{"id":87731,"date":"2021-04-13T00:15:36","date_gmt":"2021-04-12T22:15:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=87731"},"modified":"2021-04-14T12:35:25","modified_gmt":"2021-04-14T10:35:25","slug":"diplomazie-a-confronto-tra-sofa-gate-draghi-e-erdogan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/04\/diplomazie-a-confronto-tra-sofa-gate-draghi-e-erdogan\/","title":{"rendered":"Diplomazie a confronto: tra sofa-gate, Draghi e Erdo\u011fan"},"content":{"rendered":"<p>Ha suscitato grande scalpore, negli ultimi giorni, quanto accaduto ad Ankara durante l\u2019incontro tra il presidente turco <strong>Recep Tayyip Erdo\u011fan<\/strong>, la presidente della Commissione europea, <strong>Ursula von der Leyen<\/strong>, e il presidente del Consiglio europeo, <strong>Charles Michel<\/strong>. Ribattezzato \u201c<strong>sofa-gate<\/strong>\u201d, con gli scatti fotografici dalla sala del sontuoso Ak Saray (letteralmente &#8220;Palazzo Bianco&#8221;, vicino per simbolismi alla Casa Bianca e al potere di Washington) con Michel ed Erdo\u011fan accomodati tra le bandiere di rappresentanza sulle sedie e von der Leyen lasciata da sola su un divano di fronte al ministro degli Esteri turco, <strong>Mevl\u00fct \u00c7avu\u015fo\u011flu<\/strong>.<\/p>\n<p>La questione ha creato <strong>non poco imbarazzo tra le diplomazie europee<\/strong> e destato reazioni non morbide, anche da parte del presidente del Consiglio <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/dalleuropa-al-g20-il-banco-di-prova-internazionale-del-governo-draghi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Mario Draghi<\/strong><\/a>. Risposte che hanno in qualche modo offuscato, dalle cronache e non solo, il r<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/04\/prove-di-negoziato-tra-unione-europea-e-turchia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">isultato reale dell\u2019incontro<\/a> e il negoziato sui diversi dossier aperti tra Unione Europea e Turchia.<\/p>\n<p><strong>Protocolli a confronto<\/strong><br \/>\nSull\u2019incidente diplomatico e sul suo significato \u00e8 stato gi\u00e0 scritto copiosamente. Ci\u00f2 che potrebbe interessare per maggiore chiarezza \u00e8 la comprensione dei diversi protocolli negoziali europeo da una parte e turco dall\u2019altra, insieme al ruolo degli attori presenti ad Ankara.<\/p>\n<p>In base a quanto riportato dagli organi di stampa nelle ultime ore, Nikolaus Meyer-Landrut, ex consigliere di Angela Merkel per le politiche europee e gi\u00e0 ambasciatore tedesco in Francia, oggi capo della delegazione dell\u2019Ue in Turchia, era a conoscenza del cerimoniale preparato per l\u2019occasione. <strong>Credere alla casualit\u00e0 della situazione \u00e8 molto difficile<\/strong>, a fronte del fatto che \u00e8 naturale che ogni responsabile del cerimoniale riesamini nel dettaglio le procedure previste prima di un incontro ufficiale, cos\u00ec come rielaborato nel lontano 1815 dal Trattato di Vienna e da allora seguito da tutti. A riguardo \u00e8 intervenuto anche Eric Mamer, portavoce della presidente della Commissione, precisando che l&#8217;incontro \u00e8 stato organizzato dalle autorit\u00e0 turche e che il protocollo per il presidente della Commissione e per quello del Consiglio europeo \u00e8 identico.<\/p>\n<p>La Turchia, tramite le dichiarazioni di \u00c7avu\u015fo\u011flu, rimanda tutte le accuse al mittente e rivendica come il protocollo sia stata <strong>concordato nei giorni precedenti<\/strong>, seguendo le linee suggerite dall\u2019Unione europea. Da rilevare, resta il fatto che lo stesso \u00c7avu\u015fo\u011flu ricopre un ruolo non al pari del presidente Erdo\u011fan, che resta invece la pi\u00f9 alta autorit\u00e0 in politica estera, mentre ministro degli Esteri, Comitato per la sicurezza, Consiglio di sicurezza nazionale e intelligence ricoprono un ruolo di advisor.<\/p>\n<p><strong>La reazione dell\u2019Italia<\/strong><br \/>\nMa l\u2019increscioso episodio del \u201csofagate\u201d non ha suscitato solo questioni intraeuropee su cui \u00e8 certamente necessario riflettere. Ha scatenato anche la forte reazione del presidente Draghi: Erdo\u011fan \u00e8 \u201c<strong>un dittatore con cui si deve cooperare<\/strong>\u201d, ha detto del presidente turco. Un fatto che non solo ha messo in agitazione le diplomazie dei due Paesi, con le conseguenti convocazioni degli ambasciatori, ma che ha anche causato una forte condanna da parte dell\u2019establishment turco: le dichiarazioni occupano ancora, a distanza di ore, le colonne dei diversi quotidiani turchi e un \u201cno comment\u201d dall\u2019Europa.<\/p>\n<p>Il rapporto resta cos\u00ec incrinato da parole dure, che assumono una tinta ancora pi\u00f9 scura se si riflette sul fatto che <strong>Erdo\u011fan \u00e8 certamente un leader autoritario e nazionalista<\/strong>, fautore di una politica estera muscolare (meno incline al soft power della \u201czero problemi con i vicini\u201d dell\u2019ex ministro degli Esteri Ahmet Davuto\u011flu), <strong>ma dal 2002 vince regolari elezioni<\/strong> e che nel Paese persiste un&#8217;importante opposizione al governo dell\u2019Akp. Lo si nota ad Izmir, il cui distretto \u00e8 da sempre meno affine alle posizioni del partito di Erdo\u011fan.<\/p>\n<p>Lo \u00e8 visto con le ultime elezioni municipali del 2019, quando l\u2019Akp ha perso baluardi importanti come le citt\u00e0 di Ankara e di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/06\/turchia-imamoglu-istanbul\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Istanbul<\/a>. E lo si nota anche rispetto alle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/03\/il-passo-indietro-della-turchia-dalla-convenzione-di-istanbul-sulla-violenza-contro-le-donne\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>dimostrazioni di dissenso<\/strong> della popolazione<\/a>, e al disincanto da parte di una fetta di essa a fronte della crisi finanziaria che imperversa in Turchia dal 2018 e che ha messo a nudo e disatteso la promessa di Erdo\u011fan di garantire giustizia e sviluppo &#8211; come il nome del partito &#8211; per tutti.<\/p>\n<p><strong>Vicini e ora pi\u00f9 lontani?<\/strong><br \/>\nLe dichiarazioni di Draghi, dunque, sembrano <strong>allontanare, e non di poco, Turchia e Italia<\/strong>, partner importanti non certo solo per la forte complementarit\u00e0 economica, ma legati storicamente a filo doppio. Turchia e Italia, inoltre, sono <strong>entrambi Stati membri della Nato<\/strong>, fatto che riveste una funzione chiave se letto alla luce della situazione in Libia e in Siria, ma anche a fronte della recente dichiarazione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky sulla volont\u00e0 di entrare a far parte dell\u2019Alleanza. Al di l\u00e0 delle responsabilit\u00e0 e delle intenzioni, il guaio diplomatico del \u201csofa-gate\u201d si incunea nei negoziati tra Unione europea (e Italia) e Turchia, dopo gli sforzi legati alla modernizzazione dell\u2019unione doganale e al dossier sulle politiche migratorie.<\/p>\n<p>Ma soprattutto rischia di dimostrare ancora una volta come l\u2019approccio maschilista e sopra le righe di Erdo\u011fan \u00e8 del tutto proteso a ribadire costantemente che<strong> la Turchia \u00e8 un player regionale importante<\/strong>. Anche pensando a questo, non stupisce che dopo tutto questo trambusto, il 9 aprile, Erdo\u011fan e il presidente russo <strong>Vladimir Putin<\/strong> abbiano discusso telefonicamente di nuovi e ulteriori accordi bilaterali sullo sviluppo regionale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ha suscitato grande scalpore, negli ultimi giorni, quanto accaduto ad Ankara durante l\u2019incontro tra il presidente turco Recep Tayyip Erdo\u011fan, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. 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