{"id":88875,"date":"2021-07-14T15:52:25","date_gmt":"2021-07-14T13:52:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=88875"},"modified":"2021-07-14T16:45:00","modified_gmt":"2021-07-14T14:45:00","slug":"secondo-lonu-sono-donne-e-bambini-i-piu-colpiti-dalla-pandemia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/07\/secondo-lonu-sono-donne-e-bambini-i-piu-colpiti-dalla-pandemia\/","title":{"rendered":"Secondo l&#8217;Onu sono donne e bambini i pi\u00f9 colpiti dalla pandemia"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 passato pi\u00f9 di un anno ormai dall\u2019inizio della <strong>pandemia da Covid-19<\/strong> che tuttora, con tutte le conseguenze che ne sono derivate, attanaglia il mondo. Gli effetti della crisi sanitaria sono stati costantemente sotto la lente d\u2019ingrandimento delle autorit\u00e0 nel corso del tempo, con lo scopo di poter monitorare gli impatti e le esternalit\u00e0 negative che questa ha comportato.<\/p>\n<p>A livello globale gli effetti sono stati devastanti e le categorie colpite molteplici, tuttavia l\u2019ultimo rapporto dell\u2019<strong>Onu<\/strong>\u00a0in materia, pubblicato nei giorni scorsi, certifica che <a href=\"https:\/\/protect.everywomaneverychild.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>donne e bambini sono stati i pi\u00f9 colpiti<\/strong><\/a>. Nel 2020, inoltre, circa un decimo della popolazione mondiale (fino a 800 milioni di persone) ha sofferto di malnutrizione, facendo registrare un significativo peggioramento rispetto all\u2019anno precedente con 100 milioni di persone in pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;impatto sulle donne<br \/>\n<\/strong>Durante i periodi di lockdown sono <strong>aumentati i casi di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/la-giornata-contro-la-violenza-sulle-donne-e-il-lavoro-che-ancora-resta-da-fare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">violenza sulle donne<\/a><\/strong> tra le mura domestiche, con le vittime che in quella situazione hanno avuto maggiori difficolt\u00e0 nel denunciare e nel rivolgersi ai servizi di aiuto e supporto. L\u2019impatto della pandemia sulle donne \u00e8 stato molto duro, specialmente <strong>nel mondo del lavoro<\/strong>. Con la chiusura delle scuole e i bambini costretti nelle loro case, molte donne, specialmente in paesi con politiche di congedo familiare assenti o limitate, sono state costrette a lasciare il lavoro.<\/p>\n<p>La\u00a0presidente della Repubblica estone\u00a0<strong>Kersti Kaljulaid<\/strong>, avvocato globale dal segretario generale delle Nazioni Unite, ha dichiarato che &#8220;durante questo periodo a soffrire di pi\u00f9 sono state le persone pi\u00f9 deboli. Anche le donne dei Paesi pi\u00f9 sviluppati sono state penalizzate nella societ\u00e0. Hanno bisogno di aiuto\u201d rimarcando la necessit\u00e0 di implementare i \u201cprogrammi di assistenza scolastica o di assistenza nutrizionale. Ci siamo affrettati a fornire aiuti di sostegno alternativi, ma non dimentichiamoci delle donne e di quei piccoli che gi\u00e0 erano in una situazione precaria anche prima della pandemia, ora per loro \u00e8 un gran passo indietro. Della serie tutto pu\u00f2 essere questione di vita o di morte.&#8221;<\/p>\n<p><strong>Le conseguenze sui bambini<br \/>\n<\/strong>Proprio la <strong>mancanza di occasioni di apprendimento per i bambini<\/strong> dovuta alle interruzioni scolastiche \u00e8 un altro dei temi approfonditi dall\u2019Onu. In questo momento le scuole primarie e secondarie sono ancora chiuse in 19 paesi, interessando oltre 156 milioni di studenti.<\/p>\n<p>Nella <a href=\"https:\/\/www.unicef.org\/press-releases\/statement-reopening-schools-cannot-wait\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>dichiarazione dell\u2019Unicef<\/strong><\/a> si legge che <strong>le scuole dovrebbero essere le ultime a chiudere e le prime a riaprire<\/strong>. \u201cNei loro sforzi per limitare la trasmissione, i governi hanno troppo spesso chiuso le scuole e le hanno tenute chiuse per periodi prolungati, anche quando la situazione epidemiologica non lo giustificava. Queste azioni sono state spesso prese come primo ricorso piuttosto che come ultima misura. In molti casi le scuole sono state chiuse mentre bar e ristoranti sono rimasti aperti\u201d.<\/p>\n<p>Perdita di apprendimento, aumento del disagio mentale e sviluppo ridotto delle abilit\u00e0 sociali, sono questioni le cui <strong>conseguenze per i bambini si faranno sentire nel loro rendimento scolastico e nell&#8217;impegno sociale<\/strong>, nonch\u00e9 sulla loro salute fisica e mentale. I pi\u00f9 colpiti poi sono chiaramente i bambini con le risorse maggiormente limitate a causa del contesto che li circonda, non avendo gli strumenti per l\u2019apprendimento a distanza.<\/p>\n<p>Nel documento si legge inoltre che \u201cLa riapertura delle scuole non pu\u00f2 aspettare che tutti gli insegnanti e gli studenti vengano vaccinati. Con la carenza globale di vaccini che affligge i paesi a basso e medio reddito, vaccinare i lavoratori in prima linea e quelli pi\u00f9 a rischio di malattie gravi e morte rimarr\u00e0 una priorit\u00e0. Tutte le scuole dovrebbero fornire l&#8217;apprendimento di persona il prima possibile, senza barriere all&#8217;accesso\u201d. L\u2019esortazione ai governi per \u201c<strong>evitare una catastrofe generazionale<\/strong>\u201d \u00e8 molto chiara.<\/p>\n<p><small>A cura di Damiano Mascioni<\/small><\/p>\n<p><small>Foto di copertina UN Photo\/Eskinder Debebe<\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 passato pi\u00f9 di un anno ormai dall\u2019inizio della pandemia da Covid-19 che tuttora, con tutte le conseguenze che ne sono derivate, attanaglia il mondo. 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