{"id":88257,"date":"2021-05-28T08:06:09","date_gmt":"2021-05-28T06:06:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=88257"},"modified":"2021-05-28T08:48:04","modified_gmt":"2021-05-28T06:48:04","slug":"gli-stati-uniti-tra-crisi-dellordine-liberale-e-il-dilemma-della-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/05\/gli-stati-uniti-tra-crisi-dellordine-liberale-e-il-dilemma-della-democrazia\/","title":{"rendered":"Gli Stati Uniti tra crisi dell&#8217;ordine liberale e il dilemma della democrazia"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">Qual \u00e8 il rapporto tra la <strong>crisi dell\u2019ordine liberale<\/strong> e l\u2019<strong>arretramento della democrazia nel mondo<\/strong>? Sul tema\u00a0\u00e8 da poco uscito per Carocci il libro di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/autori\/gabriele-natalizia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Gabriele Natalizia<\/strong><\/a>\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">\u201c<a href=\"http:\/\/www.carocci.it\/index.php?option=com_carocci&amp;task=schedalibro&amp;Itemid=72&amp;isbn=9788843093267\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Renderli simili o inoffensivi<\/strong>. L\u2019ordine liberale, gli Stati Uniti e il dilemma della democrazia<\/a>\u201d<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">. Per toccare alcuni elementi di un testo denso di spunti, abbiamo rivolto alcune domande all\u2019autore, docente di Relazioni Internazionali alla Sapienza e coordinatore del Centro Studi di Geopolitica.info.<\/span><\/p>\n<p><b>Quando si \u00e8 cominciato a parlare di crisi della democrazia su scala regionale o globale?<br \/>\n<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">Freedom House ha cominciato a denunciare il fenomeno sin dal 2006 e, in <\/span><a href=\"https:\/\/freedomhouse.org\/report\/freedom-world\/2020\/leaderless-struggle-democracy\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><i><span style=\"font-weight: 400;\">Freedom in the World 2020<\/span><\/i><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">, ha parlato dell<strong>\u2019assenza di una leadership<\/strong><\/span> <span style=\"font-weight: 400;\">saldamente alla testa dei Paesi democratici. Dal canto suo V-Dem, nel suo <\/span><a href=\"https:\/\/www.v-dem.net\/media\/filer_public\/de\/39\/de39af54-0bc5-4421-89ae-fb20dcc53dba\/democracy_report.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><i><span style=\"font-weight: 400;\">Dem<\/span><\/i><i><span style=\"font-weight: 400;\">ocracy Report<\/span><\/i><\/a>\u00a0<span style=\"font-weight: 400;\">2020, ha presentato il fenomeno dell\u2019autocratizzazione come il risultato delle politiche messe in atto da alcune grandi e medie potenze, nei cui confronti le principali forme di contrasto provengono dal basso e sono prive del sostegno fattivo e costante delle potenze democratiche. Nell\u2019ambito degli studi politologici questi fenomeni sono stati interpretati come \u201cinterni\u201d e, pertanto, studiati principalmente dagli esperti di politica comparata. Anche quanti se ne sono occupati dalla prospettiva delle Relazioni internazionali solo raramente hanno guardato al <strong>rapporto tra stabilit\u00e0\/instabilit\u00e0 dell\u2019ordine internazionale<\/strong> e allargamento democratico.<\/span><\/p>\n<p><b>Nel libro parla di \u201ctorsione strategica\u201d nella politica estera americana degli ultimi dieci anni\u2026<br \/>\n<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>L\u2019arretramento della democrazia<\/strong> pu\u00f2 essere interpretato come un indicatore \u2013 tra gli altri \u2013 della crisi dell\u2019ordine liberale. Non si dimentichi, per\u00f2, che quest\u2019ultimo, anzitutto, \u00e8 <strong>un ordine internazionale a guida americana.<\/strong> Se fino ai primi anni Duemila \u00e8 stato generalmente considerato stabile, successivamente sia il governo degli Stati Uniti sia molti osservatori ne hanno denunciato <strong>l\u2019intervenuta instabilit\u00e0<\/strong>. Al cospetto della variazione del contesto politico-strategico circostante, Washington si \u00e8 vista costretta a mutare la postura assunta negli anni delle amministrazioni Bush sr., Clinton e Bush jr. Da un approccio ispirato all\u2019idea dell\u2019America quale <strong>\u201cnazione indispensabile\u201d<\/strong>, in sintesi, gli Stati Uniti sono passati al cosiddetto <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">retrenchment<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">. Questo ha preso prevalentemente le forme della richiesta di condivisione delle responsabilit\u00e0 rivolta agli alleati e del<strong> taglio degli impegni non essenziali<\/strong> per la preservazione del primato americano.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>Cosa si deve intendere esattamente per ordine internazionale stabile e instabile?<br \/>\n<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">Per stabilit\u00e0 solitamente si intende la capacit\u00e0 di un ordine di mantenere verosimilmente i suoi tratti essenziali nel medio-lungo termine. <strong>Ordini imperituri non esistono<\/strong>, come ogni cosa che riguarda la realt\u00e0, ma qui entriamo nel campo della filosofia.<\/span><\/p>\n<p><b>L\u2019ordine liberale \u00e8 stato sempre funzionale al primato internazionale degli Stati Uniti?<br \/>\n<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">Washington ha considerato le qualit\u00e0 liberali dell\u2019ordine di cui \u00e8 alla guida \u2013 <strong>intergovernamentalismo<\/strong>, interdipendenza economica e allargamento democratico \u2013 come degli strumenti di stabilizzazione capaci di produrre risultati nel medio-lungo termine.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>Quali sono le teorie che riguardano il rapporto fra ordine egemonico e ordini interni?<br \/>\n<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">Molto schematicamente, gli studi sul tema sono sostanzialmente fermi a una visione classica <strong>dell\u2019egemonia<\/strong> secondo cui la potenza garante di questo tipo di ordine pretenderebbe dagli Stati secondari l\u2019allineamento sulle questioni internazionali \u201cstrategiche\u201d. Lascerebbe loro, invece, <strong>completa autonomia per quanto riguarda la sfera politica domestica<\/strong>. Al contrario sarebbero le <strong>configurazioni imperiali<\/strong> \u2013 formali o informali \u2013 a intaccare la piena sovranit\u00e0 degli Stati. Nel volume, provo a dimostrare che quando l\u2019ordine internazionale \u00e8 stabile la potenza egemonica tende ad aumentare i suoi impegni, tra cui figura anche <strong>la promozione del suo modello politico<\/strong> (renderli simili). Al contrario, quando emergono fattori di instabilit\u00e0 tende a concentrare le sue energie per la preservazione dell\u2019elemento centrale dell\u2019ordine \u2013 il suo primato \u2013 e cerca di ottenere dagli altri Stati l\u2019allineamento \u2013 o la neutralit\u00e0 \u2013 sulle questioni strategiche (renderli inoffensivi).<\/span><\/p>\n<p><b>Oggi ha ancora senso di esistere un\u2019organizzazione internazionale come l\u2019Onu?<br \/>\n<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/riforma-dellonu-e-futuro-del-multilateralismo-parlano-ferdinando-nelli-feroci-nicoletta-pirozzi-ed-ettore-greco\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Onu<\/a> funziona bene quando i rapporti di forza di cui \u00e8 espressione sono chiari e non contestati. Nel momento in cui tornano a esserlo, come avvenne durante buona parte della Guerra fredda, \u00e8 per sua natura <strong>soggetta a paralisi.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><b><a href=\"http:\/\/www.carocci.it\/index.php?option=com_carocci&amp;task=schedalibro&amp;Itemid=72&amp;isbn=9788843093267\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.geopolitica.info\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Natalizia-1.jpg\" alt=\"Renderli simili o inoffensivi. L'ordine liberale, gli Stati Uniti e il dilemma della democrazia\u201d di Gabriele Natalizia - Geopolitica.infoGeopolitica.info\" width=\"231\" height=\"337\" \/><\/a>Con quali amministrazioni l\u2019idealismo democratico degli Stati Uniti ha fatto i conti con le necessit\u00e0 della realpolitik?<br \/>\n<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">Naturalmente non c\u2019\u00e8 amministrazione che non si sia scontrata con la realt\u00e0, tanto \u00e8 che nel libro parlo di tendenze prevalenti e non di una prassi politica attuata sistematicamente. <strong>Franklin Delano\u00a0Roosevelt<\/strong> e, soprattutto, <strong>Harry<\/strong>\u00a0<strong>Truman<\/strong> progettarono \u201cin grande\u201d perch\u00e9 ragionarono in termini di <strong>un potere americano non sfidato<\/strong>. Ma gi\u00e0 Truman dopo il 1949-1950 assunse una posizione pi\u00f9 cauta sul tema della democrazia. I presidenti che gli succedettero \u2013 anche quelli che posero pi\u00f9 enfasi sul tema della democrazia nella costruzione della loro immagine \u2013 non poterono non scontrarsi con una sfida oggettiva al primato americano che impose loro scelte \u201crealiste\u201d. Con <strong>Jimmy Carte<\/strong>r ci fu il primo tentativo di rimettere <strong>al centro dell\u2019approccio strategico americano la democrazia e i diritti umani,<\/strong> che per\u00f2 divenne realt\u00e0 solo negli anni dell\u2019amministrazione <strong>Reagan<\/strong> di fronte alla sostanziale resa dell\u2019Unione Sovietica.<\/span><\/p>\n<p><b>In che modo le amministrazioni Obama e Trump si sono mosse in maniera simile o si sono differenziate nella difesa del primato americano?<br \/>\n<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">Entrambe hanno optato per un approccio strategico ispirato al <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">retrenchment<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, nel cui ambito hanno rivendicato <strong>il <\/strong><\/span><strong>burden sharing<\/strong><span style=\"font-weight: 400;\"> con gli alleati \u2013 soprattutto in sede Nato \u2013 e realizzato la politica del <\/span><strong>Pivot to Asia<\/strong><span style=\"font-weight: 400;\"> \u2013 preferendo il <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">leading from behind<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> nei quadranti non vitali dalla prospettiva di Washington. Tuttavia, mentre <strong>Obama ha provato una politica di concessioni<\/strong> nei confronti dei rivali \u2013 <strong>Cina, Russia, Iran e Cuba<\/strong> &#8211; nella speranza di trasformarli in partner strategici, <strong>Trump<\/strong> ha interagito con essi realizzando <strong>una politica di massima pressione<\/strong> volta a massimizzare il differenziale di potere che ancora vede gli Stati Uniti in vantaggio. Fondamentalmente, nessuno dei due ha invertito la rotta, tanto \u00e8 che <strong>Joe Biden<\/strong> nel suo primo <a href=\"https:\/\/www.whitehouse.gov\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/NSC-1v2.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">documento strategico<\/a> parla di un ordine internazionale a guida americana sotto pressione a causa della presenza di <strong>competitor strategici.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><b>Come vede i primi passi dell\u2019amministrazione Biden in politica estera?<br \/>\n<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Biden ha riportato la democrazia al centro dei suoi discorsi.<\/strong> Ma lo ha fatto in modo diverso dai suoi predecessori. Essa non \u00e8 tanto un bene da promuovere laddove \u00e8 assente. \u00c8, in primis, <strong>un bene da difendere laddove gi\u00e0 esiste<\/strong> \u2013 anche negli Stati Uniti \u2013 e costituisce una linea di demarcazione tra i veri alleati dell\u2019America e i suoi rivali.<\/span><\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/CJ GUNTHER <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qual \u00e8 il rapporto tra la crisi dell\u2019ordine liberale e l\u2019arretramento della democrazia nel mondo? Sul tema\u00a0\u00e8 da poco uscito per Carocci il libro di Gabriele Natalizia\u00a0\u201cRenderli simili o inoffensivi. L\u2019ordine liberale, gli Stati Uniti e il dilemma della democrazia\u201d. 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