{"id":88596,"date":"2021-06-21T00:45:49","date_gmt":"2021-06-20T22:45:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=88596"},"modified":"2021-06-24T11:10:50","modified_gmt":"2021-06-24T09:10:50","slug":"liran-e-dellultraconservatore-raisi-ma-sul-nucleare-non-ce-alternativa-al-dialogo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/06\/liran-e-dellultraconservatore-raisi-ma-sul-nucleare-non-ce-alternativa-al-dialogo\/","title":{"rendered":"L&#8217;Iran \u00e8 dell&#8217;ultraconservatore Raisi, ma sul nucleare non c&#8217;\u00e8 alternativa al dialogo"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\">TEHERAN. Nessuna sorpresa dell&#8217;ultima ora \u00e8 uscita dalle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/06\/in-iran-inizia-il-dopo-rouhani-tutto-pronto-per-la-presidenza-raisi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">urne iraniane<\/a>: l&#8217;ultraconservatore <strong>Ebrahim Raisi<\/strong> \u00e8 stato eletto <strong>ottavo presidente della Repubblica islamica<\/strong> dopo che gli era stata spianata un&#8217;autostrada verso la vittoria con la bocciatura da parte del Consiglio dei Guardiani di tutti i maggiori rivali, non solo nel campo riformista ma anche in quello conservatore. L\u2019esclusione pi\u00f9 clamorosa era stata quella di <strong>Ali Larijani<\/strong>, ex presidente del Parlamento ed ex negoziatore sul nucleare, da decenni vicino al nocciolo duro del potere.<\/p>\n<p class=\"p1\">Ma il dato pi\u00f9 importante, sul quale le opinioni divergono e che far\u00e0 discutere ancora a lungo, \u00e8 il <strong>tasso di partecipazione<\/strong>, vero termometro per misurare la reazione popolare davanti a un&#8217;operazione come questa che lascia intravedere la <strong>volont\u00e0 di restringere ancor pi\u00f9 la cerchia del potere<\/strong> intorno alla Guida suprema, <strong>Ali Khamenei<\/strong>. Il ministero dell&#8217;Interno ha detto che a votare si \u00e8 recato il 48,8% degli aventi diritto. Pur trattandosi del minimo storico per una consultazione presidenziale, il dato non sembra concretizzare l&#8217;incubo di un&#8217;astensione di massa che sembrava profilarsi per il malcontento popolare dovuto all&#8217;esclusione di tutti i maggiori candidati alternativi e alla povert\u00e0 dilagante, in gran parte dovuta alle sanzioni americane ma imputata anche alla corruzione e al malgoverno. Nella capitale Teheran l\u2019astensione ha raggiunto un picco del 74%.<\/p>\n<p class=\"p1\">Gruppi e personalit\u00e0 dell&#8217;<strong>opposizione all&#8217;estero<\/strong>, tra cui i Mojaheddin del Popolo e l&#8217;ex principe ereditario del regime monarchico <strong>Reza Pahlavi<\/strong>, avevano promosso una campagna per il boicottaggio. All&#8217;interno dell&#8217;Iran l&#8217;astensione era stata la forma di protesta scelta da importanti personalit\u00e0 del campo riformista, come l&#8217;ex primo ministro ed ex leader del movimento di protesta dell&#8217;Onda Verde Mir Hossein Mousavi e <strong>Faezeh Hashemi<\/strong>, figlia del defunto ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani.<\/p>\n<p><strong>Il dato dell&#8217;affluenza<\/strong><br \/>\n<span class=\"Apple-converted-space\">Gli oppositori hanno detto di non credere al dato ufficiale sulla partecipazione, che ritengono gonfiato. Del resto bisogna anche tenere conto di quella parte di elettori &#8211; come i dipendenti o statali o i beneficiari di sovvenzioni &#8211; che si sono sentiti costretti ad andare alle urne per evitare possibili ritorsioni, scegliendo poi di votare scheda nulla o bianca. E la percentuale totale di queste schede ha toccato quasi il 13%. Un importante quotidiano riformista, Arman-e Melli, ha invitato Raisi a \u201clavorare per guadagnare la fiducia anche del 70%\u201d che non ha votato, ha votato il candidato moderato <strong>Abdolnasser Hemmati<\/strong>, o ha votato scheda bianca o nulla.\u00a0 <\/span><\/p>\n<p><strong>Raisi \u00e8 stato eletto con il 61,9% delle preferenze<\/strong>. Ma per vincere, proprio grazie alla scarsa affluenza, gli sono bastati 17,9 milioni di voti, rispetto ai 23,6 milioni raccolti quattro anni fa dal presidente <strong>Hassan Rouhani<\/strong>, che aveva battuto proprio Raisi in una consultazione che aveva visto una partecipazione del 73,3%. Molto distanziati gli altri tre candidati lasciati in gara dopo la <strong>falcidia operata dal Consiglio dei Guardiani<\/strong>: il conservatore Mohsen Rezai, ex comandante delle Guardie della Rivoluzione, che si \u00e8 fermato all&#8217;11,7%, il moderato Hemmati, appunto, che ha incassato un modesto 8,3%, e il deputato conservatore Hassan Ghazizadeh Hashemi, che ha raggranellato un 3,4%.<\/p>\n<p class=\"p1\">Tra le pi\u00f9 importanti conseguenze sul piano politico interno \u00e8 stata la traumatica <strong>spaccatura nel campo riformista e moderato<\/strong>, tra chi ha sostenuto comunque la necessit\u00e0 di andare alle urne, facendo convergere la preferenza su Hemmati, attuale governatore della Banca centrale, e chi ha portato avanti la linea dell&#8217;astensione. Molte anche le ambiguit\u00e0. L&#8217;ex presidente riformista Mohammad Khatami, ad esempio, in un primo messaggio a ridosso delle elezioni si era astenuto dal chiedere ai suoi seguaci di partecipare al voto. Poi in un secondo messaggio li ha invitati a recarsi alle urne.<\/p>\n<p><strong>Il futuro del Jcpoa<\/strong><br \/>\nSul piano internazionale tutte le attese sono per vedere quale sar\u00e0 la politica del nuovo esecutivo di un presidente che si presenta come un <strong>fondamentalista fedele seguace della Guida suprema<\/strong>, che pi\u00f9 volte ha criticato l\u2019<strong>accordo sul nucleare <\/strong>(Jcpoa) concluso nel 2015 dall\u2019amministrazione Rouhani, dal quale gli Usa del presidente Donald Trump sono usciti nel 2018 reimponendo pesanti sanzioni a Teheran. <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/06\/riattivare-il-jcpoa-e-nellinteresse-di-washington-e-teheran\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Trattative sono in corso da settimane a Vienna<\/a><\/strong> per il rientro di Washington in quell\u2019intesa e la revoca delle sanzioni contro Teheran. Ma il neo-primo ministro israeliano <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/06\/bennett-premier-in-israele-nasce-il-governo-anti-netanyahu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Naftali Bennett<\/strong><\/a> ha affermato che l\u2019elezione di Raisi \u00e8 <strong>\u201cun campanello d\u2019allarme\u201d per il mondo intero<\/strong> e per l\u2019Occidente questa potrebbe essere l\u2019ultima occasione per \u201ccapire con chi ha a che fare\u201d prima di ritornare \u201call\u2019accordo sul nucleare\u201d. Invece, nella sua prima reazione, il Dipartimento di Stato americano ha fatto sapere di volere continuare i negoziati sul nucleare anche con il governo guidato da Raisi.<\/p>\n<p class=\"p1\">Una riunione dei negoziatori si \u00e8 tenuta a Vienna domenica, il giorno dopo l\u2019elezione del nuovo presidente, prima di una nuova interruzione per il rientro dei partecipanti nelle rispettive capitali per consultazioni. Il capo negoziatore iraniano, Abbas Araghchi, ha affermato che <strong>\u201ctutti i documenti sono pronti\u201d per arrivare ad un\u2019intesa<\/strong>, che a suo parere non sarebbe mai stata cos\u00ec vicina. Ma ha aggiunto che sono le controparti a a dover fare un ulteriore sforzo per chiudere la trattativa. Forse un tentativo di fare pressioni per ottenere ulteriori concessioni facendo leva sui timori che il governo Raisi, che si insedier\u00e0 il 3 agosto, possa adottare una posizione pi\u00f9 intransigente. Anche il presidente uscente Rouhani ha detto di sperare che entro quel giorno sia possibile arrivare ad un accordo. Se non ci riuscir\u00e0, la palla passer\u00e0 al suo successore.<\/p>\n<p class=\"p1\">Ma a Teheran sono in molti a pensare che, nonostante la sua fama di fondamentalista, <strong>anche Raisi dovr\u00e0 seguire la strada obbligata del dialogo<\/strong> per cercare di porre rimedio alla drammatica crisi economica.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/ABEDIN TAHERKENAREH <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TEHERAN. Nessuna sorpresa dell&#8217;ultima ora \u00e8 uscita dalle urne iraniane: l&#8217;ultraconservatore Ebrahim Raisi \u00e8 stato eletto ottavo presidente della Repubblica islamica dopo che gli era stata spianata un&#8217;autostrada verso la vittoria con la bocciatura da parte del Consiglio dei Guardiani di tutti i maggiori rivali, non solo nel campo riformista ma anche in quello conservatore. 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