{"id":88794,"date":"2021-07-08T10:26:34","date_gmt":"2021-07-08T08:26:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=88794"},"modified":"2021-07-08T10:32:03","modified_gmt":"2021-07-08T08:32:03","slug":"katalin-kariko-la-biochimica-ungherese-che-dopo-lmrna-punta-al-nobel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/07\/katalin-kariko-la-biochimica-ungherese-che-dopo-lmrna-punta-al-nobel\/","title":{"rendered":"Katalin Karik\u00f3: la biochimica ungherese che dopo gli studi sull&#8217;mRNA punta al Nobel"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/i-volti-di-visegrad\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-88253 size-medium\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/VISEGRAD_Banner_16x9-300x169.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/VISEGRAD_Banner_16x9-300x169.jpeg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/VISEGRAD_Banner_16x9-768x432.jpeg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/VISEGRAD_Banner_16x9-1024x576.jpeg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/VISEGRAD_Banner_16x9-495x278.jpeg 495w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/VISEGRAD_Banner_16x9-360x203.jpeg 360w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/VISEGRAD_Banner_16x9-125x70.jpeg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/VISEGRAD_Banner_16x9-850x480.jpeg 850w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/VISEGRAD_Banner_16x9.jpeg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Si chiama <strong>Katalin Karik\u00f3<\/strong>, \u00e8 una biochimica ungherese nata nel 1955 a Szolnok, citt\u00e0 posta a un centinaio di chilometri da Budapest. Il suo nome \u00e8 legato ai <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/05\/vaccini-ricerca-e-salute-sono-i-fili-di-una-nuova-cortina-di-ferro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>vaccini anti Covid-19<\/strong><\/a>, perch\u00e9 la scienziata, che oggi \u00e8 <strong>vicepresidente senior di BioNTech<\/strong> e docente a contratto all\u2019<strong>Universit\u00e0 della Pennsylvania<\/strong>, ha dedicato la sua vita di studiosa allo sviluppo di una terapia genica basata sull\u2019mRNA.<\/p>\n<p>Figlia di una contabile e di un macellaio, mostra un grande interesse per la scienza fin dalle scuole elementari, e all\u2019et\u00e0 di otto anni si classifica prima a un concorso sullo studio della fauna selvatica. La giovane promette bene ma non si ferma a questi gi\u00e0 incoraggianti risultati, dal momento che al liceo ottiene un riconoscimento come migliore studentessa di biologia. Consegue la laurea a Szeged nel 1978 e sempre a Szeged si specializza in biochimica al Centro di Ricerche Biologiche.<\/p>\n<p>In questo istituto comincia a svolgere <strong>ricerche sull\u2019mRNA<\/strong> grazie a una borsa di studio dell\u2019Accademia Ungherese delle Scienze (Mta). Nel 1985, per\u00f2, deve abbandonare il Centro per tagli del personale dipendente. A quel punto va negli Stati Uniti con la sua famiglia per portare avanti una carriera che aveva avviato con buone premesse.<\/p>\n<p><strong>Il trasferimento negli Usa<\/strong><br \/>\nSiamo nel 1990: la Karik\u00f3, <strong>chiamata negli Usa anche &#8220;KK&#8221;<\/strong>, \u00e8 docente all\u2019Universit\u00e0 della Pennsylvania e presenta una domanda di borsa di studio contenente la proposta di istituire una terapia genica basata sull\u2019mRNA. Il tema passa, da quel momento, al centro dell\u2019interesse della scienziata che porta avanti le sue ricerche in condizioni spesso disagevoli per l\u2019insufficienza dei fondi, e soprattutto per il fatto che, all\u2019epoca, la comunit\u00e0 scientifica non credeva in questo progetto di studio.<\/p>\n<p>Nel 1995 sta per ottenere la cattedra ma subisce una retrocessione a dei gradi inferiori. In pi\u00f9 viene colpita da un tumore mentre il marito \u00e8 bloccato in Ungheria per problemi di visto. Lei stessa racconta di essere stata sul punto di lasciar perdere le sue ricerche data la situazione sfavorevole.<\/p>\n<p>Un incontro, per\u00f2, la persuade a non desistere: \u00e8 quello con Drew Wissman, docente di immunologia all\u2019Universit\u00e0 della Pennsylvania. Con lui, Karik\u00f3 porta avanti ricerche sull\u2019<strong>attivazione immunitaria<\/strong> mediata dall\u2019RNA e scopre, sempre insieme allo studioso statunitense, le modifiche nucleoside che sopprimono l\u2019immunogenicit\u00e0 dell\u2019RNA. Un risultato che consente l\u2019uso terapeutico dell\u2019mRNA.<\/p>\n<p><strong>Il lavoro sull&#8217;mRNA<\/strong><br \/>\nCon Weissman deposita brevetti riguardanti l\u2019applicazione di RNA non immunogenico e modificato dal nucleoside. Alla base di questo principio \u00e8 la tecnologia che \u00e8 stata autorizzata da <strong>BioNTech<\/strong> e <strong>Moderna<\/strong> per sviluppare i rispettivi vaccini contro il Covid-19. Tutto questo dopo anni di tentativi, di difficolt\u00e0 e di chiare espressioni di scetticismo da parte della comunit\u00e0 scientifica.<\/p>\n<p>Nel 2006 KK \u00e8 cofondatrice di <strong>RNARx di cui diviene anche ceo<\/strong>, nel 2013 accetta un\u2019offerta di lavoro fattale dall\u2019azienda tedesca BioNTech che cinque anni dopo raggiunge un accordo con la Pfizer per l\u2019elaborazione di vaccini a mRNA. Quello prodotto dai due soggetti contro il Covid-19 ha, secondo la comunit\u00e0 scientifica, <strong>un\u2019efficacia superiore al 90%<\/strong>.<\/p>\n<p>Karik\u00f3 sostiene di non aver mai avuto dubbi al riguardo e aggiunge di essere sempre stata aiutata nella sua carriera dall\u2019ottimismo. Come abbiamo visto ha avuto un grande ruolo nello sviluppo di questi prodotti, elaborati a fronte di una pandemia che ha messo in crisi i servizi sanitari di ogni paese del mondo. Lei afferma di essere felice di sapere di aver avuto un ruolo nella ricerca di una possibile soluzione, di un <strong>modo di combattere efficacemente il virus<\/strong>.<\/p>\n<p>Nel corso della sua carriera ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra i quali gli ungheresi Sz\u00e9chenyi e Semmelweis e il Premio Principe delle Asturie per la ricerca scientifica e tecnica, quest\u2019ultimo spagnolo. Tutti e tre le sono stati attribuiti nel 2021.<\/p>\n<p><strong>I rapporti con la politica<\/strong><br \/>\nVeniamo ora alla politica e per questo torniamo indietro nel tempo: nel 1978 la Karik\u00f3 ottenne il suo primo impiego come assistente di ricerca a Szeged, ma <strong>la polizia segreta la mise di fronte a una condizione<\/strong>: accettare di collaborare con l\u2019apparato per la sicurezza interna o dire addio alla sua carriera di ricercatrice e vedere suo padre denunciato per essere stato partecipe delle manifestazioni di protesta avvenute nell\u2019autunno del 1956. La studiosa racconta di aver avuto paura e di aver per questo firmato il documento di assunzione.<\/p>\n<p>Nel periodo compreso fra il 1978 e il 1985 fu classificata come <strong>risorsa del controspionaggio<\/strong>: il suo compito era quello di indentificare chiunque, nell\u2019istituto, avesse sottratto o tentato di sottrarre segreti industriali o scientifici. La Karik\u00f3 racconta di non aver mai denunciato nessuno, anche perch\u00e9, dice, \u201cdi segreti non ce n\u2019erano\u201d.<\/p>\n<p>Torniamo ai nostri giorni: lo scorso mese di maggio la studiosa \u00e8 stata nominata cittadina onoraria di Szeged; a quel punto sono iniziati i problemi. Un sito web di estrema destra,<strong> Kuruc<\/strong>, ha pubblicato la storia della sua assunzione con reclutamento da parte dei servizi di sicurezza. Con una dichiarazione attraverso i media la scienziata ha prontamente riconosciuto le modalit\u00e0 con le quali era stata assunta a Szeged e ribadito il fatto di essere stata<strong> costretta ad accettare il reclutamento<\/strong> da parte dei servizi di sicurezza ma di non aver mai denunciato nessuno.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 questo attacco da parte di un portale neonazista ed antisemita? Secondo l\u2019interessata il motivo potrebbe essere politico o legato a un\u2019iniziativa del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/01\/qanon-e-la-vulnerabilita-delle-societa-democratiche\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">movimento no-vax<\/a>. Katalin Karik\u00f3 precisa comunque di non essere interessata alla vicenda e che preferisce continuare ad occuparsi del suo lavoro di ricercatrice. C\u2019\u00e8 anche chi dice che, come tale, <strong>meriterebbe il Nobel<\/strong>.<\/p>\n<p><em><small>Nel 30esimo anniversario dalla creazione del Gruppo di Visegr\u00e1d (<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/i-30-anni-del-gruppo-di-visegrad-unalleanza-mutevole-nel-cuore-deuropa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">che abbiamo ricordato qui<\/a>), AffarInternazionali cura un ciclo di approfondimenti sui volti che popolano l\u2019universo dei quattro Paesi che fanno parte della formazione (Ungheria, Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca), in collaborazione con l\u2019Osservatorio sociale mitteleuropeo (Osme). <\/small><\/em><\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/Csilla Cseke <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si chiama Katalin Karik\u00f3, \u00e8 una biochimica ungherese nata nel 1955 a Szolnok, citt\u00e0 posta a un centinaio di chilometri da Budapest. 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