{"id":88903,"date":"2021-07-16T09:27:50","date_gmt":"2021-07-16T07:27:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=88903"},"modified":"2021-07-26T13:43:43","modified_gmt":"2021-07-26T11:43:43","slug":"lue-tra-intese-transatlantiche-e-autonomia-strategica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/07\/lue-tra-intese-transatlantiche-e-autonomia-strategica\/","title":{"rendered":"L\u2019Ue tra intese transatlantiche e autonomia strategica"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-86592 size-medium\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IAIxG20_Banner_16x9-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IAIxG20_Banner_16x9-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IAIxG20_Banner_16x9-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IAIxG20_Banner_16x9-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IAIxG20_Banner_16x9-495x278.jpg 495w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IAIxG20_Banner_16x9-360x203.jpg 360w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IAIxG20_Banner_16x9-125x70.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IAIxG20_Banner_16x9-850x480.jpg 850w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IAIxG20_Banner_16x9.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>\u201c<strong>Sarebbe un bene per l\u2019Europa, per gli Stati Uniti e per il mondo<\/strong>\u201d. Nel recente incontro a Bruxelles con i vertici delle istituzioni europee, la segretaria Usa al Tesoro\u00a0<strong>Janet Yellen<\/strong> non ha usato mezzi termini a proposito dei progetti europei per il <strong>completamento del mercato unico e dell\u2019Unione economica e monetaria<\/strong>.<\/p>\n<p>La responsabile del Tesoro dell&#8217;amministrazione Biden ha fatto questa cristallina dichiarazione a sostegno dell\u2019integrazione europea all\u2019indomani della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/07\/g20accordo-imposta-minima-globale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>\u201cstorica\u201d intesa in seno al G20 sulla tassazione delle multinazionali<\/strong><\/a>. In un clima dunque di grande soddisfazione, e persino di entusiasmo.<\/p>\n<p><strong>Web tax adieu<\/strong><br \/>\nSul piano pratico ha pesato positivamente la decisione degli europei di <strong>rinunciare<\/strong>, almeno provvisoriamente, all\u2019introduzione della <strong>tassa sui giganti del web<\/strong>, la cosiddetta \u201cweb tax\u201d. I vertici dell\u2019Ue si sono impegnati a dare ora priorit\u00e0 all\u2019attuazione dell\u2019accordo sulla tassazione delle multinazionali. La stessa Yellen era tornata pi\u00f9 volte, di recente, a denunciare la \u201cweb tax\u201d come una <strong>misura discriminatoria nei confronti delle imprese americane<\/strong>, sollecitando gli europei a metterla da parte una volta per tutte. Per la Casa Bianca, che ha bisogno del sostegno del Congresso sul progetto della tassazione minima per le multinazionali, questo impegno da parte europeo era fondamentale.<\/p>\n<p>Questo <em>do ut des<\/em>\u00a0 &#8211; tassazione minima per la multinazionali in cambio della rinuncia alla web tax &#8211; era d\u2019altronde parte integrante dell\u2019intesa, come precisato anche nella dichiarazione finale del recente incontro dei ministri delle Finanze e dei governatori delle Banche centrali del <strong>G20<\/strong> tenutosi <strong>a Venezia sotto presidenza italiana<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019accordo sulle tassazione delle multinazionali riguarderebbe ovviamente anche il settore del digitale, con il vantaggio di essere applicato sul piano globale. Bisogner\u00e0 per\u00f2 aspettarne l\u2019entrata a regime, prevista per il 2023, sempre che nel frattempo non emergano difficolt\u00e0 tecniche o insormontabili ostacoli politici. E alcuni a Bruxelles hanno storto la bocca anche perch\u00e9 il progetto della web tax era stato presentato come <strong>una prova della determinazione dell\u2019Ue a proseguire <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/03\/autonomia-strategica-concetto-chiave\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sulla strada dell&#8217;autonomia strategica<\/a><\/strong>\u00a0anche nei confronti del partner e alleato storico d\u2019oltreoceano.<\/p>\n<p><strong>Fine dell\u2019autonomia strategica?<\/strong><br \/>\nMa che fine far\u00e0 allora, in questo clima si ritrovata intesa transatlantica, l\u2019autonomia strategica tanto agognata dai vertici comunitari? <strong>Non \u00e8 in realt\u00e0 un obiettivo a cui Bruxelles sia disposta a rinunciare<\/strong>. Anche perch\u00e9 non riguarda solo i rapporti con Washington. Anzi, la volont\u00e0 di sottrarsi ai condizionamenti e alle interferenze di Pechino e Mosca si \u00e8 venuto sempre pi\u00f9 rafforzando. Se con Biden alla Casa Bianca gli spazi per un\u2019intesa su molte questioni aperte nei rapporti transatlantici, incluse alcune che si trascinano da tempo, si sono notevolmente ampliati, <strong>le tensioni con Cina e Russia si sono invece inasprite,<\/strong> sfociando nella reciproca imposizione di nuovi sanzioni, e non si intravvedono al momento spiragli significativi per un\u2019inversione di tendenza nelle relazioni con Pechino e Mosca.<\/p>\n<p>Ci sono poi una serie di settori, compreso quello commerciale, in cui le persistenti divergenze tra Ue e Usa non sono facili da appianare e non si possono escludere nuovi irrigidimenti dall\u2019una o dall\u2019altra parte. Anche le esperienze recenti non sono tutte positive. Quando, nei primi mesi di quest\u2019anno, gli europei si sono trovati in grave <strong>difficolt\u00e0 nell\u2019approvvigionamento dei vaccini<\/strong>, hanno ricevuto ben poca solidariet\u00e0 da parte degli Usa, tra i principali paesi produttori dei vaccini, bench\u00e9 alcuni governi, incluso quello italiano, avessero mostrato di farvi affidamento.<\/p>\n<p>Inoltre, il trauma subito con Trump non si dimentica tanto facilmente e aleggia lo spettro in Europa di un ritorno alla Casa Bianca, tra tre anni e mezzo, di un presidente sovranista che rimetta in discussione le iniziative di impronta multilateralista intraprese da Biden.<\/p>\n<p><strong>Integrazione come premessa per l\u2019autonomia<\/strong><br \/>\nLa vicenda dei vaccini ha messo impietosamente in luce le vulnerabilit\u00e0 europee, confermando come in molti settori\u00a0 fondamentali per il benessere e la protezione dei cittadini la <strong>ricerca di una \u201csovranit\u00e0 europea\u201d<\/strong> sia una <strong>via obbligata<\/strong>. Sarebbe dunque un errore rinunciare al progetto dell\u2019autonomia strategica, una volta scremato dai suoi aspetti meno realistici.<\/p>\n<p>Peraltro, se il ritrovato clima di fiducia con la Casa Bianca si riveler\u00e0 fruttuoso di nuove intese, per gli europei sarebbe pi\u00f9 facile concentrarsi su altre priorit\u00e0, incluso il <strong>completamento dei progetti gi\u00e0 avviati di integrazione interna<\/strong>. Progetti che in molti settori sono peraltro la premessa indispensabile per l\u2019acquisizione di un\u2019effettiva autonomia strategica. Si pensi soltanto allo scarso coordinamento e all\u2019assenza di efficaci strumenti comuni in materia di politica sanitaria e industriale.<\/p>\n<p>Anche sotto questo rispetto, le recenti parole di sostegno e incoraggiamento per il progetto europeo pronunciate dalla segretario al Tesoro Usa non vanno sottovalutate. Sono il riconoscimento che<strong> la cooperazione transatlantica pu\u00f2, per molti versi, avvantaggiarsi di un\u2019Ue pi\u00f9 coesa e integrata<\/strong>. \u00c8 da tempo che da Washington non veniva un simile messaggio.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina ANSA\/ANDREA MEROLA <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cSarebbe un bene per l\u2019Europa, per gli Stati Uniti e per il mondo\u201d. Nel recente incontro a Bruxelles con i vertici delle istituzioni europee, la segretaria Usa al Tesoro\u00a0Janet Yellen non ha usato mezzi termini a proposito dei progetti europei per il completamento del mercato unico e dell\u2019Unione economica e monetaria. 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