{"id":88467,"date":"2021-06-09T00:17:57","date_gmt":"2021-06-08T22:17:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=88467"},"modified":"2021-06-12T11:34:23","modified_gmt":"2021-06-12T09:34:23","slug":"confermata-la-condanna-di-mladic-la-negazione-del-genocidio-non-e-piu-unopzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/06\/confermata-la-condanna-di-mladic-la-negazione-del-genocidio-non-e-piu-unopzione\/","title":{"rendered":"Confermata la condanna di Mladi\u0107: la negazione del genocidio non \u00e8 pi\u00f9 un&#8217;opzione"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\">Dopo un quarto di secolo, la <strong>condanna definitiva<\/strong> del generale serbo-bosniaco\u00a0<strong>Ratko Mladi\u0107<\/strong> pronunciata ieri a L&#8217;Aia va considerata come<strong> una vittoria <\/strong>\u2013 seppur tardiva &#8211; <strong>della giustizia sulla violenza<\/strong> pi\u00f9 efferata, un passo significativo per la guarigione dell&#8217;ex Jugoslavia e soprattutto per i sopravvissuti che vivono ancora nell\u2019ombra del ricordo del massacro perpetrato a Srebrenica. Tra l\u201911 e il 19 luglio del 1995, <strong>le forze serbo-bosniache<\/strong>, sotto il comando del generale Mladi\u0107, <strong>giustiziarono pi\u00f9 di 8mila uomini<\/strong> e ragazzi musulmani e forzarono altre 25mila donne, bambini e anziani a lasciare le loro case, ma non prima di aver commesso <strong>atti di violenza contro numerose donne e ragazze<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Questi atti erano volti a sterminare una parte della popolazione presente sul territorio. In questo senso, tale massacro \u00e8 stato giudicato un genocidio dal Tribunale penale internazionale per l&#8217;ex Jugoslavia (Icty) nel 2004. In seguito, tale constatazione \u00e8 stata riaffermata dalla Corte internazionale di giustizia nel 2007 e nuovamente ribadita con la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/mladic-condanna-ergastolo-tribunale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">condanna del generale Mladi\u0107 nel 2017<\/a>, confermata oggi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Non c\u2019\u00e8 Pace Senza Giustizia<\/strong> ha costantemente chiesto che le porte dell\u2019Icty rimanessero aperte fino a quando il generale Mladi\u0107 non sarebbe stato portato davanti al Tribunale per rispondere alle accuse rivolte a suo carico. Fare altrimenti sarebbe stato un affronto alla memoria delle migliaia di vittime che, ancora oggi, attendono che venga fatta giustizia per i crimini commessi a <strong>Srebrenica<\/strong> nel luglio 1995. Non possiamo che applaudire alla determinazione di tutti coloro che hanno lavorato duramente per vedere arrivare questo giorno e che hanno impiegato mezzi politici e diplomatici per assicurare la cooperazione della Serbia con il Tribunale, compreso il procuratore del Tribunale, gli Stati e i membri della societ\u00e0 civile nell&#8217;ex Jugoslavia e nel mondo. Non era scontato &#8211; non lo \u00e8 mai -, ma oggi la loro determinazione ha dato i suoi frutti, in modo definitivo e vincolante.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ormai, con questa decisione di giustizia, non si pu\u00f2 pi\u00f9 negare la tragedia disumana di ci\u00f2 che \u00e8 stato fatto a Srebrenica e altrove in Bosnia-Erzegovina durante quei giorni bui. Per le vittime di Foca, Prijedor e altrove, \u00e8 difficile capire come la stessa impresa criminale abbia avuto intenti genocidi per Srebrenica, ma non per loro, visto il modo in cui le uccisioni, le detenzioni, tutti gli atti disumani e gli altri crimini che sono stati commessi in quei luoghi. Seguendo questo ragionamento, oggi sono sicuramente finiti i giorni in cui viene negato il ruolo giocato dal generale Mladi\u0107. Oggi quest\u2019ultimo, dopo un processo in cui la sua capacit\u00e0 di difendersi \u00e8 stata rispettata e facilitata, viene condannato con le accuse di <strong>crimini di guerra<\/strong>, <strong>crimini contro l&#8217;umanit\u00e0<\/strong> e <strong>genocidio<\/strong>, commessi non solo a Srebrenica.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Oggi, mentre onoriamo la memoria delle vittime di Srebrenica, della <strong>Bosnia-Erzegovina<\/strong> e di innumerevoli altri atti di violenza nel mondo, possiamo affermare con pi\u00f9 fiducia che sicuramente, anche se lentamente, <strong>la giustizia pu\u00f2 trionfare sulla violenza<\/strong>. Meglio tardi che mai, innanzitutto: nonostante la lentezza dei tempi di giudizio e le numerose difficolt\u00e0 incontrate, la sentenza definitiva pronunciata contro Mladi\u0107 dimostra che <strong>la giustizia penale internazionale non \u00e8 solo possibile in teoria, ma anche in pratica<\/strong>\u00a0e rappresenta un monito fortissimo per coloro che, in posizioni di potere, pensano di poter commettere crimini simili contando su una totale impunit\u00e0. Nonostante l&#8217;ostruzionismo e tutti gli ostacoli che chi gode del potere acquisito con la violenza pu\u00f2 frapporle, <strong>la voce delle vittime pu\u00f2 emergere dal rumore della propaganda e del revisionismo<\/strong> e fare s\u00ec che chi si \u00e8 macchiato del loro sangue debba rendere conto delle sue azioni di fronte al mondo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La sola memoria dei crimini contro l\u2019umanit\u00e0, genocidi e altre atrocit\u00e0, come quella di Srebrenica, non impedir\u00e0 che queste tragedie non si verifichino ancora in futuro. Ci\u00f2 non significa che il ricordo delle atrocit\u00e0 passate non sia fondamentale, perch\u00e9 permette di riflettere, di onorare i morti, di celebrare ci\u00f2 che ci unisce e di lavorare per superare le divergenze. Ma tale memoria viene ancor pi\u00f9 rafforzata se i fuggitivi vengono catturati e portati davanti a una corte per rispondere delle loro azioni. La giustizia penale internazionale aiuta nel processo di ricostruzione in seguito a tali atrocit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il successo della giustizia penale internazionale nei tribunali istituiti a seguito di massacri, conflitti e altre atrocit\u00e0, come il Tribunale Penale Internazionale per l\u2019ex Jugoslavia, ha contribuito all\u2019istituzione della<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/03\/indagine-crimini-palestina-israele\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong> Corte penale internazionale<\/strong><\/a> (Cpi), che lavora per perseguire coloro che sono colpevoli di crimini internazionali, anche chiamati crimini contro la pace, quali crimini contro l\u2019umanit\u00e0, crimini di guerra, genocidio e crimini di aggressione. La Corte, a differenza dei tribunali ad hoc, non ha una limitazione di spazio o di tempo, motivo per cui ha il potenziale di essere attivata come strumento per perseguire tutti i crimini internazionali.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Che i Mladi\u0107 di oggi prendano nota e si sentano meno forti e meno certi di farla franca, ovunque essi operino, che altre vittime abbiano speranza e che altre istituzioni incaricate di fornire giustizia e riparazione agiscano.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/ANDREJ CUKIC <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo un quarto di secolo, la condanna definitiva del generale serbo-bosniaco\u00a0Ratko Mladi\u0107 pronunciata ieri a L&#8217;Aia va considerata come una vittoria \u2013 seppur tardiva &#8211; della giustizia sulla violenza pi\u00f9 efferata, un passo significativo per la guarigione dell&#8217;ex Jugoslavia e soprattutto per i sopravvissuti che vivono ancora nell\u2019ombra del ricordo del massacro perpetrato a Srebrenica. 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