{"id":88786,"date":"2021-07-07T08:47:57","date_gmt":"2021-07-07T06:47:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=88786"},"modified":"2021-07-12T07:07:29","modified_gmt":"2021-07-12T05:07:29","slug":"g20accordo-imposta-minima-globale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/07\/g20accordo-imposta-minima-globale\/","title":{"rendered":"Il G20 verso un accordo sull&#8217;imposta minima globale per le multinazionali"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/la-presidenza-italiana-del-g20\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-86592 size-medium\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IAIxG20_Banner_16x9-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IAIxG20_Banner_16x9-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IAIxG20_Banner_16x9-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IAIxG20_Banner_16x9-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IAIxG20_Banner_16x9-495x278.jpg 495w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IAIxG20_Banner_16x9-360x203.jpg 360w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IAIxG20_Banner_16x9-125x70.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IAIxG20_Banner_16x9-850x480.jpg 850w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IAIxG20_Banner_16x9.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>L\u2019accordo sulla <strong>tassazione delle multinazionali<\/strong>, sar\u00e0, se le previsioni verranno rispettate, il <strong>piatto forte della riunione dei ministri delle Finanze e dei governatori delle Banche centrali del G20<\/strong>, che si terr\u00e0 <strong>a Venezia<\/strong> il 9 e 10 luglio. Forse il ministro francese dell\u2019Economia <strong>Bruno Le Maire<\/strong> esagera quando lo definisce \u201cil pi\u00f9 importante accordo internazionale concluso nell\u2019ultimo secolo\u201d, ma, se vedr\u00e0 la luce, sar\u00e0 difficile negarne il valore storico.<\/p>\n<p>\u00c8 infatti il <strong>primo tentativo organico di introdurre regole fiscali su scala mondiale<\/strong> per governare l\u2019impatto dell\u2019impetuosa globalizzazione dell\u2019economia degli ultimi decenni e della crescente pervasivit\u00e0 del digitale. Per la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/la-presidenza-italiana-del-g20\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>presidenza italiana del G20<\/strong><\/a> sarebbe un notevole successo.<\/p>\n<p><strong>Accordo storico<\/strong><br \/>\n\u00c8 da tempo che i governi discutono di come riuscire a <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/05\/riforma-fisco-europa-stati-uniti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>tassare in modo pi\u00f9 equo ed efficace le grandi compagnie globali<\/strong><\/a>, una sfida che l\u2019ascesa dei giganti del web ha fortemente acuito. Il potere fiscale \u00e8 <strong>una delle prerogative fondamentali della sovranit\u00e0 nazionale<\/strong> e non \u00e8 poco se i leader del G20, cio\u00e8 delle maggiori economie del mondo, accetteranno di sottoporsi a un comune quadro regolatorio in tale materia, promuovendolo su scala globale.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo \u00e8 duplice: economico e sociale. Per dirla con il segretario al Tesoro americano <strong>Janet Yellen<\/strong>, grande fautrice dell\u2019accordo: \u201cPorre fine alla corsa al ribasso nella tassazione delle societ\u00e0 e assicurare maggiore equit\u00e0 alla classe media e ai lavoratori\u201d. Non si vuole solo invertire la tendenza alla progressiva erosione della base fiscale, facendo pagare le tasse alle grandi imprese laddove effettivamente operano. Le risorse aggiuntive che si spera di poter reperire grazie dal nuovo regime di tassazione aiuterebbero anche i governi a pagare i debiti contratti per far fronte alla pandemia e a continuare a finanziare la spesa sociale.<\/p>\n<p><strong>Staffetta G7-G20<\/strong><br \/>\nUn impulso decisivo \u00e8 venuto dai leader del forum pi\u00f9 ristretto del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/06\/al-g7-biden-suona-la-carica-della-sfida-occidentale-alla-cina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>G7<\/strong><\/a> che a inizio giugno, in Cornovaglia, ha dato il suo imprimatur all\u2019intesa. Quest\u2019ultima era stata, peraltro, gi\u00e0 ampiamente discussa in sede G20. La <strong>sinergia tra i due forum<\/strong> sembra, questa volta, aver funzionato.<\/p>\n<p>Ad aprire la strada a questo passaggio del testimone \u00e8 stato, a sua volta, l\u2019accordo raggiunto il 1\u00b0 luglio a Parigi da 130 Paesi su un progetto messo a punto da un <strong>gruppo di lavoro legato all\u2019Ocse<\/strong>, nel cui ambito si \u00e8 svolto il processo negoziale, tecnicamente assai complesso. Tutti i Paesi del G20 hanno accettato la bozza di accordo, comprese India e Cina. <strong>Solo nove<\/strong> paesi coinvolti nei negoziati non hanno sottoscritto l\u2019intesa, compresi tre europei, Irlanda, Estonia e Ungheria.<\/p>\n<p>Stando all\u2019intesa di Parigi, le <strong>nuove regole<\/strong> dovrebbero inizialmente applicarsi alle imprese <strong>multinazionali con pi\u00f9 di 20 miliardi di euro di affari l\u2019anno e con almeno il 10% di margine di profitto<\/strong>, ma queste soglie sono ancora oggetto di negoziato. Si terr\u00e0 conto quindi sia del fatturato sia della redditivit\u00e0. In questo regime rientrerebbero naturalmente i giganti del web, i cosiddetti <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/un-digital-act-per-leuropa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Gafa<\/strong><\/a> (Google, Apple, Facebook, Amazon).<\/p>\n<p><strong>I due pilastri<\/strong><br \/>\nL\u2019accordo si basa su <strong>due \u201cpilastri\u201d<\/strong>. Il primo riguarda la <strong>ripartizione dei profitti<\/strong> e mira a far s\u00ec che le imprese multinazionali paghino pi\u00f9 tasse nei Paesi dove effettivamente vendono i loro prodotti e servizi, compresi numerosi Paesi in via di sviluppo, anzich\u00e9 dove dichiarano i loro profitti (spesso Stati con i livelli di tassazione pi\u00f9 bassi). Si stima che si potrebbe cos\u00ec ampliare la base imponibile di 100 miliardi di dollari.<\/p>\n<p>Il secondo pilastro prevede una <strong>tassa minima del 15% a livello globale<\/strong> (inizialmente il presidente americano Biden aveva proposto il 21%). Le multinazionali sarebbero quindi soggette a una tassazione minima in tutte le giurisdizioni nazionali in cui operano. <strong>Verrebbero cos\u00ec eliminati i paradisi fiscali<\/strong>. L\u2019accordo include anche specifici meccanismi per incrementare le entrate fiscali che i Paesi pi\u00f9 poveri ricavano dai profitti delle multinazionali.<\/p>\n<p>Come sottolineato dal ministro dell\u2019Economia, Daniele Franco, l\u2019idea \u00e8 anche di <strong>dare maggiore certezza fiscale alle imprese<\/strong>, evitando la doppia tassazione e introducendo nuovi meccanismi per la prevenzione e risoluzione delle controversie fiscali fra Paesi. Le <strong>tasse nazionali sui servizi digitali<\/strong> introdotte da vari Stati, Italia compresa, <strong>saranno eliminate<\/strong> una volta che l\u2019accordo entrer\u00e0 a regime. \u00c8 questo un punto che sta particolarmente a cuore agli Stati Uniti, che considera queste cosiddette \u201cweb taxes\u201d penalizzanti per i suoi giganti del web.<\/p>\n<p>\u00c8 da tempo evidente che <strong>abbiamo bisogno di una fiscalit\u00e0 globale<\/strong> che consenta di ridurre distorsioni e disuguaglianze divenute sempre pi\u00f9 inaccettabili e di ridare ossigeno a finanze pubbliche sotto pressione. Un accordo al G20 sulla tassazione minima per le multinazionali lungo queste linee rappresenterebbe un tassello importante di una<strong> riforma della governance globale basata sui principi del multilateralismo efficace<\/strong>.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina ANSA\/ MINISTERO ECONOMIA E FINANZE <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019accordo sulla tassazione delle multinazionali, sar\u00e0, se le previsioni verranno rispettate, il piatto forte della riunione dei ministri delle Finanze e dei governatori delle Banche centrali del G20, che si terr\u00e0 a Venezia il 9 e 10 luglio. 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