{"id":88924,"date":"2021-07-21T10:46:12","date_gmt":"2021-07-21T08:46:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=88924"},"modified":"2021-07-28T08:22:49","modified_gmt":"2021-07-28T06:22:49","slug":"il-piano-di-bruxelles-per-il-clima-e-i-suoi-picconatori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/07\/il-piano-di-bruxelles-per-il-clima-e-i-suoi-picconatori\/","title":{"rendered":"Il piano di Bruxelles per il clima e i suoi picconatori"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/07\/clima-con-il-pacchetto-fit-for-55-lue-passa-dalle-parole-ai-fatti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Il piano di decarbonizzazione faticosamente approvato<\/strong><\/a> mercoled\u00ec 14 luglio dalla Commissione europea rappresenta una provvidenziale svolta, dall&#8217;enunciazione di obiettivi alla definizione di azioni per conseguirli; ma rischia di essere smontato da <strong>convergenti picconature nel corso del \u201ctrilogo\u201d<\/strong>, i negoziati interistituzionali con Parlamento e Consiglio. Gli interessi dei <strong>consumatori<\/strong> a mantenere bassi i prezzi e dei governi a non perdere consensi elettorali si alleano a quelli delle <strong>grandi imprese<\/strong>, in primo luogo quelle dell\u2019automobile e delle fonti di energia, a danno delle generazioni future.<\/p>\n<p>In Europa si era diffusa gi\u00e0 da alcuni anni la consapevolezza che un riscaldamento di due gradi avr\u00e0 conseguenze disastrose, per cui occorre puntare al tetto di 1,5 gradi &#8211; l&#8217;obiettivo fissato dagli Accordi di Parigi sul clima del 2015, <em>ndr<\/em> -; e che non basta indicare traguardi di riduzione delle emissioni &#8211; 55% al 2030, neutralit\u00e0 nel 2050 &#8211; ma bisogna <strong>decidere oggi come arrivarci<\/strong>, affinch\u00e9 l\u2019industria abbia il tempo di adeguarsi. Il nome dato al piano, \u201c<strong>Fit for 55<\/strong>\u201d, significa appunto attrezzarsi per raggiungere effettivamente l\u2019obiettivo del 55%.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/clima-la-folle-retromarcia-donald-trump\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>La presidenza Trump ci ha fatto perdere\u00a0 quattro anni preziosi<\/strong><\/a> (ma va anche detto che la Commissione guidata da Jean-Claude Juncker, amico delle multinazionali, non era forse pronta a iniziative coraggiose). L\u2019Europa, responsabile oggi\u00a0 del 10% delle emissioni di CO<sub>2<\/sub>, pu\u00f2 incidere positivamente sulla evoluzione del clima solo se pu\u00f2 <strong>contare sull\u2019effetto trascinamento del suo esempio<\/strong>. Finch\u00e9 gli Stati Uniti remavano contro, la motivazione a fare sacrifici isolati per il clima era troppo debole. Con il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/con-biden-e-kerry-il-ritorno-di-una-superpotenza-climatica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>binomio Biden-Kerry<\/strong><\/a> le prospettive cambiano, anche se la precaria maggioranza al Senato e il lavorio delle lobby impediranno una vera rivoluzione verde. Insieme, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/blogpost\/clima-usa-biden-verde-ue\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Ue e Usa<\/strong><\/a>\u00a0possono <strong>sperare di indurre la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/clima-la-cina-black-new-deal\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Cina a porsi obiettivi pi\u00f9 ambiziosi<\/a><\/strong>: sinora Pechino ha solo promesso di raggiungere il picco nel 2030, in altre parole continuer\u00e0 ad aumentare le emissioni per un decennio.<\/p>\n<p><strong>Il timore di ripercussioni elettorali<\/strong><br \/>\nLa commendevole iniziativa pilotata da <strong>Ursula von der Leyen<\/strong> e dal suo vice, <strong>Frans Timmermans<\/strong>, \u00e8 la cartina al tornasole che ha messo a nudo la <strong>fede ambientalista pi\u00f9 che altro verbale di molti governi<\/strong>. Fra cui il nostro, che si fa scudo delle perplessit\u00e0 della Francia, solitamente affiancata alla Germania quando si tratta di far fare passi avanti all\u2018Europa, ma in questo caso preoccupata per le possibili reazioni violente come all\u2019epoca dei <em>gilets jaunes<\/em>, e delle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/06\/alle-regionali-macron-traballa-inizia-la-corsa-alleliseo-2022\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ripercussioni elettorali<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Si accusa la Commissione di irrealistica precipitazione<\/strong>, e si chiede pi\u00f9 tempo, quasi che il suo piano imponesse cambiamenti radicali nella mobilit\u00e0 e nella generazione di energia nel giro di 2-3 anni. Lo stesso ministro Roberto Cingolani, responsabile della Transizione ecologica, ha impiegato argomenti fuorvianti: molti italiani non possono permettersi una macchina elettrica, e anche se riuscissimo a trasformare entro qualche anno l\u2019intero parco auto, non avremmo ancora una produzione di elettricit\u00e0 verde sufficiente, dovremmo quindi caricare le batterie bruciando carbone o gas.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 la bozza della Commissione <strong>prospetta il full-electric nel 2035<\/strong> (quando si prevede che il differenziale di prezzo sia calato, grazie al progresso tecnologico e alle economie di scala) e solo per le nuove immatricolazioni. Le vecchie auto a benzina continueranno a circolare, ma sempre meno grazie a prevedibili incentivi alla rottamazione e all\u2019aumento del prezzo del carburante.<\/p>\n<p>\u00c8 giustificato pretendere un ancora <strong>maggiore gradualismo<\/strong>, quando \u00e8 ormai risaputo che il punto di non ritorno (scioglimento dei ghiacci artici, fatale fra l\u2019altro per Venezia) \u00e8 questione di pochi anni? Siamo come un paziente oncologico che sa di doversi operare ma chiede di rimandare di una decina di anni&#8230;<\/p>\n<p><strong>Le resistenze<\/strong><br \/>\nNon c\u2019\u00e8 dubbio che l\u2019estensione dei <strong>permessi di emissione onerosi<\/strong> (carbon credits) ai trasporti e a vari rami industriali &#8211; in applicazione del <strong>principio \u201cchi inquina paga\u201d<\/strong> &#8211; si ripercuoter\u00e0 sui prezzi della benzina, dei trasporti e di molti beni di consumo. Ma a parte il fatto che si incentiveranno cos\u00ec cambiamenti virtuosi dei nostri comportamenti, indispensabili se vogliamo vincere la battaglia per il clima, \u00e8 stato autorevolmente calcolato che <strong>i costi dell\u2019adattamento a un riscaldamento di 2 o pi\u00f9 gradi sarebbero assai pi\u00f9 alti<\/strong>. Il fronte degli oppositori mette in evidenza i disagi che gli aumenti di prezzo infliggeranno agli strati della popolazione pi\u00f9 deboli, senza menzionare che il piano prevede un apposito fondo per interventi compensativi (oltre 70 miliardi in sette anni), e che il <strong>Recovery Plan<\/strong> Next Generation EU serve anche a questo.<\/p>\n<p>La propensione dei consumatori a rinviare i sacrifici, come quella dei governi a rinviare le ripercussioni elettorali e le difficolt\u00e0 di bilancio fanno il gioco delle lobby. L\u2019industria automobilistica \u00e8 in grado di spostare tutta la produzione sull\u2019elettrico entro il 2035; ma ha <strong>interesse a sfruttare un po\u2019 pi\u00f9 a lungo vecchi brevetti e attrezzature<\/strong>. Analogamente, le aziende elettriche hanno interesse a prolungare la vita delle centrali tradizionali; e molti Stati sono riluttanti ad impegnare ingenti risorse di bilancio per gli indennizzi relativi alle chiusure anticipate.<\/p>\n<p><strong>Queste resistenze non sono una peculiarit\u00e0 italiana<\/strong>, ma sono condivise da Paesi &#8211; i mediterranei quelli che i nordici chiamano &#8220;ClubMed&#8221; &#8211; afflitti da analoghi problemi cronici di bilanci in deficit e di disoccupazione, e da debole consapevolezza dei pericoli del cambiamento climatico.<\/p>\n<p><strong>Altre resistenze vengono dal <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/i-volti-di-visegrad\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">gruppo di Visegr\u00e1d<\/a><\/strong>: la Polonia non \u00e8 disposta a rinunciare al carbone, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/dal-recovery-fund-perverso-alla-liberta-accademica-tutti-i-fronti-aperti-da-orban-in-europa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">l\u2019Ungheria di Orb\u00e1n<\/a> \u00e8 sensibile agli interessi della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/04\/la-russia-non-e-interessata-ad-avere-un-dialogo-costruttivo-con-leuropa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Russia<\/a>, suo fornitore quasi esclusivo di energia, anche per affinit\u00e0 ideologiche. Tutti e quattro si distinguono per una <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/ue-modello-bancomat-i-numeri-dietro-il-veto-di-polonia-e-ungheria\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">concezione utilitaristica della appartenenza alla Ue<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/lunione-europea-e-la-guerra-culturale-in-polonia-e-ungheria\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">l\u2019insofferenza per le politiche \u201cidealistiche \u201c<\/a> coltivate a Bruxelles e Strasburgo.<\/p>\n<p><strong>Il ruolo dell&#8217;Italia<\/strong><br \/>\nUn fatto preoccupante \u00e8 che in questo caso delle istanze nazionali siano state difese non solo dai vari rappresentanti in seno al Consiglio, come \u00e8 naturale, <strong>ma da singoli membri della Commissione<\/strong>. In linea di principio dovrebbero essere svincolati da interessi e orientamenti dei propri Paesi di origine. Circa <strong>un terzo di loro ha fatto mettere a verbale il proprio dissenso<\/strong> su alcuni aspetti.<\/p>\n<p>Non fa eccezione l\u2019austriaco <strong>Johannes Hahn<\/strong>, il quale ha addirittura votato contro, e vi si \u00e8 vista una conferma della vicinanza alle posizioni di Visegr\u00e1d attribuita al governo di Vienna guidato da\u00a0\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/06\/kurz-e-in-difficolta-ma-il-governo-con-i-verdi-in-austria-per-ora-regge\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Sebastian Kurz<\/strong><\/a>. In realt\u00e0, mentre \u00e8 innegabile che il giovane cancelliere sia un assai tiepido europeista, non risulta che Hahn prenda istruzioni da Vienna. In una intervista allo \u201cStandard\u201d ha dichiarato che sostiene interamente il piano: il suo voto contrario sarebbe connesso alla sua responsabilit\u00e0 istituzionale come commissario al Bilancio e motivato dalla preoccupazione per la tendenza a smantellare, di fronte alle pressioni americane, le nuove \u201crisorse proprie\u201d (<em>web tax<\/em>, c<em>arbon border tax<\/em>) destinate a finanziare il <strong>Green Deal<\/strong>, e in particolare il rimborso dei prestiti che alimentano il Recovery Plan, facendone ricadere il peso sulla &#8220;next generation&#8221;.<\/p>\n<p>In quanto <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/la-presidenza-italiana-del-g20\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">presidente del G20<\/a> (il 22-23 luglio al palazzo Reale di Napoli, il ministro Cingolani ospiter\u00e0 la riunione dei colleghi titolari di Ambiente e Energia delle principali economie del mondo) e co-presidente della<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/litalia-lue-e-il-clima-lagenda-verde-nella-triangolazione-cop26-g20-g7\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> Cop26 di Glasgow<\/a>, <strong>all\u2019Italia spetta la responsabilit\u00e0 di sostenere senza tentennamenti il Green Deal di Ursula von der Leyen<\/strong>, e cos\u00ec pure l\u2019originario progetto di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/07\/g20accordo-imposta-minima-globale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">tassare (l\u00e0 dove operano) le grandi societ\u00e0<\/a> che macinano profitti grazie a Internet e alle restrizioni Covid, anche se poco gradito oltre Atlantico.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/STEPHANIE LECOCQ <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il piano di decarbonizzazione faticosamente approvato mercoled\u00ec 14 luglio dalla Commissione europea rappresenta una provvidenziale svolta, dall&#8217;enunciazione di obiettivi alla definizione di azioni per conseguirli; ma rischia di essere smontato da convergenti picconature nel corso del \u201ctrilogo\u201d, i negoziati interistituzionali con Parlamento e Consiglio. 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