{"id":88069,"date":"2021-05-10T10:18:31","date_gmt":"2021-05-10T08:18:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=88069"},"modified":"2021-05-11T07:02:59","modified_gmt":"2021-05-11T05:02:59","slug":"lincerto-futuro-di-taiwan-si-decide-tra-geopolitica-ed-economia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/05\/lincerto-futuro-di-taiwan-si-decide-tra-geopolitica-ed-economia\/","title":{"rendered":"L\u2019incerto futuro di Taiwan si decide tra geopolitica ed economia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/dallatlantico-al-pacifico\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-87116 size-medium\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Osservatorio-USA-Asia_1920x10802-1-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Osservatorio-USA-Asia_1920x10802-1-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Osservatorio-USA-Asia_1920x10802-1-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Osservatorio-USA-Asia_1920x10802-1-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Osservatorio-USA-Asia_1920x10802-1-495x278.jpg 495w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Osservatorio-USA-Asia_1920x10802-1-360x203.jpg 360w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Osservatorio-USA-Asia_1920x10802-1-125x70.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Osservatorio-USA-Asia_1920x10802-1-850x480.jpg 850w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Osservatorio-USA-Asia_1920x10802-1.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nell\u2019edizione dell\u2019ultima settimana di aprile, <strong>l\u2019Economist descrive Taiwan come <a href=\"https:\/\/www.economist.com\/leaders\/2021\/05\/01\/the-most-dangerous-place-on-earth\">il posto pi\u00f9 pericoloso sulla terra<\/a><\/strong>. Il motivo? <strong>L\u2019importanza che l\u2019isola ricopre per Cina e Stati Uniti<\/strong>, le due superpotenze del nostro tempo.<\/p>\n<p>Due aspetti rendono Taiwan una <strong>potenziale area di collisione armata<\/strong>: l\u2019<strong>importanza geopolitica e <\/strong>quella<strong> economica<\/strong>. A queste, per quanto riguarda Pechino, si va aggiungere il <strong>valore storico-politico<\/strong> che la <strong>riunificazione della Cina<\/strong> intera ha per il Partito e in particolare per l\u2019eredit\u00e0 di <strong>Xi Jinping<\/strong>. N\u00e9 l\u2019importanza geopolitica di Taiwan n\u00e9 quella economica sono segrete o tantomeno nuove, tuttavia \u00e8 andata crescendo la percezione che quello che prima poteva dirsi un improbabile scontro armato tra Cina e Stati Uniti stia progressivamente diventando plausibile, anche se ancora improbabile.<\/p>\n<p>La questione geopolitica riguarda principalmente il ruolo dei due attori nella regione. Per gli Stati Uniti il dilemma riguardante la <strong>sicurezza militare nell\u2019area<\/strong> e le possibili ripercussioni sul proprio territorio si \u00e8 posto pi\u00f9 volte nella storia. La questione \u2013 seppur in un contesto diverso \u2013 era stata affrontata di recente a seguito al perfezionamento da parte del regime nordcoreano dei propri missili balistici intercontinentali.\u00a0 In quel caso ci si era chiesti se in caso di conflitto con la Corea del Nord, Washington sarebbe stata disposta a <a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2017\/09\/03\/world\/asia\/north-korea-kim-jong-un.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sacrificare San Francisco per salvare Seul o Tokyo<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Conflitto armato all&#8217;orizzonte?<\/strong><br \/>\nAl di fuori della narrativa estrema e provocatoria, oggi con l\u2019intensificarsi delle tensioni nello stretto taiwanese, il dubbio rimane lo stesso e legittimo: <strong>gli Stati Uniti sono pronti a sacrificare la stabilit\u00e0 <\/strong>(e prosperit\u00e0) <strong>del proprio Paese per difendere un territorio in un\u2019area d\u2019influenza di crescente importanza?<\/strong> Non esiste una risposta chiara e assoluta, ed \u00e8 proprio su questa incertezza che si fonda il problema in termini di deterrenza attualmente in atto.<\/p>\n<p>Qualora gli Stati Uniti siano determinati a difendere ad ogni costo l\u2019indipendenza di Taiwan e questa fermezza non venisse percepita da Pechino, la possibilit\u00e0 che la Cina continentale opti per un\u2019azione di forza e che questo porti ad un conflitto armato con Washington diventa pi\u00f9 probabile.<\/p>\n<p>A scongiurare questo scenario \u2013 <a href=\"https:\/\/text.npr.org\/984524521\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">secondo alcuni osservatori<\/a> \u2013 ci sarebbe il fatto che n<strong>\u00e9 Washington n\u00e9 Pechino\u00a0sono pronte ad andare in guerra<\/strong>. In particolare, le ripercussioni economiche derivanti da tale scontro sono ancora un forte deterrente per il Partito comunista cinese, che fonda parte della sua legittimit\u00e0 sulla capacit\u00e0 di garantire la prosperit\u00e0 economica del paese.<\/p>\n<p>Nonostante la validit\u00e0 dell\u2019argomentazione presentata, sono almeno tre gli elementi che possono screditare questa rassicurante teoria.<\/p>\n<p><strong>Ragioni ideologiche e identitarie<\/strong><br \/>\nIl primo riguarda la diffusa tendenza tra gli osservatori stranieri a non considerare tutti i costituenti della legittimit\u00e0 del Partito comunista cinese: oltre alla prosperit\u00e0 economica \u00e8 necessario tenere presente <strong>motivazioni storiche ed ideologiche<\/strong>. Dopotutto il Pcc ha ri-energizzato lo sforzo narrativo ed educativo volto a legittimare storicamente e culturalmente il suo ruolo a capo della Cina. <strong>Legando a doppio filo Paese e Partito<\/strong>, il Pcc si impegna a coltivare un senso di patriottismo (in alcuni casi, nazionalismo) come fondamenta della legittimit\u00e0 del governo. Sebbene dunque l\u2019economia sia un elemento importante, pensare che a frenare gli interessi del Partito possa essere la paura di perdere legittimit\u00e0 a causa di cattive performance economiche \u00e8 un\u2019idea in parte fuorviante.<\/p>\n<p>Il secondo elemento riguarda la <strong>rilevanza della riunificazione per l\u2019eredit\u00e0 di Xi Jinping<\/strong>. Se i segnali raccolti nel tempo ci dicono qualcosa \u00e8 che la riunificazione della Cina \u00e8 innegabilmente una delle priorit\u00e0 di Xi e rappresenterebbe un elemento importante della propria eredit\u00e0 storica. Anche in questo caso puntare sulla razionalit\u00e0 delle decisioni invece che su calcoli ideologici, politici e personalistici potrebbe rivelarsi la scommessa perdente. Infine, bisogna considerare che gli scontri armati possono essere originati dai motivi pi\u00f9 disparati e non solo da una chiara volont\u00e0 di muovere guerra: la storia \u00e8 piena di aneddoti riguardanti incidenti che a prescindere da eventuali elementi deterrenti sono degenerati in conflitti.<\/p>\n<p>Questi tre elementi minano l\u2019idea di un possibile equilibrio di deterrenza; tuttavia a loro volta non sono la prova di un\u2019alta probabilit\u00e0 di scontro tra Cina e Stati uniti per Taiwan. Rappresentano piuttosto <strong>un monito a tenere presente anche le variabili meno piacevoli<\/strong> ed evitare di sposare una teoria solo perch\u00e9 rassicurante.<\/p>\n<p><strong>I motivi economici<\/strong><br \/>\nAd onor del vero, per\u00f2, le tensioni che riguardano Taiwan sono anche di natura economica.\u00a0<strong>Taiwan \u00e8 sede del pi\u00f9 grande produttore di semiconduttori globale<\/strong>: Tsmc. Nonostante l\u2019impresa abbia impianti tanto nella Cina continentale quanto negli Stati Uniti (in costruzione), la sede centrale <strong>si \u00e8 premurata di non delocalizzare la produzione dei chip pi\u00f9 avanzati<\/strong> nelle succursali estere, in modo tale da detenere un vantaggio strategico economico e una polizza assicurativa nei confronti dello scontro tra grandi potenze.<\/p>\n<p>Di recente, infatti, Tsmc ha comunicato che <a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/technology\/taiwan-minister-plays-down-chances-chip-production-eu-2021-04-28\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">non intende aprire nuovi impianti altrove<\/a>. I semiconduttori, ovviamente, hanno s\u00ec <strong>natura economica, ma anche strategica e militare<\/strong> poich\u00e9 ad oggi sono fondamentali per il funzionamento della societ\u00e0 intera: dal tostapane al satellite e dal cellulare al carrarmato. Con la digitalizzazione questa dipendenza \u00e8 destinata crescere. Ed ecco un altro dei motivi per cui Pechino dovrebbe prendere sul serio la determinazione statunitense a difendere l\u2019isola: <strong>Washington non sar\u00e0 incline a lasciare che la Cina ottenga un tale vantaggio nella corsa tecnologica<\/strong>. Almeno fino a che non avr\u00e0 sviluppato una capacit\u00e0 produttiva interna dello stesso livello.<\/p>\n<p>Detto ci\u00f2, <strong>l\u2019attuale status quo, per cui Taiwan \u00e8 una democrazia separata dalla Cina ma non indipendente<\/strong>, \u00e8 evidentemente vantaggioso per entrambe le superpotenze, e per Taiwan stessa. Perci\u00f2, pur tenendo in considerazione tutte le variabili citate, il rischio che nel breve termine Taiwan si veda al centro di uno scontro armato tra superpotenze rimane limitato. Per concludere senza concludere, gli elementi che intercorreranno nel dare forma al futuro di Taiwan sono numerosi e diversi, ma in un tempo in cui la politica tende ad avere la meglio sugli interessi economici, tutto \u00e8 possibile, anche uno scontro armato tra superpotenze.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/RITCHIE B. TONGO <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019edizione dell\u2019ultima settimana di aprile, l\u2019Economist descrive Taiwan come il posto pi\u00f9 pericoloso sulla terra. Il motivo? L\u2019importanza che l\u2019isola ricopre per Cina e Stati Uniti, le due superpotenze del nostro tempo. Due aspetti rendono Taiwan una potenziale area di collisione armata: l\u2019importanza geopolitica e quella economica. 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