{"id":88629,"date":"2021-06-22T17:11:46","date_gmt":"2021-06-22T15:11:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=88629"},"modified":"2021-06-30T07:33:31","modified_gmt":"2021-06-30T05:33:31","slug":"sanchez-fa-il-primo-passo-per-ricostruire-il-dialogo-con-la-catalogna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/06\/sanchez-fa-il-primo-passo-per-ricostruire-il-dialogo-con-la-catalogna\/","title":{"rendered":"S\u00e1nchez fa il primo passo per ricostruire il dialogo con la Catalogna"},"content":{"rendered":"<p>BARCELLONA. Le <strong>relazioni tra Spagna e Catalogna<\/strong> sembrano avviarsi poco a poco <strong>verso una certa normalizzazione<\/strong> dopo oltre un decennio di forti tensioni. La decisione del premier\u00a0<strong>Pedro S\u00e1nchez<\/strong> di concedere l\u2019<strong>indulto ai leader indipendentisti<\/strong> incarcerati per i fatti dell\u2019autunno del 2017, approvata dal Consiglio dei ministri questo marted\u00ec, segna senza ombra di dubbio l\u2019<strong>inizio di una nuova tappa<\/strong>, per quanto la strada da percorrere sia ancora lunga e le posizioni rimangano ovviamente distanti. I nove dirigenti indipendentisti possono cos\u00ec uscire definitivamente dal carcere, ma, trattandosi di <strong>indulti parziali<\/strong>, continueranno inabilitati e <strong>non potranno tornare ad occupare cariche istituzionali<\/strong> fino ad aver scontato la pena \u2013 tra i 9 e i 13 anni \u2013 che era stata stabilita dalla Corte Suprema.<\/p>\n<p>Il premier socialista era convinto della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/sanchez-gli-indipendentisti-e-la-certezza-del-diritto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">necessit\u00e0 di <strong>dialogo con Barcellona<\/strong><\/a> fin dall\u2019inizio del suo primo governo, nel giugno 2018, ma la correlazione di forze nel Parlamento spagnolo, l\u2019intenso ciclo elettorale dell\u2019ultimo biennio, la situazione di emergenza creata dalla crisi pandemica e, non ultimo, le divisioni interne all\u2019indipendentismo catalano avevano reso molto difficile procedere a tappe spedite su questa via. Le elezioni regionali catalane dello scorso mese di febbraio e la formazione di un esecutivo a Barcellona guidato per la prima volta da Esquerra Republicana de Catalunya (Erc) hanno <strong>facilitato il compito<\/strong> di S\u00e1nchez.<\/p>\n<p>Per quanto il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/05\/nuovo-governo-in-catalogna-ma-lindipendenza-rimane-un-miraggio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nuovo governo catalano<\/a> continui ad essere indipendentista e sia in pratica una riedizione di quelli dell\u2019ultimo decennio, vi \u00e8 infatti una <strong>differenza cruciale<\/strong>: non vi \u00e8 solo la novit\u00e0 che la presidenza sia espressa da Erc, ma anche il fatto che il partito guidato da uno dei leader condannati a lunghe pene di carcere dalla Corte Suprema spagnola nell\u2019ottobre del 2019, <strong>Oriol Junqueras<\/strong>, abbia abbracciato ormai la <strong>via pragmatica<\/strong>, <strong>rinunciando all\u2019opzione della rottura unilaterale con Madrid<\/strong>. Il nuovo presidente della Generalitat, <strong>Pere Aragon\u00e8s<\/strong>, difende l\u2019utilit\u00e0 del tavolo di dialogo con il governo spagnolo, per quanto consideri l\u2019indulto insufficiente e rivendichi l\u2019amnistia, oltre a un <strong>referendum di autodeterminazione<\/strong> accordato con lo Stato, sul <strong>modello scozzese<\/strong>.<\/p>\n<p><b>La &#8220;riconciliazione&#8221; tra Madrid e Barcellona<\/b><br \/>\nS\u00e1nchez, dal canto suo, ha una doppia ragione per spingere verso quella che ha definito, in un discorso nel teatro del Liceu di Barcellona davanti a una numerosa rappresentanza della societ\u00e0 civile catalana, la <strong>\u201criconciliazione\u201d con la Catalogna<\/strong>. Da una parte, \u00e8 indubbio, vi \u00e8 la \u201c<strong>volont\u00e0 di concordia e convivenza<\/strong>\u201d per chiudere una tappa dolorosa per tutto il Paese iberico e riprendere il controllo politico di una questione che era stata delegata ai tribunali dal precedente esecutivo guidato dal <strong>Partido Popular<\/strong> (Pp).<\/p>\n<p>Dall\u2019altra, per\u00f2, \u00e8 evidente anche la <strong>convenienza politica<\/strong>: l\u2019esecutivo di coalizione tra i socialisti e Unidas Podemos, infatti, <strong>governa in minoranza<\/strong>, basandosi sull\u2019imprescindibile appoggio di diverse formazioni regionaliste e nazionaliste, inclusi gli indipendentisti catalani. Con l\u2019indulto, insomma, S\u00e1nchez rafforza la sua maggioranza in vista della seconda parte della legislatura in un momento chiave segnato dalla ripresa post-pandemica e l\u2019avvio del <em>Recovery plan<\/em> su cui tutti pongono molte speranze.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;asse con Aragon\u00e8s<\/strong><br \/>\n<strong>S\u00e1nchez e Aragon\u00e8s<\/strong>, in sintesi, <strong>hanno bisogno l\u2019uno dell\u2019altro<\/strong>. Il primo per <strong>resistere fino alla fine della legislatura<\/strong> e proteggersi dalle offensive che una destra sempre pi\u00f9 <em>barricadera<\/em> e rinvigorita dalla vittoria alle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/05\/la-vittoria-della-destra-a-madrid-mette-in-difficolta-sanchez\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">regionali di Madrid<\/a> del mese scorso non perde occasione di lanciare. Il secondo <strong>per non soccombere<\/strong> alla pinza dei settori pi\u00f9 intransigenti dell\u2019indipendentismo, strenui difensori della via unilaterale per quanto si inizino a sentire voci fuori dal coro: \u00e8 bene ricordare, infatti, che Erc governa in Catalogna con la destra di Junts per Catalunya, il partito guidato dall\u2019ex presidente <strong>Carles Puigdemont<\/strong>, rifugiatosi in Belgio dall\u2019ottobre 2017 e attualmente eurodeputato, e ha bisogno dell\u2019appoggio parlamentare degli anti-capitalisti della Candidatura d\u2019Unitat Popular che vedono come fumo negli occhi l\u2019invito al dialogo di S\u00e1nchez.<\/p>\n<p>La scelta del premier socialista \u00e8 dunque coraggiosa tenendo conto che secondo diversi sondaggi circa <strong>due terzi della popolazione spagnola \u00e8 contraria all\u2019indulto<\/strong> agli indipendentisti catalani. Non pochi di questi sono elettori socialisti. Ma si percepisce, allo stesso tempo, anche una grande voglia di voltare pagina e non perdere il treno della ripresa post-pandemica. Non solo, infatti, <strong>la Chiesa si \u00e8 dichiarata a favore<\/strong> della decisione dell\u2019esecutivo, ma anche le associazioni degli imprenditori, sia quelli catalani sia quelli spagnoli. Sembra esserci, insomma, una volont\u00e0 di facilitare le cose, nonostante le manifestazioni di piazza della destra, guidata dagli ultras di Vox, e le raccolte di firme del Pp: iniziative che in entrambi i casi, va detto, hanno raccolto meno consensi del previsto.<\/p>\n<p><strong>La spinta europea<br \/>\n<\/strong>E una spinta, per quanto dietro le quinte, arriva anche dall\u2019Europa che non vuole nuove tensioni in un momento estremamente delicato come l\u2019attuale in un Paese, per di pi\u00f9, che \u00e8 il <strong>secondo beneficiario netto degli aiuti del Next Generation EU<\/strong> dopo l\u2019Italia. Rimanendo su scala continente, non \u00e8 forse un caso che anche l&#8217;assemblea parlamentare del Consiglio d\u2019Europa proprio luned\u00ec ha approvato una risoluzione in cui si giudica positivamente l\u2019indulto, si chiede la riforma del codice penale riguardo ai reati di sedizione e ribellione \u2013 un altro dossier su cui sta lavorando il governo S\u00e1nchez \u2013 e la <strong>sospensione delle richieste di estradizione<\/strong> per gli indipendentisti fuggiti all\u2019estero, come Puigdemont. Quest\u2019ultima \u00e8 sicuramente una delle molte questioni spinose che si dovranno risolvere.<\/p>\n<p>Lo scrittore Manolo V\u00e1zquez Montalb\u00e1n ha descritto la transizione spagnola alla democrazia come una correlazione di debolezze, pi\u00f9 che di forze, tra l\u2019antifranchismo, che non poteva ottenere l\u2019anelata rottura netta con le \u00e9lites della dittatura, e il regime, che avrebbe voluto imporre un franchismo senza Franco. Il risultato fu la necessit\u00e0 di <strong>arrivare ad accordi e costruire un consenso<\/strong>, difficilmente immaginabile alla morte del dittatore, per transitare verso un regime democratico. Ora potrebbe essere proprio <strong>una nuova correlazione di debolezze<\/strong>, quella di S\u00e1nchez e quella di Aragon\u00e8s, a favorire l\u2019inizio di un dialogo vero tra Barcellona e Madrid e la <strong>risoluzione di un conflitto politico<\/strong> che si \u00e8 lasciato incancrenire irresponsabilmente negli anni scorsi. La strada continua ad essere in salita, ma la concessione dell\u2019indulto \u00e8 un primo passo in questa direzione.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/Toni Albir <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BARCELLONA. Le relazioni tra Spagna e Catalogna sembrano avviarsi poco a poco verso una certa normalizzazione dopo oltre un decennio di forti tensioni. 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