{"id":88190,"date":"2021-05-12T03:41:36","date_gmt":"2021-05-12T01:41:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=88190"},"modified":"2021-05-17T07:17:17","modified_gmt":"2021-05-17T05:17:17","slug":"israele-palestina-medio-oriente-violenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/05\/israele-palestina-medio-oriente-violenza\/","title":{"rendered":"Israele-Hamas: il Medio Oriente di nuovo nella spirale della violenza"},"content":{"rendered":"<p>GERUSALEMME. La<strong> tregua forzata<\/strong> derivata dalla pandemia <strong>\u00e8 finita<\/strong>. Il <strong>Medio Oriente<\/strong> \u00e8 caduto <strong>di nuovo nella spirale della violenza<\/strong> a cui, tristemente, aveva abituato il mondo intero. Una <strong>violenza inaudita<\/strong>, immotivata se non da sentimenti che covavano, da brace viva sotto la cenere a cui \u00e8 bastato poco per divampare in un grande incendio che ancora non si riesce a domare.<\/p>\n<p>Anzi, pare sia destinato a continuare, tanto che si parla gi\u00e0 di <strong>terza intifada<\/strong>. Intorno, devastazione, pochezza politica, violenza, pulizia etnica. Diversi i motivi che hanno portato all\u2019<strong>escalation degli ultimi giorni<\/strong> e che \u00e8 coincisa con la fine del sacro mese islamico del <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/04\/e-iniziato-il-ramadan-il-mese-sacro-per-lislam\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ramadan<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p>Dopo la chiusura dell\u2019anno scorso dovuta alla pandemia, quest\u2019anno le autorit\u00e0 israeliane hanno permesso, seppur in maniera ridotta, senza le folle oceaniche del passato, lo svolgimento delle <strong>feste religiose di questo periodo<\/strong>, centrali nelle tre religioni del Libro. All\u2019inizio di aprile si sono tenute sia le cerimonie della Pasqua ebraica che di quella cristiano-cattolica, con la presenza di pochi fedeli, per il contenimento del virus che, anche in uno <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/01\/vi-racconto-la-mia-vaccinazione-anti-covid-in-israele\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Stato leader in termini di vaccinazioni<\/a>, continua, seppur in maniera molto irrisoria, a diffondersi.<\/p>\n<p><strong>I primi scontri<\/strong><br \/>\nLe autorit\u00e0 di sicurezza israeliane, per questi motivi, avevano deciso di permettere a 10mila fedeli musulmani l\u2019accesso alla <strong>Spianata delle Moschee<\/strong> (o Monte del Tempio, come \u00e8 chiamato dagli ebrei), in occasione del Ramadan. I <strong>primi scontri<\/strong> si sono registrati proprio quando la polizia ha cercato di contenere i fedeli islamici e, di risposta, ha messo delle barriere contenitive dinanzi alla porta di Damasco, una delle otto porte (sette aperte) della citt\u00e0 vecchia, che sia ebrei sia musulmani attraversano per raggiungere i loro luoghi sacri. L\u2019inizio di queste proteste ha ovviamente acceso, come in tante micce, altre situazioni che covavano, per cui da una parte sono arrivati <strong>ebrei ortodossi<\/strong> al grido di \u201cmorte agli arabi\u201d, dall\u2019altro, al grido di \u201cAllah Akhbar, questa terra ha bisogno del sangue\u201d <strong>manifestanti arabi<\/strong> si sono scontrati con la polizia.<\/p>\n<p>In un gesto di distensione, la polizia, dopo qualche giorno, ha rimosso le barriere. Ma oramai era troppo tardi. Anche perch\u00e9, nel frattempo, due episodi avevano contribuito a esacerbare gli animi. Accusando Israele di non aver permesso il voto a Gerusalemme, il presidente palestinese Mahmoud Abbas (<strong>Abu Mazen<\/strong>) ha <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/05\/palestina-rinvio-elezioni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">bloccato (non si sa se cancellato o sospeso) le <strong>elezioni<\/strong> previste per fine maggio<\/a>. E sono ripresi anche gli <strong>sgomberi forzati di famiglie palestinesi <\/strong>dal quartiere di Sheikh Jarrah, a <strong>Gerusalemme Est<\/strong>, a nord della citt\u00e0 vecchia. In verit\u00e0 questi sgomberi non sono mai cessati, ma \u00e8 in questi giorni che sono diventati centrali nello <strong>scontro fra le comunit\u00e0<\/strong> che ha portato alle minacce di <strong>attacchi di Hamas<\/strong> poi diventate reali con <strong>sette razzi lanciati verso Gerusalemme<\/strong> ed altri in diverse zone del sud di Israele, a scontri con centinaia di feriti e decine di arresti, che hanno avuto come <strong>teatro<\/strong> <strong>anche luoghi sacri come la moschea di Al Aqsa<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Gli sfratti a\u00a0Sheikh Jarrah\u00a0<\/strong><br \/>\nIl quartiere di <strong>Sheikh Jarrah<\/strong> prende il nome dal medico del condottiero Saladino e ospita la tomba di un venerato rabbino del III secolo avanti Cristo. Dopo che nel 1948, alla creazione dello stato di Israele, centinaia di migliaia di palestinesi persero la loro casa, nel 1956 28 famiglie palestinesi furono messe in questo quartiere dalla Giordania, che allora controllava Gerusalemme Est, su autorizzazione dell\u2019organizzazione Onu per i rifugiati. Ebbero la promessa di ottenere un certificato di possesso della terra in cambio della rinuncia allo status di rifugiato, ma la Giordania non lo fece mai.<\/p>\n<p>Nel 1967, con la <strong>Guerra dei Sei Giorni<\/strong>, Israele prende il controllo e la Giordania lo perde, le famiglie, che nel frattempo diventano 38, continuano a pagare un affitto simbolico. Comunit\u00e0 ebraico-ortodosse recuperano documenti che provano la loro propriet\u00e0 sull\u2019area dal 1885 e si appellano al tribunale israeliano che d\u00e0 loro ragione. Gi\u00e0 diverse famiglie sono state cacciate, quattro lo dovrebbero essere adesso e una ad agosto. Il punto \u00e8 che la legge che permette loro di chiedere le case non si applica per\u00f2 alle migliaia di palestinesi che hanno abbandonato le abitazioni nel 1948, alla nascita di Israele.<\/p>\n<p>Situazioni gi\u00e0 viste in altre zone e nella citt\u00e0 vecchia, dove <strong>si sta cercando di de-arabizzare la zona e aumentare la presenza ebraica<\/strong>, tant\u2019\u00e8 vero che gli arabi se costretti preferiscono cedere le case alle chiese. Per tentare di calmare la situazione, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha chiesto al tribunale di rimandare la decisione prevista per questi giorni sugli <strong>sfratti forzati<\/strong>, ma si tratter\u00e0 solo di rinviare una decisione di fatto gi\u00e0 presa.<\/p>\n<p><strong>Sirene anti-razzo anche a Gerusalemme<\/strong><br \/>\nLa <strong>comunit\u00e0 internazionale<\/strong>, dall\u2019Unione europea agli Usa, dalle Nazioni Unite ai Paesi arabi chiedono a tutti calma. Sempre in una ottica di distensione, dopo essere stata autorizzata, \u00e8 stata cancellata, mentre era in corso, la marcia degli ebrei delle bandiere, per ricordare quando nel 1967 Gerusalemme \u00e8 stata conquistata dagli israeliani. Intanto, Hamas ha minacciato attacchi, mettendo Israele in stato di massima allerta, se le forze di sicurezza della Stella di Davide non lasciano la spianata e Sheikh Jarrah.<\/p>\n<p>Alle 18 in punto ora israeliana, <strong>le sirene anti-razzo sono risuonate nel sud di Israele, anche a Gerusalemme, dove non accadeva da anni<\/strong>. Hamas sapeva che avrebbe scatenato una risposta veemente di Israele, cosa avvenuta e che ha portato almeno 23 morti con 9 minorenni. E allora perch\u00e9 farlo? Perch\u00e9 <strong>con il vuoto politico in Cisgiordania, Hamas si sta accreditando come unico rappresentante dei palestinesi<\/strong>. Non a caso sue bandiere erano sulla spianata, non a caso ha contestato ad Abu Mazen la decisione di non tenere le elezioni. Per Hamas, il sacrificio dei gazawi vale pi\u00f9 del suo accreditamento come unica forza che possa governare i palestinesi.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina SAID KHATIB \/ AFP <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>GERUSALEMME. La tregua forzata derivata dalla pandemia \u00e8 finita. Il Medio Oriente \u00e8 caduto di nuovo nella spirale della violenza a cui, tristemente, aveva abituato il mondo intero. 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