{"id":87847,"date":"2021-04-19T06:00:13","date_gmt":"2021-04-19T04:00:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=87847"},"modified":"2021-04-25T18:58:09","modified_gmt":"2021-04-25T16:58:09","slug":"minacce-internazionali-per-leuropa-ce-limbarazzo-della-scelta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/04\/minacce-internazionali-per-leuropa-ce-limbarazzo-della-scelta\/","title":{"rendered":"Minacce internazionali per l\u2019Ue: c&#8217;\u00e8 l\u2019imbarazzo della scelta"},"content":{"rendered":"<p>I nostri <strong>alleati americani<\/strong>, concordemente convinti che la <strong>Cina<\/strong> costituisca la maggiore sfida alla loro leadership globale, ma ancora alla ricerca di una credibile strategia di contenimento, chiedono con insistenza agli europei<strong> maggiore vigilanza e maggiore fermezza<\/strong> nei confronti di una asserita minaccia cinese. Ma in un&#8217;<strong>ottica europea<\/strong> la realt\u00e0 si presenta in maniera pi\u00f9 articolata. E la cronaca di queste ultime settimane mostra un contesto internazionale in cui <strong>le sfide alla sicurezza dell\u2019Europa sembrano provenire da altrove<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/04\/la-russia-non-e-interessata-ad-avere-un-dialogo-costruttivo-con-leuropa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La <strong>Russia<\/strong>\u00a0di Vladimir Putin rimane assertiva, minacciosa, e poco interessata a un rapporto costruttivo con l\u2019Europa<\/a>. Il fallimento della visita a Mosca di <strong>Josep Borrell<\/strong>, Alto rappresentante dell&#8217;Ue per la politica estera e di sicurezza comune,\u00a0\u00e8 stato solo il momento pi\u00f9 clamoroso di una serie di episodi che hanno confermato le <strong>difficolt\u00e0 nelle relazioni con Mosca<\/strong>. <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/patti-chiari-inimicizia-lunga-la-nuova-cortina-di-ferro-tra-europa-e-russia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">In quella occasione<\/a>, la Russia ha confermato, con modalit\u00e0 molto esplicite, di non essere disposta ad accettare interferenze nei propri affari interni e, soprattutto, critiche per la pretesa di considerare i suoi vicini come zona di influenza esclusiva. Il recente minaccioso <strong>schieramento di truppe russe lungo i confini orientali dell\u2019Ucraina<\/strong>, combinato con il persistente rifiuto di impegnarsi nella ricerca di una soluzione politica della crisi in quel Paese, conferma un atteggiamento assertivo e contrario alla ricerca di convergenze con gli europei. Mosca poi, come dimostrano anche casi recenti, prosegue le sue <strong>attivit\u00e0 di spionaggio<\/strong>, gli attacchi cyber e le sistematiche <strong>interferenze nelle vicende interne europee<\/strong>. Ma la Russia, per quanto economicamente debole, resta pur sempre per l\u2019Europa un <strong>partner economico e energetico importante<\/strong>, e un interlocutore irrinunciabile per la gestione di crisi regionali e sfide globali.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/04\/diplomazie-a-confronto-tra-sofa-gate-draghi-e-erdogan\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La <strong>Turchia<\/strong> di Erdo\u011fan \u00e8 un altro rompicapo per l\u2019Europa<\/a>. Tutt\u2019altro che turbata dalle reazioni europee all\u2019<strong>incidente del \u201csofa-gate\u201d<\/strong>, Ankara ha anzi colto l\u2019occasione per ribadire nel modo pi\u00f9 plateale di non esser disposta ad accettare da nessuno lezioni di democrazia, n\u00e9 di tollerare proteste per le sistematiche violazioni di libert\u00e0 fondamentali, dei diritti delle opposizioni e delle minoranze. Gioca disinvoltamente la <strong>carta dei rifugiati siriani presenti nel suo territorio<\/strong> per indurre l\u2019Europa ad una posizione accomodante su altri scacchieri. E continua a condurre una sua<strong> assertiva politica estera<\/strong> raramente compatibile con la sua appartenenza alla Alleanza Atlantica, e ancor meno con il suo teorico status di Paese candidato alla adesione all&#8217;Unione europea.<\/p>\n<p>Russia e Turchia, poi &#8211; talora in competizione fra loro, pi\u00f9 spesso sulla base di intese pi\u00f9 o meno confessabili -, stanno consolidando le rispettive <strong>sfere di influenza in aree di diretto interesse per la sicurezza dell\u2019Europa<\/strong>, in particolare nel <strong>Mediterraneo<\/strong>. Lo si vede da anni in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/03\/in-siria-serve-unurgente-revisione-di-strategia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Siria<\/strong><\/a>, dove sono impegnate in un difficile esercizio di gestione congiunta della situazione e di posizionamento rispetto ai futuri assetti del Paese. Lo si vede in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/03\/tutte-le-incognite-del-nuovo-governo-di-unita-nazionale-in-libia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Libia<\/strong><\/a> dove di fatto continuano ad essere presenti con forze militari sul terreno a sostegno dei rispettivi referenti locali, condizionando gli incerti sviluppi di un processo di riconciliazione nazionale appena avviato.<\/p>\n<p>Su un altro fronte, i tentativi degli europei, incoraggiati dall&#8217;Amministrazione americana, di riavviare un <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/04\/si-torna-a-negoziare-sul-nucleare-iraniano-una-prova-per-leuropa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>dialogo con l\u2019Iran<\/strong><\/a> con l\u2019obiettivo di aggiornare l\u2019accordo sul <strong>programma nucleare<\/strong> iraniano, si scontrano con una complicata realt\u00e0 sul terreno. <strong>Israele<\/strong>, infatti, non perde occasione per sabotare, con ogni mezzo, questi tentativi. L\u2019assassinio del responsabile del programma nucleare iraniano, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/01\/verra-il-tempo-di-una-distensione-fra-iran-e-israele\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Moshen Fakhrizadeh<\/a>, e, pi\u00f9 di recente, l\u2019attentato all\u2019impianto di arricchimento dell\u2019uranio di Natanz sono altrettante iniziative mirate a rendere pi\u00f9 complicata la ripresa di un dialogo con Teheran. La reazione iraniana si \u00e8 puntualmente fatta sentire con l\u2019annuncio un ulteriore aumento delle capacit\u00e0 di arricchimento dell\u2019uranio. E con un probabile irrigidimento della posizione iraniana nei colloqui di Vienna.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/04\/ritiro-afghanistan-mancata-vittoria\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">In <strong>Afghanistan<\/strong> il ritiro delle truppe americane<\/a>\u00a0entro la simbolica scadenza dell\u201911 settembre (inevitabilmente seguito dai contingenti Nato) non ha colto di sorpresa. Da tempo preparato dalla Amministrazione Trump, che aveva avviato un <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/laccordo-di-trump-e-una-vittoria-per-i-talebani\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">negoziato con i talebani<\/a>, questo ritiro, dopo venti anni di presenza della Nato sul terreno, appare per\u00f2 giustificato pi\u00f9 da esigenze di politica interna dell&#8217;Amministrazione statunitense (largamente condivise dagli altri alleati) che non dalla constatazione che la missione aveva raggiunto i risultati sperati.<\/p>\n<p>Pochi dubitano che questa decisione sia destinata ad aprire un <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/04\/non-solo-truppe-il-processo-di-pace-afghano-fa-tappa-in-turchia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">periodo di grande incertezza per il futuro dell\u2019Afghanistan<\/a>. Certamente la sicurezza e la stabilit\u00e0 del Paese non potevano continuare a dipendere \u201csine die\u201d dalla presenza delle forze della Nato. Ma verosimilmente dopo la fine della missione alleata l\u2019Afghanistan dovr\u00e0 fare i conti con un contesto interno ancora pi\u00f9 fragile e incerto. <strong>I talebani potrebbero<\/strong> infatti, pi\u00f9 o meno rapidamente, <strong>riprendere il potere<\/strong> e il pieno controllo del territorio, con tutte le conseguenze del caso sul difficile processo di modernizzazione del Paese e sulla situazione in materia di diritti e libert\u00e0 fondamentali, ivi compresi in particolare quelli delle donne. Ma il ritiro della missione della Nato aumenta anche il rischio che l\u2019Afghanistan torni ad essere un santuario di Al Qaeda e di altre formazioni terroristiche jihadiste, che potrebbero\u00a0 tornare ad utilizzare il Paese per lanciare azioni destabilizzanti in Afghanistan e in altri Paesi.<\/p>\n<p>Su questa tela di fondo va quindi valutata la cosiddetta minaccia cinese. Come conseguenza delle pressioni americane, ma anche per motivi oggettivi,<strong> l\u2019Europa sar\u00e0 sempre pi\u00f9 costretta a confrontarsi con la Cina<\/strong>, che\u00a0 si presenta come campione del globalismo e del multilateralismo, ma il cui potenziale economico e tecnologico appare sempre pi\u00f9 al servizio di una strategia di penetrazione politico-strategica. E anche senza mettere in conto le minacce a <strong>Taiwan<\/strong> o il trattamento dell\u2019opposizione democratica a <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/03\/stretta-hong-kong-economia-assemblea-popolo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Hong Kong<\/a><\/strong> e delle minoranze musulmane nello <strong>Xinjiang<\/strong>, la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/07\/leuropa-stretta-fra-cina-e-stati-uniti-nella-contesa-del-5g\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">crescente supremazia tecnologica<\/a>, l\u2019aggressivit\u00e0 commerciale, le difficolt\u00e0 di accesso allo sterminato mercato interno cinese, il livello dei sussidi pubblici al sistema delle imprese, sono altrettanti aspetti difficilmente accettabili di un <strong>rapporto ancora troppo squilibrato<\/strong>.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, in Europa si \u00e8 consapevoli delle sfide che pone il rapporto con il gigante asiatico, ma <strong>non si percepisce Pechino come una minaccia diretta alla sicurezza europea<\/strong>. E soprattutto <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/01\/tutti-i-nodi-irrisolti-dellaccordo-sugli-investimenti-tra-ue-e-cina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">per l\u2019Europa la Cina resta un partner economico e commerciale irrinunciabile<\/a>. Solo di recente sta emergendo la consapevolezza della <strong>necessit\u00e0 di una \u201cChina policy\u201d europea condivisa,<\/strong> sia per evitare iniziative isolate di singoli Stati membri (destinate a favorire la strategia cinese del \u201cdivide et impera\u201d), che per non correre il rischio di dover scegliere fra l\u2019alleato tradizionale e la potenza emergente.<\/p>\n<p>Da qui l\u2019urgenza di una strategia comune che consenta di difendere gli interessi europei senza entrare in rotta di collisione con gli alleati americani. Una strategia che si fondi su alcuni elementi irrinunciabili: fermezza su valori e principi, chiarezza sui termini e le condizioni della collaborazione su investimenti e commercio, controllo selettivo della presenza di imprese cinesi in Europa, vigilanza sui rischi di interferenze sulla sicurezza interna. Ma anche <strong>rafforzamento della collaborazione sulle grandi sfide globali<\/strong> (come il cambiamento climatico e le pandemie) e altri temi di interesse comune.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/STEPHANIE LECOCQ <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I nostri alleati americani, concordemente convinti che la Cina costituisca la maggiore sfida alla loro leadership globale, ma ancora alla ricerca di una credibile strategia di contenimento, chiedono con insistenza agli europei maggiore vigilanza e maggiore fermezza nei confronti di una asserita minaccia cinese. 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