{"id":88315,"date":"2021-05-22T06:59:38","date_gmt":"2021-05-22T04:59:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=88315"},"modified":"2021-05-28T07:35:00","modified_gmt":"2021-05-28T05:35:00","slug":"nuovo-governo-in-catalogna-ma-lindipendenza-rimane-un-miraggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/05\/nuovo-governo-in-catalogna-ma-lindipendenza-rimane-un-miraggio\/","title":{"rendered":"Nuovo governo in Catalogna, ma l&#8217;indipendenza rimane un miraggio"},"content":{"rendered":"<p>BARCELLONA.<strong> Nessuna sorpresa e niente di nuovo<\/strong>: questo potrebbe essere il riassunto telegrafico delle novit\u00e0 che arrivano dalla <strong>Catalogna<\/strong>. Nonostante le profonde tensioni tra i principali partiti indipendentisti, come prevedibile lo scorso 21 maggio <strong>Pere Aragon\u00e8s<\/strong>, leader di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/governo-indipendentista-o-socialista-il-dilemma-di-esquerra-republicana\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Esquerra Republicana de Catalunya<\/strong><\/a> (Erc), \u00e8 stato <strong>eletto presidente della Generalitat<\/strong> de Catalunya con i voti a favore delle altre due formazioni che rivendicano la secessione della ricca regione nord-orientale della Spagna, Junts per Catalunya (JxCat) e la Candidatura d\u2019Unitat Popular (Cup).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/a-barcellona-il-vero-vincitore-e-il-premier-spagnolo-pedro-sanchez\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Le elezioni del 14 febbraio<\/a> avevano dato, anche grazie ad una altissima astensione (47%), una maggioranza in voti e seggi agli indipendentisti con una differenza rispetto al passato: per poche migliaia di voti Erc ha sorpassato per la prima volta JxCat, la formazione guidata dall\u2019ex presidente <strong>Carles Puigdemont<\/strong>, rifugiatosi in Belgio dopo i fatti dell\u2019ottobre del 2017 (quando organizz\u00f2 il referendum per l&#8217;autodeterminazione, non riconosciuto da Madrid, <em>ndr<\/em>). I repubblicani potevano cos\u00ec esprimere il presidente della Generalitat, una carica che &#8211; al di l\u00e0 della breve tappa di Josep Tarradellas durante la transizione alla democrazia &#8211; Erc non occupava dai tempi della Seconda Repubblica spagnola negli anni Trenta.<\/p>\n<p><strong>Ci sono voluti<\/strong> per\u00f2 <strong>oltre tre mesi per mettere d\u2019accordo le tre formazioni indipendentiste<\/strong>, sfiorando il rischio di una ripetizione elettorale. Gli anticapitalisti della Cup appoggiano dall\u2019esterno un esecutivo in cui Erc e JxCat si dividono paritariamente le posizioni di governo. Il prezzo che ha dovuto pagare Aragon\u00e8s per ottenere la tanto anelata presidenza \u00e8 comunque molto alto visto che gli assessorati di maggior peso in una fase come l\u2019attuale \u2013 Economia, Finanze, Infrastrutture, Sanit\u00e0, ecc. \u2013 vanno agli alleati-nemici del partito di Puigdemont, cos\u00ec come la presidenza del Parlamento. <strong>Sar\u00e0 JxCat<\/strong>, in sintesi, <strong>a controllare in buona misura i fondi europei che toccheranno alla Catalogna<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Referendum e amnistia<\/strong><br \/>\nNel suo discorso di investitura, Aragon\u00e8s ha ribadito la linea di Erc che cerca di unire un certo <strong>pragmatismo<\/strong> \u2013 <strong>basato sul dialogo con il governo di Madrid<\/strong> \u2013 con la <strong>rivendicazione dell\u2019indipendenza<\/strong>, una concessione probabilmente ai soci di JxCat che difendono la rottura unilaterale con la Spagna. Le <strong>priorit\u00e0<\/strong> del nuovo governo regionale sarebbero dunque, oltre alla ripresa economica e al completamento della campagna vaccinale, un <strong>referendum di autodeterminazione accordato con lo Stato sul modello scozzese<\/strong> e l\u2019<strong>amnistia<\/strong> per i politici indipendentisti condannati o rifugiatisi all\u2019estero per i fatti del 2017.<\/p>\n<p>Come spesso accade nella politica catalana, la retorica e una certa epica la fanno da padrone, anche se i tempi sono ben diversi da qualche anno fa. Se \u00e8 vero, difatti, che <strong>alle ultime regionali i partiti indipendentisti hanno superato per la prima volta la soglia psicologica del 50% dei voti<\/strong>, hanno per\u00f2 perso oltre 600mila elettori e<strong> tutti i sondaggi mostrano come i catalani favorevoli all\u2019indipendenza continuino a calare<\/strong>, attestandosi ormai attorno al 40%.<\/p>\n<p>Per il 75% della popolazione, il principale problema \u00e8 infatti la crisi sanitaria e soprattutto quella economica causata dalla pandemia, che si fa sentire moltissimo in <strong>una regione in cui un terzo degli occupati dipende dal turismo<\/strong>. Si aggiunga per di pi\u00f9 che l\u2019ultima legislatura \u00e8 stata completamente inutile prima con la presidenza di Joaquim Torra, intento pi\u00f9 a infuocare gli animi che a governare, e poi, dopo la sua inabilitazione, con un esecutivo di transizione in funzione per oltre sei mesi.<\/p>\n<p><strong>Turbolenze all&#8217;orizzonte<\/strong><br \/>\n<strong>Aragon\u00e8s ha dunque davanti a s\u00e9 un compito piuttosto difficile<\/strong>. In primo luogo, perch\u00e9 le relazioni con JxCat, nonostante l\u2019accordo dell&#8217;ultim\u2019ora, sono ai minimi storici. In secondo luogo, perch\u00e9 la stabilit\u00e0 del governo non \u00e8 da dare per scontata: da un lato, un settore di JxCat, vicino a Puigdemont, avrebbe preferito optare per un ritorno alle urne e vede come fumo negli occhi la presidenza di Aragon\u00e8s.<\/p>\n<p>Dall\u2019altra, la Cup ha garantito il suo appoggio solo fino a inizio 2023, quando dovr\u00e0 tenersi una mozione di fiducia per vedere se si \u00e8 rispettato l\u2019accordo firmato tra le due formazioni. Tenendo conto, poi, che il programma della Cup \u00e8 di estrema sinistra mentre quello di JxCat \u00e8 di una destra neoliberista che strizza l\u2019occhio a derive etniciste e identitarie, <strong>non \u00e8 nemmeno detto che l\u2019esecutivo resista<\/strong> fino ad allora.<\/p>\n<p>Bisogner\u00e0 poi capire quanto tutto ci\u00f2 influir\u00e0 sulla <strong>stabilit\u00e0 del governo spagnolo<\/strong>: \u00e8 bene ricordare che <strong>Pedro S\u00e1nchez governa in minoranza<\/strong>, insieme a Unidas Podemos, basandosi sull\u2019appoggio di diverse formazioni regionaliste e nazionaliste in un Parlamento quanto mai frammentato. Nonostante le pressioni al riguardo di Puigdemont, che preferirebbe far cadere l\u2019esecutivo socialista per la logica del \u201ctanto peggio tanto meglio\u201d, Erc ha garantito che continuer\u00e0 ad appoggiare S\u00e1nchez a Madrid. Ovviamente, ci dovranno essere degli sviluppi nella risoluzione della questione catalana, iniziando dall\u2019indulto agli indipendentisti incarcerati (tra cui lo stesso leader di Erc <strong>Oriol Junqueras<\/strong>, che ha approfittato di un permesso temporaneo per assistere all&#8217;insediamento di Aragon\u00e8s, <em>ndr<\/em>).<\/p>\n<p><strong>La posta in palio vista da Madrid<\/strong><br \/>\n<strong>S\u00e1nchez ha sempre difeso la distensione con Barcellona<\/strong>, ma <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/sanchez-gli-indipendentisti-e-la-certezza-del-diritto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">il tavolo di dialogo costituitosi nel febbraio 2020<\/a> non si \u00e8 pi\u00f9 riunito a causa della Covid e dell\u2019assenza di un governo in Catalogna. Il premier spagnolo dovr\u00e0 fare ora la prima mossa, evitando di sentirsi intimidito da una <strong>destra sempre pi\u00f9 agguerrita<\/strong>, ancora di pi\u00f9 dopo la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/05\/la-vittoria-della-destra-a-madrid-mette-in-difficolta-sanchez\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">vittoria alle regionali di Madrid della popolare <strong>Isabel D\u00edaz Ayuso<\/strong><\/a>, che vede ogni passo verso il dialogo con l\u2019indipendentismo come una cessione o un tradimento.<\/p>\n<p>Dall\u2019altra, per\u00f2, Aragon\u00e8s dovr\u00e0 essere capace di mantenere la barra dritta, senza cedere ai ricatti oltranzisti di JxCat e portando avanti un programma di governo che si occupi di questioni concrete e non del sesso degli angeli. Il rischio, in caso contrario, non \u00e8 l\u2019<strong>indipendenza della Catalogna, opzione assolutamente irrealistica in questo momento<\/strong>, ma l\u2019instabilit\u00e0 cronica della politica catalana e spagnola. E, <em>\u00e7a va sans dire<\/em>, un regalo alla destra del Pp e di Vox, sempre pi\u00f9 arroccate su posizioni radicali.<\/p>\n<p><small> Nella foto di copertina EPA\/ALBERTO ESTEVEZ \/ il nuovo presidente della Generalitat catalana Pere Aragon\u00e8s di Erc <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BARCELLONA. Nessuna sorpresa e niente di nuovo: questo potrebbe essere il riassunto telegrafico delle novit\u00e0 che arrivano dalla Catalogna. 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