{"id":88422,"date":"2021-06-03T16:16:56","date_gmt":"2021-06-03T14:16:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=88422"},"modified":"2021-06-10T07:52:30","modified_gmt":"2021-06-10T05:52:30","slug":"loperazione-bennett-lapid-mette-netanyahu-alla-porta-dopo-12-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/06\/loperazione-bennett-lapid-mette-netanyahu-alla-porta-dopo-12-anni\/","title":{"rendered":"L&#8217;operazione Bennett-Lapid mette Netanyahu alla porta dopo 12 anni"},"content":{"rendered":"<p>Alle 23.25 del 2 giugno <strong>Yair Lapid<\/strong>, leader del partito di centro Yesh Atid, ha chiamato il presidente d&#8217;Israele <strong>Reuven Rivlin<\/strong> per informarlo di <strong>avere i numeri<\/strong> per dare un <strong>nuovo governo a Israele<\/strong>. \u201cCaro presidente, ci sono riuscito. Ho il sostegno di Yesh Atid, Yamina, Blu e Bianco, Ra&#8217;am, New Hope, Yisrael Beiteinu, Meretz, Labour\u201d, l&#8217;annuncio a Rivlin, arrivato al fotofinish. Mancavano infatti solo 35 minuti alla scadenza del mandato esplorativo di Lapid. E fino all&#8217;ultimo momento tutto poteva saltare. Poi sono arrivate le ultime tre firme, quella del partito arabo Ra&#8217;am, e quelle dei due partiti di destra Yamina e New Hope, e per Lapid si \u00e8 accesa la luce verde.<\/p>\n<p>E cos\u00ec, <strong>per la prima volta dopo 12 anni, Israele potrebbe avere <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/05\/netanyahu-alla-porta-la-destra-religiosa-chiude-lera-del-piu-longevo-premier-di-israele\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">un governo senza il leader del Likud Benjamin Netanyahu<\/a><\/strong>, al potere senza interruzioni dal marzo 2009.<\/p>\n<p><b>Dentro l&#8217;intesa\u00a0<\/b><br \/>\nL&#8217;accordo per dare vita al \u201c<strong>governo del cambiamento<\/strong>\u201d &#8211; come viene chiamata il <strong>blocco costruito per sostituire Netanyahu<\/strong> &#8211; \u00e8 stato siglato da<strong> otto partiti<\/strong>, che <strong>rappresentano tutto l&#8217;arco politico parlamentare israeliano<\/strong>. Si va dalla sinistra del Meretz che lotta per i diritti Lgbt e chiede il ritiro dagli insediamenti in Cisgiordania, alla destra di Yamina che vuole l&#8217;espansione degli insediamenti, fino al partito islamico iperconservatore Ra&#8217;am, che di diritti Lgbt non vuol sentir parlare. L&#8217;obiettivo comune \u00e8 <strong>porre fine all&#8217;interminabile ciclo di elezioni<\/strong> interne &#8211; <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/03\/quarte-elezioni-in-due-anni-per-israele-la-scelta-e-su-netanyahu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">quattro in due anni<\/a> &#8211; e mettere alla porta Netanyahu.<\/p>\n<p>Il punto principale dell&#8217;accordo \u00e8 la <strong>rotazione della premiership<\/strong> tra Lapid e il capo di Yamina Naftali Bennett. Sar\u00e0 quest&#8217;ultimo a servire per primo come premier, per poi passare l&#8217;incarico tra due anni al leader di Yesh Atid, che nel frattempo sar\u00e0 ministro degli Esteri.<\/p>\n<p>Haaretz spiega che l\u2019intesa tra Bennett e Lapid prevede di <strong>considerare la coalizione come divisa in \u201cdue blocchi con poteri uguali, anche se di dimensioni diverse<\/strong>. Il blocco di Lapid includer\u00e0 Yesh Atid, Yisrael Beiteinu, Meretz e Kahol Lavan. Il blocco di Bennett, Yamina e New Hope di Gideon Sa\u2019ar\u201d. Ra&#8217;am non sieder\u00e0 nel governo, ma lo sosterr\u00e0 dall&#8217;esterno.<\/p>\n<p>Il blocco Lapid, formato da 45 parlamentari, dovrebbe ricevere 18 ministeri; quello di Bennett, che conta 12 parlamentari (con una possibile defezione), 8. <strong>I grandi temi ideologici rimarranno fuori<\/strong> da questo governo; l&#8217;obiettivo primario sar\u00e0 votare un bilancio dello Stato, che manca oramai dal 2018, e sanare le fratture interne alla societ\u00e0 israeliana, sempre pi\u00f9 polarizzata.<\/p>\n<p><b>La rivoluzione Abbas<\/b><br \/>\nLa grande novit\u00e0 di questa intesa, oltre all&#8217;assenza di Netanyahu, \u00e8 l&#8217;ingresso nella coalizione del partito Ra&#8217;am, guidato da Mansour Abbas. <strong>\u00c8 dal 1977 che un partito arabo non appoggia un governo d&#8217;Israele<\/strong>. \u201cPer la prima volta in decenni un partito arabo partecipa pienamente e apertamente al gioco politico\u201d, scrive l&#8217;analista arabo-israeliano Afif Abu Much. E Abbas, corteggiato anche da Netanyahu, ha usato la sua posizione di ago della bilancia per assicurare benefici significativi ai cittadini arabi di Israele, che costituiscono il 20% della popolazione del Paese: dal blocco di demolizioni di case considerate abusive al riconoscimento di villaggi beduini; dallo stanziamento di ingenti fondi per il settore arabo, a ruoli di rilievo all&#8217;interno della Knesset.<\/p>\n<p>Un successo, quello di Ra&#8217;am, scrive Shalom Yerushalmi sul sito israeliano Zman, che rappresenta una rivoluzione. \u201cE i diritti di questa rivoluzione, difficile da sottovalutare nelle sue implicazioni sociali e politiche, possono essere attribuiti a Benjamin Netanyahu. &#8211; scrive Yerushalmi &#8211; Il primo ministro ha cercato a tutti i costi 61 voti per una maggioranza di coalizione e alla fine li ha trovati per qualcun altro\u201d. Il riferimento \u00e8 al <strong>tentativo dello stesso Netanyahu di ottenere l&#8217;appoggio di Ra&#8217;am<\/strong> per formare lui una coalizione di governo. Tentativo fallito per l&#8217;ostruzione del partito di estrema destra Sionismo religioso.<\/p>\n<p><b>Futuro in bilico per una coalizione fragile<\/b><br \/>\nI media israeliani predicano calma. Non \u00e8 ancora detto, avvertono, che il governo del cambiamento veda la luce. L&#8217;ostacolo pi\u00f9 grande \u00e8 il <strong>voto di fiducia alla Knesset<\/strong>. All&#8217;interno di Yamina almeno due parlamentari sembrano intenzionati a votare contro. E in questo caso mancherebbe la maggioranza di 61 seggi (su 120) in Parlamento. Su questo lavora Benjamin Netanyahu, che avr\u00e0 a disposizione almeno 10 giorni per convincere eventuali scettici &#8211; sia dentro Yamina che nell&#8217;altro partito di destra New Hope &#8211; ad abbandonare l&#8217;intesa in cambio di posti di rilievo nel Likud.<\/p>\n<p>A salvare l&#8217;esecutivo di Lapid e Bennett &#8211; che, minacciato da militanti di destra, ha ottenuto la protezione dell&#8217;intelligence israeliana &#8211; potrebbe per\u00f2 essere l&#8217;altra compagine araba alla Knesset, la <strong>Lista unita<\/strong>. Il leader Ayman Odeh ha dato la sua disponibilit\u00e0 di massima a garantire i voti mancanti per la fiducia. Tutte pur di non far tornare al potere Netanyahu.<\/p>\n<p>\u00c8 dunque evidente che<strong> questo governo non poggia su solide basi<\/strong>. E nessuno crede possa durare fino alla fine del mandato. Ma si tratta comunque di una scossa significativa. Di un cambiamento.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/RONEN ZVULUN \/ POOL <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alle 23.25 del 2 giugno Yair Lapid, leader del partito di centro Yesh Atid, ha chiamato il presidente d&#8217;Israele Reuven Rivlin per informarlo di avere i numeri per dare un nuovo governo a Israele. \u201cCaro presidente, ci sono riuscito. 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