{"id":88303,"date":"2021-05-21T08:10:45","date_gmt":"2021-05-21T06:10:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=88303"},"modified":"2021-05-28T08:10:08","modified_gmt":"2021-05-28T06:10:08","slug":"riforma-fisco-europa-stati-uniti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/05\/riforma-fisco-europa-stati-uniti\/","title":{"rendered":"Le ambizioni di riforma del fisco tra Europa e Stati Uniti"},"content":{"rendered":"<p>La nuova Amministrazione americana ha annunciato, nelle settimane scorse, un ampio e ambizioso <strong>progetto di riforma del fisco<\/strong>, che si articola in numerose componenti, e che \u00e8 destinata a provocare un significativo aumento della pressione fiscale negli Usa. L\u2019aumento del gettito atteso da questa riforma (stimato dell\u2019ordine dei <strong>3,3 trilioni di dollari per il periodo 2021-2030<\/strong>) dovrebbe essere in larga misura destinato a <strong>finanziare i programmi di spesa pubblica<\/strong> del presidente <strong>Joe Biden<\/strong> (in primis il Recovery Act e il grande Piano di sviluppo delle infrastrutture).<\/p>\n<p>La riforma annunciata prevede, tra le varie misure, una <strong>revisione al rialzo delle aliquote sui redditi delle persone fisiche<\/strong> (al di sopra di 400mila dollari) <strong>e delle imprese e societ\u00e0<\/strong> (che passerebbe dal 21% al 28%), una revisione della <strong>tassazione sulle successioni e sulle donazioni<\/strong>, nuovi crediti di imposta e molte altre disposizioni su cui non \u00e8 qui il caso di soffermarsi.<\/p>\n<p>\u00c8 verosimile che una riforma di questa portata incontrer\u00e0 <strong>non pochi ostacoli in Congresso<\/strong>. Ed \u00e8 pertanto impossibile, allo stato attuale, fare previsioni su quale sar\u00e0 il risultato finale della proposta. Ne accenniamo per\u00f2 in questa sede perch\u00e9 fra le misure in cui si dovrebbe articolare la riforma, c\u2019\u00e8 anche <strong>l\u2019aumento dal 15% al 21% della aliquota applicabile ai redditi prodotti dalle filiali americane all\u2019estero<\/strong>. E soprattutto perch\u00e9, contestualmente all\u2019annuncio della riforma complessiva, Biden ha proposto anche l\u2019adozione su scala globale di una <strong>imposta minima unificata<\/strong> (la <strong>Global Minimum Tax<\/strong> di cui si parla da anni) <strong>sui profitti di impresa e sui redditi delle multinazionali<\/strong>, con ripartizione dei profitti fra le varie giurisdizioni fiscali dove i profitti si originano. Tema quest\u2019ultimo da anni oggetto di analisi e proposte da parte dell\u2019<strong>Ocse<\/strong>, e nuovamente all\u2019ordine del giorno del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/la-presidenza-italiana-del-g20\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>G20<\/strong><\/a>, ma sul quale non sono stati in realt\u00e0 ancora realizzati progressi concreti.<\/p>\n<p>Sul tema della tassazione delle imprese, il 18 maggio <strong>la Commissione europea ha a sua volta proposto un apparentemente ambizioso piano di azione<\/strong>. Come spesso accade in queste occasioni, il Piano si compone di una comunicazione e di varie iniziative legislative, collegate fra loro dall\u2019<strong>obiettivo di rendere la tassazione delle imprese pi\u00f9 equa<\/strong>, <strong>pi\u00f9 semplice<\/strong> e pi\u00f9 rispondente all\u2019obiettivo di promuovere una crescita economica <strong>all\u2019insegna della transizione ecologica e digitale<\/strong>.<\/p>\n<p>Il corposo documento che <strong>anticipa ben 25 specifiche iniziative legislative<\/strong>, si concentra soprattutto sui temi della cooperazione amministrativa in materia di fiscalit\u00e0, dello scambio di informazioni, della lotta contro la frode, l&#8217;evasione e l&#8217;elusione fiscale, dell\u2019utilizzo delle tecnologie digitali per ridurre abusi e facilitare la riscossione delle imposte, con un obiettivo pi\u00f9 generale di rendere la tassazione delle imprese pi\u00f9 equa e trasparente.<\/p>\n<p>Ma sulla \u201cvexata quaestio\u201d delle aliquote per la tassazione dei redditi di impresa, la Comunicazione si limita invece ad accennare in termini molto generici all\u2019obiettivo di un \u201criallineamento fra livelli di tassazione e creazione di valore\u201d e all\u2019ipotesi di fissare un \u201clivello minimo di effettiva tassazione dei profitti di impresa\u201d. In altre parole, <strong>la Commissione non affronta direttamente il tema controverso di una aliquota minima per la tassazione di impresa<\/strong> da realizzare nel mercato interno europeo, per la quale si limita ad annunciare ulteriori proposte che verranno presentate in un prossimo futuro.<\/p>\n<p>La <strong>prudenza<\/strong> della Commissione \u00e8 comprensibile se si considerano i precedenti sull\u2019argomento. Se si pensa ad esempio che perfino <strong>l\u2019ipotesi minimalista di una armonizzazione della base imponibile per i redditi di impresa \u00e8 bloccata in Consiglio <\/strong>da circa venti anni per le resistenze di alcuni Paesi. Se si considerano le resistenze sull\u2019argomento di quegli <strong>Stati che praticano la competizione fiscale <\/strong>come strumento di politica economica e di attrazione degli investimenti. E soprattutto se si considera che nell\u2019Unione Europea le decisioni in materia di fiscalit\u00e0 diretta si adottano all\u2019<strong>unanimit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>Si tratta per\u00f2 di un\u2019<strong>occasione in parte mancata<\/strong>, perch\u00e9, in presenza di una apertura politicamente molto significativa dell\u2019Amministrazione americana sull\u2019ipotesi di un&#8217;aliquota minima unificata sui redditi di impresa, questa volta <strong>la Commissione avrebbe potuto mostrare un po&#8217; pi\u00f9 di coraggio<\/strong>. Anche per dare una mano a chi tra gli europei vorrebbe far passare almeno il principio in sede di G20. Magari con l\u2019idea di cominciare a consolidare un consenso anche in sede Ue sull\u2019obiettivo di una tassazione minima dei redditi di impresa.<\/p>\n<p>Volendo dare una dare un lettura pi\u00f9 ottimistica (e meno critica) della proposta della Commissione, si potrebbe constatare che l\u2019esecutivo europeo ha preferito evitare di affrontare con questo piano di azione temi divisivi fra gli Stati membri, in attesa di vedere cosa si riuscir\u00e0 a concordare in sede di G20. Non a caso in questa comunicazione <strong>non figurano<\/strong> neppure <strong>le molto attese proposte in tema di tassazione dei giganti del digitale, o in tema di tassazione alle frontiere della Ue delle emissioni di carbonio<\/strong> (il Carbon Border Adjustement Mechanism), dato che entrambe le misure sono ugualmente potenzialmente divisive e destinate ad essere di oggetto almeno di un previo tentativo di intesa con gli Usa.<\/p>\n<p>Da segnalare infine, a parziale compensazione per la scarsa ambizione del Piano di Azione, che la Commissione nella sua Comunicazione non ha escluso l\u2019ipotesi di ricorrere all&#8217;art.116 del Trattato sul funzionamento dell&#8217;Unione europea, con la <strong>possibilit\u00e0<\/strong> quindi <strong>di adottare decisioni in materia di fiscalit\u00e0 con la maggioranza qualificata<\/strong>, qualora si tratti di eliminare disparit\u00e0 nelle legislazioni dei Paesi membri in grado di falsare la concorrenza nel mercato interno. Vedremo nei prossimi mesi se questa cauta apertura (allo stato difficilmente praticabile) si tradurr\u00e0 in proposte operative.<\/p>\n<p>Certo sarebbe tempo che si cominci a porre rimedio ad una competizione in materia di fiscalit\u00e0 delle imprese che condiziona pesantemente il corretto funzionamento del mercato interno europeo.<\/p>\n<p><small> Nella foto di copertina EPA\/VIRGINIA MAYO il commissario europeo agli Affari economici Paolo Gentiloni durante la presentazione del nuovo piano fiscale dell&#8217;Ue. <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nuova Amministrazione americana ha annunciato, nelle settimane scorse, un ampio e ambizioso progetto di riforma del fisco, che si articola in numerose componenti, e che \u00e8 destinata a provocare un significativo aumento della pressione fiscale negli Usa. 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