi insieme (popolazione 448 milioni), che a stento arrivano a 17 milioni di dosi. <strong>Un fallimento negoziale che continua a bruciare<\/strong>. A questa constatazione va affiancato il secondo dato: a febbraio l\u2019Unione europea ha esportato 43 milioni di dosi di vaccini, 11 dei quali verso il Regno Unito. Gli Stati Uniti? Zero. Il Regno Unito? Zero. <strong>Solidali e aperti s\u00ec, stupidi no<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Il dato politico<\/strong><br \/>\nSe la campagna vaccinale stenta a decollare, a farne le spese sono i cittadini \u2013 e, subito dopo, i politici e la politica. Marted\u00ec l<strong>a Germania si \u00e8 vista costretta a estendere il lockdown nazionale<\/strong> per altre tre settimane, fino al 18 aprile. Una decisione sofferta, presa da <strong>Angela Merkel<\/strong> dopo dodici ore di negoziati con i leader dei L\u00e4nder, ma inevitabile di fronte alla ripresa dei contagi e a un livello di somministrazioni vaccinali che certo non consente di dormire sonni tranquilli.<\/p>\n<p>E una decisione che rischia di sottrarre ulteriore consenso alla <strong>Cdu<\/strong>, il partito di Merkel che era tornato ai massimi degli ultimi otto anni grazie al <em>rally round the flag<\/em> della prima ondata di nuovo coronavirus in Europa (dal 26% di febbraio 2020 al 38% un mese dopo), ma \u00e8 uscito con le ossa rotte dalle elezioni regionali di met\u00e0 marzo ed \u00e8 attualmente in caduta libera (28% negli ultimi sondaggi), proprio mentre prosegue nella <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/03\/in-germania-il-quadro-politico-e-in-rapido-divenire\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">disperata ricerca di un leader forte che possa succedere a Merkel<\/a>. Tanto che proprio Merkel ieri si \u00e8 vista costretta a un <strong>parziale passo indietro su un \u201cpezzo\u201d del lockdown<\/strong>, quello che avrebbe riguardato misure ancora pi\u00f9 rigide per le vacanze di Pasqua.<\/p>\n<p>C\u2019era dunque da attendersi che gli animi si scaldassero, e che la <strong>Commissione europea<\/strong> (a guida <strong>Ursula von der Leyen<\/strong>, Germania anche qui) cominciasse a premere sulle case farmaceutiche. <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/03\/consiglio-europeo-vaccini-digitale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ed \u00e8 proprio di questo che i leader europei dovranno discutere oggi e domani<\/a>: se, come e per quanto tempo bloccare le esportazioni di vaccini prodotti in Europa, rendendo strutturale e di massa l\u2019azione adottata dall\u2019Italia il 4 marzo, quando il governo aveva deciso di bloccare 250mila dosi di vaccini AstraZeneca diretti in Australia.<\/p>\n<p><strong>Le opzioni sul tavolo<\/strong><br \/>\nLa settimana scorsa la Commissione europea ha persino messo sul piatto la cosiddetta <strong>\u201copzione nucleare\u201d<\/strong>: l\u2019attivazione dell\u2019articolo 122 del Trattato sul funzionamento dell\u2019Unione europea, che consentirebbe l\u2019<strong>esproprio diretto dei vaccini prodotti dalle case farmaceutiche su suolo europeo e la loro distribuzione in Europa<\/strong>. \u00c8 improbabile che si arrivi a tanto, ma il fatto che se ne discuta \u00e8 indicativo di quanto la situazione si stia facendo tesa e complicata. Mentre \u00e8 invece probabile che si arrivi al blocco temporaneo delle esportazioni, vincolato al parametro della reciprocit\u00e0 dell\u2019avanzamento della campagna vaccinale nel Paese di destinazione prevista delle dosi. Tradotto: <strong>vaccini verso i Paesi in via di sviluppo s\u00ec, verso Londa e Washington no<\/strong>.<\/p>\n<p>Da un punto di vista di <strong>logica sanitaria<\/strong>, bloccare le esportazioni di vaccini verso il Regno Unito ha perfettamente senso: <strong>Londra ha gi\u00e0 completato la vaccinazione di tutte le fasce d\u2019et\u00e0 a rischio<\/strong> e sta al momento vaccinando i 50-54enni. Una situazione totalmente diversa da quella europea. In Italia, per esempio, al momento solo il 18% della popolazione over-60 ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino. Se utilizzata bene (ovvero sulla popolazione anziana e fragile) una singola dose di vaccino \u201cvale\u201d dunque molto di pi\u00f9 in Italia, e in generale nell\u2019Unione europea, che se utilizzata su una persona cinquantenne nel Regno Unito.<\/p>\n<p>Ma, ovviamente, <strong>sulle considerazioni sanitarie continua a prevalere la politica<\/strong>. <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/03\/soft-power-regno-unito-brexit\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">In Europa siamo scottati dalla <strong>Brexit<\/strong><\/a>, e dal fatto che alla fine dell\u2019anno scorso il Regno Unito abbia deciso di andare completamente da solo. Nessun coordinamento, nessuna richiesta d\u2019aiuto. Con una certa dose di imprudenza, <strong>Londra ha battuto Bruxelles sul tempo<\/strong> (autorizzando i vaccini a inizio dicembre e posticipando la somministrazione della seconda dose) e ha fatto tutto l\u2019uso possibile della leva negoziale con AstraZeneca, azienda anglo-svedese con sede a Cambridge.<\/p>\n<p>Adesso <strong>per i leader dei 27 Paesi europei<\/strong> che si riuniscono oggi in teleconferenza <strong>si tratta di rincorrere<\/strong>. E di dimostrare che i governi Ue saranno pure internamente solidali e aperti agli scambi internazionali, ma di sicuro non fessi.<\/p>\n<p><em><small>Questo articolo \u00e8 stato pubblicato nell\u2019ambito\u00a0dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/osservatorio-iai-ispi-politica-estera-italiana\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Osservatorio IAI-ISPI sulla politica estera italiana<\/a>, realizzato anche grazie al sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.\u00a0Le opinioni espresse dall\u2019autore sono strettamente personali e non riflettono necessariamente quelle dello IAI, dell\u2019ISPI o del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.<\/small><\/em><br \/>\n<small> Foto di copertina ANSA\/CLAUDIO PERI <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cSe il coordinamento europeo funziona, bisogna seguirlo. 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