{"id":87920,"date":"2021-04-22T16:39:59","date_gmt":"2021-04-22T14:39:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=87920"},"modified":"2021-04-28T09:16:28","modified_gmt":"2021-04-28T07:16:28","slug":"via-libera-da-karlsruhe-next-generation-eu-puo-andare-avanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/04\/via-libera-da-karlsruhe-next-generation-eu-puo-andare-avanti\/","title":{"rendered":"Via libera da Karlsruhe: rimossi gli ostacoli a Next Generation EU"},"content":{"rendered":"<p>Possiamo tirare un sospiro di sollievo. <strong>La Corte costituzionale tedesca si \u00e8 pronunciata<\/strong> con apprezzabile celerit\u00e0 e nel senso auspicato. <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/03\/karlsruhe-torna-a-bussare-alla-porta-dellue-guai-in-vista\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il <strong>ricorso urgente<\/strong> &#8211; di cui avevamo scritto su questa rivista in una precedente analisi<\/a> &#8211; \u00e8 stato respinto, il blocco all\u2019approvazione della <strong>Decisione europea sulle risorse proprie<\/strong> \u00e8 stato cos\u00ec rimosso e il <strong>Next Generation EU (Ngeu) pu\u00f2 andare avanti<\/strong> con la indispensabile partecipazione della Germania.<\/p>\n<p>La pronuncia di Karlsruhe non manca tuttavia di destare <strong>preoccupazioni sul futuro dell\u2019integrazione europea<\/strong>.<\/p>\n<p>In effetti, <strong>la Corte non ritiene del tutto infondate le censure dei ricorrenti<\/strong>. Essa individua elementi che inducono a ritenere che l\u2019Unione possa essersi spinta al di l\u00e0 dei poteri conferiti dall\u2019articolo 311.3 del Trattato sul funzionamento dell&#8217;Ue (Tfeu) o compatibili con il divieto di<em> bail-out <\/em>dell\u2019art. 125 Tfue. In tal caso, si tratterebbe di un provvedimento\u00a0<em>ultra vires<\/em>.<\/p>\n<p>Del pari, la Corte non esclude che si prospetti un contrasto con il fondamentale <strong>principio della sovranit\u00e0 del Bundestag in tema di bilancio<\/strong>. Pesano al riguardo le passivit\u00e0 che potrebbero riversarsi sulla Germania ove costretta a supplire all\u2019incapacit\u00e0 dell\u2019Unione a far fronte con i propri mezzi al <strong>rimborso degli 806 miliardi di Eurobond<\/strong>; come pure le passivit\u00e0 derivanti dall\u2019inadempimento da parte degli altri Stati membri degli obblighi di contribuzione ad essi spettanti.<\/p>\n<p>La Corte nota tuttavia che un esame sommario delle questioni, il solo consentito in un procedimento cautelare urgente, non le permette di giungere a valutazioni definitive. Tanto pi\u00f9 che agli argomenti dei ricorrenti se ne contrappongono altri di segno opposto. Di qui <strong>dubbi sull\u2019effettivo sconfinamento dell\u2019Unione europea dai poteri ad essa conferiti<\/strong>; come pure sui rischi di passivit\u00e0 per il contribuente tedesco in una situazione di incertezza circa la probabilit\u00e0 e la consistenza di tali rischi.<\/p>\n<p><strong>La decisione nel merito delle varie questioni \u00e8 pertanto rinviata<\/strong> al seguito del procedimento ordinario. Nel frattempo, la Corte si pronuncia per il rigetto del ricorso in base a un <strong>bilanciamento delle conseguenze di un suo accoglimento<\/strong>. In effetti, nel caso di accoglimento si determinerebbero conseguenze non rimediabili in seguito, vale a dire il blocco di un programma di straordinaria urgenza quale Next Generation EU nel contesto dell\u2019attuale pandemia. Viceversa, la Corte osserva ragionevolmente che all\u2019<strong>eventuale accertamento successivo di profili di incostituzionalit\u00e0<\/strong> governo e Parlamento tedeschi avrebbero modo di porvi rimedio.<\/p>\n<p>Ma veniamo ai motivi di riflessione e perplessit\u00e0 che la decisione della Corte ingenera.<\/p>\n<p>\u00c8 senz\u2019altro apprezzabile \u2013 gi\u00e0 lo si \u00e8 segnalato \u2013 che la pronuncia della Corte sia arrivata in tempi particolarmente solleciti. Si \u00e8 cos\u00ec <strong>rimosso, a meno di un mese di distanza, il blocco alla ratifica tedesca della \u201cDecisione sulle risorse proprie\u201d\u00a0<\/strong>stabilito in precedenza. Non va per\u00f2 trascurato che le varie contestazioni mosse dai ricorrenti rimangono per ora aperte. Saranno risolte in sede di decisione finale del procedimento, che potrebbe riservare sorprese non del tutto <em>\u201cfreundlich<\/em>\u201d per il processo di integrazione europea.<\/p>\n<p>Sulla questione se nel caso di specie si prospetti l\u2019esistenza di un atto<em> ultra vires<\/em>, la Corte fa espressa <strong>menzione di un rinvio preliminare alla Corte di giustizia<\/strong>. Il che \u00e8 perfettamente in conformit\u00e0 con il sistema europeo; e del resto si tratta di uno strumento gi\u00e0 utilizzato in precedenza dai giudici di Karlsruhe. Meno in sintonia con il diritto dell\u2019Unione \u00e8 pero quello che si legge immediatamente dopo: la Corte tedesca si riserva infatti di decidere anche in senso contrario ai giudici di Lussemburgo (come gi\u00e0 avvenuto nelle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/un-sentenza-devastante\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">recente sentenza sul <em>Quantitative Easing <\/em>della Banca centrale europea<\/a>).<\/p>\n<p><strong>La Corte sottolinea che l\u2019indebitamento sul mercato dell\u2019Unione deve servire unicamente a finanziare misure anti-pandemia<\/strong>. I relativi fondi non possono essere n\u00e9 incrementati n\u00e9 devoluti ad altri scopi. <strong>Il che sembra implicare che la Corte tedesca legittimi l\u2019operazione solo per il suo carattere del tutto eccezionale<\/strong>, dovendosi escludere altri indebitamenti. In altri termini, si tratterebbe di un <strong>intervento solidaristico non suscettibile di ulteriori estensioni<\/strong>. Non \u00e8 evidentemente una buona notizia per quanti aspirano a cogliere l\u2019occasione della pandemia per creare una stabile Unione fiscale<em>\u00a0<\/em>a livello europeo.<\/p>\n<p>La Corte riconosce che il legislatore tedesco gode di un ampio margine di discrezionalit\u00e0 nel valutare se le passivit\u00e0 derivanti da strumenti europei siano compatibili o meno con il bilancio nazionale. Si affretta per\u00f2 a precisare che certi limiti non possono essere superati, altrimenti risulterebbe pregiudicata l\u2019<strong>autonomia budgetaria del Bundestag<\/strong>. La Corte aggiunge inoltre che il\u00a0 Bundestag deve mantenere una continua e sufficiente influenza su come i fondi del Next Generation EU vengono spesi. Il che fa presagire qualche difficolt\u00e0 se si considera che <strong>i Piani nazionali di ripresa e resilienza <\/strong>(Pnrr) &#8211; che implementano le risorse di Ngeu -sono approvati dal Consiglio a maggioranza, e dunque in principio anche senza il concorso del governo tedesco. Del pari, le successive erogazioni, decise dalla Commissione, sono bens\u00ec soggette a un <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/07\/come-funzionera-il-freno-di-emergenza-del-recovery-fund\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>freno di emergenza<\/strong><\/a>, che non attribuisce per\u00f2 un diritto di veto al Consiglio europeo.<\/p>\n<p>Un\u2019ultima considerazione a proposito dell\u2019art. 125 Tfue, evocato dalla Corte in tema di <em>ultra vires<\/em>. Si ripropone al riguardo una dibattuta questione circa la portata di questa norma. La Corte sembra propendere anche in questa occasione per un\u2019interpretazione estensiva. Il <em>no bailout<\/em>, ivi contenuto, non vieterebbe solo l\u2019assunzione diretta di debiti di uno Stato membro da parte degli altri o da parte dell\u2019Unione. <strong>Il divieto si opporrebbe anche a interventi solidaristici europei, che possano riflettersi in un incremento di passivit\u00e0 di un Stato membro verso l\u2019Unione<\/strong>. Inutile rimarcare la <strong>pericolosit\u00e0 di una siffatta lettura<\/strong> dell\u2019art. 125 sia in ordine al caso in questione, sia pi\u00f9 in generale per gli sviluppi dell\u2019Europa di cui si \u00e8 fatta parola in precedenza.<\/p>\n<p>In conclusione, <strong>siamo lieti per la decisione attuale della Corte di Karlsruhe e incrociamo le dita per quella a venire<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Possiamo tirare un sospiro di sollievo. La Corte costituzionale tedesca si \u00e8 pronunciata con apprezzabile celerit\u00e0 e nel senso auspicato. 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