{"id":87787,"date":"2021-04-15T10:37:59","date_gmt":"2021-04-15T08:37:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=87787"},"modified":"2021-04-21T23:03:46","modified_gmt":"2021-04-21T21:03:46","slug":"ritiro-afghanistan-mancata-vittoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/04\/ritiro-afghanistan-mancata-vittoria\/","title":{"rendered":"Il ritiro dall&#8217;Afghanistan \u00e8 la celebrazione di una mancata vittoria"},"content":{"rendered":"<p><strong>Donald Trump<\/strong> aveva accelerato il <strong>disimpegno statunitense dall\u2019Afghanistan<\/strong> con il ritiro di 2500 militari a gennaio, con l\u2019obiettivo di rispettare la data del 1\u00b0 maggio per il previsto ritiro totale: una decisione in linea con una <strong>politica di disimpegno<\/strong> <strong>avviata dal presidente Barack Obama nel 2012<\/strong> e in base all\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/laccordo-di-trump-e-una-vittoria-per-i-talebani\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>accordo negoziale firmato a Doha<\/strong> con i talebani nel 2020<\/a>.<\/p>\n<p>Il presidente <strong>Joe Biden<\/strong>, confermando la linea strategica delle due precedenti amministrazioni, ha annunciato che completer\u00e0 il ritiro delle residue forze statunitensi nei prossimi mesi, portando al <strong>disimpegno definitivo dall\u2019Afghanistan entro l\u201911 settembre 2021<\/strong>, data evocativa che corrisponde al <strong>20esimo anniversario degli attacchi<\/strong> dell&#8217;11 settembre 2001: l\u2019evento storico che ha trascinato gli Stati Uniti nella loro guerra pi\u00f9 lunga.<\/p>\n<p>Una <strong>data<\/strong> che sar\u00e0 ricordata come <strong>tragicamente bella, ma poco felice<\/strong>, perch\u00e9 se \u00e8 vero che verr\u00e0 chiuso un ciclo ventennale di combattimenti, cambi di strategia, obiettivi, successi e fallimenti, \u00e8 per\u00f2 innegabile che l\u2019anniversario dell\u201911 settembre rappresenta di fatto <strong>la celebrazione di una mancata vittoria<\/strong>, con l\u2019Afghanistan che verr\u00e0 lasciato in eredit\u00e0 proprio a quei talebani che furono cacciati da Kabul venti anni fa.<\/p>\n<p>La data formale del disimpegno statunitense \u00e8 il riflesso, in negativo, di un evento ben diverso da quello che venne celebrato 20 anni fa, il 7 ottobre 2001, con l\u2019<strong>avvio dell\u2019operazione Enduring Freedom<\/strong> che di fatto abbatt\u00e9 il regime dei talebani. Troppo presto per lasciare il Paese in una condizione di sicurezza come ci \u00e8 stata presentata per vent\u2019anni. Ma \u00e8 terribilmente tardi per pensare di coglierne qualche vantaggio.<\/p>\n<p><strong>Un disimpegno senza condizioni<\/strong>, questa volta, non pi\u00f9 basato sui risultati ottenuti o sulle condizioni di sicurezza o di rispetto degli accordi, ma che guarda esclusivamente alla data dell\u201911 settembre 2021: \u00e8<strong> il prezzo che Biden ha deciso di pagare per porre fine a una guerra che nessuno vuole pi\u00f9 combattere<\/strong>, anche a costo di assistere al collasso dello Stato afghano e alla conseguente, e probabile, presa di potere talebana.<\/p>\n<p><strong>Cosa accadr\u00e0 dal 1\u00b0 maggio all\u201911 settembre?<\/strong><br \/>\nUfficialmente ci sono <strong>2.500 soldati americani in Afghanistan<\/strong>, a cui si aggiungono ulteriori mille operatori della difesa diversamente impiegati. Ci sono anche 7.000 forze straniere aggiuntive nella coalizione, la maggior parte delle quali sono le <strong>truppe della Nato<\/strong>.<\/p>\n<p>Washington e gli alleati della Nato <strong>manterranno le poche migliaia di militari oltre la scadenza del 1\u00b0 maggio<\/strong>, per poi ritirarle progressivamente entro il mese di settembre.<\/p>\n<p>I talebani, per contro, hanno promesso di proseguire con gli attacchi a partire da quella data \u2013 cosa che di fatto non hanno mai cessato di fare \u2013 e che non prenderanno parte ad alcuna conferenza di pace e sul futuro dell&#8217;Afghanistan fino a quando tutte le &#8220;forze straniere&#8221; non avranno lasciato il Paese, con implicito riferimento alla <strong>conferenza per l\u2019Afghanistan di Istanbul in calendario sabato 24 aprile<\/strong>.<\/p>\n<p>Nonostante i tentativi diplomatici, e l\u2019<strong>opzione del governo di unit\u00e0 nazionale<\/strong> che preveda la condivisione del potere con i talebani, \u00e8 per\u00f2 venuto meno il contributo militare della Coalizione a guida statunitense e della Nato, con il risultato che <strong>oggi i talebani sono ormai prossimi alla vittoria militare<\/strong> e, come evidenziato da John Sopko, l&#8217;ispettore generale speciale indipendente per la ricostruzione dell&#8217;Afghanistan, <strong>il ritiro degli Stati Uniti senza un accordo effettivo sarebbe &#8220;un disastro&#8221;<\/strong> e porterebbe al collasso del governo. A ci\u00f2 seguirebbe l\u2019avvio di una nuova fase di guerra civile, alimentata dagli interessi legati alla gestione del narcotraffico.<\/p>\n<p><strong>Il prezzo pagato dall&#8217;intelligence<\/strong><br \/>\nFonti statunitensi avrebbero confermato che ci sar\u00e0 un <strong>riposizionamento delle capacit\u00e0 di contrasto al terrorismo,<\/strong> mantenendo significativi asset nella regione per contrastare il potenziale riemergere di una minaccia dall&#8217;Afghanistan. <strong>Nessuno fa affidamento sull\u2019impegno dato dai talebani nel non ospitare al-Qa\u2019ida<\/strong> o altri gruppi terroristici.<\/p>\n<p>In questo torneranno utili tre elementi: il primo, le <strong>basi<\/strong> afghane lasciate in gestione agli Stati Uniti fino a tutto il 2024, in base agli accordi bilaterali del 2014; il secondo, le <strong>residue forze speciali<\/strong> e di intelligence che continueranno a rimanere nell\u2019area, certamente molto esposte e con minimo margine di manovra; e, infine, il terzo, la <strong>pronta capacit\u00e0 di intervento mirato<\/strong> garantito dai droni e dalle forze militari che Washington sapr\u00e0 schierare o mantenere nella regione. Ma senza operatori intelligence sul terreno sar\u00e0 tutto pi\u00f9 difficile.<\/p>\n<p><strong>Cosa far\u00e0 la Nato<\/strong><br \/>\nL&#8217;Alleanza, da prassi, <strong>si \u00e8 sempre adeguata a tutte le scelte strategiche di Washington<\/strong>. Sar\u00e0 cos\u00ec anche questa volta, come hanno concordato i Paesi Nato maggiormente coinvolti nella Coalizione e convocati ieri a Bruxelles. E la conferma viene dal principio continuamente ribadito dalla Nato in Afghanistan: <strong>siamo arrivati assieme e ce ne andremo assieme<\/strong>. E cos\u00ec sar\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019impatto sul piano operativo sar\u00e0 sostanzialmente irrilevante in quanto dal 2014 a oggi tutte le attivit\u00e0 operative dell&#8217;Alleanza si sono progressivamente ridotte seguendo il principio enunciato da Obama nel 2012: la <strong>transizione irreversibile<\/strong>. E questo le Forze armate afghane lo hanno capito ormai da tempo, a loro spese: non possono pi\u00f9 contare sulle forze della Nato per il contenimento della vittoriosa offensiva talebana.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/JOHANNA GERON \/ POOL <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Donald Trump aveva accelerato il disimpegno statunitense dall\u2019Afghanistan con il ritiro di 2500 militari a gennaio, con l\u2019obiettivo di rispettare la data del 1\u00b0 maggio per il previsto ritiro totale: una decisione in linea con una politica di disimpegno avviata dal presidente Barack Obama nel 2012 e in base all\u2019accordo negoziale firmato a Doha con [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":87789,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[68,2846,1616,100,102,1509,422,2353,109],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/87787"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=87787"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/87787\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87790,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/87787\/revisions\/87790"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/87789"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=87787"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=87787"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=87787"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}