{"id":88261,"date":"2021-05-18T13:24:00","date_gmt":"2021-05-18T11:24:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=88261"},"modified":"2021-05-26T07:14:34","modified_gmt":"2021-05-26T05:14:34","slug":"pesca-senza-pace-nel-mediterraneo-centrale-e-orientale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/05\/pesca-senza-pace-nel-mediterraneo-centrale-e-orientale\/","title":{"rendered":"Pesca senza pace nel Mediterraneo centrale e orientale"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">Per i pescatori siciliani le acque del<strong> Mediterraneo centrale e orientale<\/strong> sono sempre pi\u00f9 agitate. La settimana scorsa i pescherecci italiani sono stati presi a colpi di pietra nella zona di mare tra <strong>Turchia e Siria<\/strong>. Ai primi di maggio, sono stati sparati colpi di arma da fuoco dalla<strong> Guardia costiera libica<\/strong>, che hanno causato il ferimento del comandante di un peschereccio di Mazara del Vallo, che operava a 35 miglia da Misurata. Per non parlare dei <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/la-tormentata-vicenda-della-pesca-nelle-acque-libiche\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">108 giorni di prigionia dell\u2019equipaggio di un peschereccio catturato al largo di Bengasi<\/a>\u00a0nel 2020, per la cui liberazione il generale<strong> Khalifa Haftar<\/strong> ha preteso la visita del nostro ministro degli Esteri e del presidente del Consiglio in segno di <strong>implicito riconoscimento del governo ribelle.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">I nostri pescatori lamentano <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/cambio-di-rotta-per-le-relazioni-marittime-fra-italia-e-libia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>l\u2019inesistenza di confini marittimi certi<\/strong><\/a>, invocano la libert\u00e0 dell\u2019alto mare e da pi\u00f9 parti si formula l\u2019accusa, pi\u00f9 o meno velata, alla nostra <strong>Marina militare<\/strong> di non intervenire.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La situazione \u00e8 certamente complessa, ma \u00e8 aggravata dalla scarsa conoscenza, anche nella migliore stampa quotidiana, della problematica dei confini marittimi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/03\/un-nuovo-governo-provvisorio-per-la-libia-il-nostro-forum-con-lambasciatore-ferrara\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Libia<\/strong><\/a> ha un<strong> mare territoriale<\/strong>\u00a0di 12 miglia, soggetto alla sua sovranit\u00e0, ed una <strong>Zona economica esclusiva<\/strong> (Zee) adiacente al mare territoriale, che resta al di sotto della linea mediana con l\u2019Italia. Nella Zee, lo Stato costiero ha <strong>diritti esclusivi di pesca<\/strong> ed i terzi sono ammessi solo con il suo consenso, che di regola comporta la <strong>stipula di accordi a titolo oneroso.<\/strong> Nella Zee altrui si pu\u00f2 navigare,<strong> anche con l\u2019impiego di navi da guerra<\/strong>, e questo spiega la presenza della nostra Marina militare. La quale, per\u00f2, non pu\u00f2 intervenire per garantire un diritto inesistente, cio\u00e8 la pesca dei battelli siciliani. Se lo facesse, l\u2019Italia commetterebbe un illecito internazionale. Tra l\u2019altro, l\u2019obbligo di non pescare nelle acque altrui \u00e8 tutelato nel nostro ordinamento con un divieto stabilito da un decreto legislativo del 2012.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ovviamente la questione della pesca nelle acque prospicienti la Libia \u00e8 <strong>di vitale importanza per la marineria siciliana<\/strong>. La soluzione ideale sarebbe <strong>un accordo di partenariato per la pesca tra Unione europea e Libia<\/strong>, come \u00e8 stato fatto con altri Stati. L\u2019accordo potrebbe prevedere <strong>un accesso preferenziale per l\u2019Italia<\/strong> e il numero dei nostri pescherecci ammessi ad operare, per tener conto dei titoli storici vantati nell\u2019area dall\u2019Italia. Nel 2019, <a href=\"https:\/\/www.europarl.europa.eu\/doceo\/document\/B-9-2019-0109_IT.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">una proposta di risoluzione<\/a> per un accordo di partenariato \u00e8 stata depositata al Parlamento europeo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">In attesa della conclusione di un accordo di partenariato, che non si preannuncia di rapida realizzazione, occorre trovare un <strong>meccanismo di natura bilaterale<\/strong>, che consenta ai nostri pescatori di operare legittimamente nella zona. Si tratterebbe di una soluzione provvisoria, magari fondata sul <strong>Trattato del 2008 di amicizia, partenariato e cooperazione<\/strong>. Anche una soluzione di mera natura \u201cprivatistica\u201d, ad esempio mediante <strong>l\u2019istituzione di societ\u00e0 miste<\/strong>, potrebbe andar bene.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Due altri punti sono da considerare.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Il primo riguarda la ratifica libica della <strong>Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare<\/strong>. La Libia non ne \u00e8 ancora parte (l\u2019ha solo firmata). \u00c8 vero che le norme che riguardano <strong>l\u2019estensione e la delimitazione delle aree marine appartengono al diritto consuetudinario<\/strong> e quindi lo Stato costiero pu\u00f2 operare indipendentemente dalla ratifica della Convenzione. Ma questa contiene delle disposizioni che fanno al caso nostro, quali il <strong>divieto di arresto dei pescatori<\/strong> che violano le regole dello Stato costiero e il pronto rilascio di navi ed equipaggi, dietro il versamento di idonea cauzione. Inoltre, la Convenzione sul diritto del mare disciplina un sistema di soluzione delle controversie, incluso l\u2019arbitrato, che pu\u00f2 risultare utile alla bisogna. <strong>\u00c8 opportuno<\/strong> quindi <strong>che l\u2019Italia insista per la ratifica della Convenzione da parte libica<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il secondo punto riguarda la conclusione di <strong>un accordo di delimitazione Italia-Libia<\/strong>, in particolare per quanto concerne le rispettive Zee. \u00c8 vero che <strong>l\u2019Italia non ha ancora proclamato una Zee<\/strong> (<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/litalia-supera-la-zee-fobia-una-novita-per-la-pesca-nel-mediterraneo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">la relativa legge \u00e8 in via di approvazione<\/a>). Ma ci\u00f2 non \u00e8 dirimente, come dimostra <a href=\"https:\/\/documenti.camera.it\/Leg18\/Dossier\/Pdf\/ES0274.Pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">l\u2019accordo stipulato nel 2020 tra Italia e Grecia<\/a> sui confini marittimi, che include<strong> le future Zee dei due P<\/strong><\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>aesi<\/strong>. Tra l\u2019altro, l\u2019accordo con la Libia, che in quanto delimitazione di confini ricade sotto la competenza italiana e non dell\u2019Ue, faciliterebbe la conclusione di un futuro accordo di partenariato sulla pesca Ue-Libia. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il governo di Tripoli \u00e8 perfettamente in grado di stipulare accordi nel campo marittimo e di ratificare la Convenzione sul diritto del mare, come provato dalla conclusione nel 2019 dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/libia-turchia-spartizione-zee\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">accordo con la Turchia sui confini marittimi.<\/a><\/span><\/p>\n<p><small> Nella foto di copertina ANSA\/MAX FIRRERI il peschereccio Aliseo rientra nel porto di Mazara del Vallo dopo l\u2019agguato da parte di una motovedetta libica <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per i pescatori siciliani le acque del Mediterraneo centrale e orientale sono sempre pi\u00f9 agitate. 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