{"id":88575,"date":"2021-06-17T10:02:15","date_gmt":"2021-06-17T08:02:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=88575"},"modified":"2021-06-23T10:41:20","modified_gmt":"2021-06-23T08:41:20","slug":"biden-putin-una-stretta-di-mano-per-suggellare-relazioni-mai-cosi-complicate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/06\/biden-putin-una-stretta-di-mano-per-suggellare-relazioni-mai-cosi-complicate\/","title":{"rendered":"Biden-Putin: una stretta di mano per suggellare relazioni mai cos\u00ec complicate"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u201cUn dialogo senza distensione\u201d<\/strong>: la definizione del politologo Dmitry Trenin di Carnegie Moscow \u00e8 molto azzeccata per descrivere l&#8217;obiettivo che si poneva il Cremlino per il <strong>vertice tra Vladimir Putin e Joe Biden a Ginevra<\/strong>, il 16 giugno. Nessuno a Mosca sperava pi\u00f9 in un \u201cbig deal\u201d, dopo la delusione di Donald Trump; e i tentativi di \u201creset\u201d tra Barack Obama e Dmitry Medvedev sono ormai un&#8217;imbarazzante ricordo per entrambe le parti.<\/p>\n<p>Nel 2021, <strong>nell&#8217;ottavo anno del suo <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/05\/accelerazione-isolazionista-russia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">isolamento<\/a> post-Crimea<\/strong>, Putin non sbaglia a definire lo <strong>stato delle relazioni <\/strong>russo-americane<strong> \u201cal livello pi\u00f9 basso della storia\u201d<\/strong>, e infatti i due unici risultati pi\u00f9 o meno reali del rapidissimo vertice \u2013 il <strong>rientro dei rispettivi ambasciatori<\/strong> nelle loro sedi, e una dichiarazione che riconosce la responsabilit\u00e0 comune delle due potenze nucleari per la stabilit\u00e0 strategica \u2013 sono il minimo indispensabile, oltre il quale si potrebbe parlare di una guerra nemmeno tanto pi\u00f9 fredda.<\/p>\n<p><strong>Le linee rosse<\/strong><br \/>\nAnche il <strong>\u201cmeglio guardarsi in faccia\u201d<\/strong> di Biden \u00e8 stato una constatazione di attese molto limitate: i summit in cui i leader russo e americano facevano a gara ad affascinare l&#8217;interlocutore, mostrargli la propria amicizia e sfoggiare la sintonia reciproca appartengono a un passato che sembra ormai quasi impossibile. Gi\u00e0 la scelta del <strong>territorio neutrale<\/strong> di Ginevra, sede di innumerevoli round di negoziati sovietico-americani dai tempi di Brezhnev a quelli di Gorbaciov, indicava chiaramente che non si trattava di un incontro tra partner o colleghi: era un appuntamento tra nemici, e all&#8217;ordine del giorno pi\u00f9 che una agenda di cose da fare insieme c&#8217;era <strong>una lista di \u201cred line\u201d da non oltrepassare<\/strong>.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che, tra nemici, non ci sono molti terreni in comune, e la rapidit\u00e0 con la quale il summit si \u00e8 concluso \u2013 <strong>meno di tre ore di colloqui<\/strong>, tra faccia a faccia e tavolo allargato alle delegazioni \u2013 l&#8217;ha dimostrato. <strong>Russia e Usa non hanno interessi economici comuni<\/strong>, gli scambi culturali sono praticamente congelati, nei conflitti internazionali si trovano spesso sulle linee del fronte opposte, e Mosca non ha da offrire influenze particolari (anche se Putin si \u00e8 portato dietro il suo emissario speciale in Siria Alexander Lavrentiev, e quello in Ucraina Dmitry Kozak, forse nella speranza di aprire dei sotto-negoziati regionali).<\/p>\n<p>Un dialogo tra nemici \u00e8 possibile, ma presuppone compromessi, e pragmatismo nell&#8217;ammettere i propri limiti: come ha fatto notare con un certo sarcasmo Biden, \u201cse hai <strong>migliaia di chilometri di confine con la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/06\/al-g7-biden-suona-la-carica-della-sfida-occidentale-alla-cina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Cina<\/a><\/strong>, e un&#8217;economia debole, non ti metti a fare una guerra fredda\u201d. Forse \u00e8 stato questo atteggiamento a spingere Putin ad accorciare i tempi dei colloqui, per buttarsi tra le braccia della stampa internazionale in una performance insolitamente lunga, quasi interamente dedicata a ribadire i punti fissi della propaganda russa, e ad accusare gli Stati Uniti di \u201caver dichiarato per legge la Russia come nemico\u201d.<\/p>\n<p><strong>Propaganda russa<\/strong><br \/>\nWashington \u00e8 stata accusata di aver sponsorizzato l&#8217;opposizione russa, di \u201cuccidere gente per le strade\u201d nelle citt\u00e0 americane e nei raid in Iraq e in Afghanistan, di aver sponsorizzato il \u201ccolpo di Stato sanguinario\u201d in Ucraina e di lanciare cyber-attacchi contro la Russia. Parte di queste esternazioni erano il <strong>classico \u201cwhataboutism\u201d della propaganda ancora sovietica<\/strong>, per ribattere senza rispondere in merito alle critiche sui diritti umani e repressione delle libert\u00e0. Altri erano pi\u00f9 originali, come il <strong>paragone tra il movimento <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/vi-racconto-la-rivolta-dei-neri-damerica-parla-marina-catucci\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Black Lives Matters<\/a> e l&#8217;opposizione di <\/strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/lavvelenamento-di-navalny-conferma-che-con-la-russia-di-putin-non-si-puo-piu-essere-business-as-usual\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Alexey Navalny<\/strong><\/a>, che nella visione di Putin sono entrambi animati da estremisti criminali: il primo ha \u201clanciato pogrom per i quali compatiamo il popolo americano\u201d e il secondo \u201cinsegnava pubblicamente a fare le Molotov\u201d.<\/p>\n<p>Affermazioni che hanno fatto interrogare molti commentatori sulle fonti di informazioni utilizzate dal presidente russo. Che su Navalny \u2013 ostinandosi a non chiamarlo per nome, ma <strong>\u201cquel signore\u201d<\/strong> &#8211; si \u00e8 mostrato particolarmente infastidito, accusandolo \u201cessere andato all&#8217;estero per cure mediche\u201d, e quindi di essere tornato in Russia pur sapendo quello che lo attendeva: \u201cHa scelto consapevolmente di venire arrestato, ha ottenuto quello che voleva\u201d. Nessuna menzione dell&#8217;avvelenamento, ed \u00e8 colpa dell&#8217;oppositore aver voluto tornare in patria: se \u00e8 vero, come sostengono alcune fonti moscovite, che Biden e Putin avessero parlato di <strong>scambiarlo con detenuti russi negli Usa<\/strong>, la reazione del presidente russo non promette bene per l&#8217;esito della trattativa.<\/p>\n<p><strong>Patti chiari, inimicizia lunga<\/strong><br \/>\nA tratti si era creata l&#8217;impressione che per Putin fosse stata pi\u00f9 importante la scena mediatica offerta dal summit del summit stesso. D&#8217;altra parte, <strong>il margine di manovra russo \u00e8 molto pi\u00f9 ridotto di quello americano<\/strong>, e non soltanto per la debolezza economica e geopolitica ribadita gentilmente da Biden: se tutta la propaganda, e tutta la diplomazia, per anni, vengono incentrate sull&#8217;antiamericanismo, un \u201cdialogo senza distensione\u201d diventa problematico. <strong>L&#8217;intransigenza rende impossibile un compromesso<\/strong>, e considerare un vertice soltanto come un&#8217;occasione per ribadire di avere ragione non \u00e8 una tattica promettente. Le \u201cred line\u201d del Cremlino \u2013 innanzitutto l&#8217;Ucraina nella Nato, come promesso da Biden pochi giorni prima \u2013 sono state affrontate solo \u201cdi sfuggita\u201d, perch\u00e9 \u201cnon c&#8217;\u00e8 nulla da discutere\u201d.<\/p>\n<p>Le \u201cred line\u201d americane sono state enunciate ad alta voce, come la promessa del padrone della Casa Bianca che la morte in carcere di Navalny avrebbe \u201cconseguenze devastanti\u201d per la Russia. <strong>I patti sono stati chiari, e l&#8217;inimicizia promette di essere lunga<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cUn dialogo senza distensione\u201d: la definizione del politologo Dmitry Trenin di Carnegie Moscow \u00e8 molto azzeccata per descrivere l&#8217;obiettivo che si poneva il Cremlino per il vertice tra Vladimir Putin e Joe Biden a Ginevra, il 16 giugno. Nessuno a Mosca sperava pi\u00f9 in un \u201cbig deal\u201d, dopo la delusione di Donald Trump; e i [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":88576,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2027],"tags":[1616,662,929,424,108,735,422,146,109],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88575"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=88575"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88575\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88578,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88575\/revisions\/88578"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/88576"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=88575"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=88575"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=88575"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}