{"id":88170,"date":"2021-05-10T06:00:33","date_gmt":"2021-05-10T04:00:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=88170"},"modified":"2021-05-11T07:04:07","modified_gmt":"2021-05-11T05:04:07","slug":"human-rights-watch-e-lapartheid-di-israele-un-po-di-senso-della-storia-parte-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/05\/human-rights-watch-e-lapartheid-di-israele-un-po-di-senso-della-storia-parte-2\/","title":{"rendered":"Human Rights Watch e l&#8217;apartheid di Israele: un po&#8217; di senso della storia (Parte 2)"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il metodo argomentativo<\/strong> che informa <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/05\/human-rights-watch-e-lapartheid-di-israele-un-po-di-senso-della-storia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">il rapporto di Human Rights Watch<\/a> appare, forse per il prevalere di un\u2019impostazione legalistica, <strong>del tutto astorico<\/strong>: come se l\u2019intento di dominio e il regime discriminatorio fossero ingredienti costitutivi da sempre del sionismo e dello stato di Israele sin dalla nascita.<\/p>\n<p>La <strong>forza egemonica della destra<\/strong> e lo spostamento profondo avvenuto nella societ\u00e0 israeliana verso posizioni etno-nazionaliste sono anche una conseguenza nefasta della <strong>strada nichilista imboccata anni fa dai palestinesi<\/strong>: l\u2019esplodere della violenza terroristica contro civili israeliani negli anni 2001-05; l\u2019inutile guerra di guerriglia mossa da Hamas dalla striscia di Gaza, il rigetto da parte di Abu Mazen delle offerte positive del governo Olmert-Livni nei negoziati del 2008 che dischiuse la porta alla premiership di Benjamin Netanyahu e, da allora, ai governi del Likud con i partiti religiosi con esso alleati.<\/p>\n<p>Ma il conflitto che avviluppa i due popoli da oltre cent\u2019anni contrappone <strong>due movimenti nazionali che rivendicano un diritto analogo di autodeterminazione su uno stesso lembo di terra conteso<\/strong>.<\/p>\n<p>Il <strong>sionismo<\/strong>, visto dal di dentro, \u00e8 stato il movimento di liberazione nazionale del popolo ebraico: gli ebrei si affermarono soprattutto nell&#8217;Est europeo come gruppo etnico, non pi\u00f9 come comunit\u00e0 religiosa, anelante a fuggire dall&#8217;antisemitismo e ad autodeterminarsi nella propria \u201cpatria\u201d storica, a diventare l\u00ec una nazione \u201cnormale\u201d dopo secoli di esilio e persecuzioni; ma quella terra era abitata da altre genti \u2013 arabi -, sudditi dell&#8217;impero ottomano e poi britannico, che col tempo e anche in virt\u00f9 del confronto duro con il nazionalismo ebraico acquisirono un&#8217;identit\u00e0 nazionale come palestinesi.<\/p>\n<p>Ai palestinesi il sionismo apparve come un <strong>movimento di stranieri colonizzatori<\/strong> cui bisognava resistere. Ancora oggi per la loro psicologia collettiva che ha vissuto l&#8217;insediamento degli ebrei in Palestina come un&#8217;ingiustizia, un&#8217;usurpazione dei propri diritti, \u00e9 difficile accettare le conseguenze di questi eventi, la presenza ebraica in Palestina, l&#8217;esistenza dello Stato d&#8217;Israele.<\/p>\n<p>Tardivamente, almeno nelle istanze ufficiali, lo hanno fatto, con le decisioni del loro Consiglio Nazionale nel 1988 e gli accordi di Oslo del 1993.<\/p>\n<p><strong>Guardando al futuro<\/strong>, la questione \u00e8 come assicurare che Israele resti lo \u201cStato degli ebrei\u201d nel senso di Theodor Herzl, il fondatore del movimento sionista, ma anche una democrazia piena per tutti \u00a0i suoi cittadini. <strong>Per molti questo \u00e8 un ossimoro<\/strong>, un&#8217;impossibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Io penso di no, ma vedo <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/04\/stallo-post-elettorale-in-israele-paralisi-in-una-democrazia-incompiuta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">segni preoccupanti del <strong>degrado della democrazia<\/strong><\/a> con le leggi illiberali approvate\u00a0 negli ultimi anni . Per essere una\u00a0 democrazia compiuta <strong>Israele dovr\u00e0 fare tre cose che ne trasformino lo status quo<\/strong>: 1) <strong>porre fine all&#8217;occupazione<\/strong> e spartire in un negoziato con lo Stato di Palestina la terra compresa fra il Giordano e il Mediterraneo ; 2) <strong>trattare in modo paritario i cittadini<\/strong> ebrei e non ebrei anche nella sfera economico-sociale; 3) <strong>separare religione e Stato<\/strong>.<\/p>\n<p>La prima \u00e8 la pi\u00f9 urgente e fondamentale. Di tre cose \u2013 Israele come Stato-nazione del popolo ebraico, come democrazia, come Terra di Israele nella sua integrit\u00e0 biblica \u2013 due sole si possono conseguire.<\/p>\n<p>O Israele rinuncia a parte rilevante della Cisgiordania, <strong>sgombera le colonie<\/strong> e negozia uno scambio paritario di territori (incorporando gli insediamenti pi\u00f9 prossimi alla Linea verde e concordando un confine che lo separi dallo stato di Palestina) e conserva cos\u00ec la sua identit\u00e0 di stato ebraico e democratico, in cui gli ebrei sono maggioritari ma gli arabi godono dei pieni diritti civili e politici di una minoranza nazionale. Questo comporta \u2013 e non \u00e8 piccola cosa \u2013 evacuare pi\u00f9 di 100mila coloni che risiedono in una miriade di piccoli insediamenti dispersi nell&#8217;area C \u00a0ben oltre il tragitto \u00a0della barriera di separazione.<\/p>\n<p><strong>Oppure<\/strong>, perpetuando l&#8217;occupazione fino all&#8217;annessione <em>de facto<\/em>, Israele <strong>si tramuta in uno Stato binazionale<\/strong>, con uguali diritti per i cittadini ebrei e arabi, come vuole la democrazia; cos\u00ec per\u00f2 \u00a0gli ebrei saranno in prospettiva \u00a0minoritari e finir\u00e0 il sionismo nelle sue fondamenta ideali e nella sua concreta attuazione, quelle di fondare un Paese in cui gli ebrei non siano soggetti al potere di altre comunit\u00e0 o etnie dominanti e agli abominii dell\u2019antisemitismo. Oppure ancora, infine, inseguendo l&#8217;idea fondamentalista dell&#8217;integrit\u00e0 della Terra di Israele e del suo possesso esclusivo, Israele annette il territorio \u00a0e, privando i palestinesi dei loro diritti, conserva l\u2019ebraicit\u00e0 dello Stato, ma in un regime di segregazione che sar\u00e0 segnato da una <strong>perenne guerra civile fra arabi ed ebrei<\/strong>.<\/p>\n<p><em>Seconda e ultima parte dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/05\/human-rights-watch-e-lapartheid-di-israele-un-po-di-senso-della-storia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">analisi di Giorgio Gomel<\/a> pubblicata domenica 9 maggio<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il metodo argomentativo che informa il rapporto di Human Rights Watch appare, forse per il prevalere di un\u2019impostazione legalistica, del tutto astorico: come se l\u2019intento di dominio e il regime discriminatorio fossero ingredienti costitutivi da sempre del sionismo e dello stato di Israele sin dalla nascita. 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