{"id":87474,"date":"2021-03-26T08:36:39","date_gmt":"2021-03-26T07:36:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=87474"},"modified":"2021-04-05T12:23:04","modified_gmt":"2021-04-05T10:23:04","slug":"litalia-alla-guida-della-missione-nato-in-iraq","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/03\/litalia-alla-guida-della-missione-nato-in-iraq\/","title":{"rendered":"L\u2019Italia alla guida della missione Nato in Iraq"},"content":{"rendered":"<p>La <strong>presenza italiana nelle missioni Nato<\/strong> continua ad aumentare. Il Paese \u2013 gi\u00e0 secondo per numero di contributi alle operazioni alleate dopo gli Stati Uniti \u2013 guider\u00e0 infatti la rinnovata missione dell\u2019Alleanza in Iraq. Cos\u00ec \u00e8 stato deciso durante l\u2019ultima riunione <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/tutti-gli-occhi-sugli-stati-uniti-alla-ministeriale-nato\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ministeriale Nato<\/a> lo scorso febbraio.<\/p>\n<p>Lanciata nel 2018, la <a href=\"https:\/\/www.difesa.it\/OperazioniMilitari\/op_intern_corso\/Mission_IRAQ\/Pagine\/default.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Nato Mission Iraq<\/strong><\/a> passa pertanto <strong>da 400 a ben 5mila unit\u00e0<\/strong>, per la maggior parte europee e canadesi \u2013 tra queste, <strong>le truppe italiane rappresenteranno la quota pi\u00f9 numerosa<\/strong>. Mantenendo al tempo stesso la guida della missione Onu in <strong>Libano<\/strong> (Unifil), di quella Nato in <strong>Kosovo<\/strong> (Kfor) e di <strong>Eunavformed Irini<\/strong>, Roma prende ora le redini della quarta grande missione multilaterale nell\u2019area del Mediterraneo allargato.<\/p>\n<p><strong>Un impegno di lunga data<\/strong><br \/>\nL\u2019Italia \u00e8 presente <strong>sul territorio iracheno da quasi vent\u2019anni<\/strong>, a fasi alterne in linea con l\u2019orientamento dei maggiori alleati. Tra il 2003 e il 2006, le truppe italiane furono drammaticamente impegnate nella missione Antica Babilonia, mirata al supporto degli Stati Uniti nella stabilizzazione dell\u2019Iraq a seguito del rovesciamento del regime di Saddam Hussein, e segnata dalla <strong>strage di Nassiriya<\/strong>. L\u2019Italia fu poi parte attiva della prima Nato Training Mission Iraq, in corso tra il 2004 e il 2011 \u2013 sebbene la formazione degli ufficiali iracheni avvenisse principalmente fuori dal Paese \u2013 ed entr\u00f2 nuovamente in forze in Iraq nel 2014 con l\u2019operazione Prima Parthica, nell\u2019ambito della missione internazionale Inherent Resolve, avviata dalla coalizione globale contro il sedicente Stato islamico (Isis).<\/p>\n<p><strong>L\u2019Italia ha sempre dimostrato un grande impegno nelle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/piu-missioni-internazionali-e-piu-africa-per-litalia\/\">missioni internazionali<\/a><\/strong>. Nel caso specifico dell\u2019Iraq, tale presenza \u00e8 particolarmente ragguardevole poich\u00e9, oltre a fornire supporto nella gestione della crisi interna al Paese, l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/occorre-una-svolta\/\">azione italiana<\/a> consente di mantenere e rafforzare il rapporto con i propri partner europei e transatlantici. Il teatro iracheno \u00e8 inoltre strettamente connesso al Levante \u2013 dove l\u2019Italia \u00e8 presente sia in Libano, sia nel Mediterraneo orientale \u2013 e all\u2019Iran, rispetto al quale Roma ha tutto l\u2019interesse a contribuire ad una riprese del negoziato internazionale sul programma nucleare del Paese.<\/p>\n<p><strong>Leadership italiana nel quadro Nato<\/strong><br \/>\nTramite le <a href=\"https:\/\/www.nato.int\/cps\/en\/natohq\/opinions_181561.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">parole<\/a> del segretario generale dell&#8217;Alleanza<strong> Jens Stoltenberg<\/strong>, la Nato si \u00e8 detta \u201cestremamente grata\u201d dell\u2019impegno assunto dal<strong>l\u2019Italia<\/strong>, che <strong>si prepara ad incrementare le proprie risorse dispiegate in Iraq<\/strong>, al momento consistenti in circa 1100 militari, 270 mezzi terrestri e 12 aerei, schierati tra la base di Erbil (Kurdistan iracheno) e quella di Baghdad.<\/p>\n<p>La continuit\u00e0 manifestatasi nella conferma al ministero della Difesa di Lorenzo Guerini \u2013 che ha effettuato quattro visite in Iraq solo nell\u2019ultimo anno \u2013 ha permesso all\u2019Italia di assumere <strong>un ruolo di leadership all\u2019interno dell\u2019Alleanza<\/strong>, dimostrando un\u2019invariata fermezza nelle attivit\u00e0 in corso sul territorio iracheno.<\/p>\n<p>\u00c8 possibile interpretare la decisione presa durante la ministeriale come <strong>una risposta alla volont\u00e0 statunitense di un maggior coinvolgimento dei propri alleati nelle missioni Nato in Medio Oriente<\/strong>. Quest\u2019ultimo segue, infatti, una consistente riduzione della presenza militare da parte degli <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/una-strategia-per-le-missioni-internazionali-dellitalia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Stati Uniti<\/a><\/strong>, che con questo provvedimento confermano un <strong>graduale disinteresse nell\u2019area mediorientale rispetto alla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/03\/biden-e-lasia-tra-questioni-irrisolte-e-nuovi-obiettivi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">crescente priorit\u00e0 attribuita all\u2019Indo-Pacifico<\/a><\/strong>. Bench\u00e9 non si sia arrivati al ritiro di tutte le truppe americane auspicato dall\u2019ex presidente Donald Trump, l\u2019amministrazione di Joe Biden ha comunque effettuato un (notevole) <a href=\"https:\/\/www.defense.gov\/Explore\/News\/Article\/Article\/2473884\/us-completes-troop-level-drawdown-in-afghanistan-iraq\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ridimensionamento<\/a> delle risorse impiegate: se nell\u2019agosto 2020\u00a0 risultavano schierate 8mila unit\u00e0, d\u2019ora in poi le truppe statunitensi saranno 2.500, prevalentemente impegnate nella raccolta di informazioni sulla regione.<\/p>\n<p><strong>Fornire supporto, rispettare il Paese<\/strong><br \/>\nLa Nato Mission Iraq si pone molteplici obiettivi. In primo luogo, il contingente dispiegato sul territorio sar\u00e0 incaricato di <strong>addestrare le forze locali e fornire loro supporto nella lotta all\u2019Isis<\/strong>, che continua ad affliggere la popolazione irachena nonostante il gruppo terroristico abbia, di fatto, perso il controllo della regione. Inoltre, la missione \u2013 la cui presenza territoriale sar\u00e0 allargata oltre l\u2019area di Baghdad \u2013 \u00e8 preposta al rafforzamento della sicurezza dei confini del Paese e al ripristino della sovranit\u00e0 dello Stato iracheno.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultimo punto \u00e8 stato rimarcato da Stoltenberg, che ha sottolineato come la decisione di aumentare il contingente dispiegato in Iraq fa seguito a richieste provenienti dallo stesso governo iracheno, e sar\u00e0 attualizzata nel pieno rispetto della \u201csovranit\u00e0 e integrit\u00e0 territoriale\u201d dell\u2019Iraq. Tale riferimento \u00e8 stato volto, da un lato, a rincuorare <strong>un Paese il cui suolo \u00e8 ormai diventato un terreno di scontro tra Iran e Stati Uniti<\/strong> e, dall\u2019altro, a tranquillizzare l\u2019Iraq (e la Turchia) rispetto all\u2019ipotesi di un\u2019indipendenza curda.<\/p>\n<p><strong>Problemi irrisolti<\/strong><br \/>\nGli sviluppi riguardo la missione Nato in Iraq hanno messo in luce diverse criticit\u00e0. Innanzitutto, <strong>la partecipazione di otto altri Paesi europei<\/strong> dimostra come la <strong>presenza dell\u2019Europa in Medio Oriente<\/strong> continui a manifestarsi prevalentemente <strong>sotto forma di azioni dell\u2019Alleanza<\/strong>, con l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019<strong>Unione europea<\/strong> nell\u2019area limitata alla sola missione <strong>Euam Iraq<\/strong> (European Union Advisory Mission).<\/p>\n<p>Tra le implicazioni del maggiore impegno italiano nella missione Nato vi \u00e8 poi il rischio di un <strong>possibile inasprimento delle tensioni con la Turchia<\/strong>, che ha pi\u00f9 volte criticato l\u2019Alleanza per la sua collaborazione con i curdi iracheni. Al tempo stesso, la mancanza di un veto turco al potenziamento della presenza Nato in Iraq potrebbe suggerire un\u2019apertura verso un approccio condiviso alla stabilizzazione del Paese.<\/p>\n<p>Infine, l\u2019Iraq continua a presentare un grave problema di sicurezza restando al centro delle tensioni regionali, come dimostrato dal susseguirsi di raid aerei quale il recente attacco contro la base di Erbil. Oltre ad affliggere il Paese, ci\u00f2 rappresenta un serio rischio per il contingente Nato dispiegato sul territorio. Invece di scoraggiare il coinvolgimento italiano, per\u00f2, questi eventi sono stati <a href=\"https:\/\/www.difesa.it\/Il_Ministro\/Comunicati\/Pagine\/Difesa-conclusa-la-riunione-dei-Ministri-della-NATO.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sottolineati<\/a> dal ministro Guerini per rimarcare l\u2019importanza di una presenza stabilizzatrice sul suolo iracheno, attestando ancora una volta la <strong>volont\u00e0 di Roma di contribuire agli obiettivi dell\u2019Alleanza non solo a parole, ma anche nei fatti<\/strong>.<\/p>\n<p><small>Nella foto di copertina ANSA\/UFFICIO STAMPA ESERCITO il ministro della Difesa Lorenzo Guerini in Iraq <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La presenza italiana nelle missioni Nato continua ad aumentare. Il Paese \u2013 gi\u00e0 secondo per numero di contributi alle operazioni alleate dopo gli Stati Uniti \u2013 guider\u00e0 infatti la rinnovata missione dell\u2019Alleanza in Iraq. 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