{"id":88647,"date":"2021-06-23T09:28:56","date_gmt":"2021-06-23T07:28:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=88647"},"modified":"2021-07-05T06:03:53","modified_gmt":"2021-07-05T04:03:53","slug":"cinque-anni-dopo-nel-regno-unito-tutto-e-dominato-dalla-brexit","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/06\/cinque-anni-dopo-nel-regno-unito-tutto-e-dominato-dalla-brexit\/","title":{"rendered":"Cinque anni dopo, nel Regno Unito tutto \u00e8 dominato dalla Brexit"},"content":{"rendered":"<p>LONDRA. Doveva risolvere una volta per tutte la questione dei rapporti con l\u2019Unione europea, dopo <strong>40 anni di partecipazione<\/strong> s\u00ec\u00a0ma sempre riluttante, un piede dentro al blocco e uno mezzo fuori. Almeno cos\u00ec\u00a0promettevano <strong>Nigel Farage<\/strong> e <strong>Boris Johnson<\/strong>. Sono passati cinque, lunghissimi anni dal referendum sulla Brexit ed \u00e8\u00a0avvenuto l\u2019esatto contrario.<\/p>\n<div>Abbiamo avuto la <strong>guerra\u00a0delle capesante<\/strong> per la pesca nelle acque della Manica e\u00a0la guerra\u00a0delle salsicce per il movimento delle merci tra Irlanda del Nord e Gran Bretagna; in\u00a0questi giorni si discute se le <strong>serie tv britanniche<\/strong> debbano essere acquistate in Europa.\u00a0<strong>Nemmeno una pandemia che ha messo\u00a0il mondo in ginocchio ha fatto dimenticare la Brexit<\/strong>: dopotutto,\u00a0il successo della campagna vaccinale \u00e8 dovuta al divorzio dalla Ue, dicono i <em>Brexiteer<\/em> (e non hanno\u00a0tutti i torti);\u00a0di contro il premier Johnson \u00e8 stato accusato di aver tentennato nel blindare le frontiere con l\u2019India nonostante l\u2019emergere di una nuova variante di coronavirus per non indispettire un Paese con cui deve negoziare un accordo commerciale post-Brexit.\u00a0La Brexit pervade ogni aspetto della cosa pubblica. <strong>Tutto \u00e8\u00a0Brexit<\/strong>.<\/div>\n<p>Sono passati cinque anni dal referendum del 23 giugno 2016, ma ancora non ne\u00a0vediamo appieno\u00a0le ripercussioni, in parte nascoste nelle pieghe della devastazione economica e sociale da Covid, in parte di l\u00e0 da venire. E non solo ripercussioni economiche. <strong>La\u00a0Brexit minaccia la tenuta del Regno<\/strong> Unito: ha di fatto separato <strong>l&#8217;Irlanda del Nord <\/strong>dal resto del Paese, con un confine in mezzo al mare che allarma gli unionisti e rinvigorisce le spinte per l\u2019unificazione irlandese. Per non parlare della <strong>Scozia<\/strong>, tirata fuori dall&#8217;Ue suo malgrado e adesso decisa, almeno nelle intenzioni del partito nazionalista di Nicola Sturgeon, a chiedere un <strong>nuovo referendum<\/strong> d\u2019indipendenza. Un sondaggio del\u00a0<em>Sunday Times<\/em>\u00a0all\u2019inizio dell\u2019anno ha rivelato come i\u00a0britannici tutti siano convinti che l\u2019addio di Edinburgo sia inevitabile: in tutte e quattro le nazioni del\u00a0Regno, la maggioranza degli elettori si aspetta che la Scozia abbandoni\u00a0entro i prossimi 10 anni.<\/p>\n<p><strong>Se si votasse oggi<\/strong><br \/>\nN\u00e9 il Paese, che nel 2016 aveva votato 52% contro il 48% a favore\u00a0del divorzio, \u00e8\u00a0oggi pi\u00f9\u00a0unito sul tema. Secondo una rilevazione di uno dei massimi esperti britannici, John Curtice, <strong>oltre l\u201980% di elettori, sia per <em>Leave<\/em> sia per <em>Remain<\/em>, voterebbe oggi\u00a0come aveva fatto\u00a0originariamente<\/strong>. \u201cPochi tra quanti hanno votato nel 2016 hanno cambiato idea, con il risultato che <strong>il Paese resta spaccato sulla questione dell\u2019uscita dall\u2019Europa<\/strong>\u201d, dice Curtice. <strong>L\u2019ipotesi di un nuovo referendum non \u00e8\u00a0praticabile<\/strong> politicamente e nessuno oggi lo chiede,\u00a0ma per la met\u00e0\u00a0dei cittadini la delusione non \u00e8\u00a0ancora smaltita.<\/p>\n<p>Il terremoto Brexit\u00a0ha cambiato il Paese profondamente, diventando\u00a0<strong>tema identitario<\/strong> pi\u00f9\u00a0dell\u2019affiliazione politica che durava magari\u00a0da generazioni. Le aree tradizionalmente\u00a0rosse\u00a0del nord Inghilterra che\u00a0hanno votato <em>Leave<\/em>\u00a0sono rimaste con Johnson alle elezioni del 2019, che non a caso si sono concluse con la\u00a0pi\u00f9\u00a0ampia maggioranza Tory\u00a0dai tempi di Margaret Thatcher. <strong>Il panorama politico \u00e8\u00a0stato completamente ridisegnato<\/strong>. E sulle nuove divisioni\u00a0create\u00a0dalla\u00a0Brexit, generazionali e\u00a0ideologiche, \u00e8\u00a0ora\u00a0intervenuta\u00a0la\u00a0<em>culture war,\u00a0<\/em>la <strong>guerra sui valori<\/strong>, sul passato imperiale e i suoi simboli, che i conservatori hanno fatto propria. Con un partito <strong>Tory<\/strong> pi\u00f9 che mai saldo al governo, il <strong>Labour<\/strong>\u00a0(il cui ex segretario, l\u2019euroscettico\u00a0Jeremy Corbyn, della Brexit \u00e8 stato uno dei padri, pi\u00f9 o meno volontariamente)\u00a0deve ricostruirsi\u00a0come\u00a0alternativa di governo credibile agli occhi degli elettori, come partito portatore\u00a0di valori in cui si possano riconoscere non solo le colte\u00a0aree metropolitane.\u00a0Un processo che potrebbe richiedere un paio di tornate elettorali, salvo ulteriori colpi di coda della pandemia.<\/p>\n<p><strong>La scommessa della &#8220;Global Britain&#8221;<\/strong><br \/>\nAll\u2019esterno, la &#8220;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/03\/la-global-britain-nello-scenario-internazionale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Global Britain<\/strong><\/a>&#8221; di Johnson \u00e8 alla ricerca di un\u2019identit\u00e0 che vada oltre gli slogan e\u00a0la nostalgia delle glorie imperiali. E che risolva\u00a0le contraddizioni di\u00a0un\u00a0Paese che vuole essere globale e promuovere\u00a0i valori democratici, ma che tuttavia ha voltato le spalle ad un libero\u00a0mercato di 500 milioni di persone alle porte di casa. E che rischia di\u00a0ritrovarsi\u00a0in\u00a0una situazione di potenziale\u00a0conflittualit\u00e0 continua\u00a0con gli \u201camici europei\u201d, per usare la terminologia preferita dal premier. Basti vedere le <strong>dispute sorte dall\u2019inizio dell\u2019anno<\/strong>, quando la Brexit, con la fine del periodo di transizione,\u00a0\u00e8 divenuta effettiva; <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/06\/lombra-della-brexit-sul-g7-di-boris-johnson\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">basti vedere\u00a0come le contese sull\u2019Irlanda del Nord\u00a0abbiano pesato sul G7 appena concluso<\/a>.<\/p>\n<p>Se alcune\u00a0questioni si risolveranno, altre presumibilmente spunteranno qua e l\u00e0, con ciascun\u00a0Paese attento al\u00a0proprio elettorato. Se spingere sull\u2019aspetto nazionalistico, di contrapposizione a Bruxelles,\u00a0giova a Johnson a\u00a0fini interni, difficilmente\u00a0potr\u00e0\u00a0aiutare i rapporti\u00a0con l\u2019Europa. Lord Frost, il negoziatore cui Johnson ha sostanzialmente delegato ogni decisione sulla Brexit, ha detto alla vigilia dell\u2019anniversario che non si aspettava una relazione tanto complicata con Bruxelles.<\/p>\n<p>La scommessa di Johnson \u00e8 che\u00a0un Paese pi\u00f9 snello e\u00a0agile possa agire velocemente e <strong>acquisire\u00a0un vantaggio competitivo su blocchi pi\u00f9\u00a0potenti, ma anche\u00a0pi\u00f9\u00a0macchinosi e\u00a0pi\u00f9\u00a0lenti<\/strong>. Il\u00a0caso dei <strong>vaccini<\/strong> \u00e8 emblematico e, nelle speranze di Johnson, paradigma e modello per il futuro.<\/p>\n<p>Se da una parte la Brexit \u00e8 dunque compiuta, dall\u2019altra molto resta ancora da scrivere. A distanza di cinque anni, quello storico voto ha prodotto un Regno che da anni non era cos\u00ec\u00a0disunito e concentrato su se stesso, alle prese con un vicino europeo guardingo, in un clima di reciproca sfiducia. <strong>Lungi dall\u2019aver risolto la questione dei rapporti con l\u2019Europa, la Brexit l\u2019ha resa questione dominante<\/strong>, lacerante, per chiss\u00e0\u00a0quanto tempo ancora.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/LAURENT DUBRULE <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LONDRA. Doveva risolvere una volta per tutte la questione dei rapporti con l\u2019Unione europea, dopo 40 anni di partecipazione s\u00ec\u00a0ma sempre riluttante, un piede dentro al blocco e uno mezzo fuori. Almeno cos\u00ec\u00a0promettevano Nigel Farage e Boris Johnson. Sono passati cinque, lunghissimi anni dal referendum sulla Brexit ed \u00e8\u00a0avvenuto l\u2019esatto contrario. 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