{"id":87578,"date":"2021-04-02T12:11:23","date_gmt":"2021-04-02T10:11:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=87578"},"modified":"2021-04-12T00:44:42","modified_gmt":"2021-04-11T22:44:42","slug":"perche-esportare-equipaggiamenti-per-la-difesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/04\/perche-esportare-equipaggiamenti-per-la-difesa\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 esportare equipaggiamenti per la difesa"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">Negli ultimi mesi una parte dei mezzi di informazione \u00e8 tornata ad occuparsi delle <strong>esportazioni italiane di equipaggiamenti per la difesa<\/strong>. Era auspicabile che, superando i limiti dei dibattiti ciclicamente avvenuti negli scorsi decenni, si fosse colta l\u2019occasione per una seria riflessione sul <strong>perch\u00e9 anche l\u2019Italia esporta prodotti militari e sul quanto e dove esportiamo<\/strong> e, infine, sul chi decide <strong>la nostra politica esportativa militare<\/strong>. Purtroppo la tentazione di farne una <strong>campagna ideologica<\/strong> sembra aver avuto anche questa volta il sopravvento.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Eppure il quadro di riferimento \u00e8 sotto gli occhi di tutti: <strong>le aree di instabilit\u00e0 continuano ad essere molte<\/strong> e persistenti, si acuisce il<strong> confronto fra potenze vecchie e nuove<\/strong>, mondiali e continentali o regionali, Covid-19 e crisi economica stanno modificando i rapporti di forza a livello economico, politico e industriale, la rivoluzione industriale 4.0 si sta estendendo trascinandosi dietro le<strong> minacce cyber alla sicurezza e alla difesa<\/strong>. In campo militare, oltre alla crescita della quarta dimensione, lo spazio, se n&#8217;\u00e8 aggiunta un\u2019altra molto particolare, quella <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/03\/nato-e-difesa-cibernetica-una-risposta-militare-ad-attacchi-cyber\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">cibernetica<\/a>, che ha una sua autonomia ma \u00e8 anche trasversale alle altre quattro.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La pandemia ha, inoltre, evidenziato quanto sia ancora forte la tentazione di ogni Paese di <strong>salvaguardare i propri interessi nazionali<\/strong> anche venendo meno ad impegni al coordinamento e alle azioni comuni assunti nel quadro delle alleanze e degli accordi politici e istituzionali. Ma la pandemia ha anche evidenziato <strong>quanto sia utile poter contare su Forze Armate efficienti<\/strong> in grado di far fronte ad una complessa emergenza che richiede un alto grado di efficacia operativa e grandi capacit\u00e0 logistiche che costituiscono il Dna dello strumento militare.<\/span><\/p>\n<p><b>Le ragioni economiche e politiche<br \/>\n<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">Per assolvere i loro compiti principali, difendere il Paese e i suoi interessi, le Forze Armate devono essere adeguatamente equipaggiate. Nel mondo moderno le due soluzioni estreme di questo problema sono rappresentate dall<strong>\u2019investire nella difesa quote rilevanti della ricchezza nazionale<\/strong> (sacrificando altre spese pubbliche) o dall\u2019<strong>acquistare all\u2019estero quanto necessario con gravi rischi per la propria indipendenza<\/strong> e con l\u2019accettazione di un\u2019insanabile contraddizione: acquisto armamenti per tutelare la mia indipendenza, ma, in questo modo, sancisco la mia mancanza di indipendenza. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel mezzo vi \u00e8 un\u2019unica strada: <strong>sviluppare una propria capacit\u00e0 tecnologica e industriale<\/strong> e, quando possibile o necessario, <strong>realizzare programmi di cooperazione con Paesi amici ed alleati<\/strong> creando un meccanismo di interdipendenza che tuteli anche la propria autonomia nazionale. Ed \u00e8 la strategia fin qui messa in atto da tutti i principali Paesi europei. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il loro passo successivo dovrebbe essere quello di <strong>marciare spediti sulla strada della specializzazione<\/strong> riconoscendosi reciprocamente<strong> le aree di eccellenza tecnologica e industriale<\/strong> in modo da consentirne il rafforzamento nel quadro di una ancora maggiore interdipendenza. In tutti i casi, per\u00f2, <strong>si deve assicurare un mercato sufficiente per sostenere i crescenti investimenti<\/strong> richiesti dai moderni sistemi d\u2019arma e per mantenere nel tempo le capacit\u00e0 di supporto logistico, adeguamento tecnologico e, alla fine, sostituzione con mezzi pi\u00f9 avanzati.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Se si confronta<strong><a href=\"https:\/\/www.sipri.org\/sites\/default\/files\/Data%20for%20all%20countries%20from%201988%E2%80%932019%20in%20constant%20%282018%29%20USD.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> la spesa militare<\/a> americana<\/strong> (che rappresenta l\u2019inevitabile punto di riferimento),\u00a0 con quella europea (o, meglio, con la somma di quelle europee), i numeri parlano da soli: tre volte pi\u00f9 grande quella per gli acquisti di nuovi prodotti, sette volte pi\u00f9 grande quella per la ricerca e tecnologia. Ciononostante <strong>gli Stati Uniti sono stati nel quinquennio 2016-20<a href=\"https:\/\/sipri.org\/media\/press-release\/2021\/international-arms-transfers-level-after-years-sharp-growth-middle-eastern-arms-imports-grow-most\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> il primo esportatore al mondo<\/a>,<\/strong> con il 37% del mercato, perch\u00e9 solo cos\u00ec riescono a <strong>ridurre il costo unitario dei loro equipaggiamenti e contrastare l\u2019andamento ciclico delle commesse nazionali<\/strong>, assicurando al contempo anche la continuit\u00e0 del supporto logistico dei mezzi in servizio. Tutto questo vale evidentemente ancora di pi\u00f9 per i Paesi europei sia con i loro programmi nazionali, sia con quelli in cooperazione.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>La ragione principale per cui anche l\u2019Italia deve esportare \u00e8, quindi, economica<\/strong>: produrre poche decine di moderni equipaggiamenti e poi mantenerli in servizio, avrebbe un costo astronomico che sicuramente i cittadini non vorrebbero pagare.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ma vi sono anche altre importanti motivazioni: <strong>l\u2019industria dell\u2019aerospazio, sicurezza e difesa<\/strong> di un Paese moderno \u00e8 <strong>uno dei motori dello sviluppo tecnologico<\/strong> perch\u00e9 impone il raggiungimento di prestazioni elevatissime in un ambiente \u201costile\u201d e, grazie alla trasversalit\u00e0 delle tecnologie, <strong>assicura <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/difesa-fra-ripresa-e-ammodernamento-il-ruolo-di-next-generation-eu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">un contributo importante<\/a>\u00a0a tutto il sistema Paese<\/strong>.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/un-paese-piu-maturo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Aiutare altri Stati<\/a>\u00a0a tutelare la loro sicurezza e difesa <strong>contribuisce a rafforzare i nostri legami internazionali a beneficio della nostra politica estera<\/strong> e dell\u2019economia.<\/span><\/p>\n<p><b>Il ruolo italiano<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Contrariamente a quanto alcuni stanno sostenendo, <strong>l\u2019Italia non \u00e8 un grande Paese esportatore<\/strong>, collocandosi al decimo posto nelle classifiche internazionali, superata da Spagna, Israele e Corea del Sud. Se avessimo un peso proporzionato al nostro peso economico dovremmo, invece,<a href=\"https:\/\/armstrade.sipri.org\/armstrade\/html\/export_toplist.php\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> essere al settimo<\/a>.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nell\u2019ultimo quinquennio le nostre esportazioni sono andate per il 50% a sette dei primi dieci Paesi acquirenti a livello internazionale: <a href=\"https:\/\/armstrade.sipri.org\/armstrade\/html\/export_values.php\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Arabia Saudita, Egitto, Australia, Algeria, Qatar, Emirati Arabi, Pakistan<\/strong><\/a> (escludendo India, Cina, Corea del Sud). Questi dieci Paesi hanno assorbito da soli il 55% del mercato e ne rappresentano, quindi, l\u2019asse portante. <a href=\"https:\/\/armstrade.sipri.org\/armstrade\/html\/export_values.php\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Le nostre esportazioni<\/a> hanno riguardato per il 47% i velivoli (in primo luogo elicotteri e addestratori), per il 26% le navi e per il 9% i sensori.<\/span><\/p>\n<p><b>La politica esportativa<br \/>\n<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">Le esportazioni sono ovviamente condizionate dalla domanda. <strong>Su questa base si inseriscono le scelte politiche che definiscono la politica esportativa di equipaggiamenti militari in modo che risulti allineata con la politica internazionale del Paese<\/strong> e, anzi, dovrebbe costituirne una specifica articolazione. La sua migliore espressione \u00e8 offerta dagli <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/gli-accordi-g2g-nella-difesa-come-supporto-al-sistema-paese\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>accordi GtoG-Government to Government<\/strong><\/a> con cui \u00e8 lo Stato a fornire direttamente i mezzi richiesti nel quadro di una collaborazione strategica (terreno sul quale il nostro Paese continua a segnare un forte ritardo nella messa a punto di un efficace sistema sul piano procedurale e organizzativo).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La sua definizione dovrebbe, quindi, coinvolgere il governo. Purtroppo, appena tre anni dopo l\u2019approvazione della legge 185\/90 sul controllo delle esportazioni, nel quadro di una generale semplificazione delle attivit\u00e0 interministeriali \u00e8 stato cancellato (nel silenzio generale) uno dei suoi tasselli fondamentali, il <strong>Cisd-Comitato interministeriale per gli scambi di materiali di armamento per la difesa<\/strong>, e le sue competenze sono state poi <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/armi-controllo-export-italiano-militare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">attribuite al solo ministero degli Affari esteri.<\/a>\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Una volta tanto che l\u2019Italia si era portata avanti riconoscendo il <strong>carattere interministeriale della politica esportativa<\/strong>, si \u00e8 subito fatto un passo indietro, relegandola alla responsabilit\u00e0 di un solo dicastero. Di qui la necessit\u00e0 di porvi rimedio, cominciando con <strong>l\u2019instaurare la prassi di specifiche e regolari riunioni dei ministri competenti<\/strong> per arrivare, appena possibile, a formalizzare la costituzione di un nuovo specifico Comitato interministeriale. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Questa soluzione consentirebbe di esaminare<strong> le linee generali della politica esportativa e i casi pi\u00f9 delicati<\/strong>, come quelli venuti recentemente alla ribalta. Si garantirebbe cos\u00ec che vengano considerati tutti gli aspetti e le implicazioni e tutelati gli interessi nazionali, evitando di scaricare sui dirigenti ministeriali una responsabilit\u00e0 che \u00e8 e deve, invece, rimanere politica. Queste decisioni andrebbero, inoltre, gestite assicurando <strong>la necessaria riservatezza<\/strong> perch\u00e9 si pu\u00f2 scegliere di non esportare un determinato prodotto ad un determinato Paese, ma questo non deve coinvolgere necessariamente i nostri rapporti bilaterali, come sta purtroppo avvenendo in questi mesi.<\/span><\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/ADAM WARZAWA <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi mesi una parte dei mezzi di informazione \u00e8 tornata ad occuparsi delle esportazioni italiane di equipaggiamenti per la difesa. 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