{"id":88520,"date":"2021-06-12T10:12:02","date_gmt":"2021-06-12T08:12:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=88520"},"modified":"2021-06-12T10:12:02","modified_gmt":"2021-06-12T08:12:02","slug":"lalgeria-va-al-voto-con-la-nuova-costituzione-ma-ignora-la-piazza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/06\/lalgeria-va-al-voto-con-la-nuova-costituzione-ma-ignora-la-piazza\/","title":{"rendered":"L&#8217;Algeria va al voto con la nuova Costituzione (ma ignora la piazza)"},"content":{"rendered":"<p>Sabato 12 giugno gli algerini sono chiamati alle urne per eleggere la <strong>nuova Camera bassa del Parlamento<\/strong>. Quasi 1.500 liste di candidati, di cui 646 in rappresentanza di 28 partiti politici e 837 indipendenti, si contenderanno i 407 seggi disponibili. Si tratta della <strong>prima tornata elettorale sotto la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/algeria-una-nuova-costituzione-per-il-vecchio-pouvoir\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nuova Costituzione<\/a><\/strong>, approvata a novembre tramite referendum popolare e promulgata dal capo dello Stato <strong>Abdelmadjid Tebboune<\/strong> il 1\u00b0 gennaio scorso.<\/p>\n<p>Le elezioni saranno inoltre le prime da quando <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/algeria-sisifo-elezione-tebboune\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Tebboune ha assunto la carica il 12 dicembre 2019<\/a> succedendo ad <strong>Abdelaziz Bouteflika<\/strong>, dimessosi a seguito delle scoppio delle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/algeria-bouteflika-regime-successione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>proteste popolari<\/strong><\/a> il 22 febbraio dello stesso anno.<\/p>\n<p>Nel tentativo di soddisfare alcune fra le richieste del popolo algerino il governo ha approvato, lo scorso 7 marzo, <strong>una nuova legge elettorale<\/strong> che promuove per la prima volta nella storia del Paese la selezione dei candidati tramite un sistema a lista aperta. A ciascun partito \u00e8 stato richiesto di raccogliere almeno 25.000 firme da 23 province (su 58 totali), le cosiddette <em>wilaya<\/em>, a condizione che il numero di firme da ogni provincia non fosse inferiore a 300. Inoltre, ciascuna lista di candidati dovr\u00e0 essere composta per met\u00e0 da donne o da individui con et\u00e0 inferiore ai 40 anni, mentre un terzo delle persone incluse dovr\u00e0 essere in possesso di un diploma di laurea.<\/p>\n<p><strong>I partiti in corsa<\/strong><br \/>\nL\u2019<em>Autorit\u00e0 nazionale indipendente per le elezioni<\/em> (Anie) ha confermato che met\u00e0 delle 1500 liste presentatesi sono legate ai partiti filo-governativi come il <em>Fronte di Liberazione Nazionale<\/em> (Fnl), il partito di maggioranza in Parlamento, ininterrottamente al potere dall\u2019indipendenza ottenuta dalla Francia nel 1962 e da cui proviene l\u2019attuale capo dello Stato, il <em>Raggruppamento Nazionale Democratico<\/em> (Rnd), formazione moderato nazionalista e filo governativa dell\u2019ex primo ministro Ahmed Ouyahia e, infine, il partito nazionalista <em>Fronte El Moustakbal<\/em>.<\/p>\n<p>Ad oggi, <strong>sono le formazioni islamiste che costituiscono l\u2019incognita di queste elezioni<\/strong>. Si sono candidati il <em>Movimento della societa\u0300 per la pace<\/em> (Msp) di Abderrazak Makri (il pi\u00f9 grande partito islamista in Parlamento) e il <em>Fronte per la giustizia e lo sviluppo<\/em> (Fgd), espressione locale della Fratellanza Musulmana, di Abdallah Djaballah.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi il movimento <em>El Binaa<\/em>, il <em>Raggruppamento per la speranza algerina <\/em>(Taj) capeggiato da Fatima Zohra Zerouati e, infine, il partito <em>Libert\u00e0 e giustizia<\/em>. Per gli islamisti queste elezioni possono gettare le basi per future battaglie politiche, poich\u00e9, secondo la Costituzione approvata lo scorso novembre, il governo sar\u00e0 composto dalla nuova maggioranza in Parlamento.<\/p>\n<p><strong>Hanno optato per il boicottaggio tutte le formazioni progressiste<\/strong> come il F<em>ronte delle forze socialiste<\/em> (Ffs), storica forza di opposizione vicina alle minoranze berbere, il <em>Raggruppamento per la cultura e la democrazia<\/em> (Rcd), partito laico di tendenza liberale e, infine, il <em>Partito dei lavoratori<\/em> (Pt), compagine di ispirazione trotzkista.<\/p>\n<p><strong>Piazza ignorata<\/strong><br \/>\nNonostante gli insuccessi delle elezioni presidenziali del 2019 e del referendum costituzionale del 2020, segnati entrambi da un&#8217;astensione record, <strong>il regime \u00e8 andato avanti con la propria \u201cmarcia elettorale\u201d<\/strong>, senza tener conto delle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/algeria-ancora-in-piazza-la-primavera-araba-non-e-mai-finita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">rivendicazioni politiche della piazza<\/a>. Il <strong>movimento Hirak<\/strong> non ha presentato alcun candidato o alcuna piattaforma coerente, limitandosi alla volont\u00e0 di\u00a0 boicottare le elezioni e alla protesta contro le dinamiche di voto e le personalita\u0300 presentate dai partiti.<\/p>\n<p>A complicare ulteriormente lo scenario elettorale in queste ultime settimane, \u00e8 stata la richiesta da parte della magistratura algerina, a marzo, di arrestare alcuni partecipanti al movimento dell\u2019Hirak. La lista includeva l&#8217;ex diplomatico Mohamed Larbi Zeitout, il fondatore di <em>Rachad<\/em>, partito islamista messo fuori legge dal governo algerino; oltre a ex attivisti del <em>Fronte Islamico di Salvezza<\/em> (Fis), i quali sono stati accusati di essersi infiltrati tra i manifestanti algerini spargendo violenza nel corso delle proteste scoppiate a febbraio 2019.<\/p>\n<p>L\u2019<strong>infiltrazione degli islamisti in un movimento di mobilitazione popolare pacifico<\/strong> come quello dell\u2019Hirak pu\u00f2 giocare a favore del governo, perch\u00e9 legittimerebbe la repressione delle manifestazioni e accentrare ulteriormente il proprio potere.<\/p>\n<p><strong>Incognita affluenza<\/strong><br \/>\nDi fatto, nelle ultime settimane \u00e8 continuata la <strong>repressione nei confronti di esponenti dell\u2019opposizione<\/strong>. La <em>Lega algerina per la difesa dei diritti umani<\/em> (Laddh) ha dichiarato che sono stati arrestati pi\u00f9 di duemila manifestanti. Questo atteggiamento repressivo da parte del regime ha contribuito a creare un ulteriore scollamento tra\u00a0 popolazione e autorit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>La credibilit\u00e0 di queste elezioni dipender\u00e0 ancora una volta dal tasso di partecipazione<\/strong> che, nel caso si rivelasse basso, evidenzierebbe il\u00a0 crescente\u00a0 disinteresse\u00a0 del\u00a0 popolo\u00a0 algerino\u00a0 per\u00a0 la\u00a0 politica\u00a0 nazionale e per elezioni dal risultato scontato. La probabile astensione dal voto pu\u00f2 essere altres\u00ec letta come un segno di protesta tangibile nei confronti delle istituzioni algerine, da troppo tempo guidate dalla medesima \u00e9lite.<\/p>\n<p>A cura di di Anthea Favoriti, autrice della redazione Mena de Lo Spiegone<\/p>\n<p><small>***Lo Spiegone \u00e8 una testata giornalistica formata da studenti universitari e giovani professionisti provenienti da tutta Italia e sparsi per il mondo con l\u2019obiettivo di spiegare con chiarezza le dinamiche che l\u2019informazione di massa tralascia quando riporta le notizie legate alle relazioni internazionali, della politica e dell\u2019economia.<\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sabato 12 giugno gli algerini sono chiamati alle urne per eleggere la nuova Camera bassa del Parlamento. Quasi 1.500 liste di candidati, di cui 646 in rappresentanza di 28 partiti politici e 837 indipendenti, si contenderanno i 407 seggi disponibili. 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