{"id":87511,"date":"2021-03-30T00:07:49","date_gmt":"2021-03-29T22:07:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=87511"},"modified":"2021-04-09T12:54:30","modified_gmt":"2021-04-09T10:54:30","slug":"la-global-britain-nello-scenario-internazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/03\/la-global-britain-nello-scenario-internazionale\/","title":{"rendered":"&#8220;Global Britain&#8221;: la scommessa di Londra nello scenario internazionale"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il documento di circa 100 pagine \u201c<a href=\"https:\/\/www.gov.uk\/government\/publications\/global-britain-in-a-competitive-age-the-integrated-review-of-security-defence-development-and-foreign-policy\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Global Britain in a Competitive Age. The integrated Review of Security, Development and Foreign Policy<\/a>\u201d, pubblicato dal governo britannico il 16 marzo, ha l\u2019ambizioso obiettivo di indicare <strong>le priorit\u00e0 post Brexit del Regno Unito<\/strong>. Dopo aver voltato le spalle all\u2019Europa, <strong>Londra \u00e8 alla ricerca di un nuovo ruolo nello scenario internazionale<\/strong>, che consenta al Paese di non restare intrappolato nello status quo del dopo Guerra fredda. Si giustifica cos\u00ec lo sforzo di delineare gli strumenti per affrontare le sfide del XXI secolo, con un\u2019agenda che apra nuove prospettive per <strong>la politica estera e di difesa fino al 2030.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il documento vuole dare un contenuto concreto allo slogan della <strong>\u201cGlobal Britain\u201d<\/strong>, per dimostrare che non si tratta solo di una nostalgica fantasia imperiale. \u00c8 stato elaborato a Whitehall da un gruppo guidato da uno storico, il professor John Bew, direttore del \u201cCentre for Grand Strategy\u201d del prestigioso King&#8217;s College di Londra, e autore di alcune biografie di politici britannici e di un volume su storia e significato della realpolitik.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><strong>Una nuova volont\u00e0 di potenza<br \/>\n<\/strong><span style=\"font-weight: 400;\">La revisione della politica estera e di difesa appena varata rovescia la scelta fatta nel 1968 dall\u2019allora governo laburista di<strong> ritirarsi <\/strong><\/span><strong><i>East of Suez<\/i><\/strong><span style=\"font-weight: 400;\">, che prendeva atto della necessit\u00e0 di <strong>smantellare il ruolo imperiale della Gran Bretagna.<\/strong> Nel 2021 Londra adotta <strong>un documento che sposta di nuovo <\/strong><\/span><strong><i>East of Suez<\/i><\/strong><span style=\"font-weight: 400;\"><strong> il centro di gravit\u00e0 della sua politica estera<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019indicazione principale \u00e8 infatti di basarne il focus verso<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/03\/biden-e-lasia-tra-questioni-irrisolte-e-nuovi-obiettivi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong> la regione dell\u2019Indo-Pacifico<\/strong><\/a>, diventata il nuovo centro geopolitico e economico. Molte le questioni aperte anche se resta una continuit\u00e0 di fondo: la riaffermazione della <strong>leadership nella Nato<\/strong>, l\u2019alleanza con gli Stati Uniti, <strong>l\u2019impegno per il multilateralismo<\/strong>, il sostegno ai diritti umani e alle societ\u00e0 aperte. Con l\u2019ambizione per\u00f2 \u201cto shape the international order of the future\u201d, che si auspica aperto e resiliente. Non l\u2019unica ambizione del Regno Unito, in realt\u00e0, visto che vi \u00e8 anche quella di <strong>diventare entro il 2030 una \u201csuperpotenza\u201d scientifica e tecnologica<\/strong>, basata sui successi del vaccino e sulla convinzione di avere nella lingua inglese, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/03\/soft-power-regno-unito-brexit\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nel <\/a><\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">soft power<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, nel rating delle proprie universit\u00e0 delle carte importanti rispetto ad altri attori.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Prendendo atto della crescente importanza della regione, \u00e8 previsto pi\u00f9 impegno e presenza militare nell\u2019Indo-Pacifico andando a <strong>sfidare la Cina<\/strong>, definita il \u201cbiggest state-based threat\u201d alla sicurezza economica del Regno Unito, <strong>ma Pechino resta un partner importante per commercio e investimenti<\/strong>. \u00c8 gi\u00e0 stato annunciato che a maggio <a href=\"https:\/\/www.portsmouth.co.uk\/news\/defence\/royal-navy-aircraft-carrier-hms-queen-elizabeth-will-have-american-destroyer-bodyguard-south-china-sea-mission-3109662\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">la portaerei Queen Elisabeth<\/a> andr\u00e0 nell<strong>\u2019Oceano indiano e nel Mar cinese meridionale<\/strong>\u00a0in coordinamento con gli Stati Uniti, dato che imbarcher\u00e0 uno squadrone di F35 del Corpo dei Marines americani. Un\u2019implicita ammissione che per la sicurezza dell\u2019area asiatica Londra potr\u00e0 essere solo un attore secondario. Altri Paesi europei, Francia e Germania hanno comunque deciso di avere una presenza navale nel Mare cinese meridionale, e <strong>anche l\u2019Italia sta valutando l\u2019invio di una nave in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/03\/il-rafforzamento-della-presenza-navale-dellitalia-negli-scenari-di-crisi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">quelle acque<\/a>.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>Spazio economico e cyber<br \/>\n<\/strong><span style=\"font-weight: 400;\">Importante il richiamo al rischio di un declino della democrazia e del pluralismo a causa della competizione tra Stati autoritari e Stati democratici. Nell\u2019analisi di Londra <strong>anche il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/03\/nato-e-difesa-cibernetica-una-risposta-militare-ad-attacchi-cyber\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">cyber spazio<\/a> \u00e8 diventato un terreno di competizione,<\/strong> dove si delinea una lotta tra \u201cdigital freedom\u201d e \u201cdigital authoritarianism\u201d. Il Regno Unito, basandosi sul proprio vantaggio strategico nella ricerca e tecnologia, intende affermarsi come \u201c<strong>democratic cyber power<\/strong>\u201d, unificando capacit\u00e0 di difesa e di intelligence.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Sul versante economico, molto rilievo viene dato all\u2019intenzione di aderire all\u2019accordo per il libero commercio della<strong> Trans Pacific Parnership,<\/strong> che raggruppa undici Paesi prevalentemente in funzione anti-cinese. Improbabile che sottoscrivere il Trans Pacific Free Trade Pact con Paesi di un\u2019area geografica dinamica, ma molto lontana, possa compensare il collasso del commercio con l\u2019Ue mostrato dai dati di gennaio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><b>Un futuro sempre meno europeo<\/b><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Il documento, denso e ricco di spunti interessanti, con allegati che quantificano anche le spese necessarie per raggiungere gli obiettivi prefissati, rivela che<strong> Brexit non \u00e8 stata un evento casuale,<\/strong> ma il primo passo di un\u2019inclinazione nazionalista che ha finito per allineare il Regno Unito con le potenze revisioniste dell\u2019ordine internazionale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La decisione pi\u00f9 preoccupante \u00e8 quella di<strong> invertire il cammino del disarmo nucleare,<\/strong> con l\u2019annuncio dell<strong>\u2019<a href=\"https:\/\/www.cnbc.com\/2021\/03\/17\/uk-changes-policy-so-it-can-use-nukes-in-response-to-emerging-tech.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">aumento delle testate nucleari<\/a>, che passeranno da 180 a 260<\/strong>, primo aumento dalla fine della Guerra fredda, senza chiarirne le ragioni politiche o tecniche. Non saranno certo 80 testate Trident in pi\u00f9 a cambiare gli equilibri nucleari, mentre il segnale di un riarmo apre scenari pericolosi.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Il documento esprime una postura se non ostile certamente indifferente all\u2019Europa<\/strong>, a cui \u00e8 dedicata scarsa attenzione, cos\u00ec come manca ogni riferimento a sviluppare una relazione di sicurezza con l\u2019Unione europea. L\u2019impegno per la sicurezza dell\u2019area euro-atlantica \u00e8 ribadito, ma attraverso la <strong>Nato<\/strong>. L\u2019accento \u00e8 messo pi\u00f9 sulla <strong>possibilit\u00e0 di divergere dall\u2019Europa<\/strong> costruendo una relazione basata sul reciproco rispetto della sovranit\u00e0 e sulla libert\u00e0 del Regno Unito di compiere scelte differenti, tanto sul piano economico che politico, se conveniente per gli interessi britannici.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Pu\u00f2 darsi che il Regno Unito nutra una fiducia eccessiva nelle proprie potenzialit\u00e0. Si rivela comunque un Paese che legittimamente, basandosi sulla propria storia e su alcuni punti di forza, aspira a <strong>un ruolo da protagonista nei nuovi equilibri internazionali.<\/strong> Come europei non possiamo che augurare buona fortuna, e provare rammarico per la rinuncia, antecedente alla scelta dell\u2019uscita dall\u2019Ue in realt\u00e0, da parte di Londra a giocare un ruolo di primo piano in Europa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La scommessa della &#8220;Global Britain\u201d \u00e8 di costruire la prosperit\u00e0 futura del Paese lontano dall\u2019Europa.<\/span><\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/ANDREW PARSONS \/ DOWNING STREET HANDOUT <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il documento di circa 100 pagine \u201cGlobal Britain in a Competitive Age. 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