{"id":88715,"date":"2021-06-30T06:21:30","date_gmt":"2021-06-30T04:21:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=88715"},"modified":"2021-07-07T08:48:30","modified_gmt":"2021-07-07T06:48:30","slug":"il-flop-franco-tedesco-sui-contatti-tra-ue-e-putin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/06\/il-flop-franco-tedesco-sui-contatti-tra-ue-e-putin\/","title":{"rendered":"Il flop franco-tedesco sui contatti tra Ue e Putin"},"content":{"rendered":"<p>Sappiamo da tempo che <strong>la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/parigi-berlino-la-leadership-non-lasse-che-muove-leuropa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">coppia franco-tedesca<\/a><\/strong>, pur restando indispensabile, non \u00e8 pi\u00f9 in grado di guidare da sola la politica dell\u2019Unione europea. Tuttavia un <strong>flop clamoroso<\/strong> come quello della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/06\/tra-putin-e-orban-lultimo-consiglio-europeo-di-merkel\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">recente iniziativa<\/a> di Parigi e Berlino tendente a <strong>ristabilire contatti al massimo livello con Vladimir Putin<\/strong>, non si era mai visto.<\/p>\n<p>Essa non ha solo incontrato la <strong>prevedibile ostilit\u00e0 dei Paesi dell&#8217;Est<\/strong>, ma anche le esplicite reticenze di un numero importante degli altri membri. In realt\u00e0 la proposta, oltre che essere maldestra e intempestiva, rischia di rivelarsi controproducente. Come se non bastasse, \u00e8 anche di difficile comprensione.<\/p>\n<p>Il documento franco-tedesco aveva una sua logica. Conteneva tutte le ovvie constatazioni del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/04\/la-russia-non-e-interessata-ad-avere-un-dialogo-costruttivo-con-leuropa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">comportamento ostile<\/a> della Russia nei nostri confronti, minacciava nuove sanzioni, ma indicava anche <strong>l\u2019opportunit\u00e0 di dialogare con la Russia<\/strong> su un certo numero di temi di interesse comune. Tutte cose largamente condivise e anche di buon senso. Al punto da domandarsi perch\u00e9 un\u2019analisi non dissimile da quella appena fornita dalla Commissione, giustificasse un\u2019iniziativa franco-tedesca. In realt\u00e0, non dissimile tranne che su un punto: le conclusioni. I diplomatici sperimentati che ne erano gli autori a Parigi e a Berlino non potevano ignorare che l\u2019attenzione sarebbe stata riservata esclusivamente a queste: la proposta di riprendere con la Russia i contatti al massimo livello che erano stati interrotti dopo l\u2019annessione della Crimea.<\/p>\n<p>Proposta peraltro avanzata in assenza di un qualsiasi gesto che dimostrasse una disponibilit\u00e0 di Putin <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/06\/relazioni-ue-russia-il-ritorno-alla-normalita-e-lontano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">a cambiare registro<\/a>. L\u2019unica giustificazione era di dire: \u201cL\u2019ha fatto Biden, perch\u00e9 non noi?\u201d. Il problema \u00e8 che <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/06\/biden-putin-una-stretta-di-mano-per-suggellare-relazioni-mai-cosi-complicate\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>l\u2019incontro di Ginevra fra Putin e Biden<\/strong><\/a>, che comunque non ha prodotto alcun risultato tangibile, aveva soprattutto il fine di chiudere l\u2019era Trump\u00a0rendendo un certo numero di messaggi pi\u00f9 chiari. Sulle finalit\u00e0 dei rinnovati incontri al massimo livello con l\u2019Ue, plana invece una grande ambiguit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Emmanuel Macron<\/strong> ha detto che il dialogo europeo con Putin deve essere \u201cambizioso, esigente e fedele ai nostri valori\u201d. \u00c8 una bella frase che per\u00f2 contiene un <strong>triangolo impossibile<\/strong>. Se il dialogo deve essere esigente e fedele ai nostri valori, \u00e8 impossibile che sia anche ambizioso. Tutti sanno che le probabilit\u00e0 di ottenere da Putin concessioni importanti sulle cose che ci interessano, sono <strong>pari a zero<\/strong>. Come pure sono pari a zero le concessioni che possiamo ragionevolmente fare noi. Mollare l\u2019Ucraina? Accettare la presenza russa in Libia? Alleggerire le sanzioni in cambio di cosa? Ambizioso \u00e8 del resto il contrario di ci\u00f2 che \u00e8 stato l\u2019incontro di Ginevra con Biden.<\/p>\n<p><strong>Iniziativa intempestiva<br \/>\n<\/strong>Nel mondo reale, contrariamente a ci\u00f2 che succede nei think tank, il tempismo \u00e8 il principale metro di giudizio di un\u2019iniziativa politica. Il documento franco-tedesco \u00e8 caduto come un fulmine a ciel sereno alla vigilia di un <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/06\/tra-putin-e-orban-lultimo-consiglio-europeo-di-merkel\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Consiglio europeo<\/a> dove tutto sembrava predisposto per confermare, almeno su questo punto, l\u2019unit\u00e0 dell\u2019Ue. \u00c8 utile ricordare la sequenza degli avvenimenti. Pochi giorni prima, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/06\/al-g7-biden-suona-la-carica-della-sfida-occidentale-alla-cina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">in Cornovaglia<\/a> e poi <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/06\/biden-leuropeo-dalla-pace-ue-usa-alla-nato-risorta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">al vertice Nato<\/a>, gli europei e Biden avevano espresso una forte unit\u00e0 nella volont\u00e0 di contrastare le iniziative aggressive di Putin. Inoltre, in preparazione del Consiglio Europeo, la Commissione e l\u2019Alto rappresentante Josep Borrel avevano prodotto un testo in cui si documentava la \u201c<strong>spirale negativa<\/strong>\u201d dei rapporti fra l\u2019Ue e la Russia. Infine, alla vigilia del Consiglio e in strana coincidenza con l\u2019iniziativa di Parigi e Berlino, la Russia aveva compiuto atti ostili verso una nave della Royal Navy, quindi di un paese alleato anche se non pi\u00f9 membro dell\u2019UE, in missione nel Mar Nero.<\/p>\n<p>L\u2019incontro di Ginevra intervenuto nel frattempo non aveva peraltro apportato alcun elemento di novit\u00e0. Il buon senso avrebbe dovuto suggerire che <strong>il tempismo non fosse quello giusto<\/strong> e che l\u2019iniziativa avrebbe richiesto un&#8217;accurata preparazione con gli Usa, con alcuni paesi dell\u2019est, in particolare la Polonia e i Baltici, ma anche con altri membri dell\u2019Ue come l\u2019Italia, i Paesi Bassi e gli scandinavi; il buon senso avrebbe suggerito anche l&#8217;Ucraina. Il risultato \u00e8 quello che si \u00e8 visto e ha provocato il palese malumore di Macron e Merkel in chiusura del Consiglio europeo. \u00c8 raro che un\u2019iniziativa di due Paesi cos\u00ec importanti venga <strong>mutilata nel comunicato finale<\/strong> anche di parti che in condizioni normali avrebbero potuto trovare un largo consenso.<\/p>\n<p>Nessuno nega che ci siano <strong>numerose ragioni per tenere aperto il dialogo con Mosca<\/strong>; alcune di esse sono quelle elencate nel documento in questione. Tutti convengono sull\u2019opportunit\u00e0 di <strong>evitare un eccessivo avvicinamento della Russia alla Cina<\/strong>. \u00c8 tuttavia evidente che incontri al massimo livello sono concepibili e possono essere utili solo quando si ha in anticipo un\u2019idea dei risultati attesi e soprattutto solo dopo un periodo di maturazione. Nessuna delle due condizioni \u00e8 per il momento riunita. Il paradosso \u00e8 che ora \u00e8 tutto pi\u00f9 difficile, compreso il dialogo con Putin. L\u2019unit\u00e0 degli europei verso la Russia che sembrava realizzata, oggi <strong>appare compromessa<\/strong> tra l\u2019altro avendo messo in un angolo i due Paesi pi\u00f9 importanti. I mai sopiti timori americani di inaffidabilit\u00e0 degli alleati europei rischiano di essere risvegliati. In queste condizioni anche manifestazioni di buonsenso possono diventare regali politici a Putin.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>La politica di Berlino verso Mosca<br \/>\n<\/strong>La domanda \u00e8 legittima. Se all\u2019origine ci fosse <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/05\/macron-omaggia-napoleone-e-si-prepara-alla-battaglia-delle-presidenziali\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Macron<\/a>, maestro di mobilit\u00e0 diplomatica e non nuovo a iniziative estemporanee, una spiegazione ci sarebbe. Si ricorder\u00e0 il suo tentativo, rimasto senza risultato di rilanciare il dialogo con Putin, ricevuto in Francia con tutti gli onori. Si ricorder\u00e0 anche il commento attribuito ad <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/01\/il-lungo-arrivederci-della-germania-ad-angela-merkel\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Angela Merkel<\/a><\/strong> dopo una di queste iniziative estemporanee: \u201cMi piace prendere il te insieme a Macron, ma poi lui rompe le tazze e io devo mettere insieme i cocci\u201d. Questa volta tutto lascia invece pensare che all\u2019origine ci sia proprio lei, la grande maestra della prudenza e del tempismo. Purtroppo non ha rotto solo le tazze ma tutto il servizio, presumibilmente di preziosa porcellana di Meissen.<\/p>\n<p>In America ma non solo c\u2019\u00e8 sempre stato un sospetto di <strong>eccessiva condiscendenza<\/strong> <strong>della Germania nei confronti della Russia<\/strong>. Basta poco per risvegliare ricordi bismarkiani, o gli accordi segreti con l\u2019Urss negli anni \u201920 per aggirare i limiti che il trattato di Versailles aveva imposto al nuovo esercito tedesco. Come pure si possono ricordare i sospetti che sorsero quando Willy Brandt lanci\u00f2 la sua <strong>Ostpolitik<\/strong>. Con Merkel i sospetti sono largamente ingiustificati. \u00c8 vero che c\u2019\u00e8 stata la pessima gestione del problema del <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/lavvelenamento-di-navalny-conferma-che-con-la-russia-di-putin-non-si-puo-piu-essere-business-as-usual\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Nord Stream 2<\/a><\/strong>. Si \u00e8 permesso per negligenza che diventasse un simbolo della dipendenza energetica dell\u2019Ue dalla Russia, quando in realt\u00e0 loro hanno altrettanto bisogno di esportare il gas verso l\u2019Europa quanto noi di importarlo; dipendenza del resto destinata a diminuire se il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/01\/linee-guida-diplomazia-green-deal\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Green Deal<\/a> diventasse una cosa seria. Il problema \u00e8, ed \u00e8 sempre stato, quello della protezione degli interessi della Polonia e dell\u2019Ucraina; questione che solo ora sembra essere al centro delle riflessioni tedesche. Ma \u00e8 stato pi\u00f9 un <strong>errore di gestione politica<\/strong> che una deviazione dalla solidariet\u00e0 occidentale.<\/p>\n<p>Per il resto, l<strong>a politica di Merkel verso la Russia era stata finora impeccabile<\/strong>. Lei \u00e8 notoriamente il solo leader europeo che Putin prende sul serio; il dialogo che ha costantemente intrattenuto con lui \u00e8 sempre stato senza cedimenti. Senza la sua <strong>leadership<\/strong> difficilmente l\u2019Ue avrebbe potuto trovare l\u2019unit\u00e0 intorno alle sanzioni e agli accordi di Minsk. Tutto ci\u00f2 rende ancora pi\u00f9 difficile da capire questo passaggio a vuoto. A volte la consapevolezza di non avere molto tempo a disposizione pu\u00f2 condurre ad accelerazioni controproducenti. La peggiore delle prospettive sarebbe ora quella di iniziative unilaterali francesi, tedesche o di entrambi. Comunque sia, ora qualcuno dovr\u00e0 \u201c<strong>rimettere insieme i cocci<\/strong>\u201d. Difficile immaginare che lo facciano due governi ormai in campagna elettorale. \u00c8 sicuramente un compito per la Commissione. Non \u00e8 escluso che <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/dalleuropa-al-g20-il-banco-di-prova-internazionale-del-governo-draghi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">un ruolo possa spettare anche all\u2019Italia<\/a><\/strong>, rafforzata dal suo ritrovato euro-atlantismo.\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0<strong>\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><small>Foto di copertina EPA\/AXEL SCHMIDT \/ POOL<\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sappiamo da tempo che la coppia franco-tedesca, pur restando indispensabile, non \u00e8 pi\u00f9 in grado di guidare da sola la politica dell\u2019Unione europea. Tuttavia un flop clamoroso come quello della recente iniziativa di Parigi e Berlino tendente a ristabilire contatti al massimo livello con Vladimir Putin, non si era mai visto. 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