{"id":88139,"date":"2021-05-07T11:36:42","date_gmt":"2021-05-07T09:36:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=88139"},"modified":"2021-05-07T11:36:42","modified_gmt":"2021-05-07T09:36:42","slug":"le-opportunita-per-lazione-climatica-e-i-risvolti-di-politica-estera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/05\/le-opportunita-per-lazione-climatica-e-i-risvolti-di-politica-estera\/","title":{"rendered":"Le opportunit\u00e0 per l\u2019azione climatica e i risvolti di politica estera\u00a0"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il 21 aprile scorso, il Parlamento europeo e gli Stati membri hanno <\/span><a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/commission\/presscorner\/detail\/it\/IP_21_1828\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"font-weight: 400;\">raggiunto un <\/span><b>accordo<\/b><\/a><span style=\"font-weight: 400;\"> per trasformare in obiettivo giuridicamente vincolante l\u2019impegno politico fissato nel <\/span><b>Green Deal<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> di <\/span><b>ridurre le emissioni climalteranti del 55%<\/b> <b>entro il 2030<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> e di <\/span><b>raggiungere la neutralit\u00e0 climatica entro il 2050<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019obiettivo dell\u2019Ue di diventare il primo continente climaticamente neutro avanza con passi concreti, come affermato da <\/span><b>Ursula von der Leyen<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> durante il <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Global Leaders Summit<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> convocato a fine aprile dal presidente <\/span><b>Joe Biden<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. La recente approvazione di importanti norme come quelle su tassonomia e finanza sostenibile, gli accordi sulla prima legge europea sul clima e l\u2019attesa definizione del pacchetto di misure \u201cFit for 55%\u201d per centrare l\u2019obiettivo al 2030, sono solo <\/span><b>alcuni dei passaggi del percorso dell\u2019Ue verso la sostenibilit\u00e0 climatica<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Anche la <\/span><b>Conferenza sul Futuro dell\u2019Europa<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, l\u2019iniziativa nata per discutere del futuro del continente promuovendo un processo di riforma dal basso che ponga <\/span><b>al centro del dibattito la voce dei cittadini<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, ha indicato il cambiamento climatico tra i propri temi principali. L\u2019azione climatica europea e il processo di riforma lanciato dalla Conferenza potranno rafforzarsi a vicenda. Infatti, da un lato, la Conferenza rappresenta un\u2019importante possibilit\u00e0 per identificare nella <\/span><b>sostenibilit\u00e0 energetica e ambientale<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> il <\/span><b>tratto distintivo dell\u2019Europa del futuro<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. Dall\u2019altro lato, le politiche per il clima possono supportare il processo di riforma lanciato dalla Conferenza in vari modi.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>Partecipazione democratica<br \/>\n<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019azione climatica \u00e8 il principale strumento per assicurare il continente europeo contro le gravi minacce poste dei cambiamenti climatici. Questo dossier rappresenta dunque un elemento fondamentale per garantire prosperit\u00e0, sicurezza e libert\u00e0 all\u2019Europa del futuro.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Le politiche climatiche ed energetiche costituiscono anche un modello avanzato in termini di processi partecipativi e di trasparenza, elementi centrali per la Conferenza. Per esempio, la <\/span><b>Convenzione di Aarhus<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> garantisce a livello internazionale la partecipazione dei cittadini nei processi decisionali in materia ambientale, mentre la governance <\/span><b>dell&#8217;Unione dell&#8217;energia e dell&#8217;azione per il clima<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> richiede agli Stati membri di stabilire un meccanismo di dialogo permanente con i cittadini. Inoltre, il nuovo <\/span><a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/clima\/policies\/eu-climate-action\/pact_it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><b>European Climate Pact<\/b><\/a><span style=\"font-weight: 400;\"> \u00e8 interamente dedicato al coinvolgimento dei cittadini nell\u2019azione per il clima e l\u2019ambiente. Le politiche climatiche rappresentano dunque <\/span><b>un esempio virtuoso di partecipazione dal basso e trasparenza<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> che potr\u00e0 essere applicato ai pi\u00f9 ampi processi di riforma inaugurati dalla Conferenza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019enfasi posta sulla partecipazione democratica \u00e8 strettamente legata al concetto di transizione socialmente giusta, caratteristica fondamentale della strategia climatica europea, che mira a salvaguardare le categorie pi\u00f9 vulnerabili e a garantire una <\/span><b>giustizia intergenerazionale<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. Anche in questo caso, le politiche per il clima possono rappresentare un modello per la riflessione sul futuro dell\u2019Europa, riaffermando la centralit\u00e0 della giustizia sociale nel progetto europeo. Inoltre, al contrario di altri importanti dossier dove appare divisa, le politiche climatiche ed energetiche sono un <\/span><b>esempio positivo di coesione all\u2019interno dell\u2019U<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">e ed hanno dimostrato la capacit\u00e0 dell\u2019Europa di influenzare l\u2019agenda internazionale quando parla con una sola voce.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">In definitiva, l\u2019azione climatica dovrebbe essere posta al centro della Conferenza al fine di promuovere come caratteristiche fondanti del futuro dell\u2019Europa la neutralit\u00e0 climatica, la resilienza al cambiamento climatico, un modello di decision-making partecipativo volto alla giustizia sociale ed il rafforzamento della leadership europea sulla scena internazionale.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>Nuove strategie di politica estera<br \/>\n<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">Le politiche per il clima, e in particolare la transizione energetica, avranno importanti implicazioni in materia di politica estera che diventeranno sempre pi\u00f9 rilevanti all\u2019avvicinarsi del 2030 e oltre. Il cambiamento pi\u00f9 significativo sar\u00e0 associato alla <\/span><b>nuova definizione di sicurezza energetica<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> conseguente al crescente utilizzo di fonti di energia rinnovabile.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>L\u2019Italia negli ultimi due decenni si \u00e8 affermata come leader globale nel settore delle rinnovabili,<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> vantando una forte specializzazione in alcune tecnologie. Nel medio e lungo termine, un\u2019adozione pi\u00f9 ampia delle energie rinnovabili <\/span><b>ridurr\u00e0 la dipendenza italiana dai produttori di combustibili fossili<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, in particolare dalle regioni ex sovietica, del Medioriente e nordafricana (Mena) che attualmente dominano le importazioni italiane. Questo modificher\u00e0 la posizione geopolitica italiana che \u00e8 stata sino ad ora significativamente influenzata dalla necessit\u00e0 di assicurare l\u2019accesso a petrolio e gas, attraverso il mantenimento di solide relazioni con i Paesi esportatori e la promozione di stabilit\u00e0 a livello regionale. L\u2019alto livello di dipendenza energetica ha limitato il margine di manovra italiano e ha spesso generato scontri con altre priorit\u00e0 di politica estera. Si pensi in particolare ai rapporti con molti Stati fragili fornitori, caratterizzati in alcuni casi da regimi autoritari con scarsi livelli di democrazia, diritti civili e sostenibilit\u00e0 ambientale, come ad esempio Libia e Iraq.<\/span><\/p>\n<p><b>Nuove strategie di politica estera<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> saranno necessarie per adattarsi alla crescita delle energie rinnovabili. Da una parte, l\u2019aumentare della produzione di energia pulita e la creazione di <\/span><b>nuove opportunit\u00e0 di business per l\u2019Italia<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> sposteranno l\u2019attenzione verso regioni quali l\u2019Africa e l\u2019America Latina. Dall\u2019altra, considerata la vulnerabilit\u00e0 dell\u2019Italia al rischio di instabilit\u00e0 nei Paesi produttori di combustibili fossili nelle regioni Mena ed ex sovietica, sar\u00e0 importante favorire la transizione verso nuovi modelli di sviluppo economico in questi Paesi, anche attraverso lo sviluppo delle rinnovabili. Come approfondito in un recente <\/span><a href=\"https:\/\/www.iai.it\/it\/pubblicazioni\/clean-molecules-across-mediterranean\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"font-weight: 400;\">studio IAI<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">, una delle prospettive pi\u00f9 interessanti in questo senso \u00e8 lo <\/span><b>sfruttamento delle risorse rinnovabili del Nord Africa per la produzione di idrogeno a bassa emissione di carbonio<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, che pu\u00f2 costituire un elemento importante sia per la decarbonizzazione in Italia e in Europa sia per lo sviluppo economico dei Paesi produttori.<\/span><\/p>\n<p><b>Leadership italiana<br \/>\n<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">Se l\u2019Italia sapr\u00e0 consolidare ulteriormente il proprio vantaggio comparato nelle rinnovabili, la sua influenza internazionale in termini geopolitici e geo-economici verr\u00e0 rafforzata.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>L\u2019Italia potr\u00e0 assumere una posizione di leadership nella transizione energetica europea<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, in particolare come attore chiave nel contesto mediterraneo, attraverso la creazione di nuove relazioni strategiche con i Paesi della sponda sud e cogliendo le opportunit\u00e0 legate al vasto potenziale delle rinnovabili nell\u2019area mediterranea.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><em><small>Questo articolo \u00e8 stato pubblicato nell\u2019ambito\u00a0dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/osservatorio-iai-ispi-politica-estera-italiana\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Osservatorio IAI-ISPI sulla politica estera italiana<\/a>, realizzato anche grazie al sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.\u00a0Le opinioni espresse dall\u2019autore sono strettamente personali e non riflettono necessariamente quelle dello IAI, dell\u2019ISPI o del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.<\/small><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 21 aprile scorso, il Parlamento europeo e gli Stati membri hanno raggiunto un accordo per trasformare in obiettivo giuridicamente vincolante l\u2019impegno politico fissato nel Green Deal di ridurre le emissioni climalteranti del 55% entro il 2030 e di raggiungere la neutralit\u00e0 climatica entro il 2050.\u00a0 L\u2019obiettivo dell\u2019Ue di diventare il primo continente climaticamente neutro [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":88133,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[470,2897,119,2055,96,583,3043,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88139"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=88139"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88139\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88145,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88139\/revisions\/88145"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/88133"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=88139"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=88139"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=88139"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}