{"id":88708,"date":"2021-07-02T08:33:09","date_gmt":"2021-07-02T06:33:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=88708"},"modified":"2021-07-02T09:00:30","modified_gmt":"2021-07-02T07:00:30","slug":"la-storia-non-e-finita-il-capitalismo-raccontato-da-giorgio-arfaras","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/07\/la-storia-non-e-finita-il-capitalismo-raccontato-da-giorgio-arfaras\/","title":{"rendered":"&#8220;La storia non \u00e8 finita&#8221;: il capitalismo raccontato da Giorgio Arfaras"},"content":{"rendered":"<p>Con l\u2019economista <strong>Giorgio Arfaras<\/strong>, autore del libro <strong>\u201cLa storia non \u00e8 finita \u2013 Dalle origini del capitalismo alle varianti occidentale e orientale\u201d<\/strong>, da poco uscito per <strong>Guerini e Associati<\/strong>, ragioniamo su alcuni dei temi trattati nel testo, come capitalismo, disuguaglianze, crescita economica, Europa.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quali tipi di capitalismo abbiamo avuto dal XX secolo? Quali sono le sue <\/strong>\u201c<strong>varianti occidentale e orientale\u201d?<br \/>\n<\/strong>Il capitalismo \u201cliberale\u201d ottocentesco \u00e8 stato messo in crisi dalla depressione degli anni Trenta. Il capitalismo \u201cinterventista\u201d, che lo ha sostituito soprattutto dopo la Seconda Guerra Mondiale, negli anni Settanta \u00e8 stato messo in crisi dalla combinazione di inflazione e bassa crescita. Il capitalismo \u201cneo-liberale\u201d che ha sostituito quest&#8217;ultimo dagli anni Ottanta \u00e8 durato fino alla crisi del coronavirus. Con la crisi pandemica abbiamo il connubio di capitalismo interventista e neo-liberale. La <strong>Cina<\/strong> ormai \u201crisorta\u201d <strong>accetta molti degli insegnamenti occidentali in campo economico, ma rigetta quelli politici<\/strong>. Nel <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/06\/i-100-anni-e-non-sentirli-del-partito-comunista-cinese\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Partito comunista<\/a> la Cina ha un modello (moderno) per il suo (antico) sistema di sovranit\u00e0 imperiale e di burocrazia meritocratica.<strong> Il Partito \u00e8 l\u2019Imperatore<\/strong> che controlla tutto. La combinazione del Partito-Imperatore con un&#8217;economia di mercato ha un nome: <strong>Capitalismo politico<\/strong>.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Come demografia e fenomeni migratori incidono oggi sulla crescita economica?<br \/>\n<\/strong>La grande crescita si \u00e8 avuta grazie all\u2019urbanizzazione, ossia al passaggio dall\u2019agricoltura all\u2019industria, e all\u2019esplosione della popolazione giovane. Nessuno di questi fenomeni \u00e8 oggi in azione, perci\u00f2 la crescita economica in Occidente ha rallentato. Questi fenomeni &#8211; l\u2019urbanizzazione quasi compiuta e la popolazione che invecchia, si stanno <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/06\/cina-politica-nascita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">manifestando anche in Cina<\/a>. Nei secoli scorsi abbiamo avuto dei <strong>fenomeni migratori<\/strong> interni, ossia il passaggio dall\u2019agricoltura all\u2019industria, nel caso italiano dal Meridione al Nord, e dei fenomeni migratori esterni, ossia la grande migrazione verso le Americhe, che erano molto poco popolare. Oggi abbiamo una migrazione verso le aree non solo molto popolate e dove prevalgono le classi di et\u00e0 anziane. Inoltre oggi, a differenza di ieri, \u00e8 richiesta una forza lavoro qualificata da un\u2019economia che non pu\u00f2 crescere come nel passato. In questo senso la migrazione odierna \u00e8 un fenomeno nuovo.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nel suo libro affronta il tema delle disuguaglianze. Come sono cresciute dalla rivoluzione industriale ad oggi? In che modo si possono ridurre?<br \/>\n<\/strong>Dalla rivoluzione industriale le <strong>disuguaglianze<\/strong>, misurate dalla diffusione della salute e dell\u2019istruzione, si sono fortemente ridotte. Una volta gli ultra-benestanti vivevano molto pi\u00f9 a lungo degli altri, oggi non pi\u00f9. Una volta, al di l\u00e0 di una minoranza, quasi tutti erano analfabeti, oggi sono quasi tutti alfabetizzati. La disuguaglianza di cui si parla \u00e8 per\u00f2 quella legata alla <strong>distribuzione del reddito<\/strong>. Le differenze di reddito in Occidente sono oggi molto minori di quelle di una volta. In particolare, le differenze di reddito se misurate dopo le imposte e tenendo conto dei trasferimenti dello stato, sono ancora meno marcate. \u00a0Negli ultimi decenni le differenze di reddito sono per\u00f2 aumentate, e di questo si parla, ma se si va indietro nel tempo si vede che le differenze di reddito si sono ridotte parecchio.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Qual <\/strong><strong>\u00e8 il punto di vista maggioritario e quello minoritario su quello che sta succedendo nei Paesi democratici di capitalismo avanzato? In che modo si colloca la mobilit\u00e0 <\/strong><strong>sociale?<br \/>\n<\/strong>Si sta affermando <strong>l&#8217;economia \u201cdella conoscenza\u201d<\/strong> che retribuisce molto chi ha la preparazione necessaria. Inoltre le donne, che ormai studiano fino ai massimi livelli, alimentano la <strong>concentrazione dei redditi<\/strong>, perch\u00e9 si sposano con persone di un livello di reddito e di istruzione equivalente. Abbiamo cos\u00ec una doppia spinta verso la disuguaglianza: i saperi richiesti che occupano i pochi che guadagnano molto e i matrimoni fra simili che guadagnano bene. Questa doppia <strong>spinta verso la disuguaglianza<\/strong> si blocca se si torna alle tecnologie precedenti e se le donne tornano fra le mura domestiche. Ed ecco il punto di vista minoritario. Poich\u00e9 questo ritorno \u00e8 assai improbabile, una soluzione \u00e8 lasciar correre la disuguaglianza redistribuendo i redditi attraverso la fiscalit\u00e0. La scommessa del punto di vista minoritario \u00e8 quella che afferma che la crescita della disuguaglianza tassata possa generare un reddito da distribuire maggiore di quello che si avrebbe riportando l&#8217;economia al passato. Il punto di vista maggioritario desidera una maggiore eguaglianza, che otterrebbe non lasciando correre la disuguaglianza. L\u2019obiettivo si otterrebbe solo fermando le innovazioni.<\/p>\n<p><strong>Nel suo libro parla anche di Europa. <\/strong><strong>Qual <\/strong><strong>\u00e8 la sua opinione sul funzionamento attuale dell\u2019Unione europea? Cosa risponde a chi vede nell\u2019uscita dall\u2019euro una soluzione alla crisi?<br \/>\n<\/strong>L\u2019Europa politica si pu\u00f2 costruire solo a partire da quella economica. Grazie alle crisi che spingono il <strong>processo politico<\/strong>, la costruzione europea prende forma. Per esempio, la crisi pandemica ha dato spinta a <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/05\/la-lezione-di-next-generation-eu-e-limportanza-della-solidarieta-nellue\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">emettere un debito comune<\/a> per farvi fronte. I difetti di cui si parla, come la lontananza dai cittadini e la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/abbandonare-il-voto-allunanimita-e-necessario-per-avere-una-politica-estera-europea\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">mancanza di una politica estera comune dell\u2019Unione<\/a>, non sono immediatamente risolvibili. <strong>Ci vuole tempo<\/strong>. L\u2019Italia aveva un debito pubblico costoso, un costo del denaro per le aziende e le famiglie altrettanto costoso. La ragione era nella spinta a generare inflazione del sistema di allora. Per coprirsi dall\u2019inflazione si chiedeva un interesse elevato. Grazie all\u2019euro, <strong>il costo del denaro in Italia si \u00e8 compresso<\/strong>. In questo modo si pu\u00f2 far meglio fronte al debito pubblico e privato e quindi modernizzare il Paese. Con la lira tornerebbe sotto traccia la tentazione di governare con l\u2019inflazione i molti conflitti di interesse. La tentazione di usare il bilancio pubblico per acquisire consenso, tentazione che in passato ha generato il gran debito, grazie all\u2019euro diventa certo non impossibile, ma molto difficile.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-88747 alignleft\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/9788862508223_0_0_626_75-200x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/9788862508223_0_0_626_75-200x300.jpeg 200w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/9788862508223_0_0_626_75-120x180.jpeg 120w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/9788862508223_0_0_626_75.jpeg 418w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/>Cosa c\u2019\u00e8 all<\/strong>\u2019<strong>origine del populismo? Quale interrogativi solleva sul concetto di rappresentanza?<br \/>\n<\/strong>Non \u00e8 chiaro quanto il <strong>populismo<\/strong> sia una vicenda con radici culturali, come mostra il desiderio di mantenere le identit\u00e0 messe in crisi dalla modernizzazione, piuttosto che con radici economiche, come mostra la sua insorgenza nelle aree colpite dalla globalizzazione. O meglio, non \u00e8 chiaro quale peso dare alle due radici. Il Populismo \u00e8 una corrente politica contraria al potere costituito, favorevole all&#8217;autoritarismo, e, non ultimo, al nativismo. Il populismo ha fede nella saggezza &#8211; perch\u00e9 sa che cosa si deve fare, e nella virt\u00f9 \u2013 perch\u00e9 \u00e8 ontologicamente onesta, della gente ordinaria &#8211; <em>ordinary people, silent majority<\/em>, in contrapposizione alle classi dirigenti che sono corrotte &#8211; ed anche incapaci, da qui la polemica sugli specialisti che nulla sanno, e sull&#8217;inutilit\u00e0 del sapere scientifico. Si noti che la gente ordinaria \u00e8 considerata dai populisti una massa omogenea capace di esprimere <strong>un solo punto di vista<\/strong>, talmente ovvio, ossia facile da conoscere senza alcuna ricerca, da essere tosto condiviso. Gli interrogativi che solleva sono evidenti. L\u2019espulsione della complessit\u00e0 e della delega agli specialisti dalla vita politica alla fine non pu\u00f2 che alimentare<strong> l\u2019autoritarismo<\/strong>.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>L<\/strong>\u2019<strong>ultima domanda che solleva nel suo libro \u00e8 \u201cQuali soluzioni per il Bel Paese\u201d<\/strong><strong>?&#8230;<br \/>\n<\/strong>In tutti i Paesi sviluppati, quindi Italia compresa, si sono da tempo esaurite alcune delle caratteristiche della grande crescita del Secondo dopoguerra, l\u2019uscita dalla povert\u00e0 legata al passaggio dall&#8217;agricoltura alla manifattura, e la demografia positiva. Nel caso italiano si hanno dei<strong> vincoli che rallentano<\/strong> la gi\u00e0 modesta spinta alla crescita che si ha in tutti i Paesi: l&#8217;alfabetizzazione ritardata, la polverizzazione dell\u2019apparato produttivo, e il gran debito pubblico. In Italia, infine, e di nuovo a differenza di molti altri Paesi, esiste il nodo secolare legato alle grandi <strong>disparit\u00e0 regionali<\/strong>.<\/p>\n<p>Un primo passo per spingere il Bel Paese verso un&#8217;ulteriore modernizzazione \u00e8 stato fatto con la decisione di aderire al sistema dell&#8217;euro che impedisce di mantenere in vita le debolezze del Paese con gli aggiustamenti legati all\u2019inflazione e al cambio. Restano ancora aperti e di davvero difficile soluzione i <strong>problemi strutturali che hanno radici secolari<\/strong> come il Meridione e la polverizzazione dell\u2019apparato produttivo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con l\u2019economista Giorgio Arfaras, autore del libro \u201cLa storia non \u00e8 finita \u2013 Dalle origini del capitalismo alle varianti occidentale e orientale\u201d, da poco uscito per Guerini e Associati, ragioniamo su alcuni dei temi trattati nel testo, come capitalismo, disuguaglianze, crescita economica, Europa.\u00a0 Quali tipi di capitalismo abbiamo avuto dal XX secolo? 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