{"id":88239,"date":"2021-05-17T07:16:19","date_gmt":"2021-05-17T05:16:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=88239"},"modified":"2021-05-24T08:42:48","modified_gmt":"2021-05-24T06:42:48","slug":"europa-evanescente-di-fronte-alla-tragedia-israelo-palestinese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/05\/europa-evanescente-di-fronte-alla-tragedia-israelo-palestinese\/","title":{"rendered":"Europa evanescente di fronte alla tragedia israelo-palestinese"},"content":{"rendered":"<p>La catena di eventi che ha portato alle <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/05\/israele-palestina-medio-oriente-violenza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">violenze<\/a> che stanno insanguinando i Territori palestinesi occupati e Israele<\/strong> si \u00e8 innescata lo scorso 2 maggio, quando la Corte distrettuale di Gerusalemme ha decretato lo <strong>sfratto forzato di tredici famiglie palestinesi<\/strong> dalle loro abitazioni, assegnandole a famiglie di coloni israeliani.<\/p>\n<p>Le abitazioni in questione si trovano nel quartiere <strong>Sheikh Jarrah<\/strong>, a Gerusalemme Est, che Israele ha occupato dopo la guerra del 1967 e illegalmente annesso nel 1967-81. Furono edificate ex-novo su un\u2019area boschiva \u2013 dunque senza espellere alcun abitante \u2013 e date alle famiglie di palestinesi dopo che quest\u2019ultime furono costrette a lasciare le loro case nel 1948. <strong>Queste famiglie non hanno modo di adire le corti israeliane<\/strong> per reclamare il diritto a tornare nelle abitazioni \u2013 molte delle quali dislocate anche a Gerusalemme ovest, cos\u00ec come in molte altre aree oggi a maggioranza ebraica \u2013, da cui furono originariamente sloggiate.<\/p>\n<p>La sentenza ha provocato, come avviene da oltre un decennio, <strong>manifestazioni di protesta pacifica<\/strong> da parte degli abitanti del quartiere, che si sono rapidamente estese alla popolazione palestinese nei Territori occupati, nei campi profughi in Libano e Giordania, nonch\u00e9 in Israele stesso. Le autorit\u00e0 israeliane hanno risposto con duri interventi di polizia volti a sgombrare le piazze. Da qui sono originati diversi scontri, che hanno visto la polizia israeliana intervenire contro i dimostranti anche sulla Spianata delle Moschee.<\/p>\n<p><strong>L\u2019esplosione della violenza<\/strong><br \/>\nL\u2019uso sproporzionato della violenza nei confronti dei dimostranti palestinesi ha rapidamente portato a un\u2019escalation. <strong>Hamas<\/strong>, il gruppo armato islamista che controlla la <strong>Striscia di Gaza<\/strong>, ha scatenato una rappresaglia contro gli espropri a Sheikh Jarrah e le granate e le bombe a gas utilizzate dai soldati israeliani all\u2019interno della moschea di al-Aqsa alla fine del Ramadan. A questo scopo ha avviato una campagna di <strong>razzi verso Israele<\/strong>, colpendo indiscriminatamente anche aree civili. La <strong>contro-rappresaglia<\/strong> non si \u00e8 fatta attendere e, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/05\/netanyahu-e-hamas-sono-i-vincitori-nel-breve-termine-della-nuova-faida-barbarica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">com\u2019\u00e8 stato il caso in tempi recenti<\/a> (2009, 2012 e 2014), \u00e8 stata durissima. Nel momento in cui scriviamo, i raid aerei di Israele \u2013 che al contrario di Hamas dispone di armi ad alta precisione \u2013 hanno provocato la morte di almeno 185 palestinesi, tra i quali 47 bambini (e hanno anche bombardato gli uffici di Al Jazeera e dell\u2019Associated Press a Gaza). I razzi di Hamas hanno ucciso tre ebrei israeliani, tre palestinesi di cittadinanza israeliana e una cittadina indiana.<\/p>\n<p><strong>Gaza \u00e8 una delle aree a maggiore densit\u00e0 del mondo<\/strong>, i suoi confini terrestri e marini sigillati dalle forze armate di Israele (e dell\u2019Egitto). Su una popolazione complessiva di 1,9 milioni, 1,4 milioni sono profughi (in larga parte cacciati dalle loro case nel corso delle guerre del 1948 e del 1967), privi di rifugi anti-aerei e impossibilitati a raggiungere aree sicure. In questo senso, <strong>Gaza rappresenta<\/strong>, come ha mostrato Tareq Baconi, <strong>l\u2019emblema <\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.palestine-studies.org\/sites\/default\/files\/attachments\/jps-articles\/Gaza%20and%20the%20One%20State%20Reality.pdf\">dello spossessamento e dell\u2019\u201cenclavizzazione\u201d<\/a>\u00a0<\/strong>di cui i palestinesi fanno misera esperienza da decenni.<\/p>\n<p>Gaza non \u00e8 per\u00f2 l\u2019unico teatro delle violenze, che sono tracimate oltre quella che comunemente la comunit\u00e0 internazionale chiama la \u201c<strong>linea verde<\/strong>\u201d, ovvero i vecchi confini antecedenti alla guerra del 1967. Ci sono stati diversi episodi di violenza \u2013 che hanno coinvolto folle inferocite di ebrei e palestinesi con cittadinanza israeliana \u2013 in diverse citt\u00e0 di Israele, forzando il governo a schierare la polizia di frontiera all\u2019interno della linea verde (un\u2019altra prova, se ce ne fosse ancora bisogno, che la linea verde non esiste pi\u00f9).<\/p>\n<p>I fatti di queste ultimi giorni e ore mostrano chiaramente che le condizioni in cui versano i palestinesi a causa delle politiche di Israele \u2013 che Human Rights Watch, la maggiore organizzazione di diritti umani al mondo, ha recentemente <a href=\"https:\/\/www.hrw.org\/report\/2021\/04\/27\/threshold-crossed\/israeli-authorities-and-crimes-apartheid-and-persecution\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">documentato<\/a> essere di fatto un regime di sistematica oppressione o, secondo la definizione dello Statuto di Roma del 2002, di <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/05\/apartheid-israele-palestinesi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">apartheid<\/a><\/strong> \u2013 continuano e continueranno a generare violenza, disperazione e morte.<\/p>\n<p><strong>La reazione dell\u2019Ue<\/strong><br \/>\nLa risposta dell\u2019Europa \u00e8 stata, nella migliore delle ipotesi, <strong>evanescente<\/strong>. Inizialmente, l\u2019Unione europea si \u00e8 appellata al diritto internazionale. Il 5 maggio ha <a href=\"https:\/\/eeas.europa.eu\/headquarters\/headquarters-homepage\/98062\/israelpalestine-statement-spokesperson-rise-tensions-and-violence_en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">denunciato<\/a> gli sfratti di Sheik Jarrah come atti \u201cillegali in base al diritto internazionale [che] alimentano le tensioni sul terreno\u201d. Dopo che la situazione \u00e8 degenerata, tuttavia, il diritto internazionale \u00e8 sparito dalle dichiarazioni dell\u2019Ue.<\/p>\n<figure id=\"attachment_88242\" aria-describedby=\"caption-attachment-88242\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-88242\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/h_56888584-e1621228514201-300x169.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/h_56888584-e1621228514201-300x169.jpeg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/h_56888584-e1621228514201-768x432.jpeg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/h_56888584-e1621228514201-1024x576.jpeg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/h_56888584-e1621228514201-495x278.jpeg 495w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/h_56888584-e1621228514201-360x203.jpeg 360w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/h_56888584-e1621228514201-125x70.jpeg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/h_56888584-e1621228514201-850x480.jpeg 850w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/h_56888584-e1621228514201.jpeg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-88242\" class=\"wp-caption-text\">Una manifestazione a sostegno dei palestinesi il 12 maggio a Bruxelles (EPA-EFE\/STEPHANIE LECOCQ)<\/figcaption><\/figure>\n<p>L\u2019Ue ha ribadito il \u201clegittimo bisogno di Israele di proteggere la sua popolazione civile\u201d, ma non ha menzionato il bisogno legittimo di proteggere la popolazione civile palestinese o il diritto di quest\u2019ultima a difendersi. Si tratta di un atteggiamento in linea con la <strong>perdurante copertura diplomatica che l\u2019Ue offre a Israele ormai da anni<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.sunypress.edu\/p-7016-the-international-dimension-of-.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Come sostengo nel mio ultimo libro<\/a>, <strong>l\u2019Unione europea ha costruito la narrazione della questione palestinese come un conflitto tra due attori posti sullo stesso livello<\/strong>. Cos\u00ec facendo non solo viene ignorata la smisurata asimmetria di potenza tra Israele, uno stato prospero e tecnologicamente e militarmente avanzato, e una popolazione palestinese povera e priva di risorse militari. Viene anche annullata la realt\u00e0 di un\u2019occupazione militare che priva la popolazione occupata di elementari diritti umani individuali e nega sistematicamente il diritto collettivo dei palestinesi di ritornare alle loro case, in conformit\u00e0 alla risoluzione <a href=\"https:\/\/www.securitycouncilreport.org\/un-documents\/document\/ip-ares-194.php\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">194 dell\u2019Assemblea Generale dell\u2019Onu<\/a> e al diritto di auto-determinazione codificato dalla Carta delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>L\u2019Ue ha s\u00ec <a href=\"https:\/\/eeas.europa.eu\/headquarters\/headquarters-homepage\/98428\/israelpalestine-statement-high-representative-escalation-confrontations_en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">espresso sconcerto<\/a> di fronte \u201cal gran numero di morti e feriti civili, tra cui bambini\u201d. Ma si tratta di nuovo di una posizione molto discutibile, dal momento che alcuni Stati membri dell\u2019Ue come Germania e <strong>Italia<\/strong>, nonch\u00e9 il Regno Unito, sono importanti <strong><a href=\"https:\/\/caat.org.uk\/resources\/countries\/israel\/israels-arms-suppliers\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">fornitori di armi<\/a>\u00a0a Israele<\/strong>. Ci\u00f2 spesso non rispetta la <a href=\"https:\/\/www.ceps.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/PB2020_01_EU-Israel-arms-trade-and-the-EU-Common-Position.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">posizione comune Ue sul commercio di armi<\/a>, che vieta la vendita di armi a parti in conflitto. Si tratta di un aspetto ancora pi\u00f9 rilevante in considerazione delle preliminari indagini condotte dalla Corte penale internazionale in relazione a possibili crimini di guerra compiuti da Israele nella Striscia di Gaza.<\/p>\n<p><strong>Un cambio di passo<\/strong><br \/>\nL\u2019Ue, o almeno alcuni suoi Stati, <strong>non sono<\/strong> in altre parole <strong>attori neutrali nel conflitto israelo-palestinese<\/strong>. Al contrario, sono responsabili di pratiche che contrastano col diritto internazionale. Per esempio, gli Stati membri dell\u2019Ue continuano a commerciare (pur non in termini preferenziali) con gli insediamenti illegali di Israele, implicitamente riconoscendoli e anzi contribuendo a sostenerli economicamente. Ci\u00f2 rappresenta una violazione degli obblighi degli Stati terzi in base alla Quarta Convenzione di Ginevra, di cui tutti gli Stati membri dell\u2019Ue sono parte.<\/p>\n<p>\u00c8 pertanto della massima importanza che <strong>l\u2019Ue riconsideri le sue relazioni commerciali con Israele<\/strong>, sia per quanto riguarda la vendita di armi sia per quanto riguarda i traffici con gli insediamenti nei Territori palestinesi occupati. Sul piano diplomatico \u00e8 invece <strong>imperativo un <a href=\"https:\/\/www.iai.it\/en\/pubblicazioni\/equal-rights-basis-just-peace-european-paradigm-shift-israelpalestine\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">cambio di paradigma<\/a> che affronti la radice del problema e punti a una pace giusta<\/strong>, fondata sul rispetto dei diritti umani di tutte le parti coinvolte. Questo cambio di paradigma, oltre a confermare il legittimo e inderogabile diritto dello Stato d\u2019Israele a vivere e prosperare in piena sicurezza, deve riconoscere che la privazione di diritti individuali e collettivi di cui i palestinesi in vario modo soffrono dal 1948 non pu\u00f2 umanamente essere accettata oltre.<\/p>\n<p>\u00c8 un\u2019aberrazione del tutto contraria all\u2019ethos del mondo post-coloniale nel quale viviamo e che non pu\u00f2 pi\u00f9 essere ignorata.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/ATEF SAFADI <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La catena di eventi che ha portato alle violenze che stanno insanguinando i Territori palestinesi occupati e Israele si \u00e8 innescata lo scorso 2 maggio, quando la Corte distrettuale di Gerusalemme ha decretato lo sfratto forzato di tredici famiglie palestinesi dalle loro abitazioni, assegnandole a famiglie di coloni israeliani. 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